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25 Marzo, 2025
Ammura. L'anima dell'Etna nel nuovo progetto di Tommasi Family Estates
Ammura è il nome della nuova tenuta della famiglia Tommasi sull’Etna, approdata in Sicilia nel 2022.
L’azienda si trova in contrada Alboretto – Chiuse del Signore, nel comune di Linguaglossa, e si estende per 15 ettari, di cui una parte di proprietà ed una parte in affitto dalla Tenuta Chiuse del Signore di Bambara – De Luca, eredi della storica famiglia Castrogiovanni.
Situata a 570 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco Naturale dell’Etna, la tenuta sorge in un territorio suggestivo, dove il respiro della montagna si fonde con il soffio del mare. Il Significato di Ammura: Un Legame tra Sicilia e Veneto Ammura è un nome di origine araba che significa “bella, amata, affascinante”. La cultura araba rappresenta un ponte simbolico tra la Sicilia e il Veneto, regioni unite da una storia di contaminazioni e influenze. Il progetto Ammura nasce da una visione profonda, radicata nel legame ancestrale tra l’Etna e la cultura siciliana. Per i Siciliani, il vulcano non è solo una presenza naturale, ma una figura femminile potente: una madre generosa e imprevedibile, un’entità viva che scandisce il ritmo della terra e della vita. Chiamata “A’ Muntagna”, la grande signora, l’Etna incarna rispetto, devozione e appartenenza. Proprio da questa identità forte e indomabile prende forma il progetto Ammura, che esprime l’anima femminile del vulcano attraverso un marchio ispirato all’archetipo dell’Incantatrice: una figura magnetica, capace di custodire segreti millenari e di rivelarli attraverso la voce del vino. I Vini di Ammura: L’Espressione della Natura Vulcanica Questa dimensione simbolica si traduce nella prima produzione di Ammura Etna Bianco DOC (100% Carricante – 12.500 bottiglie) e Ammura Etna Rosso DOC (100% Nerello Mascalese – 10.300 bottiglie), caratterizzati da un’identità visiva evocativa, che richiama il mistero e la potenza della natura vulcanica. Elementi come il fico d’india e il tarassaco, impressi sulle etichette, texture materiche, silhouette essenziali e colori profondi richiamano la lava, la terra scura e i contrasti cromatici di un paesaggio scolpito dal fuoco e dal vento. Giancarlo Tommasi, direttore tecnico di Tommasi Family Estates L’Etna è una terra di fascino assoluto, un luogo dove natura e tempo si intrecciano in un equilibrio potente e irripetibile. Con Ammura, abbiamo scelto di abbracciare questa energia vitale, rispettandone l’identità e trasformandola in un nuovo capitolo della nostra storia. Questa acquisizione è un tributo alla bellezza e alla complessità di uno dei territori più affascinanti d’Italia, che ci permette di raccontare un’altra sfumatura dell’eccellenza vitivinicola italiana con la dedizione e il rispetto che ci contraddistinguono. Un Territorio Unico per Vini Straordinari I vigneti della tenuta si estendono in un paesaggio spettacolare, tra la vista sconfinata del mare e la maestosità dell’Etna, che domina il panorama con il suo profilo scolpito dal tempo. In questo contesto, tra suoli vulcanici di straordinaria ricchezza e un microclima unico, si coltivano le uve Nerello Mascalese e Carricante, protagoniste di Etna Rosso DOC ed Etna Bianco DOC. Il Nerello Mascalese, con la sua eleganza si distingue per tannini setosi, mineralità vibrante e un profilo aromatico complesso, con note di frutti rossi, spezie e sfumature eteree. Il Carricante, bianco iconico della viticoltura etnea, offre freschezza distintiva, acidità vivace, longevità straordinaria e un profilo olfattivo che richiama agrumi, erbe mediterranee e la salinità vulcanica. Ogni bottiglia di Ammura cattura l’identità di questa terra, esaltandone il carattere indomito e la sua straordinaria intensità. La tenuta ospita una cantina di 1.500 metri quadrati dedicata alla vinificazione e all’affinamento, un luogo dove precisione e cura si incontrano per dar vita a vini che raccontano l’essenza autentica del vulcano. Un Tributo all’Etna e alla Tradizione Tommasi Ammura non è solo il nome di una tenuta, ma una voce nuova che racconta la Sicilia nella sua forza e nel suo mistero. L’Etna stessa si fa narratrice: un’entità magnetica e insondabile, che nutre le radici delle viti con la sua lava ardente e trasmette la sua energia in ogni sorso.
Il progetto nasce da questa sinergia, fondendo la potenza ancestrale del vulcano con la sensibilità artigianale della famiglia Tommasi, per dar vita a una nuova interpretazione del territorio, autentica e senza compromessi. La produzione limitata sottolinea l’esclusività e l’impegno nella ricerca della qualità, per garantire un’identità forte e riconoscibile. Con l’acquisizione di Ammura, la famiglia Tommasi raggiunge i 799 ettari vitati sotto la propria gestione, consolidando la sua presenza in alcuni dei territori più prestigiosi d’Italia: dalla Valpolicella Classica a Montalcino, dal Vulture alla Lugana, e ora sull’Etna. Un viaggio che continua con lo stesso spirito con cui tutto ebbe inizio: passione, determinazione e il desiderio di raccontare l’Italia attraverso il linguaggio senza tempo del vino. La Redazione
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Situata a 570 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco Naturale dell’Etna, la tenuta sorge in un territorio suggestivo, dove il respiro della montagna si fonde con il soffio del mare. Il Significato di Ammura: Un Legame tra Sicilia e Veneto Ammura è un nome di origine araba che significa “bella, amata, affascinante”. La cultura araba rappresenta un ponte simbolico tra la Sicilia e il Veneto, regioni unite da una storia di contaminazioni e influenze. Il progetto Ammura nasce da una visione profonda, radicata nel legame ancestrale tra l’Etna e la cultura siciliana. Per i Siciliani, il vulcano non è solo una presenza naturale, ma una figura femminile potente: una madre generosa e imprevedibile, un’entità viva che scandisce il ritmo della terra e della vita. Chiamata “A’ Muntagna”, la grande signora, l’Etna incarna rispetto, devozione e appartenenza. Proprio da questa identità forte e indomabile prende forma il progetto Ammura, che esprime l’anima femminile del vulcano attraverso un marchio ispirato all’archetipo dell’Incantatrice: una figura magnetica, capace di custodire segreti millenari e di rivelarli attraverso la voce del vino. I Vini di Ammura: L’Espressione della Natura Vulcanica Questa dimensione simbolica si traduce nella prima produzione di Ammura Etna Bianco DOC (100% Carricante – 12.500 bottiglie) e Ammura Etna Rosso DOC (100% Nerello Mascalese – 10.300 bottiglie), caratterizzati da un’identità visiva evocativa, che richiama il mistero e la potenza della natura vulcanica. Elementi come il fico d’india e il tarassaco, impressi sulle etichette, texture materiche, silhouette essenziali e colori profondi richiamano la lava, la terra scura e i contrasti cromatici di un paesaggio scolpito dal fuoco e dal vento. Giancarlo Tommasi, direttore tecnico di Tommasi Family Estates L’Etna è una terra di fascino assoluto, un luogo dove natura e tempo si intrecciano in un equilibrio potente e irripetibile. Con Ammura, abbiamo scelto di abbracciare questa energia vitale, rispettandone l’identità e trasformandola in un nuovo capitolo della nostra storia. Questa acquisizione è un tributo alla bellezza e alla complessità di uno dei territori più affascinanti d’Italia, che ci permette di raccontare un’altra sfumatura dell’eccellenza vitivinicola italiana con la dedizione e il rispetto che ci contraddistinguono. Un Territorio Unico per Vini Straordinari I vigneti della tenuta si estendono in un paesaggio spettacolare, tra la vista sconfinata del mare e la maestosità dell’Etna, che domina il panorama con il suo profilo scolpito dal tempo. In questo contesto, tra suoli vulcanici di straordinaria ricchezza e un microclima unico, si coltivano le uve Nerello Mascalese e Carricante, protagoniste di Etna Rosso DOC ed Etna Bianco DOC. Il Nerello Mascalese, con la sua eleganza si distingue per tannini setosi, mineralità vibrante e un profilo aromatico complesso, con note di frutti rossi, spezie e sfumature eteree. Il Carricante, bianco iconico della viticoltura etnea, offre freschezza distintiva, acidità vivace, longevità straordinaria e un profilo olfattivo che richiama agrumi, erbe mediterranee e la salinità vulcanica. Ogni bottiglia di Ammura cattura l’identità di questa terra, esaltandone il carattere indomito e la sua straordinaria intensità. La tenuta ospita una cantina di 1.500 metri quadrati dedicata alla vinificazione e all’affinamento, un luogo dove precisione e cura si incontrano per dar vita a vini che raccontano l’essenza autentica del vulcano. Un Tributo all’Etna e alla Tradizione Tommasi Ammura non è solo il nome di una tenuta, ma una voce nuova che racconta la Sicilia nella sua forza e nel suo mistero. L’Etna stessa si fa narratrice: un’entità magnetica e insondabile, che nutre le radici delle viti con la sua lava ardente e trasmette la sua energia in ogni sorso.
