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24 Aprile, 2025
ViniAmo 2025 Terza Edizione 4-5 Maggio 2025
Il piacere è alle porte…ViniAmo arriva fra 10 giorni!
Un weekend di vino, gusto e cultura ti aspetta a Roma il 4 e 5 Maggio. ViniAmo 2025 torna nella Capitale con la sua terza edizione, ancora più ricca e sorprendente. Due giornate dedicate all’esplorazione del gusto tra centinaia di vini italiani e internazionali, esperienze gastronomiche, masterclass imperdibili e incontri con produttori appassionati e visionari.
Hotel Cristoforo Colombo – Roma EUR
Una location moderna, accogliente, con spazi sia al chiuso che all’aperto, perfetta per vivere un’esperienza di degustazione completa, dinamica e rilassata
Servizio navetta gratuito dalla metro Eur Fermi attivo per tutta la durata dell’evento. QUANDO IL VINO È SPECIALE, ALLORA VINIAMO!
Degustazioni libere, prelibatezze gastronomiche, masterclass guidate da grandi esperti, premi per i vini più amati e tanti nuovi volti del vino italiano ed europeo. 4 OTTIMI MOTIVI PER NON MANCARE Assaggi senza confini. Oltre 300 etichette da scoprire, tra cantine italiane da nord a sud e selezioni estere. Nessuna competenza richiesta, solo curiosità e voglia di gustare Non solo vino. Salumi, formaggi, dolci artigianali, tartufi, grappe, birre, olio EVO e molto altro. Un percorso multisensoriale che valorizza ogni sorso. Masterclass esclusive a numero chiuso con il celebre Armando Castagno e altri grandi interpreti del mondo enologico. Un viaggio unico tra territori iconici come Borgogna, Loira e Barbera d’Asti DOCG. Il gusto premiato. Lunedì 5 maggio, i migliori vini e cantine saranno premiati con i 4 Cuori di ViniAmo, assegnati anche grazie ai voti dei partecipanti di domenica. IL PROGRAMMA COMPLETO DI VINIAMO 2025 Domenica 4 Maggio | 11:00 – 19:00
Ingresso banchi d’assaggio: 25€
Ridotto: 20€ (sommelier, studenti tesserati, gruppi 8+)
2 Masterclass d’eccezione guidate dall’esperienza di Armando Castagno Vecchie Vigne di Borgogna | 11:30 – 13:30 | 90€ È un seminario con molti punti d’interesse. Anzitutto, il territorio della Borgogna, uno dei più celebrati al mondo, del quale percorreremo idealmente le strade e i sentieri, toccando sei comuni di grande fascino per analizzarne storia, tendenze stilistiche e tratti identitari del vino. Il denominatore comune delle prestigiose bottiglie scelte è la loro provenienza da vigneti di età venerabile. Cosa forniscono di speciale le “vieilles vignes” – sovente menzionate in etichetta – al vino finale? A queste e altre domande risponderanno al mattino esposizione frontale e degustazione di sei etichette di Borgogna scelte dal relatore per la loro efficacia didattica tanto quanto per la loro straripante bontà. Vini in degustazione Bourgogne Aligoté Sous les Roches “Vigne de 1945” 2022 – Cellier Aux Moines Marsannay Rouge Clos du Roi Vieilles Vignes 2022 – René Bouvier Nuits-Saint-Georges Rouge Vieilles Vignes 2020 – Robert Chevillon Volnay Vieilles Vignes 2022 – Thierry Glantenay Santenay Vieilles Vignes 2021 – Marc Colin Corton-Charlemagne Grand Cru 2018 – Bouchard Père et Fils I Bianchi della Loira | 16:00 – 18:00 | 65€ Mille chilometri di percorso di cui più della metà in mezzo a storici territori vitivinicoli caratterizzano l’andamento della Loira, il grande fiume francese attorno al quale si sviluppa una delle più belle e grandi vallate del mondo, tra giardini, castelli, monumenti, chiese e abbazie, ma anche fattorie e cantine, e in cui denominazioni da vino bianco di decisiva importanza a livello mondiale – da Sancerre a Pouilly-Fumé, da Vouvray a Savennières, fino al Muscadet de Sèvre et Maine – compongono un avvincente mosaico. Il seminario con degustazione del pomeriggio percorrerà idealmente la Loira dalle prime vigne di Pouilly fino all’estuario, illustrando via via disciplinari, tendenze, vitigni, stili espressivi e differenze climatiche e geologiche. Vini in degustazione Montlouis Les Bournais 2023 – François Chidaine Anjou Chenin Blanc 2022 – Clau de Nell Saumur “Terres-Amphore” 2022 – Domaine des Roches Neuves Vin de France Sauvignon “Jaquère n. 32” 2021 – Alexandre Bain Sancerre Blanc Les Monts Damnés 2022 – Pascal Cotat Vouvray Le Haut Lieu Moelleux 1ère trie 2020 (dolce) – Domaine Huet Acquistando una Masterclass domenicale, entri gratis ai banchi d’assaggio per entrambi i giorni e partecipi alla Masterclass di lunedì a prezzo ridotto (10€). Lunedì 5 Maggio | 11:00 – 19:00
Ingresso banchi d’assaggio: 20€
Ridotto: 15€ (sommelier, studenti tesserati, gruppi 8+)
Giornata aperta a stampa, operatori del settore e winelovers last-minute! Masterclass: La Barbera d’Asti DOCG secondo Gozzelino 15:00 – 17:00 | 30€
Un viaggio nella tradizione e nell’innovazione della Barbera d’Asti, attraverso sette etichette uniche, tra verticali storiche e nuove interpretazioni. Il tutto con una sorpresa finale! Vini in degustazione Piemonte DOC Rosato “Bric Rosé” 2023 (Barbera 60%, Merlot 40%) Barbera d’Asti DOCG “Ciabot D’La Mandorla” 2021 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Ciabot D’La Mandorla” 2021 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Sergio” 2019 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Sergio” 2015 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Lorenzo” 2019 Moscato d’Asti DOCG “Bruna” 2024 Prenota la tua Masterclass ora, c’è tempo fino al 28 Aprile!
Posti limitati (massimo 34 per Masterclass) Scrivi a masterclass@minelliwineevents.it o compila il form su minelliwinevents.it specificando a quale Masterclass vuoi partecipare e per quante persone è la prenotazione. Conferma la tua iscrizione con bonifico per non perdere il posto!
IT05W0200805211000102556265 – Intestato a Stefano Minelli
Causale: Masterclass “*nome masterclass+” – ViniAmo
(allega i dati per la fattura e il tuo codice SDI) Premiazione 4 Cuori di ViniAmo | ore 17:15 Nel pomeriggio di Lunedì premieremo le migliori cantine e i vini più amati e votati dal pubblico nella giornata di Domenica. Ecco le categorie e i premi che saranno assegnati:
• Miglior Cantina Nord, Centro, Sud Italia
• Miglior Vino Assaggiato
• Cantina Emergente
• Premio “Colpo di fulmine” Chi si aggiudicherà i 4 Cuori di ViniAmo? Partecipa di persona all’evento e seguine l’evoluzione su Instagram Tutti i partecipanti all’Accoglienza pagheranno 5 Euro di cauzione per il calice che verrà restituita alla consegna dello stesso e riceveranno in omaggio una tracolla porta calice CHI CI SARÀ? OLTRE 75 STAND TRA VINO E GASTRONOMIA Cantine italiane da tutte le regioni: Piemonte, Toscana, Veneto, Umbria, Sicilia, Puglia, Lazio e molte altre.
Etichette internazionali con focus su Romania e Francia.
Gastronomia d’eccellenza: Pizza, dolci, tartufi, olio EVO, grappa e birra artigianale.
Con la partecipazione di sponsor come Alcoop Holding e Re/Max Key House Group.
L’elenco cresce ogni giorno… scopri tutte le aziende partecipanti su minelliwinevents.it Vino Cantina Pertinace (Piemonte) Ferrero Cristian (Piemonte) Gozzelino (Piemonte) Valletti Roberta Nascetta (Piemonte) Uvamatris (Piemonte) Coronea (Lombardia) Cà dei Conti (Veneto) Cà San Vito (Veneto) Cantina Sabaini (Veneto) La Nona Pietra (Veneto) Di Gaspero (Friuli) Tenuta Maffone (Liguria) Cantina Messori (Emilia Romagna) L’Agona Vini (Toscana) Cantina della Luce (Toscana) I Fulgurales (Toscana) Lazzeretti (Toscana) Podere Ema (Toscana) Società Agricola Cambioni (Toscana) ATRIVM Azienda Agricola (Toscana) Cantina Fassati (Toscana) Scipio (Toscana) Wine Things – Selezione di circa 7 aziende (Umbria) I Fenicotteri (Umbria) Napolini (Umbria) Cantina Violati (Umbria) Tenute Urani (Marche) Tenuta Grimaldi (Marche) Tenuta Agricola Pesolillo (Abruzzo) Palazzo Battaglini (Abruzzo) Tenute La Padrona (Abruzzo) Vinicio Mita (Lazio) Cantina Villa Gianna (Lazio) La Corte dei Greci (Lazio) Podere Puellae (Lazio) Fontana Candida (Lazio) Tenuta Lungarella (Lazio) Aroma Winery (Campania) Vitematta (Campania) Adele Musella (Campania) Vini Nativ (Campania) Vitivinicola Iovino (Campania) Vitis in Vulture (Basilicata) Giancarlo Ceci (Puglia) Wine Specialists Council – Associazione del Moscato di Trani (Puglia) Tenuta Planisium (Puglia) Maria Faretra (Puglia) Azienda Agricola Serracavallo (Calabria) Tenuta Santoro (Calabria) Cantine Lipari (Sicilia) Cantine Vinci (Sicilia) Sancarraro (Sicilia) Vigna Nica (Sicilia) Sciare dell’Alba (Sicilia) Vino Niboli (Sicilia) Salvatore Murana Vini (Sicilia) Contini 1898 (Sardegna) I Segreti in un Calice (Selezione di vini italiani) Christophe Menges Distributore (Bordeaux Francia) Vino – Aziende estere Domeniile Averesti (Romania) Extra Vino Romizza – Main Stand Pizza (Lazio) La Tradizione (Formaggi, Prosciutti e Salumi) – Lazio Pasticceria Tabiano (Emilia Romagna) Oro24 Tartufi (Lazio) Nativa Bio – Creme spalmabili (Lazio) Bepi Tosolini – Grappa Agricola Nasti – Olio (Puglia) Schininà Brewing – Birrificio (Lazio) Una lista che continuerà ad arricchirsi fino all’ultimo! VINIAMO, IL VINO CHE UNISCE
Organizzato da Minelli Wine Events, il progetto di Stefano Minelli per valorizzare la cultura del vino in modo inclusivo, entusiasmante e consapevole. ViniAmo è più di un evento: è un invito a degustare, capire, emozionarsi e condividere.
