Scegli la rubrica
Scegli una categoria
- Acini Rari
- Archivio
- BlendNews
- Bollicine e dintorni
- Buongiorno in Vigna
- Cantine di cui anche Bacco andrebbe fiero
- Confine Liquido
- Dal vino in poi
- Degustazioni Artificiali
- Diario di un sommelier
- Editoriale
- El Gottin
- Food&Life
- Identità in fermento
- Il buon vivere
- Il taccuino delle gite (fuori porta)
- Il viaggio di Francesca
- Il viaggio di Orfeo
- Il Vino in una stanza
- Il vino secondo Mario
- In legge veritas
- InternazionalMente
- Itinerari diVini
- L'ABC della Degustazione
- Le Bischerate di un Sommelier
- Le scoperte enoiche di Benny
- Le storie di Wine in Venice
- Live from
- Oltre la carta dei vini
- Oltre le sensazioni del vino
- Passi in cantina
- Percorsi d'assaggio
- Provato per Voi
- Quelle curiose esplorazioni
- Racconti diVini
- Radici di vino
- Riccio Viticcio
- Riflessioni Enologiche di un Viaggiatore diVino
- Salotto diVino
- Senza etichetta
- Speciale Vinòforum
- Suggestioni di Vino
- The Voice of Blogger
- Vigne e orizzonti
- Vino e dintorni
- Vinodentro
- Wine Hunter Stories
- WineKult
28 Gennaio, 2025
San Valentino firmato Tommasi: gusto, romanticismo e charme a Villa Quaranta
Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA, nel cuore della Valpolicella Classica, si prepara a celebrare un San Valentino all’insegna del gusto e del romanticismo. Il 14 e 15 febbraio 2025, il Ristorante Borgo Antico aprirà le porte agli innamorati per una serata speciale, in cui la raffinata esperienza culinaria si unirà alla magia di una location senza tempo.
La brigata dello chef Stefano Pace promette un percorso gastronomico indimenticabile, dove ogni piatto diventa un racconto di amore e passione.
Enrico De Togni, F&B Manager
La nostra idea per questa serata è chiara: vogliamo emozionare attraverso i sapori, raccontare l’amore con ogni piatto. Abbiamo ideato un menù capace di trasportare gli ospiti in un viaggio unico.
Il menù si apre con un’ostrica in camicia, un equilibrio perfetto tra dolcezza e croccantezza, grazie ai pomodori San Marzano e al pane carasau. Segue un soffice maritozzo con insalata russa, polpa di granchio e una fresca maionese allo zafferano. Per i primi, il mezzo pacchero con crema di gamberoni e stracciatella offre un abbraccio vellutato di sapori. Il secondo è un pregiato trancio di dentice, accompagnato da una bisque profumata, erbette e zucca brasata. Infine, il dessert: una Coconut Bounty Tart, che combina cocco, cioccolato e mandorla in un dolce che è pura coccola.
Ad arricchire questa esperienza culinaria, i vini della famiglia Tommasi aggiungono eleganza e armonia. Il Caseo Pinot Nero Brut, fresco e vivace, inaugura il brindisi, mentre il Surani Fiano Puglia IGT conquista con i suoi profumi di fiori bianchi e frutta tropicale. Le Fornaci Rosé, delicato e dai sentori di frutti rossi, accompagna con grazia le portate principali. Per il gran finale, il Caseo Moscato Dolce Spumante regala una dolce chiusura grazie ai suoi aromi di pesca e albicocca e al perlage raffinato.
Villa Quaranta è più di una semplice location: è un luogo intriso di storia e fascino. La villa padronale del XVII secolo, immersa in un parco rigoglioso, e la suggestiva chiesetta romanica creano un’atmosfera di autentico romanticismo. La tradizione della famiglia Tommasi, ambasciatrice dell’Amarone nel mondo, si fonde qui con un’ospitalità moderna e curata nei minimi dettagli.
San Valentino a Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA non è solo una cena: è un viaggio sensoriale tra sapori, emozioni e atmosfere che celebrano l’amore in ogni dettaglio.
La Redazione
Leggi
27 Gennaio, 2025
diVino torna a Roma. 8-9 febbraio 2025
Dopo il grande successo delle prime edizioni, che hanno accolto oltre 2500 partecipanti, torna a Roma l’evento imperdibile per tutti gli amanti del vino: diVino. Le date da segnare in agenda sono l’8 e 9 febbraio 2025, e la splendida cornice sarà ancora una volta Villa Piccolomini, situata sull’Aurelia Antica.
Quest’anno, la Decanter Wine Academy porterà oltre 100 cantine provenienti da tutta Italia, con più di 300 etichette in degustazione. Un viaggio unico nel mondo del vino italiano, la nazione con il maggior numero di vitigni autoctoni al mondo.
La location, Villa Piccolomini, con il suo incantevole giardino affacciato sul Cupolone di San Pietro, rappresenta lo scenario ideale per un evento di tale prestigio. La struttura offre inoltre un ampio parcheggio interno gratuito, per garantire il massimo comfort ai partecipanti.
I protagonisti saranno gli stessi vignaioli che guideranno i visitatori in questa esperienza sensoriale, presentando personalmente le loro etichette più rappresentative ai giornalisti, agli operatori del settore e ai winelovers. Un’opportunità unica per conoscere i segreti della produzione direttamente dalla voce di chi vive la vigna ogni giorno.
Novità di questa edizione sarà la sezione dedicata ai vini no-alcol o low alcol, che da pochi mesi possono essere prodotti anche in Italia.
E poi il ballo, ogni sera a chiusura manifestazione si apriranno le danze con diVino Dance, con Dj set Tempesta per smaltire insieme l’alcol in eccesso e tornare a casa sereni.
Durante la DiVino Dance, banco consumazioni con acqua e caffè gratuiti e in più anche l’alcol test sempre gratuito per chi desidera verificare le proprie condizioni prima di mettersi alla guida.
Programma dell’evento
Sabato 8 febbraio 2025
Ore 16:00: Apertura banchi d’assaggio
Ore 16:30: Masterclass “Le Gemme Enologiche del Sud” Relatori Luca Gardini, miglior sommelier del mondo 2010, BWW – Best Italy Wine Critic of the World 2022 e curatore de La Guida ai 1000 Vini d’Italia de L’Espresso e Fabio Mecca, enologo dell’anno 2025.
Costo: 15,00 euro. Prenotazione obbligatoria, posti limitati
Ore 22:00: Chiusura banchi d’assaggio
Ore 22.00 Post-evento con diVino Dance
Ore 00.00 Chiusura
Domenica 9 febbraio 2025
Ore 16:00: Apertura banchi d’assaggio
Ore 16:30: Masterclass “I vini dealcolati, una nuova frontiera?” relatore Angelo Petracci, referente Guida Vitae AIS.