Il progetto nasce da questa sinergia, fondendo la potenza ancestrale del vulcano con la sensibilità artigianale della famiglia Tommasi, per dar vita a una nuova interpretazione del territorio, autentica e senza compromessi. La produzione limitata sottolinea l’esclusività e l’impegno nella ricerca della qualità, per garantire un’identità forte e riconoscibile. Con l’acquisizione di Ammura, la famiglia Tommasi raggiunge i 799 ettari vitati sotto la propria gestione, consolidando la sua presenza in alcuni dei territori più prestigiosi d’Italia: dalla Valpolicella Classica a Montalcino, dal Vulture alla Lugana, e ora sull’Etna. Un viaggio che continua con lo stesso spirito con cui tutto ebbe inizio: passione, determinazione e il desiderio di raccontare l’Italia attraverso il linguaggio senza tempo del vino. La Redazione
25 Marzo, 2025
Vin Albare 2025. Una gara di cocktail per i Bar Manager di domani
VIN ALBARE, giunta lo scorso 22 febbraio alla sua seconda edizione, è l’iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti della classe 4S dell’Ipsia di Asiago (VI) all’Azienda Agricola Le Albare di Stefano Posenato, in collaborazione con la docente Francesca Crescenzio e FoodandWineAngels di Carol Agostini.
Un’esperienza unica, che ha permesso agli studenti di combinare apprendimento teorico e pratica sul campo in un’interpretazione creativa del settore vitivinicolo.
Creativa davvero, perché poche cose più della mixology riescono a tirare fuori il nostro estro artistico al momento di una degustazione… ed i ragazzi non ci hanno messo solo estro, ma anche tanta dedizione e rispetto per le materie prime, tra le quali primeggiava – naturalmente – il Soave Classico Monte Majore dell’Azienda Agricola Le Albare.
Il tutto sotto gli occhi di una giuria di giornalisti enogastronomici e professionisti del settore e con una mistery box estratta a sorte.
Tra frutti, spezie, succhi e confetture ignoti, ogni studente ha estratto almeno 4 ingredienti ed assemblato la combinazione di colori e aromi a suo avviso più adatta a reinterpretare le caratteristiche organolettiche del Soave Classico. Il tutto con un tempo massimo di 20 minuti per preparare, presentare e “battezzare” il proprio cocktail. Proprio così: parte della sfida consisteva nell’assegnare al proprio calice – guarnito in maniera professionale – un nome evocativo ed un prezzo di vendita al pubblico (nell’ipotetico listino di un bar prestigioso, ad esempio all’interno di un hotel 5 stelle).
L’adrenalinica competizione ha visto trionfare Matteo Fracaro con il suo cocktail “Fusion Soave”.
Gli altri cocktail presentati sono stati “Wine Flavour” di Maria Zenere, “Summer Bell” di Isabella Lombardi, “Sour Wine” di Eva Finozzi e “Mejor Peach” di Alberto Toniolo.
Pur in assenza di indicazioni specifiche sui dosaggi, i ragazzi si sono destreggiati con maestria tra ingredienti e attrezzature, dando prova di una sorprendente capacità d’improvvisazione e un’innata passione per il mondo del beverage.
La velocità di esecuzione, unita all’originalità nell’abbinare i sapori, ha dato vita a cocktail inediti, che mi auguro di ritrovare tra pochi anni in qualche albergo di lusso.
Ciò che in invece mi appunto in agenda di fare, in un più breve termine, è tornare a trovare Stefano Posenato e la sua magnifica famiglia in Azienda.
VIN ALBARE è un’opportunità unica per gli studenti di toccare con mano la complessità e la bellezza del mondo del vino.
Faccio mio il consiglio di Stefano… di questa complessità e di questa bellezza non mi stanco mai, perché offrono ogni giorno nuovi stimoli anche in contesti – apparentemente – noti. Conosco bene la zona del Soave Classico, in una zona della provincia di Verona poco distante da dove abito, tra i comuni di Soave e Monteforte d’Alpone, ma nel suo Monte Majore ho trovato una personalità sorprendente, fatta di delicatezza e di decisione. Sono contenta di proseguire l’esperienza a casa con l’ultima annata 2024 e di lasciarmi guidare in un viaggio nel tempo, quando stapperò il Soave Classico Vigna Vecia 2019: uno straordinario “cru” di viti storiche risalenti alla Seconda Guerra Mondiale su terreni vulcanici.
A presto Stefano, tornerò a raccontarti le mie impressioni e a condividere calici di convivialità e di storia, magari in compagnia degli studenti dell’Ipsia di Asiago e di Carol Agostini, che ringrazio per avermi coinvolta in giuria a VIN ALBARE 2025.
Adele Gorni Silvestrini
Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini
Passi in cantina
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24 Marzo, 2025
ViniAmo Roma. Al via la vendita dei biglietti
Si avvicina sempre più uno degli eventi più attesi della primavera romana: ViniAmo
La terza edizione che si terrà il 4 e 5 maggio a Roma presso l’Hotel Cristoforo Colombo, porta con se importanti novità di grande sostanza. A partire dalle due Masterclass su Loira e Borgogna con la attesissima guida di Armando Castagno e da quella interamente dedicata alla Barbera d’Asti con l’azienda Gozzellino.
Solo da pochi giorni è stata aperta la prenotazione dei biglietti sul sito internet della Minelli Wine Events. Importante assicurarsi il biglietto per tempo così prenotare le Masterclass: il numero di posti è limitato e si esauriscono facilmente.
Continua infine la selezione delle cantine presenti, selezionate attraverso severi principi legati alla qualità e alla territorialità. Al momento siamo in ufficializzare una lista provvisoria che comprende anche la parte food, spirits e sponsor tecnici.