Il piacere è alle porte. Non fartelo raccontare. ViniAmo ti aspetta! Contatti & Informazioni
Stefano Minelli: 338 3046072
minelliwine.events@gmail.com
https://minelliwineevents.it/
Per gli addetti stampa la richiesta di accredito va inviata a:
giuliaferrero.press@minelliwineevents.it
Per tutti gli operatori del settore (ristoratori, rappresentanti commerciali, agenti, distributori, ecc.) è possibile richiedere l’accredito scrivendo a: operatori@minelliwineevents.it
Per la conferma dell’accredito per stampa e operatori, per la giornata del 5 Maggio, è necessaria la mail di conferma da parte dell’organizzazione.
Si prega di confermare la propria presenza all’evento entro il 2 Maggio.
Prenotazioni Masterclass:
masterclass@minelliwineevents.it
Per partecipare alle Masterclass è necessaria la conferma di acquisto con i dati riportati WineTales Magazine è media partner di Viniamo La Redazione
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Servizio navetta gratuito dalla metro Eur Fermi attivo per tutta la durata dell’evento. QUANDO IL VINO È SPECIALE, ALLORA VINIAMO!
Degustazioni libere, prelibatezze gastronomiche, masterclass guidate da grandi esperti, premi per i vini più amati e tanti nuovi volti del vino italiano ed europeo. 4 OTTIMI MOTIVI PER NON MANCARE Assaggi senza confini. Oltre 300 etichette da scoprire, tra cantine italiane da nord a sud e selezioni estere. Nessuna competenza richiesta, solo curiosità e voglia di gustare Non solo vino. Salumi, formaggi, dolci artigianali, tartufi, grappe, birre, olio EVO e molto altro. Un percorso multisensoriale che valorizza ogni sorso. Masterclass esclusive a numero chiuso con il celebre Armando Castagno e altri grandi interpreti del mondo enologico. Un viaggio unico tra territori iconici come Borgogna, Loira e Barbera d’Asti DOCG. Il gusto premiato. Lunedì 5 maggio, i migliori vini e cantine saranno premiati con i 4 Cuori di ViniAmo, assegnati anche grazie ai voti dei partecipanti di domenica. IL PROGRAMMA COMPLETO DI VINIAMO 2025 Domenica 4 Maggio | 11:00 – 19:00
Ingresso banchi d’assaggio: 25€
Ridotto: 20€ (sommelier, studenti tesserati, gruppi 8+)
2 Masterclass d’eccezione guidate dall’esperienza di Armando Castagno Vecchie Vigne di Borgogna | 11:30 – 13:30 | 90€ È un seminario con molti punti d’interesse. Anzitutto, il territorio della Borgogna, uno dei più celebrati al mondo, del quale percorreremo idealmente le strade e i sentieri, toccando sei comuni di grande fascino per analizzarne storia, tendenze stilistiche e tratti identitari del vino. Il denominatore comune delle prestigiose bottiglie scelte è la loro provenienza da vigneti di età venerabile. Cosa forniscono di speciale le “vieilles vignes” – sovente menzionate in etichetta – al vino finale? A queste e altre domande risponderanno al mattino esposizione frontale e degustazione di sei etichette di Borgogna scelte dal relatore per la loro efficacia didattica tanto quanto per la loro straripante bontà. Vini in degustazione Bourgogne Aligoté Sous les Roches “Vigne de 1945” 2022 – Cellier Aux Moines Marsannay Rouge Clos du Roi Vieilles Vignes 2022 – René Bouvier Nuits-Saint-Georges Rouge Vieilles Vignes 2020 – Robert Chevillon Volnay Vieilles Vignes 2022 – Thierry Glantenay Santenay Vieilles Vignes 2021 – Marc Colin Corton-Charlemagne Grand Cru 2018 – Bouchard Père et Fils I Bianchi della Loira | 16:00 – 18:00 | 65€ Mille chilometri di percorso di cui più della metà in mezzo a storici territori vitivinicoli caratterizzano l’andamento della Loira, il grande fiume francese attorno al quale si sviluppa una delle più belle e grandi vallate del mondo, tra giardini, castelli, monumenti, chiese e abbazie, ma anche fattorie e cantine, e in cui denominazioni da vino bianco di decisiva importanza a livello mondiale – da Sancerre a Pouilly-Fumé, da Vouvray a Savennières, fino al Muscadet de Sèvre et Maine – compongono un avvincente mosaico. Il seminario con degustazione del pomeriggio percorrerà idealmente la Loira dalle prime vigne di Pouilly fino all’estuario, illustrando via via disciplinari, tendenze, vitigni, stili espressivi e differenze climatiche e geologiche. Vini in degustazione Montlouis Les Bournais 2023 – François Chidaine Anjou Chenin Blanc 2022 – Clau de Nell Saumur “Terres-Amphore” 2022 – Domaine des Roches Neuves Vin de France Sauvignon “Jaquère n. 32” 2021 – Alexandre Bain Sancerre Blanc Les Monts Damnés 2022 – Pascal Cotat Vouvray Le Haut Lieu Moelleux 1ère trie 2020 (dolce) – Domaine Huet Acquistando una Masterclass domenicale, entri gratis ai banchi d’assaggio per entrambi i giorni e partecipi alla Masterclass di lunedì a prezzo ridotto (10€). Lunedì 5 Maggio | 11:00 – 19:00
Ingresso banchi d’assaggio: 20€
Ridotto: 15€ (sommelier, studenti tesserati, gruppi 8+)
Giornata aperta a stampa, operatori del settore e winelovers last-minute! Masterclass: La Barbera d’Asti DOCG secondo Gozzelino 15:00 – 17:00 | 30€
Un viaggio nella tradizione e nell’innovazione della Barbera d’Asti, attraverso sette etichette uniche, tra verticali storiche e nuove interpretazioni. Il tutto con una sorpresa finale! Vini in degustazione Piemonte DOC Rosato “Bric Rosé” 2023 (Barbera 60%, Merlot 40%) Barbera d’Asti DOCG “Ciabot D’La Mandorla” 2021 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Ciabot D’La Mandorla” 2021 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Sergio” 2019 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Sergio” 2015 Barbera d’Asti DOCG Superiore “Lorenzo” 2019 Moscato d’Asti DOCG “Bruna” 2024 Prenota la tua Masterclass ora, c’è tempo fino al 28 Aprile!
Posti limitati (massimo 34 per Masterclass) Scrivi a masterclass@minelliwineevents.it o compila il form su minelliwinevents.it specificando a quale Masterclass vuoi partecipare e per quante persone è la prenotazione. Conferma la tua iscrizione con bonifico per non perdere il posto!
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Causale: Masterclass “*nome masterclass+” – ViniAmo
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• Miglior Cantina Nord, Centro, Sud Italia
• Miglior Vino Assaggiato
• Cantina Emergente
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Organizzato da Minelli Wine Events, il progetto di Stefano Minelli per valorizzare la cultura del vino in modo inclusivo, entusiasmante e consapevole. ViniAmo è più di un evento: è un invito a degustare, capire, emozionarsi e condividere.
Il piacere è alle porte. Non fartelo raccontare. ViniAmo ti aspetta! Contatti & Informazioni
Stefano Minelli: 338 3046072
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https://minelliwineevents.it/
Per gli addetti stampa la richiesta di accredito va inviata a:
giuliaferrero.press@minelliwineevents.it
Per tutti gli operatori del settore (ristoratori, rappresentanti commerciali, agenti, distributori, ecc.) è possibile richiedere l’accredito scrivendo a: operatori@minelliwineevents.it
Per la conferma dell’accredito per stampa e operatori, per la giornata del 5 Maggio, è necessaria la mail di conferma da parte dell’organizzazione.
Si prega di confermare la propria presenza all’evento entro il 2 Maggio.