Costo: 15,00 euro. Prenotazione obbligatoria, posti limitati
Lo
Ore 21:00: Chiusura banchi d’assaggio Ore 21:00 Post-evento diVino Dance Ore 23:00 Chiusura Costo del biglietto 30 euro Il biglietto comprende la degustazione libera dei vini delle oltre 100 cantine presenti e finger food del catering di Villa Piccolomini, primi piatti caldi e salumi e formaggi. Sommelier Ais, Ars, Assoenologi, Assosommelier, Degustibuss, Fis, Fisar, Onav, Ses riduzione del biglietto, costo 25 euro presentando all’ingresso la tessera dell’associazione in corso di validità. Se si acquista il biglietto online, inserire il codice sconto Sommelier8 o Sommelier9 a seconda del giorno scelto. Stampa e operatori del settore possono mandare una mail a accrediti@decanterwineacademy.org entro lunedì 3 febbraio, specificando testata, numero di tessera e il link di un articolo firmato sull’enogastronomia per i giornalisti, tipo di attività e partita iva per gli operatori del settore. Per i blogger inviare mail che verrà valutata dallo staff. Info: 351-3784335 06-86132308 info@decanterwineacademy.org pagina diVino per info e acquisto del biglietto online Le Cantine in corso di aggiornamento Alibis Friuli Az. Agr. De Sanctis Lazio Az. Agr. Di Pietro Toscana Az.agr. Tommaso Spaziani Lazio Cantina Bastianelli Marche Cantina le Macchie Lazio Cantine Lupi Liguria Cantine Massimi Lazio Casa Baricalino Piemonte Castel De Paolis Lazio Centanni Marche Col Parè Veneto Colle Paradiso Toscana Colle Acacia Toscana Due Torri Friuli Giancarlo Ceci Puglia I Pampini Lazio Ippolito vini 1845 Calabria La Riballina Lazio La Romiglia Veneto L’antica Cantina San Severo 1933 Puglia Le Vigne di Clementina Fabi Marche Loschi Emilia Romagna No AH Drink free Veneto Pesolillo Abruzzo Petrucca Lazio Philema Piemonte Poggio Mori Toscana Prediomagno Piemonte Rossi di Medelana Lazio Santa Venere Calabria Solis Terrae Lazio Tenuta Cavalier Ferrante Campania Tenuta Lungarella Lazio Tenuta Polini Marche Tenuta Viglione Puglia Tenute Cuffaro Sicilia Tenute Marta Rosa Molise Terre D’Aquesia Lazio Terre del Cima Veneto Terre del Veio Lazio Vigneti Fontana Vini Biagi Lazio Abruzzo Wieserhof Alto Adige Wine Lab Distribuition Veneto Zemei Drinks Veneto La Redazione
Leggi
Lo
Ore 21:00: Chiusura banchi d’assaggio Ore 21:00 Post-evento diVino Dance Ore 23:00 Chiusura Costo del biglietto 30 euro Il biglietto comprende la degustazione libera dei vini delle oltre 100 cantine presenti e finger food del catering di Villa Piccolomini, primi piatti caldi e salumi e formaggi. Sommelier Ais, Ars, Assoenologi, Assosommelier, Degustibuss, Fis, Fisar, Onav, Ses riduzione del biglietto, costo 25 euro presentando all’ingresso la tessera dell’associazione in corso di validità. Se si acquista il biglietto online, inserire il codice sconto Sommelier8 o Sommelier9 a seconda del giorno scelto. Stampa e operatori del settore possono mandare una mail a accrediti@decanterwineacademy.org entro lunedì 3 febbraio, specificando testata, numero di tessera e il link di un articolo firmato sull’enogastronomia per i giornalisti, tipo di attività e partita iva per gli operatori del settore. Per i blogger inviare mail che verrà valutata dallo staff. Info: 351-3784335 06-86132308 info@decanterwineacademy.org pagina diVino per info e acquisto del biglietto online Le Cantine in corso di aggiornamento Alibis Friuli Az. Agr. De Sanctis Lazio Az. Agr. Di Pietro Toscana Az.agr. Tommaso Spaziani Lazio Cantina Bastianelli Marche Cantina le Macchie Lazio Cantine Lupi Liguria Cantine Massimi Lazio Casa Baricalino Piemonte Castel De Paolis Lazio Centanni Marche Col Parè Veneto Colle Paradiso Toscana Colle Acacia Toscana Due Torri Friuli Giancarlo Ceci Puglia I Pampini Lazio Ippolito vini 1845 Calabria La Riballina Lazio La Romiglia Veneto L’antica Cantina San Severo 1933 Puglia Le Vigne di Clementina Fabi Marche Loschi Emilia Romagna No AH Drink free Veneto Pesolillo Abruzzo Petrucca Lazio Philema Piemonte Poggio Mori Toscana Prediomagno Piemonte Rossi di Medelana Lazio Santa Venere Calabria Solis Terrae Lazio Tenuta Cavalier Ferrante Campania Tenuta Lungarella Lazio Tenuta Polini Marche Tenuta Viglione Puglia Tenute Cuffaro Sicilia Tenute Marta Rosa Molise Terre D’Aquesia Lazio Terre del Cima Veneto Terre del Veio Lazio Vigneti Fontana Vini Biagi Lazio Abruzzo Wieserhof Alto Adige Wine Lab Distribuition Veneto Zemei Drinks Veneto La Redazione
27 Gennaio, 2025
Veronafiere a Jeddah con Sol2Expo. Fieracavalli e Vinitaly per l'ultima tappa del tour mondiale dell'Amerigo Vespucci
Dal 27 al 29 gennaio in Arabia Saudita. In programma masterclass Vinitaly con dealcolati e degustazione olio Evo firmata da SOL2Expo.
Con Fieracavalli presente il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo
Veronafiere con le proprie rassegne SOL2Expo, Fieracavalli e Vinitaly torna a bordo dell’Amerigo Vespucci che, dal 27 al 29 gennaio, approda a Jeddah per promuovere alcune delle eccellenze del made in Italy. Dopo le ultime due tappe del tour mondiale (a Tokyo ad agosto con il vino tricolore e a Doha, in Qatar a dicembre, con l’olio e la pietra naturale 100% italiani), i riflettori si accendono ora sui settori equestre, prodotti a base di uva e miscelati nel rispetto delle regole del Paese e, nuovamente, sull’olio Evo e le olive da tavola. Nella importante città portuale dell’Arabia Saudita, le tre filiere rappresentate da Veronafiere sono protagoniste di seminari e masterclass in programma nel Villaggio Italia, l’area espositiva voluta dal ministero della Difesa che accompagna gli scali della “nave più bella del mondo”, giunto alla sua ultima sosta promozionale.
Federico Bricolo, presidente di Veronafiere
Per Veronafiere si tratta di una ulteriore opportunità per tessere nuove relazioni, anche commerciali, per i settori imprenditoriali rappresentati dai nostri brand fieristici, veri ambasciatori del saper fare e produrre italiano . Un ringraziamento particolare va al ministero della Difesa, al ministero dell’Agricoltura e ad Agenzia ICE per averci permesso a Tokyo, Doha e ora a Jeddah questa straordinaria esperienza, che ci ha consentito anche di riaffermare la centralità del sistema fieristico quale leva imprescindibile per la promozione del made in Italy sui mercati esteri.
Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere –
L’Arabia Saudita è una delle economie più interessanti e in evoluzione del Medio Oriente. Nel 2030 ospiterà a Riyadh l’Expo e nel 2034 i Mondiali di calcio. Esserci significa da un lato portare all’attenzione le filiere produttive strettamente connesse alle nostre rassegne Fieracavalli, SOL2Expo e Vinitaly, favorendone l’ingresso in aree ad alta potenzialità puntando su formazione, promozione della cultura e della qualità; mentre, dall’altro, ci consente di profilare e invitare nuovi operatori professionali alle rispettive manifestazioni in programma a Verona.
Il calendario della tre giorni nel Villaggio Italia di Jeddah prevede la masterclass di Vinitaly “Italian Grapes Reimagined: An Alcohol free Tasting Experience”, dove vengono presentati quattro prodotti italiani a base d’uva e miscelati alcohol free secondo i precetti Halal, ideali per aperitivi, pranzi e cene. In degustazione BelliNo e RossiNo, alcohol free cocktail e drink a base mosto di uva di Moscato dell’azienda SeiBellissimi, e le due etichette Princess in versione bianco e rosso, entrambi dealcolati di Alternativazero. Un focus su questo segmento di mercato che sarà anche una delle novità di Vinitaly 2025 in programma a Verona dal 6 al 9 aprile prossimo.
A questa, si aggiungono le tre degustazioni promosse da SOL2Expo, “Masterclass for the presentation of the evo oils winnings International Sol d’Oro Competition and guided tasting of table olives”, guidate da Marino Giorgetti, capo panel del concorso Sol d’Oro, la competizione olearia di Veronafiere che valorizza dal 2002 i migliori oli extravergine di tutte le nazioni produttrici e li promuove in chiave commerciale. Dopo l’introduzione all’assaggio sensoriale e a come si distingue un olio difettato (find the fake), sarà la degustazione guidata di tre differenti oli evo monovarietali, scelti tra i vincitori dell’ultima edizione del Sol d’Oro e di tre tipologie di olive da tavola, a sollecitare l’attenzione degli operatori invitati.