VINO
Gozzelino (Piemonte)
Cantina Pertinace (Piemonte)
Ferrero Cristian (Piemonte)
Coronea (Lombardia)
Cà San Vito (Veneto)
Cantina Sabaini (Veneto)
La Nona Pietra (Veneto)
Di Gaspero (Friuli)
Tenuta Maffone (Liguria)
L’Agona Vini (Toscana)
Cantina della Luce (Toscana)
I Fulgurales (Toscana)
Lazzeretti (Toscana)
Podere Ema (Toscana)
Società Agricola Cambioni (Toscana)
ATRIVM Azienda Agricola (Toscana)
Wine Things – Selezione di circa 7 aziende (Umbria)
Napolini (Umbria)
Cantina Violati (Umbria)
I Fenicotteri (Umbria)
Tenute Urani (Marche)
Tenuta Grimaldi (Marche)
Pesolillo (Abruzzo)
Vinicio Mita (Lazio)
Cantina Villa Gianna (Lazio)
La Corte dei Greci (Lazio)
Podere Puellae (Lazio)
Vitematta (Campania)
Aroma Winery (Campania)
Contini 1898 (Sardegna)
Vitis in Vulture (Basilicata)
Giancarlo Ceci (Puglia)
Wine Specialists Council – Associazione del Moscato di Trani (Puglia)
Tenuta Planisium (Puglia)
Tenuta Santoro (Calabria)
Cantine Vinci (Sicilia)
Sancarraro (Sicilia)
Vigna Nica (Sicilia)
Cantine Lipari (Sicilia)
Sciare dell’Alba (Sicilia)
Vino Nibali (Sicilia)
Palazzo Battaglini (Abruzzo)
Tenute La Padrona (Abruzzo)
Adele Musella (Campania) ]
I Segreti In Un Calice
Valletti Roberta-Nas-cetta (Piemonte)
Cà dei Conti (Veneto)
Azienda Agricola Serracavallo (Calabria)
AZIENDE ESTERE
Domeniile Averesti (Romania)
EXTRA VINO
Gastronomia
Romizza – Main Stand Pizza (Lazio)
La Tradizione (Formaggi, Prosciutti e Salumi) – Lazio
Pasticceria Tabiano (Emilia Romagna)
Oro24 Tartufi (Lazio)
Agricola Nasti – Olio (Puglia)
Schininà Brewing – Birrificio (Lazio)
Nativa Bio – Creme spalmabili (Lazio)
Le Direzioni del Gusto – Formaggi creativi (Abruzzo)
Bepi Tosolini – Grappa (Friuli)
SPONSOR
Alcoop Holding
Wine Tales Magazine è media partner dell’evento
La Redazione
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24 Marzo, 2025
Termina oggi la decima edizione di Vinitaly Chengdu
Termina oggi la decima edizione di Vinitaly Chengdu, la manifestazione fuori salone della China food & drinks fair, che ritorna fino al 24 marzo nella città del Panda con la collettiva italiana più numerosa di sempre, che quest’anno registra la new entry del Consorzio Vino Chianti. Sono 40 le aziende (tra cantine e importatori) presenti nel padiglione italiano allestito allo Shangri-La Hotel, sede di Vinitaly Chengdu, con un’offerta di oltre 500 etichette italiane.
Dopo Vinitaly India, riprende così il programma di promozione internazionale di Veronafiere in Asia, l’ultimo in calendario prima della manifestazione nel quartiere di Verona (dal 6 al 9 aprile).
Il General manager di Veronafiere, Adolfo Rebughini
Al netto della tendenza negativa riscontrata negli ultimi anni, il mercato cinese è una piazza da seguire con la massima attenzione e per questo rimane un presidio permanente di Veronafiere. Quest’anno Vinitaly Chengdu è la nostra più grande vetrina di sempre nella regione; un segnale dell’attrattività di questa area che attende ancora di esprimere tutto il suo potenziale. Da qui al 2028, il valore al consumo dei vini italiani è previsto in crescita di poco più del 10%. Una stima che potrebbe migliorare se il nostro Paese attingesse con successo alla tendenza generale in corso in Cina verso un consumo di qualità sui segmenti premium, super-premium e ultra-premium, ad oggi ancora residuali per la nostra offerta. Una transizione che Veronafiere supporta attraverso le iniziative di Vinitaly in questo mercato geo-economico chiave.
L’Italia, secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr, è il quarto Paese importatore con 18 milioni di litri consumati nel 2024 e un controvalore allo scaffale di 331 milioni di dollari.
Organizzato in collaborazione con l’Ambasciata italiana in Cina, Ice Agenzia e la Camera di Commercio Italiana in Cina, Vinitaly Chengdu si apre oggi con il primo forum promosso dal Governo italiano in questa città e realizzato dall’ufficio Ice di Pechino sulla distribuzione del vino nel Paese del Dragone. Mentre il calendario delle degustazioni contempla tre masterclass: due riferite alla denominazione Chianti Docg annata e Riserva (21 e 22 marzo) e la terza al Prosecco con l’azienda Rive Della Chiesa (23 marzo).
A Chengdu, Veronafiere è presene anche con il brand fieristico Wine to Asia, tra le più importanti rassegne di promozione del vino nella Greater Bay Area (Hong Kong, Macao e nove città della provincia di Guangdong) in programma a Shenzhen dal 9 all’11 maggio prossimo per la terza edizione. In particolare, Wine to Asia è protagonista con un tasting cofirmato da Bettane and Desseauve e di due eventi in partnership con Young Generation Creative Wine, l’associazione più importante dei giovani vignaioli cinesi e un pop-up con gli importatori di vino sostenibile al Medisn, il migliore locale di craft beer del Sudovest della Cina.
Lista degli espositori:
VINITALY CHENGDU ITALIAN PAVILION
INTERPROCOM GROUP
AMORE TRADING (SHANGHAI) CO., LTD
SCHOLA SARMENTI
JVM (SHANGHAI) INTERNATIONAL TRADING CO
VM FINE WINES COMPANY LIMITED VM
GRUPPO MEZZACORONA
PASQUA
ZONIN 1821
LA CANTINA PIZZOLATO
SHANGHAI SINODRINK TRADING CO., LTD
RIVE DELLA CHIESA
TASTE ITALY
SAVIAN WINEMAKER
JOYETOWN · ITALIAN FINE WINES
AZIENDA AGROBIOLOGICA SANGIOVANNI
TERRE CEVICO SOC. COOP. AGRICOLA
SPUMANTI VALDO
ANGELINI WINES & ESTATES
VITAE PREMIUM SELECTION ITALIAN WINE
CONSORZIO MADE IN ITALY EXPORT | GUANGZHOU MAGNUS WINES
CANTINE CAVIRO
GERARDO CESARI SPA S.U
QUARTO PRODUCTS (KUNMING) CO., LTD
BEIJING SHERA TRADING CO. LTD
SARTIRANO FIGLI CANTINE E VIGNETI SRL.
WENZHOU DINGYANG INTERNATIONAL TRADE CO., LTD
FANTINI GROUP
SAN MARZANO VINI
LEONARDO DA VINCI WINERY
CONSORZIO VINO CHIANTI
CECCHI
CONTE GUICCIARDINI
IL CAVALIERINO
IL PALAZZO
POGGIO DEL MORO
TENUTA CANTAGALLO E LE FARNETE
TENUTA DI ARTIMINO
TERRE DEL BRUNO
VALVIRGINIO
VILLA TRAVIGNOLI
CONSORZIO VINO CHIANTI
La Redazione
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24 Marzo, 2025
Il Consorzio Lugana DOC Wine Partner di Fondazione Officine Saffi per l’inaugurazione della mostra di Ann Beate Tempelhaug
Una speciale connessione tra arte e vino che riflette la volontà del Consorzio Lugana di favorire il dialogo tra cultura enologica e creatività artistica grazie a collaborazioni con realtà di prestigio come la Fondazione Officine Saffi, punto di riferimento nel panorama internazionale della ceramica.
Il Consorzio Tutela Lugana DOC è lieto di annunciare la sua partecipazione come wine partner esclusivo al private opening della mostra “I should have not used blue?”, prima esposizione in Italia dedicata all’artista norvegese Ann Beate Tempelhaug. La mostra è presentata con il patrocinio del Comune di Milano e dell’Ambasciata di Norvegia in Italia, realizzata con il supporto di Norwegian Crafts e in collaborazione con Spazio Nobile.
L’iniziativa conferma l’impegno del Consorzio Lugana DOC nel sostenere eventi di rilievo nel panorama artistico e culturale, nazionale e internazionale. In questo caso, grazie alla collaborazione con la Fondazione Officine Saffi, riferimento internazionale per la promozione e la ricerca nell’ambito della ceramica, il Consorzio celebra il connubio tra l’eccellenza enologica del Lugana Doc e l’arte di Ann Beate Tempelhaug, nota per le sue raffinate sperimentazioni nel campo della ceramica contemporanea.