Prenotazioni Masterclass:
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24 Aprile, 2025
VINARIO4 presenta: DUE PASSI IN VIGNA e il LUNA MATER in verticale
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 29 Marzo, i soliti “ragazzacci” di VINARIO 4 hanno organizzato l’11° Edizione di DUE PASSI IN VIGNA, Evento ormai tradizionale all’interno del variegato panorama romano durante il quale Produttori piccoli e grandi presentano a un vasto pubblico le proprie eccellenze.
Negli spazi dell’ormai solito MERCATO CENTRALE, un gran numero di enoappassionati ha dunque potuto fare un bel viaggio scoprendo nuovi territori o approfondendo la conoscenza di altri più noti.
Non solo banchi d’assaggio ma anche due masterclass dedicate rispettivamente all’Albania di BALAJ SEB WINERY e a una verticale “quasi storica” di quel “LUNA MATER” di FONTANA CANDIDA che non è solo un FRASCATI SUPERIORE DOCG RISERVA ma un vero pezzo di storia enologica dei Castelli Romani.
Beh, io mi sono seduto alla seconda con la curiosità di ripercorrere un cammino già intrapreso 5 anni fa per vedere cosa sia successo a distanza di un lustro a quelle emozioni imbottigliate.
Voi date una letta alle mie impressioni e, se la cosa Vi dovesse stuzzicare, fate un confronto con quanto scritto all’epoca (lo potete trovare qui: https://enoevo.com/2022/06/30/frascati-superiore-docg-riserva-luna-mater-fontana-candida-verticale-storica-2020-2007/).
IL FRASCATI
Certo si fa presto a dire “FRASCATI” e non basteranno certo le mie poche parole a descrivere un vino che da duemila anni arricchisce le tavole di papi e semplici bevitori.
Un vino che ha conosciuto le stelle e che è precipitato nella natural burella di produzioni discutibili consentite da disciplinari perlomeno “permissivi”, che ha rappresentato storia e ricerca di un Territorio e che di quel Territorio ha subito le conseguenze dell’urbanizzazione e dello spopolamento delle campagne dovuto al canto delle sirene di una Capitale che si è poi rivelata specchietto per allodole anziché faro.
Ci sarebbe da parlare a lungo delle Cantine Sociali, e del loro ruolo non sempre positivo all’interno della viticoltura castellana, di quanto il patrimonio ampelografico della zona si sia drasticamente impoverito così come la superficie vitata si sia sostanzialmente dimezzata nell’ultimo ventennio.
E ci sarebbe da dire soprattutto di un Territorio che rappresenta un unicum a livello globale.
Un Territorio dominato dall’enorme edificio del Vulcano Laziale che è summa di un caleidoscopio di suoli, climi, esposizioni, quote…
E riguardo al vino si dovrebbe dire delle uve consentite per la sua produzione, di quel 70% di Malvasia (di Candia o Puntinata) cui aggiungere la restante parte in termini Trebbiano, Greco, Bombino Bianco e/o Bellone (senza però dimenticarsi di quel circa 5% di uve prima “estranee” ai Castelli e capitateci “per caso” durante i reimpianti degli anni ’70).
Ma del FRASCATI non vi dico altro perché vorrei che un po’ di lavoro di ricerca lo faceste anche Voi.
FONTANA CANDIDA E IL “LUNA MATER”
FONTANA CANDIDA nasce “ufficialmente” in quel di Monte Porzio Catone nel 1958 e a tutt’oggi continua a mixare storia, tradizione, grandi numeri e Qualità.
“LUNA MATER” è un “progetto” del 2007, pensato per celebrare i cinquant’anni dell’Azienda.
Un progetto importante che è partito dalla volontà di salvaguardare ed esaltare la tradizione enologica della zona, che è passato attraverso la selezione dei vigneti ritenuti più adatti per età, esposizione, quota e biotipi e per il quale è stato studiato un apposito e complesso protocollo di vinificazione al quale concorrono materiali (acciaio, cemento e legno), tecniche e vendemmie differenti.
Il risultato è un vino che sa di storia e di filosofia, che rappresenta il passato e guarda al futuro.
LA MASTERCLASS
8 le annate in degustazione, un viaggio indietro nel tempo lungo quindici anni che inizia nel 2021 e termina nel 2007, un viaggio che, guardandomi indietro, mostra limiti, propone conferme, lascia che alcune attese rimangano tali e ne programma altre per il futuro.
Certo, l’ambiente non era dei più adatti per una degustazione di questo tipo ma penso di essere riuscito a fare comunque le tare del caso e a “rimanere sul pezzo”.
Voi date una letta ai miei deliri e trafiggetemi di critiche.
1. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2021 RISERVA, FONTANA CANDIDA: a primo naso verrebbe da dire “non pronta”, con quel suo naso ancora impicciato, indeciso se regalarci le erbe aromatiche che condiscono i golosi arrosti castellani o le gliceriche dolcezze che la Malvasia porta in dote.
Certo, ci vuole poco perché riusciate a distinguere bene la mela, i fiori di campo e un ché di miele d’acacia ma nell’allungo sono le balsamicità resinose e un afflato di menta romana su cui focalizzate l’attenzione.
Il sorso segue l’olfatto giocando su un’opulenza un pochino ostentata sottolineata da una glicerica avvolgenza che quasi zittisce l’urlo salino del lungo finale.
87 Punti.
2. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2019 RISERVA, FONTANA CANDIDA: confesso che a cinque anni di distanza ancora aspetto quel roseo futuro che gli avevo pronosticato e che ormai, forse, non verrà più.
Rispetto alla 2021 si presenta con appena di alcol di troppo che, in combutta con l’arruffata freschezza, poco giova all’eleganza olfattiva.
Si distinguono bene l’anice (o è finocchietto selvatico?), lo zenzero, il pepe (che immagino bianco pur confessando la mia difficoltà a distinguerlo dal nero) e uno strascico di spezie orientali tra cui spicca la noce moscata.
In bocca il calore non manca, la muscolare sapidità minerale non fatica a mantenere l’equilibrio complessivo e, in chiusura, la pesca gialla e la nocciola non si vergognano di alzare la mano per intervenire.
88 Punti e il mio premio “MANNAGGIA”.
3. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2017 RISERVA, FONTANA CANDIDA: continua a sorprendermi gridando freschezza nonostante sia figlio di un’annata torrida.
Al naso lascia ampio spazio a una resinosa balsamicità senza far torto al giallo della ginestra, e della scorza di limone e vergognandosi affatto di un po’ più che il solo accennare alla pietra focaia.
Chiude facendoVi stropicciare il naso con una spolverata di pepe mentre Vi apprestate ad apprezzare un sorso nel quale la freschezza tende l’agguato a una sapidità che, inizialmente pavida, fatica a stare a ruota delle glicericità alcoliche ma…dategli tempo!
Eccola infatti distendersi con falcata da ottocentista e allungare in quel secondo giro di pista nel quale dimostra di pungere.
Chiude ricordando la pesca con tutta la sua armellina.
88++ Punti.
4. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2015 RISERVA, FONTANA CANDIDA: cinque anni fa la freschezza sembrava temere un alcol che giocava a morra con il “tre scrocchi” appuntato sotto il tavolino.
Ora, un ulteriore lustro di isolamento in bottiglia sembra aver fatto mettere la testa a posto al secondo e prendere coscienza delle proprie capacità alla prima.
È dunque in un quadro di sostanziale equilibrio che il naso percepisce le grassezze della frutta gialla matura e della marmellata di limoni in una pirica nuvola di pietra sbattuta.
Sorso materico, masticabile, un abbraccio in cui frutta esotica, pera, amaritudini di salvia, mineralità gessosa e sapidità prepotente inscenano un girotondo che pare non aver fine.
91 Punti con, forse, un -.
5. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2012 RISERVA, FONTANA CANDIDA: olfatto un po’ ammucchiato che propone un simpatico disordine di mela golden molto farinosa, frutta esotica, erbe aromatiche e ortolane vegetalità.
Il sorso è sostanzialmente equilibrato e corrispondente, appaga ma…non sorprende (se non per una sorta di “buco” di sapidità, una sorta di inciampo che a metà assaggio lascia che la freschezza faccia il comodo suo).
86+ Punti.
6. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2010 RISERVA, FONTANA CANDIDA: forse sono incappato in una bottiglia “ni”, ma qui mi trovo di fronte a un vino che dichiara opulenza pasticcera alla prima olfazione e si lascia poi andare a inaspettati sgambettii d’agrume e a una singolare nota di oliva verde che sottolinea il sapidissimo incipit gustativo.
Sapidità graffiante che fa da contraltare a una morbidezza di fondo che, con la fantasia, ci trasporta oltr’alpe e, a mio avviso, un po’ troppo fuori da Frascati.
87- Punti.
7. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2008 RISERVA, FONTANA CANDIDA: sciorina dolcezze a trecentosessantagradi, di frutta gialla matura, di cedro candito, di burrosa pasticceria, di spezie orientali, di anice e di…banalmente, uva matura.
In bocca sembra essere invece la rocciosa sapidità quella che comanda ma questa, improvvisamente, pare avere ancora una volta un “mancamento” che incide sull’allungo di un vino che, pur se in forma smagliante…paga lo scotto del “m’aspettavo essere di più”.
87+ Punti.
8. – FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2007 RISERVA, FONTANA CANDIDA: incurante del trascorrere del tempo e orgoglioso di non aver conosciuto legno strilla al mondo intero la propria indole vulcanica.
Di tefritica mineralità, non si vergogna di mostrare un lato “pasticcere” che sa di pastarelle che riempiono domeniche d’altri tempi.
E poi, tra un tè (con latte) e un accenno di pietra focaia arriviamo al sorso.