Fieracavalli, da oltre 125 anni il punto di riferimento internazionale per il mondo equestre, presenta in collaborazione con quattro partner leader nel settore equestre (KASK, Gruppo selleria Equipe, Fratelli Fabbri e Croceri Farm), l’importanza delle terapie assistite con i cavalli, una pratica che unisce benessere e inclusione sociale, confermando il valore del cavallo non solo come atleta, ma anche come prezioso alleato nella salute umana. Ad arricchire ulteriormente l’evento è la partecipazione del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, simbolo di eccellenza, tradizione e spettacolo. Le loro dimostrazioni di abilità e precisione rappresentano un autentico omaggio al patrimonio equestre italiano, unendo eleganza e disciplina in un’esibizione di altissimo livello.
La Redazione
Leggi
27 Gennaio, 2025
L'arte del vino, il vino dell'arte
Quando ho iniziato la mia avventura raccontando il vino, secondo la mia esperienza, mi sono sempre soffermato su un aspetto, ovvero, cercare e scoprire piccoli aneddoti e curiosità, che nessuno cercava, legati a questo meraviglioso mondo così variegato. La curiosità mi ha sempre contraddistinto in tutto quello che ho fatto nella mia vita, una frase sulla curiosità, che spesso mi ha accompagnato, racchiude l’essenza di quello che per me è la curiosità.
Perché quando un uomo costruisce un muro, l’uomo accanto ha subito bisogno di sapere cosa c’è dall’altra parte? (cit.George RR Martin).
Non c’è niente da fare, siamo insanabilmente curiosi!
Ed è per questo che ho accettato di scrivere per WinetalesMagazine, perché mi hanno dato l’opportunità di avere una rubrica tutta mia che dava spazio alla mia curiosità intitolata.
Quelle curiose esplorazioni, titolo più azzeccato di questo non lo si poteva trovare.
”Ma nun perdimm tiemp”
(Trad. “Non perdiamo tempo”), perché oggi vi porto in Spagna, precisamente a Salas Altas (Huesca) nella famosa D.O.P. Somontano dove nasce Bodega Enate. Piccola parentesi doverosa sul territorio dove ci troviamo. Siamo nel cuore della provincia di Huesca e ai piedi dei Pirenei, la Denominazione di Origine Somontano è stata costituita nel 1984. Solo sette anni dopo, con la sua nascita, Bodega Enate si è unita a questo progetto. Dalla sua costituzione, la D.O.P. è cresciuta positivamente, con un aumento progressivo di nuove cantine, che contribuiscono a potenziare e consolidare questa Denominazione. La Denominazione di Somontano ha circa 4.000 ettari dedicati alla coltivazione della vite, distribuiti in 43 comuni, nella comarca del Somontano di Barbastro. Attualmente conta 30 cantine e 334 viticoltori. La zona della D.O.P. Somontano si trova a un’altitudine compresa tra i 350 e i 1.000 metri sul livello del mare. Il clima è caratterizzato da inverni freddi, estati calde e bruschi cambiamenti di temperatura alla fine della primavera e dell’autunno. La temperatura media annuale è di 11 ºC. Perché ho deciso di parlare di Bodega Enate? Perché questa meravigliosa realtà ha unito due tipi d’arte, quella della produzione del vino, abbinata ad un museo di arte contemporanea all’interno della sua cantina. Il Team di Bodega Enate coniuga il design e la tecnologia più moderni con un rigoroso rispetto per la tradizione vitivinicola. La loro filosofia cerca di distinguersi attraverso il connubio con l’arte contemporanea. È impensabile una cantina senza vino e dunque ENATE ha realizzato che l’arte fosse l’essenza della sua identità, due concetti che nascono insieme e si arricchiscono reciprocamente. Oggi, ENATE è sia cantina che museo, enoteca e sala d’arte. Le sue botti e le sue pareti riassumono i grandi vini di Spagna, abitati dal genio dei grandi creatori spagnoli e internazionali. La cantina e i suoi vini devono il loro nome a un piccolo comune situato nella D.O.P. Somontano, Enate nella regione Huesca. Situato a circa 20 km dalla cantina e sulle rive del fiume Cinca, nella sua valle si trova una delle maggiori piantagioni di vigneti della cantina, tra cui la famosa parcella 234, che dà il nome al suo chardonnay più conosciuto. Bodega Enate nasce nl 1991 e l’anno successivo avviene la sua prima vendemmia. Ed è proprio nel 1992 che Enate inaugura una collezione di arte contemporanea con opere di artisti nazionali e internazionali. Da allora, ciascuno dei suoi vini è associato a un artista di riconosciuto prestigio, figurando sull’etichetta un’opera di sua creazione realizzata appositamente per la cantina. Etichette che offrono al consumatore la possibilità di godere della bellezza di un’immagine aggiunta ai complessi sapori e aromi del vino. Antonio Saura, pittore spagnolo residente in Francia per gran parte della sua vita, è stato il primo artista a vestire una delle bottiglie, quella del Chardonnay fermentato in barrique. Un’opera che con il tempo è diventata uno dei simboli con cui si identifica la bodega. La collezione di etichette della cantina si è arricchita con opere di artisti spagnoli e internazionali, oggi vanta una Sala d’Arte che espone più di 400 opere che danno luogo a una vera e propria collezione privata, diventando così una delle pinacoteche più importanti di Spagna d’Arte Contemporanea e unica per la sua relazione diretta tra arte e vino. Nomi come Antoni Tàpies, Eduardo Chillida, Rafael Canogar, Antonio Saura, José Manuel Broto, Víctor Mira, Pepe Cerdá, Salvador Victoria, José Beulas, Gustavo Torner, Frederic Amat o Eduardo Arroyo e molti altri, fanno parte del gruppo di artisti che hanno collaborato con Bodega Enata e che possono essere ammirati nella Sala d’Arte della cantina durante tutto l’anno. Così, anche le etichette sono state, fin dalla prima bottiglia, una finestra sull’arte contemporanea. Durante questi oltre trent’anni in cui ha imbottigliato e etichettato vini, la bodega ha prodotto più di 100 milioni di riproduzioni di oltre cinquanta opere d’arte contemporanea. Inoltre, più di 30 milioni di queste opere d’arte hanno viaggiato in oltre quaranta paesi di tutto il mondo. Anche la cantina ha puntato sul futuro, realizzando dal 1997 la Borsa di Studio di Arte ENATE come strumento di impegno sia con giovani creatori che con professionisti di lunga carriera. Da allora, un totale di dieci artisti sono stati borsisti. Artisti del calibro di; Eva Armisén, Patricia Albajar, Mapi Rivera, Andrés Begué, Ángel Masip, Alfonso Ascunce, Gema Rupérez, Viviana Guasch, Charo Carrera e Jorge Fin, fanno parte della collezione artistica della cantina. Enate nel marzo 2020 ha avviato la prima formazione d’arte in Aragona, A3RTE, insieme a Impact Hub Zaragoza, diretta a fornire agli artisti emergenti aragonesi gli strumenti per elevarsi come artisti e creare impatto con la loro opera. La cura ai dettagli e al solidale di questa cantina è enorme. Infatti nel 2002 sulle etichette viene incorporato il linguaggio Braille, dopo un anno di ricerca. Il primo vino a riportarlo in etichetta fù proprio l’ENATE Chardonnay-234. Nel 2010 nascono i primi vini solidali insieme a diverse organizzazioni. Il primo vino solidale di ENATE è nato in collaborazione al Rotary Club di Huesca e successivamente, il Vino dell’Amicizia insieme ad ATADES, il Vino Amico insieme a Valentia Social, o il Rosato Solidale. Seguono anni di successi e riconoscimenti, ma Enate non lascia nulla al caso e nel 2021 inaugura “Il Club Enate”, un punto di incontro per gli amanti del vino, visto come uno spazio in cui godere dell’arte del vino e della pittura. Un club rivolto agli appassionati che desiderano ampliare la loro esperienza, migliorare le loro conoscenze e condividere momenti tra vino e arte in un unico posto. La cantina in Spagna recita un ruolo fondamentale anche sotto l’aspetto dell’enoturismo, infatti offre un’esperienza unica. Oltre alla visita ai vigneti, il viaggiatore può affacciarsi su una varietà insolita di paesaggi unici. ENATE organizza visite guidate dal lunedì al sabato, in spagnolo, francese e inglese. La visita “L’arte del vino” include una passeggiata tra le sue strutture, seguendo il processo dell’uva fino alla sua trasformazione in vino mentre si effettua una degustazione e una visita della Sala d’Arte. ENATE offre diverse esperienze enoturistiche personalizzate con cui scoprire l’essenza del territorio di Somontano e avvicinarsi alla cultura del vino e dell’arte contemporanea. In conclusione, Bodega ENATE non è solo un luogo dove si produce vino di alta qualità, ma è anche un punto di incontro per gli amanti dell’arte e della cultura. Con la sua dedizione alla tradizione vitivinicola e il suo impegno per l’innovazione, ENATE rappresenta un perfetto connubio tra passato e futuro. Le sue iniziative enoturistiche, le degustazioni e le esperienze personalizzate offrono ai visitatori un’immersione completa nel mondo del vino e dell’arte contemporanea. Visitare ENATE significa non solo assaporare vini eccellenti, ma anche vivere un’esperienza unica che celebra la bellezza e la creatività in tutte le sue forme. Se andate in Spagna, fossi in voi una visita la farei, parola di Mister Wine!!! Statev buon! Sono Giovanni Scapolatiello, il Sommelier Napoletano DOCG, founder del progetto Mister Wine e founder del Blog www.misterwine.eu Mi trovi su Instagram Quelle curiose esplorazioni