Durante l’opening, su invito, che si terrà martedì 18 marzo presso gli spazi della Fondazione Officine Saffi, gli ospiti avranno l’opportunità di degustare una selezione di vini Lugana DOC, espressione autentica del territorio del Lago di Garda, caratterizzati da eleganza, freschezza e complessità aromatica. Una perfetta esperienza sensoriale che accompagna le opere dell’artista in un viaggio tra materia, colore ed emozione.
Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Lugana Doc
Siamo entusiasti di essere al fianco di Fondazione Officine Saffi in questo evento esclusivo. L’arte e il vino condividono valori di identità e creatività, e questa collaborazione rappresenta un’opportunità straordinaria per raccontare il nostro vino in un contesto esclusivo e di grande ispirazione.
La presidente della Fondazione Officine Saffi, Laura Borghi
Questa mostra costituisce un importante momento di dialogo tra modalità espressive e linguaggi diversi. Siamo orgogliosi di poter contare su un partner come il Consorzio Lugana, con cui condividiamo l’impegno verso la qualità, l’eccellenza, e l’innovazione.
Per ulteriori informazioni sulla mostra, è disponibile il sito ufficiale.
Il Consorzio Lugana Doc
Il Lugana DOC nasce dalle colline che circondano il Lago di Garda, dove il terreno argilloso e il clima mite favoriscono la coltivazione della Turbiana, uva autoctona che dà vita a vini freschi, eleganti e longevi. La denominazione, riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, copre oggi 2.600 ettari con 214 produttori, esportando oltre il 60% della sua produzione in 65 paesi. Il Lugana si distingue per la sua varietà di espressioni, che spaziano da fresche e giovani versioni a complesse riserve. Il Consorzio promuove anche pratiche di sostenibilità e un crescente turismo enologico, con esperienze immersiva nelle cantine e percorsi enoturistici certificati. Il territorio del Lugana, ricco di storia e bellezza, è una destinazione ideale per gli appassionati di vino, cultura e benessere.
La Fondazione Officine Saffi
Nata nel 2011 da un’idea di Laura Borghi, la Fondazione Officine Saffi è una delle più importanti fondazioni no-profit che si occupa di ceramica contemporanea a livello internazionale. Con un approccio a 360 gradi, la Fondazione promuove nuove ricerche e sperimentazioni nel settore, tenendo conto della storia e del passato e favorendo il dialogo tra arte, artigianato e design. Attraverso un programma dinamico e interdisciplinare di mostre, attività didattiche e pubblicazioni, partecipa attivamente alla conversazione sulla ceramica rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo. Tutte le attività della fondazione sono guidate dalla convinzione che la ceramica sia un vettore di trasformazione artistica, culturale e sociale.
L’artista
Ann Beate Tempelhaug è un’importante esponente della ceramica contemporanea scandinava. La sua ricerca artistica si concentra sull’interazione tra superficie, colore e luce, creando opere caratterizzate da trame vibranti e un’armonia cromatica unica. I suoi lavori, esposti in musei e collezioni internazionali, esplorando la relazione tra materia e emozione, offrendo un’esperienza visiva e tattile intensa.
La Redazione
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24 Marzo, 2025
Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino
Diciamolo subito: il Frascati ha un problema di immagine. Per anni, tra fiasche impolverate e bottiglie da battaglia nelle trattorie romane, si è guadagnato la fama di “vino da turisti distratti”. Un’ingiustizia storica perché questo angolo del Lazio ha molto più da offrire di un bianco anonimo servito con i tonnarelli cacio e pepe. Per capire che il mondo del Frascati e del vino è qualcosa di serio bisogna varcare la soglia di Merumalia, una cantina che ha deciso di alzare l’asticella e ridare al Frascati la dignità che merita.
Il territorio di frascati è da sempre collegato al mondo del vino dove famiglie intere per anni ci hanno lavorato ma la storia di Merumalia è diversa da tutte le altre.
In questa bellissima tenuta, mi viene incontro Giulia una delle due sorelle che conduce questa bellissima cantina. Sarà lei con il suo sorriso e la sua simpatia a svelarmi ogni angolo della cantina.
Merumalia nasce da due genitori che sono arrivati a Frascati per caso, il papà di Giulia dopo aver lavorato all’estero fu trasferito in Italia per lavorare nell’agenzia spaziale europea e l’unica sede era a Frascati. Dopo la nascita delle sue tre figlie a Roma, negli anni 90 insieme alla moglie si mise alla ricerca di una casa in campagna con un po’ di verde e finì per trovare quello che un tempo era un vecchio casolare, con dieci ettari di vigneti. Il papà di Giulia innamorato del buon vino si innamorò anche del posto e lo comprò.
Non essendo del mestiere si fece affiancare dall’enologo Lorenzo Costantini, dall’agronomo e con loro impostò il vigneto secondo le sue idee. Decise di rispettare i vitigni autoctoni che negli anni 90 non erano ancora protetti e rispettati e volle impostare l’azienda in chiave biologica.
Per 15 anni l’uva veniva raccolta e data agli altri produttori poi nel 2012 il papà andò in pensione e decise di vinificare una piccola parte e seguire tutta la filiera, realizzando la cantina.
La prima vendemmia vinificata fu quella del 2013. Quindi dieci vendemmie fa.
Purtroppo il papà di Giulia tempo fa è venuto a mancare così Giulia laureata in economia e Flavia un ingegnere decisero di tornare qui e dedicarsi all’azienda insieme alla mamma Mariateresa, per loro un regalo e un tesoro da custodire gelosamente.
Con Giulia mi trovo a guardare il panorama, e sotto la collina si possono ammirare i loro vigneti e in lontananza si vede Roma e si riesce a scorgere persino il Cupolone. Uno spettacolo pazzesco che non può non attirare visitatori e turisti che ogni anno affollano la loro cantina.
Merumalia è una realtà familiare e Giulia ci tiene a precisare che hanno deciso di percorrere la strada del biologico, perché fare vino senza rispetto per la terra è come cucinare senza assaggiare: un suicidio annunciato. Qui la vite affonda le radici in un suolo vulcanico che regala mineralità e carattere ai vini. Qui la qualità conta più della quantità.
Entrando nella cantina, che trovo bellissima, di una modernità disarmante, Giulia mi fa accomodare per iniziare la degustazione dei suoi vini.
Il bello di Merumalia è che qui il Frascati non è solo un vino, ma un manifesto
Giulia dopo aver portato degli ottimi formaggi mi presenta la prima referenza, 8nese, un vino che per le sue uve conosco benissimo venendo dalla Puglia. Un Bombino igp Lazio che per un pugliese sa di sorpresa. Per anni pensando al bombino bianco nella mia testa avevo solo vini leggeri e senza troppe pretese, ma 8nese di Merumalia è un vino che mi ha fatto cambiare idea. Un bianco che gioca sulla freschezza, la struttura e una personalità tutt’altro che anonima. Al naso si presenta con un bouquet che spazia di agrumi mediterranei e freschezza balsamica, fiori gialli e un accenno di erbe aromatiche e una delicata nota minerale che ricorda il suolo vulcanico da cui nasce. Un vino che dice permesso, sono un vino intrigante. Al palato dinamico, vibrante e sapido con un lungo finale citrino che ricorda il mare. Una bella spalla acida che lo rende scattante. Sicuramente lascia la bocca pulita e pronta per il sorso successivo. Un vino da bere a bordo piscina o con i piedi nella sabbia mentre ci servono piatti di pesce, fritti croccanti, ma anche da solo per un aperitivo che sa di Lazio e di voglia di bere bene. Di Bombini in puglia ne ho bevuti tantissimi ma questo sicuramente sorprende con la sua modernità nella bevibilità con radici ben piantate nella tradizione. Sicuramente un bianco che ti parla e ti racconta una bella storia.
Il bicchiere successivo Giulia lo riempie con Terso frascati doc, un frascati che sfida i cliché e si prende la scena, dimostrando che questo bianco può essere molto più di un semplice compagno da trattoria.
Terso è un nome che suggerisce freschezza e nitidezza e mantiene la promessa del primo sorso.