Severo, integro, dritto, affilato e guerriero come la spada degli antichi Latini ma che evolve in bocca evidenziando con classe quanto percepito dal naso senza mai perdere di vista la strada di mattoni gialli di una sapidità ora minerale ora marina e lasciandoci in dono, in quell’ultima goccia che sporca il bicchiere, accenni di camino e, come nella 2010, un ricordo di oliva verde in salamoia.
Il Ritratto di Dorian Gray fatto vino.
Da bere SOLO se ricordate qualcosa che avete fatto nel 2007.
93 Punti.
A LATERE
DUE PASSI IN VIGNA era però molto altro e io, nonostante non avessi tempo, sono comunque riuscito a ficcare il naso altrove e un paio di vini da porre alla Vostra attenzione li ho trovati:
– SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT NATURE “CARTA BIANCA BOLLATA ROSÉ”, PESCARA VINI (ABRUZZO): 24 mesi e solo Montepulciano per uno spumante che al naso ricorda assolutamente petali di rosa e frutta fresca (fragoline e ribes) ma non si dimentica di raccontare sottovoce quel varietale “green” del vitigno con toni simpaticamente rustici.
Sorso divertente, vivace (appena troppo), di bella freschezza e compita sapidità che in chiusura racconta le dolcezze agrumate del pompelmo rosa.
88– Punti, con generosità, fiducia e speranza in un futuro con 12/24 mesi in più.
– VINO ROSSO “CARTA BIANCA CORDISIO” 2022, PESCARA VINI (ABRUZZO): un Montepulciano non dimentico di quelle vegetalità varietali troppo spesso nascoste, fresco di felci e sottobosco, di eucalipto ed erbe officinali, speziato di pepe e cumino, succoso e rosso di una ciliegia che avrei preferito fosse visciola ma…non si può avere tutto.
Sorso di decisa freschezza, ammiccante, beverino, dissetante, tannico quanto deve e sapido quanto serve.
Semplice, piacevole…chiacchierino.
Serve altro?
88 Punti con, forse, un +.
E QUINDI?
E quindi GRAZIE ai ragazzi di VINARIO4 per avermi voluto ancora tra i piedi e a tutti i Produttori presenti (anche se sono stati pochi quelli che sono riuscito a scocciare).
È stata una bella serata, l’occasione per conoscere nuove realtà e fare un salto indietro nel tempo riassaggiando vecchie conoscenze, rispolverando emozioni e provandone di nuove rendendomi conto ancora una volta che il vino è mutevole, mai uguale a sé stesso, sempre pronto a stupire.
E Voi…siate Curiosi!
SEMPRE
Roberto Alloi
VINODENTRO
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23 Aprile, 2025
Vernaccia di Oristano DOC Riserva. Edizione speciale a 100 anni dalla prima vendemmia della Contini 1898 di Cabras
Un viaggio nel tempo attraverso uno dei più preziosi tesori enologici della Sardegna, per l’occasione il restyling di due etichette della storica Cantina di Cabras, la più antica della Sardegna. Vernaccia di Oristano DOC Riserva Antico Gregori entra nella selezione del 5StarWines-The Book 2026 di Vinitaly 2025.
La Contini 1898 di Cabras, la più antica cantina della Sardegna, si prepara a scrivere un nuovo capitolo dei suoi 127 anni di storia con il lancio di un’edizione speciale che celebra la centesima vendemmia della Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998
Per celebrare questo traguardo, la Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998, assieme all’Antico Gregori Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1991 (quest’ultimo appena elencato nel 5StarWines -The Book 2026 con 94 punti a Vinitaly), si presentano con un nuovo look che rende omaggio all’iconica etichetta del passato e verranno presentate in anteprima al Vinitaly di Verona questo weekend. In linea con l’edizione 2025 del Vinitaly, dedicata all’autenticità e ai grandi vini autoctoni italiani.
A partire da questo mese, gli appassionati potranno trovare nelle migliori enoteche la Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 in edizione limitata (2400 bottiglie), impreziosita da un’etichetta commemorativa 100 anni di Contini creata appositamente per l’occasione, oltre al restyling della bottiglia in una nuova veste che ne esalta l’eleganza senza tempo. Un tributo a 27 anni di paziente attesa e alla tradizione vitivinicola che ha reso la Contini un punto di riferimento nel panorama enologico sardo.
In ogni goccia si concentrano non solo oltre due decenni di attesa paziente, ma anche la passione e la dedizione di quattro generazioni della nostra famiglia, cento vendemmie di Vernaccia.
Mauro Contini, Vicepresidente della Cantina Contini e rappresentante della quarta generazione.
La Vernaccia di Oristano DOC – ricorda Contini – porta la prima denominazione d’origine controllata riconosciuta in Sardegna, istituita nel 1971 – e racconta la storia della nostra terra, il Sinis, e della nostra cantina. È un vero e proprio testimone del tempo: grazie ai ritrovamenti di vinaccioli nel sito di Sa Osa, sappiamo che si coltivava la vite già tra il 1300 e il 1500 a.C.; vinaccioli attribuiti a varietà a bacca bianca. Questo legame profondo con il territorio emerge in ogni calice, ricordandoci quanto le sue radici siano antiche e intimamente connesse alla cultura locale
Nuova etichetta anche per l’“Antico Gregori” Vernaccia di Oristano DOC Riserva, 5StarWines Vinitaly 2025
L’Antico Gregori Vernaccia di Oristano Riserva DOC, il vino più premiato della Cantina Contini, appena nominato e listato nella 5StarWines-The Book 2026 con 94 punti (nonché Platinum per il The Wine Hunter Award e Vino raro e da collezione secondo il Gambero Rosso, tra i numerosi riconoscimenti dell’anno), si rifà il look per la prima volta nella sua storia. Questo straordinario vino, che prende il nome dal “Gregori”, il tipico terreno magro e sabbioso della valle del Tirso elettivo per il vitigno Vernaccia, presenta ora una nuova veste grafica.
Il restyling dell’Antico Gregori 1991, insieme a quello della Riserva 1998, esalta l’identità storica della cantina Contini. Ispirato a un’etichetta del 1970, recupera illustrazioni originali e colori ocra, beige e marrone, reinterpretati con uno stile attuale. La finestra centrale raffigura Su fassoi, imbarcazione lacustre tradizionale dei pescatori, nella laguna di Cabras al tramonto, elemento iconico delle etichette fino al 2024. Le due bottiglie si distinguono fra loro per toni chiari nell’Antico Gregori 1991 e caldi nella Riserva 1998. Un progetto che unisce passato e presente attraverso dettagli simbolici legati al territorio. Il design più raffinato e contemporaneo – a cura dell’agenzia pubblicitaria SEDPLUS – rispecchia la complessità e la ricchezza di questo vino straordinario, frutto di un processo produttivo rimasto immutato nei decenni: uve selezionate a mano dai vigneti storici,
vinificazione secondo antichi metodi e lungo invecchiamento nelle leggendarie cantine di Cabras.
Un omaggio alla tradizione che si proietta nel futuro, mantenendo intatto il carattere unico e inconfondibile che ha reso l'”Antico Gregori” un riferimento imprescindibile nel panorama enologico nazionale e internazionale. Un tesoro unico del territorio oristanese La Vernaccia di Oristano rappresenta uno dei vini più antichi e preziosi della Sardegna, la cui produzione affonda le radici nell’epoca nuragica. Ne sono testimonianza i ritrovamenti nel sito archeologico di Sa Osa, nell’attuale Cabras, dove sono stati rinvenuti vinaccioli risalenti all’epoca della civiltà nuragica, datati intorno al 1300-1500 a.C., e che gli studi archeobotanici attribuiscono a varietà a bacca bianca.