Leggi
(Trad. “Non perdiamo tempo”), perché oggi vi porto in Spagna, precisamente a Salas Altas (Huesca) nella famosa D.O.P. Somontano dove nasce Bodega Enate. Piccola parentesi doverosa sul territorio dove ci troviamo. Siamo nel cuore della provincia di Huesca e ai piedi dei Pirenei, la Denominazione di Origine Somontano è stata costituita nel 1984. Solo sette anni dopo, con la sua nascita, Bodega Enate si è unita a questo progetto. Dalla sua costituzione, la D.O.P. è cresciuta positivamente, con un aumento progressivo di nuove cantine, che contribuiscono a potenziare e consolidare questa Denominazione. La Denominazione di Somontano ha circa 4.000 ettari dedicati alla coltivazione della vite, distribuiti in 43 comuni, nella comarca del Somontano di Barbastro. Attualmente conta 30 cantine e 334 viticoltori. La zona della D.O.P. Somontano si trova a un’altitudine compresa tra i 350 e i 1.000 metri sul livello del mare. Il clima è caratterizzato da inverni freddi, estati calde e bruschi cambiamenti di temperatura alla fine della primavera e dell’autunno. La temperatura media annuale è di 11 ºC. Perché ho deciso di parlare di Bodega Enate? Perché questa meravigliosa realtà ha unito due tipi d’arte, quella della produzione del vino, abbinata ad un museo di arte contemporanea all’interno della sua cantina. Il Team di Bodega Enate coniuga il design e la tecnologia più moderni con un rigoroso rispetto per la tradizione vitivinicola. La loro filosofia cerca di distinguersi attraverso il connubio con l’arte contemporanea. È impensabile una cantina senza vino e dunque ENATE ha realizzato che l’arte fosse l’essenza della sua identità, due concetti che nascono insieme e si arricchiscono reciprocamente. Oggi, ENATE è sia cantina che museo, enoteca e sala d’arte. Le sue botti e le sue pareti riassumono i grandi vini di Spagna, abitati dal genio dei grandi creatori spagnoli e internazionali. La cantina e i suoi vini devono il loro nome a un piccolo comune situato nella D.O.P. Somontano, Enate nella regione Huesca. Situato a circa 20 km dalla cantina e sulle rive del fiume Cinca, nella sua valle si trova una delle maggiori piantagioni di vigneti della cantina, tra cui la famosa parcella 234, che dà il nome al suo chardonnay più conosciuto. Bodega Enate nasce nl 1991 e l’anno successivo avviene la sua prima vendemmia. Ed è proprio nel 1992 che Enate inaugura una collezione di arte contemporanea con opere di artisti nazionali e internazionali. Da allora, ciascuno dei suoi vini è associato a un artista di riconosciuto prestigio, figurando sull’etichetta un’opera di sua creazione realizzata appositamente per la cantina. Etichette che offrono al consumatore la possibilità di godere della bellezza di un’immagine aggiunta ai complessi sapori e aromi del vino. Antonio Saura, pittore spagnolo residente in Francia per gran parte della sua vita, è stato il primo artista a vestire una delle bottiglie, quella del Chardonnay fermentato in barrique. Un’opera che con il tempo è diventata uno dei simboli con cui si identifica la bodega. La collezione di etichette della cantina si è arricchita con opere di artisti spagnoli e internazionali, oggi vanta una Sala d’Arte che espone più di 400 opere che danno luogo a una vera e propria collezione privata, diventando così una delle pinacoteche più importanti di Spagna d’Arte Contemporanea e unica per la sua relazione diretta tra arte e vino. Nomi come Antoni Tàpies, Eduardo Chillida, Rafael Canogar, Antonio Saura, José Manuel Broto, Víctor Mira, Pepe Cerdá, Salvador Victoria, José Beulas, Gustavo Torner, Frederic Amat o Eduardo Arroyo e molti altri, fanno parte del gruppo di artisti che hanno collaborato con Bodega Enata e che possono essere ammirati nella Sala d’Arte della cantina durante tutto l’anno. Così, anche le etichette sono state, fin dalla prima bottiglia, una finestra sull’arte contemporanea. Durante questi oltre trent’anni in cui ha imbottigliato e etichettato vini, la bodega ha prodotto più di 100 milioni di riproduzioni di oltre cinquanta opere d’arte contemporanea. Inoltre, più di 30 milioni di queste opere d’arte hanno viaggiato in oltre quaranta paesi di tutto il mondo. Anche la cantina ha puntato sul futuro, realizzando dal 1997 la Borsa di Studio di Arte ENATE come strumento di impegno sia con giovani creatori che con professionisti di lunga carriera. Da allora, un totale di dieci artisti sono stati borsisti. Artisti del calibro di; Eva Armisén, Patricia Albajar, Mapi Rivera, Andrés Begué, Ángel Masip, Alfonso Ascunce, Gema Rupérez, Viviana Guasch, Charo Carrera e Jorge Fin, fanno parte della collezione artistica della cantina. Enate nel marzo 2020 ha avviato la prima formazione d’arte in Aragona, A3RTE, insieme a Impact Hub Zaragoza, diretta a fornire agli artisti emergenti aragonesi gli strumenti per elevarsi come artisti e creare impatto con la loro opera. La cura ai dettagli e al solidale di questa cantina è enorme. Infatti nel 2002 sulle etichette viene incorporato il linguaggio Braille, dopo un anno di ricerca. Il primo vino a riportarlo in etichetta fù proprio l’ENATE Chardonnay-234. Nel 2010 nascono i primi vini solidali insieme a diverse organizzazioni. Il primo vino solidale di ENATE è nato in collaborazione al Rotary Club di Huesca e successivamente, il Vino dell’Amicizia insieme ad ATADES, il Vino Amico insieme a Valentia Social, o il Rosato Solidale. Seguono anni di successi e riconoscimenti, ma Enate non lascia nulla al caso e nel 2021 inaugura “Il Club Enate”, un punto di incontro per gli amanti del vino, visto come uno spazio in cui godere dell’arte del vino e della pittura. Un club rivolto agli appassionati che desiderano ampliare la loro esperienza, migliorare le loro conoscenze e condividere momenti tra vino e arte in un unico posto. La cantina in Spagna recita un ruolo fondamentale anche sotto l’aspetto dell’enoturismo, infatti offre un’esperienza unica. Oltre alla visita ai vigneti, il viaggiatore può affacciarsi su una varietà insolita di paesaggi unici. ENATE organizza visite guidate dal lunedì al sabato, in spagnolo, francese e inglese. La visita “L’arte del vino” include una passeggiata tra le sue strutture, seguendo il processo dell’uva fino alla sua trasformazione in vino mentre si effettua una degustazione e una visita della Sala d’Arte. ENATE offre diverse esperienze enoturistiche personalizzate con cui scoprire l’essenza del territorio di Somontano e avvicinarsi alla cultura del vino e dell’arte contemporanea. In conclusione, Bodega ENATE non è solo un luogo dove si produce vino di alta qualità, ma è anche un punto di incontro per gli amanti dell’arte e della cultura. Con la sua dedizione alla tradizione vitivinicola e il suo impegno per l’innovazione, ENATE rappresenta un perfetto connubio tra passato e futuro. Le sue iniziative enoturistiche, le degustazioni e le esperienze personalizzate offrono ai visitatori un’immersione completa nel mondo del vino e dell’arte contemporanea. Visitare ENATE significa non solo assaporare vini eccellenti, ma anche vivere un’esperienza unica che celebra la bellezza e la creatività in tutte le sue forme. Se andate in Spagna, fossi in voi una visita la farei, parola di Mister Wine!!! Statev buon! Sono Giovanni Scapolatiello, il Sommelier Napoletano DOCG, founder del progetto Mister Wine e founder del Blog www.misterwine.eu Mi trovi su Instagram Quelle curiose esplorazioni
26 Gennaio, 2025
Barolo Castellero 2021 Marrone. L’anteprima
Non sono riuscito ad andare a Grandi Langhe ed è un vero peccato. Devo però ringraziare Denise Marrone della Azienda Agricola Gian Piero Marrone che ha comunque tenuto io provassi in anteprima il nuovo entrato nella gamma Marrone, il Barolo Castellero 2021. Il ringraziamento non solo è d’obbligo ma è particolarmente sentito perché mi ha fatto scoprire un vino davvero interessante.