Al naso è bellissimo sentire i profumi eleganti e ben definiti di fiori bianchi delicati, erbe aromatiche e vento iodato del mare insieme ad agrumi e pesca bianca, con una leggera sfumatura minerale che ricorda la sua origine vulcanica. Al palato si presenta con un sorso croccante, saporito e rinfrescante su note balsamiche con una acidità bilanciata e una chiusura pulita che invita al secondo bicchiere ma io arriverò al terzo. Il sorso è agile, ma non banale, con un’ottima coerenza tra naso e bocca. Sicuramente io l’abbinerei a del sushi accompagnato da musica jazz. Un frascati doc d’autore che racconta il territorio con freschezza, precisione e carattere. Da bere seduti comodamente su un divano, guardando semmai il panorama della loro cantina con la consapevolezza che il Frascati quando è fatto bene sa sorprendere.
I bianchi li concludiamo direi in bellezza con Primo Riserva un frascati superiore riserva docg. Sicuramente dovete dimenticare l’idea del Frascati facile e leggero. Primo Riserva è la prova che questo territorio sa esprimere complessità, profondità e grande capacità di evoluzione. Un bianco che non si beve, si ascolta, perché ogni sorso racconta il carattere della sua terra vulcanica. Al naso profuma di iodio e di ambra, un vino fine e sofisticato, avvolgente come l’estate. Note di frutta matura, agrumi canditi, miele d’acacia e fiori bianchi, il tutto avvolto da una sottile scia minerale e una leggera sfumatura tostata, segno del tempo passato in affinamento. Al palato setoso e salato, strutturato, avvolgente con un equilibrio perfetto tra freschezza e morbidezza. La mineralità si fa sentire, regalando profonditò e un finale lungo, sapido e leggermente ammandorlato. Un vino consigliato per attimi di pura gioia e felicità.
Ovviamente chiedo a Giulia di provare un rosso e mi presenta Vetus 2020, un Roma doc, 70% Montepulciano e 30% Syrah.
Un rosso che non ha paura di farsi notare, nato da un bellissimo bland di uve che trovano equilibrio tra potenza ed eleganza. È un vino che parla la lingua del Lazio, con un accento deciso e una struttura che invita alla meditazione o a un bel piatto di carne. Al naso vulcanico e potente con un’intrigante spaziatura di pepe nero. Intenso e stratificato, con note di frutti di bosco maturi, ciliegia sotto spirito, tabacco, il tutto arricchito da una piacevole sfumatura balsamica e un tocco di cioccolato fondente.
Al palato ha polpa, sostanza ed eleganza. Un vino ancestrale di equilibrio e ricercatezza. Un tannino ben presente ma vellutato. Il suo finale lungo, sapido e speziato. Sicuramente se cerchi una bella ispirazione in mano devi avere un calice di Vetus.
Per concludere questa piacevole degustazione Giulia mi fa assaggiare il suo olio di olive leccino, rosciolo, frantoio e pendolino e da pugliese amante dell’olio posso dire che è un olio delicato, gentile che sicuramente si sa far amare da chi ha poca dimestichezza con gli olii.
Se pensate che Frascati sia solo vino da tavola e fraschette con porchetta, Merumalia vi farà ricredere. La vista sulla campagna romana è un bonus ma il vero spettacolo è nel bicchiere. Un’esperienza da fare senza pregiudizi ma con un calice sempre pieno.
Con questa esperienza Merumalia, Giulia e Flavia hanno dimostrato che questa terra può dare vini con carattere, profondità e zero banalità Qui non si gioca a fare vino: lo si fa con rispetto, ambizione e quella sana testardaggine che serve per ribaltare i pregiudizi.
Se cercate vini senz’anima, girate al largo, ma se volete scoprire un Frascati e non solo quello che sanno essere eleganti, minerali e persino longevi allora Merumalia è una tappa obbligata. E fidatevi: una volta che l’avrete assaggiato non tornerete indietro. Poi, certo, potete sempre continuare a bere il solito Frascati sciacquato, Ma non dite che non vi avevo avvisato.
Roberto Silvio De Pascale
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Il buon vivere
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23 Marzo, 2025
Suavia tra le 100 iconic wineries selezionate da Forbes Italia
La cantina Suavia, simbolo dell’eccellenza del Soave Classico, è stata selezionata da Forbes Italia tra le 100 Iconic Wineries, un riconoscimento che celebra le migliori realtà vinicole italiane capaci di distinguersi per qualità, sostenibilità e prestigio internazionale.
La premiazione è avvenuta il 18 marzo 2025 a Milano, presso l’Hotel Principe di Savoia, nel corso dell’evento 100 Wineries & Maestri del Calice, un’importante occasione di incontro e confronto che vedrà protagoniste le cantine italiane d’eccellenza e i professionisti dell’ospitalità.
Le sorelle Tessari
Essere inclusi tra le 100 Iconic Wineries da Forbes Italia è un riconoscimento che valorizza il lavoro di squadra e l’impegno quotidiano nel raccontare, attraverso il vino, l’anima autentica del Soave Classico, fatta di storia, terra e passione. Questo risultato è il frutto del contributo di tutte le persone che condividono con noi la convinzione che il vino non sia solo un prodotto, ma un’espressione viva del territorio. Continueremo a dedicarci con attenzione e rispetto, mantenendo vive le nostre radici e guardando con apertura al futuro.
Ovviamente, gli ospiti hanno degustato vini delle cantine premiate nel Walk Around Wine Tasting e di partecipato al Networking Lunch, prima dell’attesa cerimonia di premiazione delle Iconic Wineries prevista nel pomeriggio.
Con questo prestigioso riconoscimento, Suavia conferma il proprio ruolo di ambasciatrice del Soave Classico nel panorama vinicolo italiano e internazionale, distinguendosi per la qualità dei suoi vini, il rispetto per l’ambiente e l’autenticità di un percorso che continua a ispirare e innovare.
La Redazione
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23 Marzo, 2025
Aprile in Piemonte: la comunità del Nord e il Ribelle Sud annunciano le nuove edizioni di REWINE e NOBILE RIBELLE
Il Piemonte continua a sorprendere con eventi enologici che invitano a scoprire la bellezza e la ricchezza del proprio territorio da nord a sud. Nel weekend che seguirà la chiusura dei lavori di Vinitaly, infatti, dall’11 al 14 aprile, offrirà due interessanti appuntamenti dedicati agli amanti del vino e non solo: REWINE CANAVESE nel Castello di Ivrea dall’11 al 13 aprile e GRIGNOLINO: IL NOBILE RIBELLE nel Monferrato dall’11 al 14 aprile.
Rewine Canavese, la 5’ edizione dei Giovani Vignaioli Canavesani – Ivrea, 11-13 aprile
Nel Canavese, dove la serra morenica racchiude una storica produzione enologica che convive tra monti, laghi e muretti a secco, il nucleo sempre più numeroso ed affiatato di giovani produttori riuniti nei 10 punti del manifesto GVC sono pronti a darsi appuntamento nella città di Ivrea dal 11 al 13 aprile, per la quinta edizione di Rewine Canavese.
Anche quest’anno, il venerdì di apertura sarà dedicato al confronto e al dibattito, dove il Teatro Giacosa di Ivrea ospiterà il convegno “Vino nel Mondo: tendenze, sfide e opportunità”, moderato dalla voce narrante di Marco Peroni e con ospiti di prestigio come Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e i produttori Francesco Pizzino e Ferdinando Principiano, il gastronomo Andrea Amadei. Un’opportunità quanto mai utile per scoprire le ultime tendenze del mondo del vino, con una riflessione sul futuro delle denominazioni locali e le sfide che il settore sta affrontando.
Il programma prosegue sabato 12 aprile con la serata “GVC & Caino On Fire” presso la Vineria Caino a Salerano Canavese, un evento privato con degustazione delle migliori espressioni dei Giovani Vignaioli Canavesani dove saranno decretati a fine cena, come da tradizione, le migliori produzioni per tipologia.