La Cantina Contini, principale custode e produttore di questa tradizione, ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione di questo patrimonio enologico. Il vitigno autoctono prospera nella penisola del Sinis, sulle sponde del Golfo di Oristano, in un territorio dove il clima mediterraneo si esprime con inverni miti ed estati calde e ventilate, perfettamente combinati con i terreni alluvionali, sabbiosi e leggermente argillosi della Bassa Valle del Tirso. A pochi chilometri dalla costa, negli antichi vigneti, alcuni dei quali coltivati ad alberello, crescono le uve di Vernaccia, raccolte tra fine settembre e metà ottobre quando raggiungono la perfetta maturazione e sono particolarmente ricche di zuccheri. Dopo una vinificazione rispettosa della tradizione, con spremitura soffice e fermentazione a temperatura controllata, inizia il lungo e paziente percorso di invecchiamento. Ciò che rende la Vernaccia di Oristano DOC così straordinaria è il suo particolare metodo di affinamento. Nella bottaia della Cantina Contini, situata lungo le sponde dello stagno di Cabras, le botti di rovere e castagno riposano pazientemente al buio, mantenute deliberatamente non completamente piene (scolme). Quattri vini Contini nella 5StarWines-The Book 2026 di Vinitaly Nella guida 5StarWines-The Book 2026 stilata, come da tradizione, ad apertura del Vinitaly, la Contini 1898, oltre all’”Antico Gregori” Vernaccia di Oristano Riserva DOC (con 94 punti), si classifica anche con i vini Isola Dei Nuraghi IGT Bianco I Giganti 2023, Isola dei Nuraghi
IGT Rosso Barrile 2020 e Valle del Tirso IGT Vernaccia Componidori 2022, tutte con un punteggio di 90 punti. Un Cuore antico, una Nuova Casa. Nata nel 1898 per intuizione del capostipite Salvatore Contini, la Cantina Contini 1898 è la prima e più antica cantina della Sardegna. Qui, nelle cantine, site lungo le sponde dello stagno di Cabras, riposano in botte – pazientemente e al
buio – i vini Vernaccia di Oristano DOC e DOC Riserva in attesa di essere imbottigliati. Oggi l’azienda produce una gamma completa di vini, oltre venti etichette tra rossi, bianchi, spumanti e rosé – tra cui il “Karmis” Bianco Isola dei Nuraghi IGT e l’Attilio, spumante
metodo Charmat da uve Vernaccia – presente sia nei mercati nazionali che internazionali. Dal 2022 – dopo un importante lavoro di restyling – è stato inaugurato lo spazio hospitality e multifunzionale, dedicato alle degustazioni, agli eventi e alla visita della Cantina, prenotabili
direttamente dal sito: vinicontini.com La Redazione
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Il restyling dell’Antico Gregori 1991, insieme a quello della Riserva 1998, esalta l’identità storica della cantina Contini. Ispirato a un’etichetta del 1970, recupera illustrazioni originali e colori ocra, beige e marrone, reinterpretati con uno stile attuale. La finestra centrale raffigura Su fassoi, imbarcazione lacustre tradizionale dei pescatori, nella laguna di Cabras al tramonto, elemento iconico delle etichette fino al 2024. Le due bottiglie si distinguono fra loro per toni chiari nell’Antico Gregori 1991 e caldi nella Riserva 1998. Un progetto che unisce passato e presente attraverso dettagli simbolici legati al territorio. Il design più raffinato e contemporaneo – a cura dell’agenzia pubblicitaria SEDPLUS – rispecchia la complessità e la ricchezza di questo vino straordinario, frutto di un processo produttivo rimasto immutato nei decenni: uve selezionate a mano dai vigneti storici,
vinificazione secondo antichi metodi e lungo invecchiamento nelle leggendarie cantine di Cabras.
Un omaggio alla tradizione che si proietta nel futuro, mantenendo intatto il carattere unico e inconfondibile che ha reso l'”Antico Gregori” un riferimento imprescindibile nel panorama enologico nazionale e internazionale. Un tesoro unico del territorio oristanese La Vernaccia di Oristano rappresenta uno dei vini più antichi e preziosi della Sardegna, la cui produzione affonda le radici nell’epoca nuragica. Ne sono testimonianza i ritrovamenti nel sito archeologico di Sa Osa, nell’attuale Cabras, dove sono stati rinvenuti vinaccioli risalenti all’epoca della civiltà nuragica, datati intorno al 1300-1500 a.C., e che gli studi archeobotanici attribuiscono a varietà a bacca bianca.
La Cantina Contini, principale custode e produttore di questa tradizione, ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione di questo patrimonio enologico. Il vitigno autoctono prospera nella penisola del Sinis, sulle sponde del Golfo di Oristano, in un territorio dove il clima mediterraneo si esprime con inverni miti ed estati calde e ventilate, perfettamente combinati con i terreni alluvionali, sabbiosi e leggermente argillosi della Bassa Valle del Tirso. A pochi chilometri dalla costa, negli antichi vigneti, alcuni dei quali coltivati ad alberello, crescono le uve di Vernaccia, raccolte tra fine settembre e metà ottobre quando raggiungono la perfetta maturazione e sono particolarmente ricche di zuccheri. Dopo una vinificazione rispettosa della tradizione, con spremitura soffice e fermentazione a temperatura controllata, inizia il lungo e paziente percorso di invecchiamento. Ciò che rende la Vernaccia di Oristano DOC così straordinaria è il suo particolare metodo di affinamento. Nella bottaia della Cantina Contini, situata lungo le sponde dello stagno di Cabras, le botti di rovere e castagno riposano pazientemente al buio, mantenute deliberatamente non completamente piene (scolme). Quattri vini Contini nella 5StarWines-The Book 2026 di Vinitaly Nella guida 5StarWines-The Book 2026 stilata, come da tradizione, ad apertura del Vinitaly, la Contini 1898, oltre all’”Antico Gregori” Vernaccia di Oristano Riserva DOC (con 94 punti), si classifica anche con i vini Isola Dei Nuraghi IGT Bianco I Giganti 2023, Isola dei Nuraghi
IGT Rosso Barrile 2020 e Valle del Tirso IGT Vernaccia Componidori 2022, tutte con un punteggio di 90 punti. Un Cuore antico, una Nuova Casa. Nata nel 1898 per intuizione del capostipite Salvatore Contini, la Cantina Contini 1898 è la prima e più antica cantina della Sardegna. Qui, nelle cantine, site lungo le sponde dello stagno di Cabras, riposano in botte – pazientemente e al
buio – i vini Vernaccia di Oristano DOC e DOC Riserva in attesa di essere imbottigliati. Oggi l’azienda produce una gamma completa di vini, oltre venti etichette tra rossi, bianchi, spumanti e rosé – tra cui il “Karmis” Bianco Isola dei Nuraghi IGT e l’Attilio, spumante
metodo Charmat da uve Vernaccia – presente sia nei mercati nazionali che internazionali. Dal 2022 – dopo un importante lavoro di restyling – è stato inaugurato lo spazio hospitality e multifunzionale, dedicato alle degustazioni, agli eventi e alla visita della Cantina, prenotabili
direttamente dal sito: vinicontini.com La Redazione
23 Aprile, 2025
Tenuta Solar. Il mio “fuori Vinitaly” in una cantina dove il vino racconta la terra
A Monteforte d’Alpone, su terra vulcanica in provincia di Verona, in un’atmosfera sospesa tra il culto della tradizione agricola più verace e la spinta innovativa delle giovani generazioni, Tenuta Solar sa trasformare il vino in un’esperienza memorabile.
La cantina è ospitata in una tradizionale corte veneta, che funge da centro operativo per la produzione dei vini. A gestirla è Andrea Bolla, quarant’anni, che porta avanti con passione la tradizione vitivinicola familiare, mantenendo un forte legame con le radici storiche dell’azienda.
La sera di lunedì 7 aprile, Carol Agostini – sommelier, consulente enogastronomica e fondatrice di FoodandWineAngels e Quality Selection – mi ha ospitata insieme ad un gruppo di giornalisti, content creator ed operatori del settore nella patria della Garganega, cuore pulsante della denominazione Soave.
Proprio le uve Garganega dominano, infatti, nei vigneti di Tenuta Solar, situati nella zona denominata “Val de l’acqua”.
Pur dopo un’intensa giornata di degustazioni, nel giro di boa di Vinitaly, non abbiamo potuto fare a meno di lasciarci incantare da alcune delle etichette più rappresentative della cantina. Ricordo, in particolare, il Caselle Foscarino Soave Classico 2022, espressione raffinata di freschezza, struttura e mineralità ed il Recioto di Soave 2017, un passito di grande eleganza, in perfetto equilibrio tra dolcezza e complessità.
Per la produzione del Recioto, i grappoli di Garganega non vengono stesi, come da tradizione, ma appesi a una rete nel fruttaio. Questo metodo migliora l’aerazione e l’appassimento delle uve, contribuendo alla qualità del prodotto finale.
Ma val la pena citare anche lo Spumante Brut da uve Durella, sorprendente per vivacità e fragranza, i due blend freschi e versatili Xè Bianco Veneto IGT e Xè Rosso Veneto IGT, ed infine il Salto del Bucefalo, vino di punta della Tenuta, strutturato, complesso e memorabile.
A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza sono stati gli abbinamenti curati da Carol Agostini stessa, che ha ideato una proposta gastronomica capace di valorizzare ogni singolo calice, dai finger food agli antipasti di tradizione veneta, lasagne di piselli, zucchine e lugànega, oltre a torte salate di vari gusti.
Figura di riferimento nel panorama enogastronomico nazionale, Carol è anche fondatrice di Papillae Magazine e promotrice di eventi che valorizzano il territorio attraverso la cultura del buon bere e del buon cibo.
A impreziosire ulteriormente la serata, anche l’intervento di Stefano Alberti, presidente della Strada del Vino Soave e titolare della Gastronomia Damoli di San Bonifacio, autentico faro per chi cerca i sapori autentici del territorio e scrigno di eccellenze, come la mostarda di Melo Decio (presidio Slow Food).
Alberti ha presentato il progetto della Strada del Vino Soave, itinerario enogastronomico che unisce circa 130 realtà locali lungo un percorso di 50 km tra vigneti, cultura e ospitalità.
Un’ospitalità calorosa, in cui vale la pena lasciarsi coinvolgere; come ho fatto io, per due volte in meno di un mese!