Castellero è un Barolo che ha il diritto di fregiarsi della menzione speciale sottozona Castellero.
Incredibile non solo pensare ma anche constatare che ognuna delle 181 MGA (menzioni geografiche aggiuntive) consenta di realizzare vini con sfumature diverse. Magia del territorio, magia della natura.
Castellero 2021 è prodotto con uve Nebbiolo Lampia vinificato tradizionalmente con successiva malolattica in botti da trenta ettolitri e trenta mesi di affinamento, batonnage ogni dieci giorni, sei di bottiglia. Come dire, appena imbottigliato.
Il colore nel calice è un elegante, bellissimo e trasparentissimo rubino che lascia intravedere le prime unghie granata. Ne avrà ancora di tempo per esprimersi. Il lavoro di pulizia è stato comunque incredibile.
Quando si ha per le mani una bottiglia di Barolo la sensazione è di aver a che fare con un vino certamente importante tanto che il solo il nome incute timore.
Sarà l’occasione giusta? Con cosa lo abbino? Non sarà troppo impegnato?
Pensieri. Quanti pensieri si fanno prima di aprire un Barolo. Se però si vince la sfida con se stessi riuscendolo a stappare, non si potrà fare a meno di portare il calice al naso. Ciò che accade è l’essere investiti da un cosi raffinato, intenso e particolare effluvio che le domande di cui sopra, svaniscono all’istante. I pensieri lasciano spazio allo stupore e alla meraviglia. La mente è concentrata solo li, nel calice tanto che il naso è dentro e li vorrebbe rimanere.
C’è un misto di misticismo e realismo portando al naso un calice di Castellero 2021: è possibile che i cosi numerosi ed intensi profumi che fuoriescono dal calice siano solamente merito di un vitigno incredibile come il Nebbiolo, coltivato in un territorio così unico come le Langhe (e in questo caso la sottozona Castellero)? Probabilmente anzi, sicuramente no. Ci vuole la mano dell’uomo tanto in vigna quanto in cantina. Uomo? Semmai donna visto che l’enologo della cantina è Valentina, che con Denise e Serena rappresentano l’attuale generazione Marrone (a proposito avete letto l’articolo Azienda Agricola Gian Piero Marrone. La vita, le storie, i ricordi, il vino ?)
Frutta matura come ribes, more, lamponi, ciliegie non lasciano il campo all’arancia. La integrano. Arriva una nota caramellosa di china che si unisce al tabacco trinciato e ai chiodi di garofano. Poi pepe e cannella. Nessuno dei sentori si accavalla o sovrasta l’altro ma è come se si accomodassero l’uno vicino all’altro alzandosi ogni tanto. Come a farsi timidamente vedere per poi tornare al proprio posto. Una sorta di rispetto reciproco.
Roteando il calice arriva una ventata di freschezza, quasi balsamica, grazie al floreale (viola) e allo stupendo sottobosco. È come se i sentori nobili e corposi necessitassero di tempo e stabilità per esprimersi mentre l’impeto della rotazione risveglia l’energia della gioventù. In fondo è un vino giovane che magari sembra già domato ma domato non è e il saliscendi di suggestioni, lo conferma. Insieme al sorso.
È con il sorso che ci si accorge infatti della giovinezza di questo Cavallero, giovinezza che non lo penalizza, anzi, lo rende intrigante e pronto.
La prima sensazione che si ha una volta che il vino arriva in bocca è il retro olfatto e gusto. Strano davvero È come se dalla gola partisse un incredibile sensazione di ciliegia e di caramello prima che il liquido vi arrivi. Una sorta di accenno del finale di un amplesso. Una anteprima di qualcosa di sublime che avverrà. Ma non subito. Richiederà del tempo. Del lavoro. L’attesa. La spasmodica attesa. Nel mentre occorrerà confrontarsi con le sensazioni date da un tannino domato ma non certo ammansito; dalla freschezza e dalla secchezza che rendono necessario abbinarlo a qualcosa. Mangia, nutriti, mettiti in forza. Perché il bello arriva dopo.
Bellissimo e riuscitissimo il bilanciamento ma soprattutto la capacità dell’alternanza di durezze e morbidezze che si rincorrono giocando a nascondino. Persistenza? Buona ma non lunghissima cosa questa che legata ad una ottima sapidità e ad un calore percepito non eccessivo, fanno di questo Barolo Castellero un valido, anzi, validissimo compagno di pasto. Un piatto di carne succosa, tipo un arrosto, è certamente il giusto accoppiamento ma, vista la sua freschezza io l’ho accompagnato con dei salumi e si è creato un meraviglioso e soddisfacente connubio.
Mi è però rimasta in mente la sensazione della gola. La voglia di capire cosa sarà questo Barolo tra qualche anno, quando il tannino si sarà lasciato sedurre riducendo il proprio impeto ed aprendo le porte all’impavido amante.
Nell’attesa lo si potrà stappare senza pensarci e accompagnarlo come ho fatto io in maniera semplice. Rimarrò come un innamorato in attesa della propria donna che lo lascerà attendere e attendere ancora prima di comparire.
Occorre aspettare, aspettare, aspettare. Ma anche così ho avuto grandi soddisfazioni.
Ivan Vellucci
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com
Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
Leggi
26 Gennaio, 2025
FIVI 2024. Assaggi e scoperte – parte II
FIVI 2024. Assaggi e scoperte – parte II. Toscana: cuore giovane e vini di carattere.
Rieccoci qui, pronti a stappare l'ultimo capitolo del nostro racconto sul FIVI 2024. Come promesso, dopo aver viaggiato tra le eccellenze di Marche, Trentino e Lombardia, torniamo a casa, nella mia Toscana. Questa non è solo una terra di nomi blasonati e grandi riserve, ma anche un vivaio di giovani talenti che, con coraggio e sensibilità, stanno scrivendo nuove pagine della viticoltura regionale. Vi parlerò di tre incontri che mi hanno scaldato il cuore, confermando che il futuro del vino toscano è in ottime mani.
Leggi
26 Gennaio, 2025
San Valentino: il Picolit Myò DOCG di Annalisa Zorzettig, perla rara dell’enologia da stappare insieme o regalarsi
San Valentino è il momento perfetto per celebrare l’amore con gesti che parlano di eleganza e di passione. Il Picolit Myò DOCG di Annalisa Zorzettig, un gioiello raro della tradizione enologica italiana, diventa così il vino perfetto per le coppie di winelovers alla ricerca di un pensiero speciale da stappare insieme o da regalarsi, un’etichetta che con la sua intensità sa come sorprendere e conquistare sorso dopo sorso.
Il Picolit è un vino pregiato e unico al mondo, noto per la sua esclusività dovuta al fenomeno naturale dell’acinellatura: una condizione che riduce drasticamente il numero di acini per grappolo, garantendo un’eccezionale concentrazione aromatica e una produzione molto bassa. Questa peculiarità rende il Picolit non solo raro, ma anche simbolo di cura, dedizione e maestria nella vinificazione.