Infine, domenica 13 aprile, il Castello di Ivrea aprirà le porte al pubblico per ospitare un affascinante itinerario di degustazione dalle 11:00 alle 18:00, con masterclass dedicate e una suddivisione dei produttori lungo un percorso di 4 Macro-Aree. Inoltre, grazie alla partnership sancita quest’anno con i Giovani Derthona, il palinsesto si arricchisce con etichette provenienti dai Colli Tortonesi, integrando in un messaggio univoco la nuova direzione che stanno dettando i giovani vignaioli del Piemonte.
Orari e Luoghi:
11 aprile – Convegno, ore 20:30, Teatro Giacosa – Ivrea.
12 aprile – GVC & Caino On Fire, ore 19:30, Caino – Salerano Canavese.
13 aprile – Rewine, ore 11:00-18:00, Castello di Ivrea. Ticket d’ingresso: 20 Euro Programma completo e acquisto ticket su: https://rewine.gvc-canavese.it/ Grignolino: il Nobile Ribelle – Monferrato, 11-14 aprile La rivincita del piccolo vitigno locale che sta conquistando sempre più consensi e mercati, il Grignolino, sarà al centro della IV Edizione di “Grignolino: Il Nobile Ribelle”. Organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con il contributo delle delegazioni di Asti e Casale Monferrato, in collaborazione con il Consorzio Colline del Monferrato Casalese, l’Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino, l’Associazione Monferace e il patrocinio del comune di Grazzano Badoglio e altre prestigiose realtà locali, questo evento è un viaggio nella storia e nelle sfumature di un vitigno riconosciuto per la sua nobile eleganza e il suo carattere ribelle. Dall’11 al 14 aprile, presso Grazzano Badoglio, nel cuore del Monferrato, i sommelier AIS guideranno il pubblico in una tre giorni di degustazioni dove le diverse espressioni del Grignolino si raccontano attraverso origini e stili di produzione diversi, esplorando le note caratteristiche che lo contraddistinguono. Tra i protagonisti della kermesse, un altro vitigno che condivide con il Grignolino parte del DNA, il Freisa, sarà il “vino ospite” dell’evento. Scelto come vitigno dell’anno 2022 dalla Regione Piemonte, vedrà la collaborazione dell’Associazione Più Freisa per un sua maggiore e migliore comprensione. Durante l’evento non mancheranno proposte gastronomiche, realizzate con il supporto del ristorante Centrale di Moncalvo. Infatti il programma non prevede solo vino: il calendario è ricco di eventi collaterali volti a completarne l’esperienza territoriale. Si parte venerdì 11 aprile presso Tenuta Santa Caterina dove si terrà un’importante masterclass condotta dal Presidente AIS Piemonte, Mauro Carosso, in memoria del produttore Mauro Gaudio, storico rappresentante del Grignolino scomparso lo scorso anno. Sabato 12 aprile dalle 18.00 spazio a un incontro tra il vino, la storia e la musica, dove un talk e un’asta di beneficenza destinata a programmi di rieducazione saranno il mix perfetto tra cultura, territorio e comparto vitivinicolo. Nella Chiesa dei Santi Vittore e Corona, la storia del vitigno si intreccerà tra cavalcate aleramiche, documenti storici e cambiamenti nel gusto. Infine, doppio appuntamento per chi vuole vivere il Grignolino da un’altra prospettiva. Domenica 13 aprile è in programma una camminata panoramica “Da Aleramo al Grignolino”, con guida ambientale e visita ai luoghi storici che raccontano la grande tradizione vinicola e il suo legame con il territorio, con partenza alle ore 9:30 dal Ristorante il Bagatto. Mentre nel pomeriggio tutti gli appassionati sono invitati ai banchi d’assaggio allestiti nei locali di Via IV Novembre 15 accompagnati da suggestioni sonore, dove l’aperitivo in musica con Jazz Refound sarà il sottofondo musicale ideale tra i banchi d’assaggio e lo scenario del Monferrato. L’ingresso è libero senza prenotazione, con un contributo di 15 € per la degustazione (10 € per i soci AIS), mentre gli operatori del comparto Ho.Re.Ca. possono accreditarsi per una delle giornate inviando una mail a eventi.aisasti@gmail.com. Orari e luoghi:
12-13 aprile – banchi d’assaggio, dalle 11:00 alle 19:00. Ticket d’ingresso: 15 Euro
14 aprile – banchi d’assaggio, dalle 10:00 alle 17:00. Ticket d’ingresso: 15 Euro Programma completo e accrediti operatori su: https://www.aispiemonte.it/prodotto/grignolino-il-nobile-ribelle-2025/ Perché partecipare? Il Piemonte non è solo una destinazione per gli amanti del vino, ma un territorio che sa come sorprendere con la sua gastronomia, la sua storia, i suoi paesaggi e la relazione con la propria comunità. Che si tratti di un viaggio tra le colline del Monferrato alla scoperta del Grignolino, o di una passeggiata attraverso i vigneti del Canavese, queste esperienze offrono un’opportunità unica per conoscere e approfondire il patrimonio storico-culturale della regione. Appuntamento in Piemonte dopo il Vinitaly quindi, da sud a nord tra le colline del Monferrato e le rocce del Canavese! La Redazione
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11 aprile – Convegno, ore 20:30, Teatro Giacosa – Ivrea.
12 aprile – GVC & Caino On Fire, ore 19:30, Caino – Salerano Canavese.
13 aprile – Rewine, ore 11:00-18:00, Castello di Ivrea. Ticket d’ingresso: 20 Euro Programma completo e acquisto ticket su: https://rewine.gvc-canavese.it/ Grignolino: il Nobile Ribelle – Monferrato, 11-14 aprile La rivincita del piccolo vitigno locale che sta conquistando sempre più consensi e mercati, il Grignolino, sarà al centro della IV Edizione di “Grignolino: Il Nobile Ribelle”. Organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con il contributo delle delegazioni di Asti e Casale Monferrato, in collaborazione con il Consorzio Colline del Monferrato Casalese, l’Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino, l’Associazione Monferace e il patrocinio del comune di Grazzano Badoglio e altre prestigiose realtà locali, questo evento è un viaggio nella storia e nelle sfumature di un vitigno riconosciuto per la sua nobile eleganza e il suo carattere ribelle. Dall’11 al 14 aprile, presso Grazzano Badoglio, nel cuore del Monferrato, i sommelier AIS guideranno il pubblico in una tre giorni di degustazioni dove le diverse espressioni del Grignolino si raccontano attraverso origini e stili di produzione diversi, esplorando le note caratteristiche che lo contraddistinguono. Tra i protagonisti della kermesse, un altro vitigno che condivide con il Grignolino parte del DNA, il Freisa, sarà il “vino ospite” dell’evento. Scelto come vitigno dell’anno 2022 dalla Regione Piemonte, vedrà la collaborazione dell’Associazione Più Freisa per un sua maggiore e migliore comprensione. Durante l’evento non mancheranno proposte gastronomiche, realizzate con il supporto del ristorante Centrale di Moncalvo. Infatti il programma non prevede solo vino: il calendario è ricco di eventi collaterali volti a completarne l’esperienza territoriale. Si parte venerdì 11 aprile presso Tenuta Santa Caterina dove si terrà un’importante masterclass condotta dal Presidente AIS Piemonte, Mauro Carosso, in memoria del produttore Mauro Gaudio, storico rappresentante del Grignolino scomparso lo scorso anno. Sabato 12 aprile dalle 18.00 spazio a un incontro tra il vino, la storia e la musica, dove un talk e un’asta di beneficenza destinata a programmi di rieducazione saranno il mix perfetto tra cultura, territorio e comparto vitivinicolo. Nella Chiesa dei Santi Vittore e Corona, la storia del vitigno si intreccerà tra cavalcate aleramiche, documenti storici e cambiamenti nel gusto. Infine, doppio appuntamento per chi vuole vivere il Grignolino da un’altra prospettiva. Domenica 13 aprile è in programma una camminata panoramica “Da Aleramo al Grignolino”, con guida ambientale e visita ai luoghi storici che raccontano la grande tradizione vinicola e il suo legame con il territorio, con partenza alle ore 9:30 dal Ristorante il Bagatto. Mentre nel pomeriggio tutti gli appassionati sono invitati ai banchi d’assaggio allestiti nei locali di Via IV Novembre 15 accompagnati da suggestioni sonore, dove l’aperitivo in musica con Jazz Refound sarà il sottofondo musicale ideale tra i banchi d’assaggio e lo scenario del Monferrato. L’ingresso è libero senza prenotazione, con un contributo di 15 € per la degustazione (10 € per i soci AIS), mentre gli operatori del comparto Ho.Re.Ca. possono accreditarsi per una delle giornate inviando una mail a eventi.aisasti@gmail.com. Orari e luoghi:
12-13 aprile – banchi d’assaggio, dalle 11:00 alle 19:00. Ticket d’ingresso: 15 Euro
14 aprile – banchi d’assaggio, dalle 10:00 alle 17:00. Ticket d’ingresso: 15 Euro Programma completo e accrediti operatori su: https://www.aispiemonte.it/prodotto/grignolino-il-nobile-ribelle-2025/ Perché partecipare? Il Piemonte non è solo una destinazione per gli amanti del vino, ma un territorio che sa come sorprendere con la sua gastronomia, la sua storia, i suoi paesaggi e la relazione con la propria comunità. Che si tratti di un viaggio tra le colline del Monferrato alla scoperta del Grignolino, o di una passeggiata attraverso i vigneti del Canavese, queste esperienze offrono un’opportunità unica per conoscere e approfondire il patrimonio storico-culturale della regione. Appuntamento in Piemonte dopo il Vinitaly quindi, da sud a nord tra le colline del Monferrato e le rocce del Canavese! La Redazione
22 Marzo, 2025
La primavera del Castellinando alla seconda edizione
DEGUSTAZIONI E MASTERCLASS DEDICATE AL CASTELLINALDO BARBERA D’ALBA DOC
Domenica 30 e lunedì 31 marzo al Palazzo Re Rebaudengo di Guarene (CN) L’Associazione Vinaioli del Castellinaldo inaugura la bella stagione presentando la 2ª edizione de “La Primavera del Castellinaldo”, evento dedicato al Castellinaldo
Barbera d’Alba DOC, punta di diamante della Barbera d’Alba DOC, con più di 40 vini in mescita libera e 21 produttori coinvolti.
La due giorni si terrà domenica 30 e lunedì 31 marzo al Palazzo Re Rebaudengo di piazza Roma 1 a Guarene (Cuneo), tra degustazioni, incontri con i produttori, visite al castello e scoperte enogastronomiche. L’iniziativa, divisa su due giornate, una per appassionati e l’altra riservata agli operatori professionali, celebra l’identità vinicola di un territorio che si distingue per la qualità e la tipicità dei suoi vini: i visitatori avranno l’opportunità di assaporare diverse interpretazioni di questa sottozona così particolare, raccontate direttamente dai produttori.
Questi i produttori coinvolti: Allerino Giovanni, Azienda Agricola Baudevin di Volantino Marco, Azienda Agricola Cerrato Fabio, Azienda Agricola Cravanzola S.S.A, Azienda Agricola Ferrero Michele, Azienda Agricola Fratelli Masucco, Azienda Agricola Margherita S.S,
Azienda Agricola Selezione Teo Costa, Azienda Agricola Vecchio, Azienda Agricola Vielmin, Bric Cenciurio, Cantina del Nebbiolo SCA, Cascina Chicco SSA, Cascina del Pozzo, Cascina Goregn, Cascina Torniero, La Granera, Marchisio Family
Organic Estate, Marchisio Tonino, Marsaglia, Morra Stefanino. PROGRAMMA – LA PRIMAVERA DEL CASTELLINALDO 2025 Il programma si apre domenica 30 marzo, giornata dedicata al pubblico di appassionati, alle 10:00, con un walk around tasting con i produttori associati: oltre 40 vini in mescita libera di Castellinaldo Barbera d’Alba. Ospite food: Nocciola Piemonte. Alle 14:30 è prevista per gli ospiti una visita al Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo: un’esperienza immersiva nella collina di San Licerio con le mediatrici culturali dell’arte della Fondazione (durata: 1 ora; massimo 25 partecipanti,
accredito in loco). Alle 16:00, nel Salone Ex Granaio, si svolgerà la degustazione dedicata al Castellinaldo Barbera d’Alba guidata da Giancarlo Montaldo: l’assaggio di alcuni vini sarà l’occasione per scoprirne la storia, i dettagli sulla Sottozona, la realtà
produttiva, le annate e i caratteri organolettici. Lunedì 31 marzo, a partire dalle 11:00, si riapre il banco d’assaggio per gli operatori professionali e giornalisti.
Alle 15:00, nel Salone Ex Granaio, si svolgerà una masterclass dedicata all’anteprima dell’annata 2023 e al Castellinaldo prodotto fuori Castellinaldo: Giancarlo Montaldo guiderà la degustazione raccontando storia, dettagli sulla
Sottozona, realtà produttiva, e caratteri organolettici del Castellinaldo Barbera d’Alba; l’approfondimento esaminerà anche il Castellinaldo Barbera d’Alba prodotto fuori dal comune di Castellinaldo d’Alba ovvero nei paesi di Guarene,
Castagnito, Vezza d’Alba, Magliano Alfieri, Canele e Priocca. Ore 17:30 – nel Salone Ex Granaio, si svolgerà la masterclass verticale di Castellinaldo Barbera d’Alba, attraverso la degustazione di vini tra le annate 2016 e 2023. Giancarlo Montaldo, consulente tecnico-scientifico della manifestazione e giornalista esperto che sin dagli esordi ha seguito la nascita della sottozona: Nell’ambito della Primavera del Castellinaldo, le Masterclass hanno un duplice scopo: da un lato, informare gli appassionati, i giornalisti e gli operatori sulla realtà del Castellinaldo Barbera d’Alba; dall’altro, creare fidelizzazione di consumo per un vino che potrà rappresentare un elemento di crescita qualitativa ed economica di un territorio, il Roero Orientale, a lungo sottovalutato dalla realtà vitivinicola di Langa e Roero Gli assaggi, le masterclass e tutte le visite sono gratuiti; le masterclass possono accogliere pubblico fino a esaurimento posti, con accredito online (https://eventi.vinaiolidelcastellinaldo.com/) e in loco. Luca Morra, presidente dell’Associazione Da oltre 30 anni produciamo e raccontiamo il Castellinaldo Barbera d’Alba DOC. Con questa iniziativa vogliamo
affermare sempre più la nostra identità e dare valore a quella che è una “nicchia” del panorama vitivinicolo di Langhe e Roero. Abbiamo curato i minimi dettagli dell’evento e abbiamo cercato di fare sistema con gli enti del territorio, valori che
da sempre contraddistinguono la nostra Associazione e che oggi ci consentono di svolgere la nostra due giorni in uno dei posti più belli e iconici dell’Albese, per accogliere al meglio a La Primavera del Castellinaldo appassionati di vino,
giornalisti e operatori del mondo del vino. VINAIOLI DEL CASTELLINALDO Dalla seconda metà degli anni ’80, un gruppo di giovani imprenditori di Castellinaldo rilanciò la produzione vitivinicola locale, portando la Barbera a nuovi livelli di eccellenza. Nel 1992 nacque l’Associazione Vinaioli di Castellinaldo, con
l’obiettivo di valorizzare il territorio e distinguere la Barbera di Castellinaldo all’interno della denominazione Barbera d’Alba DOC, anche attraverso l’istituzione di una sottozona. Parallelamente, si rivoluzionò il metodo di vinificazione, creando un vino particolarmente capace di evolversi nel tempo. Negli anni, la Vinaioli ha organizzato eventi per promuovere la Barbera di Castellinaldo, che si è fatto strada sui mercati internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 2016 il progetto della sottozona ha ripreso vigore con la registrazione del marchio collettivo “Castellinaldo” e l’introduzione di un
Regolamento d’Uso con criteri produttivi più rigidi.