Adele Gorni Silvestrini
Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini
Passi in cantina
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22 Aprile, 2025
La plastica in vigneto e in cantina
Conoscerla e gestirla in maniera sostenibile e responsabile
mercoledì 7 maggio (ore 9-13) nella sede di vignaioli piemontesi a Castagnito (CN) a cura della rivista Millevigne il periodico dei viticoltori italiani si terranno un convegno e una tavola rotonda per capire le criticità e i vantaggi di un materiale diventato ormai così essenziale per la vitivinicoltura
Dai legacci e gli shelter per il vigneto ai materiali delle attrezzature per la gestione del sottofila, dai tubi, le guarnizioni e gli elementi delle macchine e delle attrezzature enologiche, fino al packaging, sono molti gli oggetti in plastica che utilizziamo abitualmente in vigneto e in cantina. Recentemente in una serie di articoli la rivista Millevigne edita da Vignaioli Piemontesi ha approfondito vantaggi, caratteristiche e criticità legati all’uso della plastica in viticoltura e in enologia, con lo scopo di migliorare la conoscenza e la cultura dei materiali che le aziende del settore utilizzano nelle loro attività. A partire dalla composizione delle plastiche, le differenze esistenti tra i diversi polimeri che ne determinano le proprietà, fino alle criticità legate al rischio di dispersione nel suolo in vigneto o alla necessità di valutare gli aspetti di sicurezza alimentare del materiale plastico quando utilizzato in cantina o nel packaging. Contemporaneamente si è esplorato il mondo del ciclo di vita dei materiali plastici e messi in evidenza degli esempi virtuosi di gestione sostenibile o di sviluppo di materiali alternativi. A seguito dell’enorme interesse riscontrato sul tema in occasione di SIMEI 2024, la fiera per le tecnologie, l’impiantistica e l’innovazione in cantina, a cui Millevigne ha dato il suo contributo organizzando uno workshop per trattare della plastica in vigna e in cantina, si è deciso di riproporre e approfondire l’argomento in collaborazione con Vignaioli Piemontesi in un convegno che si terrà il 7 maggio prossimo nella sede di Vignaioli Piemontesi, Via Alba 15 a Castagnito (CN).
“La plastica in vigneto e in cantina. Conoscerla e gestirla in maniera sostenibile e responsabile”, a cura di Alessandra Biondi Bartolini e Monica Massa, rispettivamente direttrice scientifica e direttrice responsabile di Millevigne, porterà i partecipanti a inquadrare il tema delle plastiche utilizzate in vigneto e in cantina, le criticità relative alla dispersione nell’ambiente, l’inquinamento da microplastiche e gli aspetti di sicurezza alimentare e controllo della qualità dei materiali plastici a contatto con gli alimenti.
A spiegare e aggiornare i partecipanti sullo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche e degli aspetti tecnici e regolatori saranno il chimico e divulgatore scientifico Simone Angioni, Luca Nizzetto ricercatore presso il Norvegian Institute for Water Research, responsabile scientifico del progetto Europeo Papillons sulle Agroplastiche, Elisa Pellegrini ricercatrice dell’Università di Udine e Cristina Mocchi, Food Contact Sector Manager di CSI SPA.
Uno spazio sarà poi dedicato agli interventi delle aziende partner Zeropack e Sabiomaterials.
Nella seconda parte dell’incontro si terrà una tavola rotonda dal titolo “Modelli di economia circolare e principi di sostenibilità per un uso sostenibile dei materiali in vigneto e in cantina” dove si parlerà di modelli di sviluppo, economia circolare e nuovi materiali e dove i protagonisti presenteranno casi di esperienze virtuose di gestione della plastica. Interverranno Stefano Amadeo, agronomo e fondatore di Diversity Ark, Lucrezia Lamastra dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatrice del comitato tecnico-scientifico di SOStain Sicilia, Enrico Sozzetti, giornalista esperto in economia e Cecilia Rocca produttrice e consigliera dell’Associazione l’Anello forte.
L’evento, gratuito, potrà essere seguito in presenza o da remoto, previa registrazione al link https://bookeo.com/vignaioli?devent=425534LC7FN195F60F1FFA_2025-05-07_Ih4WcTDOLu3s e darà diritto ai crediti formativi per le categorie dei dottori agronomi e forestali, periti agrari, enologi ed enotecnici.
Per informazioni info@millevigne.it cell. 331 7015735
PROGRAMMA
La plastica in vigneto e in cantina
Vignaioli Piemontesi, Via Alba 15, Castagnito CN
7 maggio 2025
Ore 9.00 – registrazione dei partecipanti
Modera Alessandra Biondi Bartolini – Millevigne
Ore 9.30 – Inizio dei lavori – saluti di benvenuto
Simone Angioni – Chimico, divulgatore scientifico e co-autore di “Tutto quello che sai sulla plastica è sbagliato” Ed. Gribaudo – Il mondo delle plastiche
Luca Nizzetto – Norvegian Institute for Water Research – Microplastiche in agricoltura: risultati scientifici recenti dal progetto europeo PAPILLONS
Elisa Pellegrini – Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali, Università di Udine – Effetti delle microplastiche sulla fertilità dei suoli in vigneto
Cristina Mocchi – Food Packaging Materials – Food Contact Sector Manager di CSI SPA – I MOCA in materiale plastico nelle cantine e nei vigneti: requisiti, controlli e valutazione dei rischi
Ore 11.30 Interventi programmati
Eligio Martini – Zeropack
Rocco Filippi – Sabiomaterials
Ore 11.45 – TAVOLA ROTONDA – Modelli di economia circolare e principi di sostenibilità per un uso sostenibile dei materiali in vigneto e in cantina –
Partecipano:
Stefano Amadeo – Agronomo – Diversity Ark
Lucrezia Lamastra – Università Cattolica del Sacro Cuore – SOStain Sicilia
Enrico Sozzetti – giornalista esperto in economia
Cecilia Rocca – L’anello forte – Monforte d’Alba
Ore 13.15 – momento conviviale di networking e buffet
La Redazione
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21 Aprile, 2025
BellaCarne. Tradizione e identità kosher nel cuore di Roma
BellaCarne non è solo un ristorante ma è tradizione e autenticità.
Entrando come in un giorno di festa vengo accolto dalla Famiglia Ouazana, i fratelli Ruben e Samuel e dai i genitori Alberto e Alessandra. E come nei giorni di festa, dopo abbracci e saluti, con sorrisi che non mancano, Ruben da padrone di casa mi accompagna al mio tavolo.
Ruben sarà il mio compagno di questo pranzo degustazione e con lui inizio una piacevolissima conversazione. Iniziamo dal 26 novembre 2013 quando il ristorante fu aperto così come lo vedo oggi.
BellaCarne è un progetto familiare, anche nel nome: BellaCarne è infatti un vecchio modo di dire della comunità ebraica, un vocativo affettuoso diretto ai più piccoli per esprimere tenerezza, per indicare qualcosa di buono, genuino, solitamente accompagnato dal classico pizzicotto sulla guancia che tutti abbiamo ricevuto almeno un volta.
Essere seduto qui è molto più che un’esperienza gastronomica che vivrò: è un’immersione autentica nella storia e nella cultura della comunità ebraica romana.
Siamo nel cuore del quartiere ebraico di Roma e Ruben sorridendo mi dice che proverò l’essenza della cucina kosher, preparata rispettando scrupolosamente le regole alimentari millenarie, ma senza rinunciare alla creatività e alla qualità. Parlare con Ruben è come immergersi in una storia lunghissima, dove non solo tradizioni ma anche tantissimi ricordi rievocano storie affascinanti e bellissime da ascoltare.
Mi racconta che le loro carni provengono dalle loro macellerie Kosher delight aperte dal 1990. Nelle loro macellerie offrono alla loro clientela tutto ciò di cui ha bisogno una famiglia ebraica in campo alimentare. I prodotti sono tutti certificati e di prima qualità grazie ad una solida collaborazione con il Rabbino di Roma. La carne viene preparata secondo le leggi kosher, inclusa l’immersione in acqua salata per mezz’ora o un’ora, rispettando tutte le prescrizioni rituali. Negli anni sono diventate un punto di riferimento per la comunità ebraica locale.
Ruben mi racconta le regole della Kasherut e, affascinato lo ascolto e prendo appunti.
La kasherut è l’insieme delle norme alimentari ebraiche che determinano quali cibi sono permessi e come devono essere preparati. Ruben mi dice che alcuni principi fondamentali includono: la separazione di carne e latticini. Resto davvero senza parole ascoltandolo mentre mi dice che è vietato consumare carne e prodotti lattiero-caseari nello stesso pasto. Utensili e stoviglie utilizzati per l’uno non devono essere usati per l’altro.
Anche per gli animali ci sono delle regole. Sono consentiti i mammiferi ruminanti con lo zoccolo fesso, come mucche, pecore e capre, tra i volatili sono ammessi quelli da cortile, mentre sono proibiti i rapaci. I pesci devono avere sia pinne che squame: sono vietati ad esempio l’anguilla e i frutti di mare. Affascinante è anche il processo di macellazione, shechita. Gli animali devono essere macellati da una persona appositamente addestrata, shochet, che esegue un taglio rapido e preciso alla gola, garantendo una morte istantanea e minimizzando la sofferenza. Il sangue deve essere completamente rimosso dalla carne attraverso processi come l’ammollo e la salatura, poiché il consumo di sangue è proibito. Queste regole, radicate nella Torah e sviluppate attraverso secoli di interpretazione rabbinica, non solo guidano le abitudini alimentari, ma riflettono anche i valori spirituali e morali profondi nella tradizione ebraica. Lo chef che ho il piacere di conoscere e mi delizierà con i suoi piatti è Paolo de Bonis.
Dopo questa bellissima introduzione al mondo ebraico ecco che arrivano i primi piatti ed io inizio a predisporre le mie papille gustative.
Il carciofo alla giudia è un capolavoro di semplicità e tecnica. Si inizia con gesti antichi: si pela con cura, si accorcia il gambo, si immerge la testa nel limone come a rendergli freschezza e grazia. Poi la doppia frittura: prima dolce, poi rovente. Il risultato? Una rosa croccante, dorata che profuma di Roma e di memoria. Un morso è un viaggio, con due lo finisco e sorrido felice come un bambino.