Il Picolit Myò DOCG di Annalisa Zorzettig si presenta con un colore dorato luminoso. Al naso offre un bouquet avvolgente e complesso, con note di miele d’acacia, frutta candita, fiori bianchi e accenni di spezie dolci. Al palato si presenta con una dolcezza vellutata, perfettamente bilanciata da una freschezza vivace e da un finale lungo, caratterizzato da richiami di albicocca secca e mandorla.
Questo vino da dessert si abbina splendidamente a dolci raffinati tipicamente friulani come la Gubana, alla pasticceria secca e alle crostate alla frutta, ma è perfetto anche con formaggi erborinati, creando un contrasto armonioso tra dolcezza e sapidità. Ideale anche da degustare da solo, come vino meditazione, per apprezzarne tutte le sfumature. La Redazione
Leggi
Questo vino da dessert si abbina splendidamente a dolci raffinati tipicamente friulani come la Gubana, alla pasticceria secca e alle crostate alla frutta, ma è perfetto anche con formaggi erborinati, creando un contrasto armonioso tra dolcezza e sapidità. Ideale anche da degustare da solo, come vino meditazione, per apprezzarne tutte le sfumature. La Redazione
25 Gennaio, 2025
Il futuro del vino è green. Grande successo per un Mare di Foglie 2025, l'evento di Guida Bio che celebra le eccellenze italiane
Appassionati e professionisti si sono riuniti in una due giorni per degustare il meglio dei vini biologici
Giunge al termine Un Mare di Foglie 2025, l’evento dedicato alla valorizzazione dell’enologia sostenibile biologica, ospitato nella suggestiva Stazione Marittima di Salerno il 18 e 19 gennaio 2025. La manifestazione, che ha celebrato le eccellenze vitivinicole italiane green recensite nella sesta edizione di Guida Bio, ha registrato una straordinaria partecipazione di appassionati, professionisti del settore e non solo.
Il taglio del nastro, avvenuto sabato 18 alle ore 16, ha dato ufficialmente il via a una due giorni che ha messo in luce il connubio tra qualità, sostenibilità e territorio. A inaugurare l’evento, insieme al direttore di Guida Bio Antonio Stanzione, sono state personalità istituzionali quali Alessandro Ferrara, Assessore al Turismo del Comune di Salerno, Pasquale Santoriello, Comandante dei Carabinieri, Orazio De Nigris, Chief Operator Officer della Stazione Marittima e Silvano Brescianini, Presidente del Consorzio Franciacorta.
Durante il weekend, i visitatori hanno potuto degustare oltre 1000 etichette recensite da Guida Bio 2025, dialogare con i produttori presenti e approfondire le storie e le tecniche che caratterizzano il mondo del vino biologico. Grande entusiasmo ha accompagnato la presentazione ufficiale della Guida al Teatro Pier Paolo Pasolini e la cerimonia di premiazione delle prestigiose Foglie d’Oro, il riconoscimento assegnato a quelle referenze che si sono contraddistinte per qualità, tipicità ed eleganza.
Tra gli ospiti d’eccezione intervenuti, spiccano nomi illustri come Florindo Rubbettino, CEO di Rubbettino Editore; Alessandro D’Elia, Direttore Generale di Suolo e Salute; Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio; Vincenzo Mercurio, acclamato enologo; Marco Tonni, agronomo e rappresentante del Gruppo Sata; Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, ed Ettore Bellelli, Presidente di Coldiretti Campania.
Ha dichiarato Antonio Stanzione.
Il successo di questa edizione è solo l’inizio. Il maggiore coinvolgimento di produttori, esperti e appassionati conferma che il vino biologico è un modello destinato a diventare il cuore dell’enologia italiana. Il futuro del vino parte da qui: la sostenibilità, nei fatti, non è solo un valore aggiunto, ma la strada obbligata per proteggere la terra che coltiviamo, con la sua biodiversità, e garantire alle prossime generazioni vini capaci di raccontare una storia autentica, unica e rispettosa dell’ambiente in cui vengono realizzati.
Con il sipario calato su Un Mare di Foglie 2025, l’appuntamento è già fissato per la prossima edizione, con la promessa di continuare a raccontare la passione e l’impegno di chi lavora ogni giorno per un futuro più sostenibile nel mondo del vino.
La Redazione
Leggi
25 Gennaio, 2025
Cantina Perticaia. Le verdi colline nel cuore dell’Umbria
Immersa nelle verdi colline nel cuore dell’Umbria, poco distante da Montefalco, sorge la cantina Perticaia, un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Il nome stesso, che nell’antico dialetto umbro significa “aratro”, incarna il profondo legame tra uomo e natura, riflesso in ogni dettaglio della cantina e dei vini.
I vigneti sono situati su colline tra i 320 e i 350 metri di altitudine, beneficiano di un’esposizione sud/sud-ovest e di un suolo calcareo-minerale, arricchito da una significativa presenza di sostanza organica. Queste caratteristiche donano alle uve una straordinaria complessità e intensità, base per vini dal carattere autentico.
Un progetto che la famiglia Becca, appassionati di vino ed imprenditori di successo in Lussemburgo, con la volontà di ricreare un legame con la propria terra d’origine, sposano nel 2018, prendendo in mano una piccola cantina a conduzione famigliare degli anni 2000, abbracciandone la storia e i valori, per intrecciarli con il progresso e la modernizzazione.
Ho il piacere di incontrare Matteo che mi conduce a visitare i loro bellissimi vigneti, che al calare del sole, con i colori del tramonto, sono una piccola cartolina.
Con più di 30 ettari vitati, ci troviamo in una terra estremamente vocata all’agricoltura vitivinicola con i due vitigni autoctoni principi dell’Umbria: il Sagrantino e il Trebbiano Spoletino. Siamo nel punto dove si incontrano le storiche menzioni della Montefalco Sagrantino DOCG e Montefalco Rosso DOC, e della più giovane Spoleto DOC. È proprio in queste denominazioni dove si concentra la gran parte delle loro energie e risorse poiché parte di un territorio da rappresentare attraverso il vino che da sempre ne è l’espressione più immediata.
La produzione celebra il Sagrantino e il Trebbiano Spoletino, due varietà che esprimono appieno la ricchezza del territorio. Il Sagrantino, con la sua struttura imponente e la longevità unica e il Trebbiano Spoletino, noto per la freschezza e la complessità aromatica, sono il cuore pulsante della cantina. A questi si affiancano altre varietà, coltivate con la stessa dedizione per esaltare l’unicità del terroir.