Nel 2019, l’Associazione ha presentato al Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani la richiesta per il riconoscimento ufficiale della sottozona. Dopo un iter approfondito, la denominazione “Castellinaldo Barbera d’Alba” è stata finalmente riconosciuta, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2021.
Un traguardo raggiunto grazie alla determinazione dei Vinaioli e al supporto di figure chiave come il giornalista Giancarlo Montaldo e l’enologo Gianfranco Cordero, che hanno contribuito a rendere Castellinaldo un punto di riferimento per
la Barbera d’Alba. I NUMERI DEL CASTELLINALDO: Aziende associate: 21
Ettari vitati: 18
Comuni: Castellinaldo, Castagnito, Canale, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca,Vezza d’Alba.
Bottiglie prodotte nella vendemmia 2024: 130mila L’evento ha il patrocinio del Comune di Guarene, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Langhe Monferrato Roero ATL, Ais Piemonte delegazione di Cuneo-Alba. La Redazione
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Barbera d’Alba DOC, punta di diamante della Barbera d’Alba DOC, con più di 40 vini in mescita libera e 21 produttori coinvolti.
La due giorni si terrà domenica 30 e lunedì 31 marzo al Palazzo Re Rebaudengo di piazza Roma 1 a Guarene (Cuneo), tra degustazioni, incontri con i produttori, visite al castello e scoperte enogastronomiche. L’iniziativa, divisa su due giornate, una per appassionati e l’altra riservata agli operatori professionali, celebra l’identità vinicola di un territorio che si distingue per la qualità e la tipicità dei suoi vini: i visitatori avranno l’opportunità di assaporare diverse interpretazioni di questa sottozona così particolare, raccontate direttamente dai produttori.
Questi i produttori coinvolti: Allerino Giovanni, Azienda Agricola Baudevin di Volantino Marco, Azienda Agricola Cerrato Fabio, Azienda Agricola Cravanzola S.S.A, Azienda Agricola Ferrero Michele, Azienda Agricola Fratelli Masucco, Azienda Agricola Margherita S.S,
Azienda Agricola Selezione Teo Costa, Azienda Agricola Vecchio, Azienda Agricola Vielmin, Bric Cenciurio, Cantina del Nebbiolo SCA, Cascina Chicco SSA, Cascina del Pozzo, Cascina Goregn, Cascina Torniero, La Granera, Marchisio Family
Organic Estate, Marchisio Tonino, Marsaglia, Morra Stefanino. PROGRAMMA – LA PRIMAVERA DEL CASTELLINALDO 2025 Il programma si apre domenica 30 marzo, giornata dedicata al pubblico di appassionati, alle 10:00, con un walk around tasting con i produttori associati: oltre 40 vini in mescita libera di Castellinaldo Barbera d’Alba. Ospite food: Nocciola Piemonte. Alle 14:30 è prevista per gli ospiti una visita al Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo: un’esperienza immersiva nella collina di San Licerio con le mediatrici culturali dell’arte della Fondazione (durata: 1 ora; massimo 25 partecipanti,
accredito in loco). Alle 16:00, nel Salone Ex Granaio, si svolgerà la degustazione dedicata al Castellinaldo Barbera d’Alba guidata da Giancarlo Montaldo: l’assaggio di alcuni vini sarà l’occasione per scoprirne la storia, i dettagli sulla Sottozona, la realtà
produttiva, le annate e i caratteri organolettici. Lunedì 31 marzo, a partire dalle 11:00, si riapre il banco d’assaggio per gli operatori professionali e giornalisti.
Alle 15:00, nel Salone Ex Granaio, si svolgerà una masterclass dedicata all’anteprima dell’annata 2023 e al Castellinaldo prodotto fuori Castellinaldo: Giancarlo Montaldo guiderà la degustazione raccontando storia, dettagli sulla
Sottozona, realtà produttiva, e caratteri organolettici del Castellinaldo Barbera d’Alba; l’approfondimento esaminerà anche il Castellinaldo Barbera d’Alba prodotto fuori dal comune di Castellinaldo d’Alba ovvero nei paesi di Guarene,
Castagnito, Vezza d’Alba, Magliano Alfieri, Canele e Priocca. Ore 17:30 – nel Salone Ex Granaio, si svolgerà la masterclass verticale di Castellinaldo Barbera d’Alba, attraverso la degustazione di vini tra le annate 2016 e 2023. Giancarlo Montaldo, consulente tecnico-scientifico della manifestazione e giornalista esperto che sin dagli esordi ha seguito la nascita della sottozona: Nell’ambito della Primavera del Castellinaldo, le Masterclass hanno un duplice scopo: da un lato, informare gli appassionati, i giornalisti e gli operatori sulla realtà del Castellinaldo Barbera d’Alba; dall’altro, creare fidelizzazione di consumo per un vino che potrà rappresentare un elemento di crescita qualitativa ed economica di un territorio, il Roero Orientale, a lungo sottovalutato dalla realtà vitivinicola di Langa e Roero Gli assaggi, le masterclass e tutte le visite sono gratuiti; le masterclass possono accogliere pubblico fino a esaurimento posti, con accredito online (https://eventi.vinaiolidelcastellinaldo.com/) e in loco. Luca Morra, presidente dell’Associazione Da oltre 30 anni produciamo e raccontiamo il Castellinaldo Barbera d’Alba DOC. Con questa iniziativa vogliamo
affermare sempre più la nostra identità e dare valore a quella che è una “nicchia” del panorama vitivinicolo di Langhe e Roero. Abbiamo curato i minimi dettagli dell’evento e abbiamo cercato di fare sistema con gli enti del territorio, valori che
da sempre contraddistinguono la nostra Associazione e che oggi ci consentono di svolgere la nostra due giorni in uno dei posti più belli e iconici dell’Albese, per accogliere al meglio a La Primavera del Castellinaldo appassionati di vino,
giornalisti e operatori del mondo del vino. VINAIOLI DEL CASTELLINALDO Dalla seconda metà degli anni ’80, un gruppo di giovani imprenditori di Castellinaldo rilanciò la produzione vitivinicola locale, portando la Barbera a nuovi livelli di eccellenza. Nel 1992 nacque l’Associazione Vinaioli di Castellinaldo, con
l’obiettivo di valorizzare il territorio e distinguere la Barbera di Castellinaldo all’interno della denominazione Barbera d’Alba DOC, anche attraverso l’istituzione di una sottozona. Parallelamente, si rivoluzionò il metodo di vinificazione, creando un vino particolarmente capace di evolversi nel tempo. Negli anni, la Vinaioli ha organizzato eventi per promuovere la Barbera di Castellinaldo, che si è fatto strada sui mercati internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 2016 il progetto della sottozona ha ripreso vigore con la registrazione del marchio collettivo “Castellinaldo” e l’introduzione di un
Regolamento d’Uso con criteri produttivi più rigidi.
Nel 2019, l’Associazione ha presentato al Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani la richiesta per il riconoscimento ufficiale della sottozona. Dopo un iter approfondito, la denominazione “Castellinaldo Barbera d’Alba” è stata finalmente riconosciuta, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2021.
Un traguardo raggiunto grazie alla determinazione dei Vinaioli e al supporto di figure chiave come il giornalista Giancarlo Montaldo e l’enologo Gianfranco Cordero, che hanno contribuito a rendere Castellinaldo un punto di riferimento per
la Barbera d’Alba. I NUMERI DEL CASTELLINALDO: Aziende associate: 21
Ettari vitati: 18
Comuni: Castellinaldo, Castagnito, Canale, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca,Vezza d’Alba.
Bottiglie prodotte nella vendemmia 2024: 130mila L’evento ha il patrocinio del Comune di Guarene, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Langhe Monferrato Roero ATL, Ais Piemonte delegazione di Cuneo-Alba. La Redazione