Ruben mi presenta un piatto storico della loro tradizione, l’affettato di carne secca di manzo delle loro macellerie Kosher Delight. Un’eleganza che si affetta e si gusta. Ottenuto dalla copertina di bistecca di manzo, viene massaggiato con aromi scelti e lasciato maturare in una cella scura, in silenzio, come un segreto ben custodito. Il risultato è un taglio sottile, profumato, asciutto ma intenso, che racconta rispetto per la materia prima e maestria antica. Un concentrato di sapore che parla con voce bassa ma inconfondibile. Ruben mi consiglia di mangiarlo insieme alla concia di zucchine, perché il connubio regala emozioni forti e intense. La concia di zucchine romanesche è un inno alla cucina ebraico-romana, nella sua forma più schietta e poetica. Ruben mi dice che ci sono modi diversi per affettarle, ma loro le affettano da sempre a rondelle. Una volta affettate vengono essiccate al sole, poi fritte e marinate con aceto e menta. Offrono un equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità e freschezza aromatica. È un piatto umile solo all’apparenza: racchiude tecnica, memoria e un’identità che resiste al tempo. Sorpreso nel gustarle ho detto a Ruben che sono talmente delicate e saporite che la frittura non si sente e gustarle insieme alla carne secca è un connubio che regala emozioni e ti rimanda con la testa al passato.
Mi viene servito un piatto che è un inno alla storia e alle tradizioni. Le fettuccine con stracotto di manzo, ispirate alla ricetta di nonna Rina Menasei, un abbraccio di sapori antichi e affetto trasmesso in ogni forchettata. La carne cotta lentamente fino a disfarsi, rilascia tutta la sua essenza in un sugo ricco, profondo, che avvolge le fettuccine fresche come solo una nonna sapeva fare. È un piatto che non rincorre la moda, ma custodisce la memoria: rassicurante, autentico e incredibilmente romano, talmente buono che consegno il piatto felicemente vuoto.
Il tempo di sorseggiare un bicchiere d’acqua, parlare con Ruben del loro mondo, delle loro tradizioni di cui sono affascinato ed ecco che arriva la tagliata di manzo come un’onda carnivora in tre atti: succulenta, teatrale e spudoratamente golosa. I carciofi stufati con carne secca? Un colpo basso al cuore, ma ben assestato. E quel purè di carciofi e patate, vellutato e sapido, è il letto perfetto per questa sinfonia umami. Altro che piatto: è una dichiarazione di potenza. Chi cerca leggerezza è nel ristorante sbagliato. Questo piatto gioca su una paletta di sapori intensi e ben orchestrati. La tagliata di manzo è tenera, succosa, con una crosticina sapida che sprigiona note leggermente affumicate e terrose, tipiche della carne ben frollata e grigliata al punto giusto. Ogni morso è robusto ma raffinato, con una dolcezza naturale che si bilancia alla perfezione del piatto. I carciofi stufati, con carne secca, ma che bella sorpresa. Regalano profondità, i carciofi portano il loro classico saporo amarognolo, addolcito dalla cottura lente, mentre la carne secca, salata, aromatica quasi croccante, intensifica il tutto con una sapidità che strizza l’occhio. E poi la pennellata dello chef è il purè, la carezza finale. Morbido vellutato con la dolcezza terrosa delle patate e il sottofondo vegetale leggermente amarognolo del carciofo. Un piatto che regala emozioni, un tripudio di sapori che mi fa dire, ben fatto chef.
Per concludere questo pranzo ricco di storia e tradizioni mi portano un dolce tipico della tradizione giudaico romanesca. Un dolce che racconta una storia, la crostata di ricotta e visciole. Molto più di un banale dessert: è un inno alla tradizione giudaico romanesca, rispettoso delle regole kosher e straordinariamente autentico.
Preparata senza latticini, ma con una ricotta parve dal gusto sorprendentemente rotondo, questa crostata conquista per equilibrio, delicatezza e profondità. La dolcezza gentile della ricotta si sposa con l’acidità vivace delle visciole in un abbraccio di pasta frolla friabile e fragrante. Un classico che nella sua semplicità lascia il segno. Un morso e si è a Roma, tra vicoli antichi e memorie di cucina di casa.
E così si conclude il pranzo da BellaCarne, dove tra un carciofo stufato, una tagliata da standing ovation, pasta che racconta storia, ho avuto l’onore di sedere accanto a Ruben, affabulatore nato, memoria vivente della tradizione ebraico-romana, e degno rivale di qualunque maître a penser dell’arte conviviale.
Tra un boccone e un aneddoto, mi ha raccontato storie di nonne, di Shabbat profumati di spezie e di ricette tramandate più gelosamente dei segreti di famiglia. Il pranzo? Delizioso. La compagnia? Un viaggio che regala emozioni autentiche.
BellaCarne non è solo un ristorante è uno spettacolo da gustare con Ruben nel ruolo di narratore e un menù che sa parlare alla pancia ma anche al cuore.
Roberto Silvio De Pascale
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Il buon vivere
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20 Aprile, 2025
Il Lugana brilla a Vinitaly 2025
Dalla Secret Tasting Room alla Torre dei Lamberti, il futuro della denominazione sul palcoscenico di Verona
Con 2.000 calici serviti allo stand consortile, 500 ospiti nella Secret Tasting Room e 1.300 winelover conquistati sulla Torre dei Lamberti, la DOC iconica del Lago di Garda continua a entusiasmare e crescere.
La 57° edizione di Vinitaly si chiude con bilancio più che positivo per il Consorzio Tutela Lugana DOC, confermando la forza identitaria e attrattiva del bianco del Lago di Garda, sempre più al centro dell’attenzione di appassionati, professionisti e nuove generazioni di consumatori.
Lo stand consortile ha visto una partecipazione importante, con circa 2.000 calici versati nel corso della manifestazione: ben 100 etichette di vino di 70 aziende hanno raccontato la ricchezza e la versatilità della denominazione, affermandola come una delle realtà più dinamiche e apprezzate del panorama enologico italiano e internazionale.
Novità assoluta di questa edizione, la Secret Tasting Room, ha conquistato oltre 500 persone tra giornalisti, operatori del settore ed eno-appassionati, offrendo un’esperienza di degustazione intima e immersiva, un modo coinvolgente e innovativo per conoscere ed approfondire la Doc.
Numeri importanti anche per Vinitaly and the City, dove il Lugana ha dominato la scena in cima alla Torre dei Lamberti: circa 1.300 visitatori hanno potuto brindare con una vista mozzafiato sulla città scaligera.
Edoardo Peduto, direttore del Consorzio Lugana
Il Lugana si dimostra ancora una volta capace di parlare e coinvolgere pubblici diversi grazie a un linguaggio moderno, competente e inedito, che valorizza l’identità del nostro territorio. Con iniziative come la Secret Tasting Room abbiamo voluto dare spazio a un’esperienza unica: un viaggio sensoriale che ha trasportato il visitatore nelle terre del Lugana, il tutto accompagnato da un ottimo calice di vino.
Durante la manifestazione è stato dato spazio anche a un approfondimento sull’annata Lugana DOC 2024. Le condizioni meteorologiche avevano reso la gestione agronomica particolarmente impegnativa, ma hanno anche contribuito alla nascita di vini dotati di freschezza, acidità ben integrata e intensità olfattiva, lasciando intuire un eccellente potenziale di longevità.
Il Lugana continua così il suo percorso di crescita e promozione, portando avanti con coerenza un progetto fondato su qualità, identità e valore.
La 57° edizione del Salone dei Vini e dei Distillati si è riconfermata infatti momento clou del panorama vitivinicolo italiano e internazionale: si è conclusa con 97.000 presenze complessive e con un’incidenza degli operatori esteri che sale al 33%, da Stati Uniti, Germania e Regno Unito, mercati strategici per Il Consorzio Lugana.
Dopo il Vinitaly, il Consorzio sarà protagonista di un tour proprio negli Stati Uniti (New York, Miami e San Francisco), prima di tornare in Italia a giugno con il grande evento Armonie Senza Tempo, per la terza edizione Romana, per un’estate all’insegna dell’eleganza di questo bianco dai diversi volti nel cuore della Capitale.
La Redazione
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19 Aprile, 2025
Pasqua e Pasquetta con il Movimento Turismo del Vino dell'Umbria
Visite, esperienze e degustazioni, le cantine umbre si aprono agli enoturisti per le vacanze di Pasqua
Degustazioni gourmet, brunch nei vigneti, tour tra botti e colline fino ai pranzi pasquali ispirati alla tradizione: le cantine di Movimento Turismo del Vino Umbria si preparano a offrire agli enoturisti un lungo weekend di esperienze pensate per chi sceglie di festeggiare Pasqua e Pasquetta coniugando il piacere della scoperta del vino con la meraviglia della natura. Dall’area di Montefalco, cuore del Sagrantino, fino alle colline orvietane, passando per Todi, Bevagna, Torgiano e San Venanzo, le cantine umbre offrono un caleidoscopio di proposte.
Giovanni Dubini, Presidente di MTV Umbria
L’enoturismo è una piacevole opportunità per tutti e in occasione di Pasqua e Pasquetta, sempre più persone scelgono di vivere queste giornate in cantina. Ai ritmi serrati della vita di ogni giorno, corrisponde il desiderio di contatto con la natura, di esperienze sensoriali e di svago che uniscano il piacere dell’assaggio con il godimento di attività all’aria aperta nella filosofia di un turismo lento. Movimento Turismo del Vino Umbria sta lavorando per sostenere le cantine nel costruire questo tipo di offerta, incontrando le richieste di visitatori sempre più numerosi, variegati e attenti al consumo consapevole.
A Montefalco, Arnaldo Caprai celebra la Pasqua con tre esperienze pensate per sorprendere ogni tipo di visitatore. Il 19 e 20 aprile, Pasqua in Vigna – La Colazione invita a vivere un picnic tra i filari con un cesto ricco di specialità umbre, dalla coratella d’agnello alla torta al formaggio abbinato alle etichette più rappresentative della cantina, con musica swing dal vivo e visita guidata. Sempre sabato e domenica, l’Aperitivo di Pasqua in Cantina propone una degustazione gourmet al tramonto nella suggestiva Piazzetta Monte della Torre, tra finger food d’autore e calici di Sagrantino. Il 21 aprile, infine, Pasquetta in Cantina si festeggia con un brunch creativo servito tra le vigne: pizze fritte gourmet, selezione di carni, verdure in tempura e una verticale di vini Caprai accompagnano un’intera giornata da vivere all’aria aperta, con musica dal vivo.
Sempre nel cuore del Sagrantino, Cantina Semonte, aperta nella giornata di Pasqua, accoglie i visitatori con due opzioni di wine tasting, dalla formula più semplice con snack e focaccia a quella completa con tagliere di salumi e formaggi, per un momento di relax tra calici e sapori.
Lungarotti, nella sua tenuta di Montefalco, propone una Pasquetta all’aria aperta tra vigneti, giochi e sapori autentici. Si comincia con una visita guidata in vigna e in cantina, seguita da un aperitivo con Brut Rosé e un picnic tra i filari con cestino gourmet, vino incluso e opzione kids. Nel pomeriggio, giochi di una volta e caccia all’uovo in vigna completano l’esperienza per adulti e bambini.
Spostandosi a Bevagna, Mevante accoglie gli ospiti con due pranzi da non perdere: il giorno di Pasqua un menù raffinato con piatti della tradizione reinterpretati con eleganza, tra cui risotto ai carciofi, costolette di agnello e pastiera con zabaione caldo; a Pasquetta, invece, i raviolini di faraona e il cosciotto di agnello lasciano spazio a un’atmosfera più informale ma altrettanto curata, sempre accompagnata dai vini aziendali.
A poca distanza, Di Filippo, azienda biologica e biodinamica tra Torgiano e Cannara, celebra la Pasquetta con un’esperienza immersiva nella tradizione e nella natura. Il 28 marzo, gli ospiti sono invitati a partecipare allo Sdijunittu di Pasquetta, una colazione tipica umbra servita tra le 10 e le 12.30 e dalle 15 alle 18.30, che include coratella d’agnello, formaggi biologici locali, salumi tipici, torta al formaggio e uova biologiche dell’azienda. La giornata prosegue con rilassanti passeggiate in carrozza tra i vigneti biodinamici.
A Collevalenza, nei pressi di Todi, Cantina Todini accoglie gli ospiti nei giorni 18, 19 e 21 aprile con due proposte su appuntamento: la Wine Experience, con visita in cantina e degustazione di 4 vini accompagnati da pane e olio EVO biologico, e la Wine & Food Experience, che aggiunge un tagliere di salumi e formaggi tipici e un assaggio di Vermouth Tuder.
A San Venanzo, Fattoria di Monticello propone per Pasqua un raffinato pranzo tra piatti della tradizione umbra rivisitati con eleganza, dai flan di carciofi al carré di agnello, fino al millefoglie ai frutti di bosco. Menù speciale anche per i più piccoli.
Lunedì 21 aprile, in occasione della Pasquetta, la cantina Antonelli San Marco propone una giornata all’aria aperta tra gusto e natura, alle ore 12 sarà possibile partecipare a una visita guidata in cantina, seguita da un picnic con prodotti tipici del territorio: uova sode, affettati di produzione propria, torta pasqualina, torta al formaggio, formaggi locali accompagnati dalla confettura di Sagrantino Antonelli e pane cotto a legna. A concludere, la crescionda, dolce tradizionale della zona, il tutto abbinato al Montefalco Grechetto 2024.
Novità dell’anno 2025 per Movimento Turismo del Vino Umbria, a partire proprio dai giorni delle festività pasquali e per il lungo periodo di ponti delle successive festività fra aprile e maggio, la partnership con il tour operator Ciclovery, specializzato in cicloturismo in Umbria. Ciclovery offrirà su tutto il territorio regionale, a partire da Orvieto a Perugia passando per Montefalco, fino all’area del Trasimeno e della zona di Amelia, la possibilità di percorrere itinerari in e-bike a partire dalle cantine socie di MTV Umbria. I percorsi, accessibili anche ai cicloturisti meno esperti, si concluderanno con una degustazione in cantina, unendo l’esplorazione lenta del territorio al piacere dell’assaggio. La formula “Bike & Wine” e gli itinerari disponibili, nonché la prenotazione, possono essere consultati sul sito www.ciclovery.com.
Molti altri itinerari enogastronomici a cura delle cantine umbre sono consultabili sui canali social del Movimento del Turismo del Vino dell’Umbria.
La Redazione
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19 Aprile, 2025
La Farra. Il gusto della convivialità, il respiro del paesaggio, l'anima di una famiglia
C’è un ritmo che accompagna ogni passo tra i vigneti di La Farra, una sinfonia fatta di terra e mani operose, di colline che respirano storia e di un vino che porta con sé la voce di un territorio unico al mondo. Nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene, riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, La Farra incarna la fusione perfetta tra tradizione, qualità e ospitalità, un luogo dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio a una dimensione più autentica, quella della natura e della convivialità.
Fondata nel 1997 dai fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi, La Farra è una realtà a conduzione familiare che oggi gestisce 25 ettari vitati, dislocati tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, dove vengono coltivate con cura e rispetto le uve destinate alla produzione del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Ogni anno vengono prodotte oltre 700.000 bottiglie, il 65% delle quali esportate in 21 paesi del mondo. La cantina lavora e vinifica le uve nel rispetto della tradizione e con l’ausilio delle più moderne tecnologie, per garantire vini che siano espressione autentica della vocazione del territorio.
Il Prosecco Superiore de La Farra è più di un vino: è un invito a riscoprire il valore del tempo, a godere della bellezza di un calice condiviso, a lasciarsi avvolgere dall’eleganza di un sorso che porta con sé tutto il carattere delle colline del Conegliano Valdobbiadene. L’eccellenza della produzione si unisce a una filosofia che celebra il piacere della scelta consapevole, il desiderio di vivere momenti autentici e il privilegio di assaporare un prodotto che è espressione di una cultura radicata nella storia e nella passione.
L’ospitalità è un valore che si esprime in ogni dettaglio, e il Belvedere La Farra, un casolare a Col Brià, ne è il fulcro. Questa struttura, recuperata nel 2023 e immersa nei vigneti eroici dell’azienda, rappresenta il cuore dell’accoglienza e dell’enoturismo. Più di una piccola sala degustazione, il Belvedere La Farra è un luogo di incontro e condivisione, una finestra aperta sulla storia e sulla cultura vitivinicola della famiglia Nardi.
Adamaria Nardi.
Il progetto di recupero del Casolare muove da una vera e propria esigenza di condivisione che tutti noi fratelli sentivamo profondamente. Si tratta di un angolo di mondo che abbiamo sempre vissuto con grande intensità e che desideravamo condividere con coloro che hanno interesse a conoscere il territorio e la sua cultura. È più di un semplice luogo, è l’incarnazione di un legame profondo con la terra che lo circonda.
Il percorso enoturistico di La Farra, lungo circa 3 km, da fare a piedi, partendo dalla cantina, attraversa i vigneti storici della famiglia e accompagna i visitatori alla scoperta delle colline di Farra di Soligo fino al Belvedere La Farra, a Col Brià, da cui si può godere di una meravigliosa vista del paesaggio viticolo e comprendere i valori che ne hanno determinato il riconoscimento Unesco: ciglioni inerbiti, cordonate collinari e il mosaico agrario (alternanza boschi e vigneti).
Un’esperienza che va oltre la semplice degustazione: ogni ospite è invitato a vivere il vino non solo come espressione del territorio, ma come momento di connessione con la natura. Qui, il tempo diventa un ingrediente essenziale, il paesaggio si fonde con l’identità del vino e ogni sorso racconta la fatica, la dedizione e la bellezza di queste terre.
Affidabilità, autenticità, rispetto per il consumatore e per l’ambiente sono i principi che guidano ogni scelta de La Farra.
La lavorazione delle vigne “eroiche” è interamente manuale, nel rispetto della morfologia del territorio, con potature, vendemmia e selezione delle uve svolte esclusivamente a mano. Ogni bottiglia è il risultato di una dedizione costante, di un sapere che si rinnova e di una passione che trova la sua più alta espressione nella qualità di un vino che parla la lingua della sua terra.
Ospitalità, vino e natura si fondono in un’esperienza che invita a rallentare, a perdersi nella bellezza del paesaggio e a lasciarsi avvolgere dalla storia che ogni calice racchiude. La Farra non è solo un’azienda vinicola, è un luogo da vivere, da scoprire e da ricordare, dove ogni visita è un invito a condividere momenti di autentica meraviglia.
La Redazione
http://www.lafarra.it/
https://www.instagram.com/lafarra_winery/?hl=it
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