La vendemmia è svolta rigorosamente a mano, utilizzando cassette da 10-15 kg per preservare l’integrità delle bacche durante il trasporto. Le uve vengono poi raffreddate in celle frigorifere a 5°C per almeno 12 ore, un passaggio cruciale per garantire uniformità nella lavorazione e protezione contro l’ossidazione, salvaguardando aromi e profumi. Dopo il raffreddamento, la diraspatura quindi la macerazione a freddo tra i 2°C e i 5°C per un periodo variabile da 12 ore a 30 giorni, a seconda delle caratteristiche dell’uvaggio. Una volta completata la macerazione e la pigiatura, i mosti ottenuti passano alla fermentazione, che permette lo sviluppo di profumi e aromi complessi. L’affinamento successivo avviene in contenitori di acciaio per preservare la freschezza o in legno per donare maggiore profondità e raffinatezza ai vini che lo richiedono. Essere biologici, per Perticaia, significa adottare un approccio che rispetta l’ambiente e valorizza la biodiversità. I vigneti vengono coltivati senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti chimici, favorendo tecniche naturali per mantenere la vitalità del suolo e delle piante. Questo approccio garantisce vini autentici, specchio fedele del territorio e delle sue stagioni. Perticaia non è solo una cantina, ma un luogo dove storia, territorio e passione si incontrano. I vini sono il frutto di un percorso che rispetta la terra e le tradizioni, celebrando ogni giorno la bellezza dell’Umbria attraverso calici di autentica eccellenza. In una bellissima sala, adiacente la cantina Matteo mi fa accomodare e mi serve un tagliere con bruschette calde con il loro olio e degli ottimi formaggi. Posiziona i calici e inizia a versare il vino. Il primo vino è un rosato, Umbria Rosato Igt 2023. Un vino ottenuto da uve Sagrantino 60% e Sangiovese 40%. Raccolta manuale a cassetta solitamente dopo la terza settimana di agosto per avere un’acidità maggiore. Estrazione del mosto fiore e nessuna macerazione sulle bucce. Affinamento in acciaio di circa 3 mesi sulle fecce fini. Colore rosa tenue. Aromi intensi, di frutta dolce come la fragola, per poi deviare su agrumi come pompelmo, buccia di arancia, lime. Alcune note vegetali come il pomodoro. Molto floreale. In bocca si presenta leggero, di grande freschezza e piacevole. Credo sia adatto a tartare di pesce crudo, carni bianche, pollo arrosto, ma anche adatto alla cucina orientale come sushi e tempura. Il secondo calice è uno Spoleto Doc – Trebbiano Spoletino 2023 un vino ottenuto da Trebbiano Spoletino. Uva a maturazione tardiva: raccolta manuale in cassetta a fine settembre/prima settimana di ottobre. Maturazione in acciaio per circa tre mesi sulle fecce fini. Colore giallo paglierino. Aromi molto fruttati di frutti esotici e tropicali, pesca gialla e note di fiori bianchi. Al palato si presenta fresco, intenso, dal corpo importante. Secco e molto bilanciato nella sua acidità e sapidità. Io lo consiglierei per degli ottimi aperitivi, piatti di pesce, uova e formaggi a pasta morbida. Il terzo calice è un vino di cui Matteo mi ha parlato tantissimo, il loro vino bianco di punta, il Del Posto, Spoleto Doc – Trebbiano Spoletino 2022. È un vino ottenuto da Trebbiano Spoletino. Uva a maturazione tardiva proveniente esclusivamente dalle uve della Vigna Del Posto: raccolta manuale in cassetta a fine settembre/prima settimana di ottobre. Maturazione: parte in acciaio e parte in tonneaux per 12 mesi con bâtonnage sulle fecce fini. Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Bouquet complesso e fine che si apre con note di vaniglia e resina, continua con spezie mediterranee di salvia, rosmarino e menta arricchito con profumi di pesca, cedro e fiori gialli. Durante l’affinamento in bottiglia acquisisce sentori di idrocarburi. Al palato è intenso, dal corpo importante, pieno ed elegante. Un vino che al palato lascia un gusto davvero importante e credo sia adatto a carni bianche, ragù di agnello, tartufo bianco e a piatti complessi. Poi i rossi e il primo è il rosso base: Montefalco Rosso Doc 2020. Un vino ottenuto da uve di Sangiovese 70%, Sangiovese 20%, Merlot 10%. Raccolta manuale dei grappoli a settembre per Sangiovese e Merlot, nella prima decade di ottobre per Sagrantino. Affinamento per 12 mesi in botti di acciaio per Sangiovese e Merlot e in botte di legno per il Sagrantino. Successiva maturazione in bottiglia per 6 mesi. Colore rosso rubino. Al naso aromi di frutti a bacca rossa, frutti di bosco e note speziate. È un vino che può esser bevuto a tutto pasto perché facilmente abbinabile sia a primi piatti a base di carne, zuppe saporite e carni rosse alla brace. Ora invece iniziano i calici importanti come il Montefalco Rosso Doc Riserva 2019, un vino ottenuto da uve di Sangiovese 75%, Sagrantino 20% e Cabernet Franc 5%. Raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a metà settembre per Sangiovese, ad inizio ottobre per le altre uve. Assemblaggio delle varietà in botti di rovere francese per 24 mesi, affinamento in acciaio per 6 mesi e maturazione in bottiglia per altri 6 mesi. Colore rosso rubino con riflessi granati. Al naso è intenso e ampio, profumo di frutti rossi e neri di bosco che integrandosi agli aromi terziari di cannella e cioccolato, contribuiscono alla formazione di un ricco e complesso bouquet di un grande vino rosso. In bocca è pieno ed elegante, corposo e di grande struttura. Molto bilanciato con un tannino vellutato e saporito. Un vino davvero importante, pregiato e in bocca molto elegante che si abbina sicuramente a pregiate carni rosse, selvaggina e cacciagione, ma sicuramente ottimo anche con formaggi molto stagionati. E i vini rossi terminano con il vino per eccellenza, il vino che rappresenta la cantina e il territorio, il Montefalco Sagrantino Docg 2018, un vino ottenuto da uve di Sagrantino con raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a fine settembre ed inizio ottobre. Maturazione in legni di rovere francese per 30-36 mesi e successivo affinamento in bottiglia. Si presenta con un coloro rosso rubino con riflessi granati. Al naso note di frutti a bacca nera ben maturi, accompagnati da sentori speziati di pepe nero, cioccolato, caffè e liquirizia. Seguono aromi terziari di sottobosco autunnale e una leggera affumicatura. Di grande corpo, con una struttura sopraffina. Molto pieno e persistente, con un tannino vellutato e ben equilibrato, di grande eleganza. Grande bilanciamento tra acidità e la sua parte alcolica e tannica. Molto lungo il gusto e di profonda intensità. Vino atto ad essere estremamente longevo. Un vino che non supera i 15° e nonostante la sua importanza resta molto leggero e si beve facilmente sicuramente da sposare con selvaggina, cacciagione, grandi brasati e piatti a base di tartufo nero. Dopo tutti questi vini, conservo ancora lucidità e chiedo a Matteo di passare al dolce per concludere questa bellissima degustazione così da poter abbinare il Montefalco Sagrantino Passito Docg. Un vino ottenuto da uve di Sagrantino con raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a metà ottobre. Appassimento naturale su stuoie con continua cernita degli acini al fine di garantire il massimo della qualità. Fermentazione a temperatura controllata fino al raggiungimento degli zuccheri residui desiderati. Affinamento in tonneaux di rovere francese per minimo 24 mesi e successivamente altri 12 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Al naso presenta note di frutta rossa ben evoluta, ricco di spezie, confettura di more, cuoio e tabacco. Molto pieno e persistente in bocca, viscoso e denso, entra in bocca con una forte carica zuccherina bilanciata da una buona freschezza. E’ un vino che sto gustando con degli ottimi “tozzetti”, ma sarebbe ottimo anche con biscotti a pasta dura umbri e crostate di frutta rossa nonché a formaggi molto stagionati e cioccolato fondente. Una cantina davvero sorprendente, perché nella sua semplicità realizza ottimi vini, vengono presentati in modo elegante in una saletta molto ben curata. È la loro filosofia così sincera che li rende diversi dagli. Etica ed integrità sono alla base di tutte le loro attività, nel rapporto con i clienti e collaboratori. Perticaia è guidata da un gruppo appassionato di giovani che con entusiasmo portano avanti l’amore per la terra Umbra e che lo trasmettono a tutti coloro che vengono in visita. Valorizzare il territorio e le tipicità delle terre umbre con un linguaggio semplice e contemporaneo, facendo parlare i vini, testimoni dell’identità e unicità della terra Umbra. Il tutto in sinergia con la natura e nel rispetto di essa, riducendo al massimo l’impatto ambientale facendo scelte di sostenibilità e salvaguardia. Perticaia e Montefalco al centro della scena enologica promuovendo la massima qualità ed eleganza in tutti prodotti e la sinergia con le realtà del territorio. Avere lo sguardo sempre rivolto ad un futuro di crescita qualitativo e sostenibile. La vinificazione come intreccio sinfonico di arte e scienza, orchestrando attentamente ogni passaggio per amplificare l’espressione naturale del frutto modellata dalle stagioni e dalla terra. Il risultato sono vini di grande espressività ed eleganza, che racchiudono lo spirito stesso dell’Umbria. Una bellissima scoperta, in un luogo di incanto che lascerebbe senza parola anche chi non è appassionato di vini. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere
Leggi
La vendemmia è svolta rigorosamente a mano, utilizzando cassette da 10-15 kg per preservare l’integrità delle bacche durante il trasporto. Le uve vengono poi raffreddate in celle frigorifere a 5°C per almeno 12 ore, un passaggio cruciale per garantire uniformità nella lavorazione e protezione contro l’ossidazione, salvaguardando aromi e profumi. Dopo il raffreddamento, la diraspatura quindi la macerazione a freddo tra i 2°C e i 5°C per un periodo variabile da 12 ore a 30 giorni, a seconda delle caratteristiche dell’uvaggio. Una volta completata la macerazione e la pigiatura, i mosti ottenuti passano alla fermentazione, che permette lo sviluppo di profumi e aromi complessi. L’affinamento successivo avviene in contenitori di acciaio per preservare la freschezza o in legno per donare maggiore profondità e raffinatezza ai vini che lo richiedono. Essere biologici, per Perticaia, significa adottare un approccio che rispetta l’ambiente e valorizza la biodiversità. I vigneti vengono coltivati senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti chimici, favorendo tecniche naturali per mantenere la vitalità del suolo e delle piante. Questo approccio garantisce vini autentici, specchio fedele del territorio e delle sue stagioni. Perticaia non è solo una cantina, ma un luogo dove storia, territorio e passione si incontrano. I vini sono il frutto di un percorso che rispetta la terra e le tradizioni, celebrando ogni giorno la bellezza dell’Umbria attraverso calici di autentica eccellenza. In una bellissima sala, adiacente la cantina Matteo mi fa accomodare e mi serve un tagliere con bruschette calde con il loro olio e degli ottimi formaggi. Posiziona i calici e inizia a versare il vino. Il primo vino è un rosato, Umbria Rosato Igt 2023. Un vino ottenuto da uve Sagrantino 60% e Sangiovese 40%. Raccolta manuale a cassetta solitamente dopo la terza settimana di agosto per avere un’acidità maggiore. Estrazione del mosto fiore e nessuna macerazione sulle bucce. Affinamento in acciaio di circa 3 mesi sulle fecce fini. Colore rosa tenue. Aromi intensi, di frutta dolce come la fragola, per poi deviare su agrumi come pompelmo, buccia di arancia, lime. Alcune note vegetali come il pomodoro. Molto floreale. In bocca si presenta leggero, di grande freschezza e piacevole. Credo sia adatto a tartare di pesce crudo, carni bianche, pollo arrosto, ma anche adatto alla cucina orientale come sushi e tempura. Il secondo calice è uno Spoleto Doc – Trebbiano Spoletino 2023 un vino ottenuto da Trebbiano Spoletino. Uva a maturazione tardiva: raccolta manuale in cassetta a fine settembre/prima settimana di ottobre. Maturazione in acciaio per circa tre mesi sulle fecce fini. Colore giallo paglierino. Aromi molto fruttati di frutti esotici e tropicali, pesca gialla e note di fiori bianchi. Al palato si presenta fresco, intenso, dal corpo importante. Secco e molto bilanciato nella sua acidità e sapidità. Io lo consiglierei per degli ottimi aperitivi, piatti di pesce, uova e formaggi a pasta morbida. Il terzo calice è un vino di cui Matteo mi ha parlato tantissimo, il loro vino bianco di punta, il Del Posto, Spoleto Doc – Trebbiano Spoletino 2022. È un vino ottenuto da Trebbiano Spoletino. Uva a maturazione tardiva proveniente esclusivamente dalle uve della Vigna Del Posto: raccolta manuale in cassetta a fine settembre/prima settimana di ottobre. Maturazione: parte in acciaio e parte in tonneaux per 12 mesi con bâtonnage sulle fecce fini. Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Bouquet complesso e fine che si apre con note di vaniglia e resina, continua con spezie mediterranee di salvia, rosmarino e menta arricchito con profumi di pesca, cedro e fiori gialli. Durante l’affinamento in bottiglia acquisisce sentori di idrocarburi. Al palato è intenso, dal corpo importante, pieno ed elegante. Un vino che al palato lascia un gusto davvero importante e credo sia adatto a carni bianche, ragù di agnello, tartufo bianco e a piatti complessi. Poi i rossi e il primo è il rosso base: Montefalco Rosso Doc 2020. Un vino ottenuto da uve di Sangiovese 70%, Sangiovese 20%, Merlot 10%. Raccolta manuale dei grappoli a settembre per Sangiovese e Merlot, nella prima decade di ottobre per Sagrantino. Affinamento per 12 mesi in botti di acciaio per Sangiovese e Merlot e in botte di legno per il Sagrantino. Successiva maturazione in bottiglia per 6 mesi. Colore rosso rubino. Al naso aromi di frutti a bacca rossa, frutti di bosco e note speziate. È un vino che può esser bevuto a tutto pasto perché facilmente abbinabile sia a primi piatti a base di carne, zuppe saporite e carni rosse alla brace. Ora invece iniziano i calici importanti come il Montefalco Rosso Doc Riserva 2019, un vino ottenuto da uve di Sangiovese 75%, Sagrantino 20% e Cabernet Franc 5%. Raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a metà settembre per Sangiovese, ad inizio ottobre per le altre uve. Assemblaggio delle varietà in botti di rovere francese per 24 mesi, affinamento in acciaio per 6 mesi e maturazione in bottiglia per altri 6 mesi. Colore rosso rubino con riflessi granati. Al naso è intenso e ampio, profumo di frutti rossi e neri di bosco che integrandosi agli aromi terziari di cannella e cioccolato, contribuiscono alla formazione di un ricco e complesso bouquet di un grande vino rosso. In bocca è pieno ed elegante, corposo e di grande struttura. Molto bilanciato con un tannino vellutato e saporito. Un vino davvero importante, pregiato e in bocca molto elegante che si abbina sicuramente a pregiate carni rosse, selvaggina e cacciagione, ma sicuramente ottimo anche con formaggi molto stagionati. E i vini rossi terminano con il vino per eccellenza, il vino che rappresenta la cantina e il territorio, il Montefalco Sagrantino Docg 2018, un vino ottenuto da uve di Sagrantino con raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a fine settembre ed inizio ottobre. Maturazione in legni di rovere francese per 30-36 mesi e successivo affinamento in bottiglia. Si presenta con un coloro rosso rubino con riflessi granati. Al naso note di frutti a bacca nera ben maturi, accompagnati da sentori speziati di pepe nero, cioccolato, caffè e liquirizia. Seguono aromi terziari di sottobosco autunnale e una leggera affumicatura. Di grande corpo, con una struttura sopraffina. Molto pieno e persistente, con un tannino vellutato e ben equilibrato, di grande eleganza. Grande bilanciamento tra acidità e la sua parte alcolica e tannica. Molto lungo il gusto e di profonda intensità. Vino atto ad essere estremamente longevo. Un vino che non supera i 15° e nonostante la sua importanza resta molto leggero e si beve facilmente sicuramente da sposare con selvaggina, cacciagione, grandi brasati e piatti a base di tartufo nero. Dopo tutti questi vini, conservo ancora lucidità e chiedo a Matteo di passare al dolce per concludere questa bellissima degustazione così da poter abbinare il Montefalco Sagrantino Passito Docg. Un vino ottenuto da uve di Sagrantino con raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a metà ottobre. Appassimento naturale su stuoie con continua cernita degli acini al fine di garantire il massimo della qualità. Fermentazione a temperatura controllata fino al raggiungimento degli zuccheri residui desiderati. Affinamento in tonneaux di rovere francese per minimo 24 mesi e successivamente altri 12 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Al naso presenta note di frutta rossa ben evoluta, ricco di spezie, confettura di more, cuoio e tabacco. Molto pieno e persistente in bocca, viscoso e denso, entra in bocca con una forte carica zuccherina bilanciata da una buona freschezza. E’ un vino che sto gustando con degli ottimi “tozzetti”, ma sarebbe ottimo anche con biscotti a pasta dura umbri e crostate di frutta rossa nonché a formaggi molto stagionati e cioccolato fondente. Una cantina davvero sorprendente, perché nella sua semplicità realizza ottimi vini, vengono presentati in modo elegante in una saletta molto ben curata. È la loro filosofia così sincera che li rende diversi dagli. Etica ed integrità sono alla base di tutte le loro attività, nel rapporto con i clienti e collaboratori. Perticaia è guidata da un gruppo appassionato di giovani che con entusiasmo portano avanti l’amore per la terra Umbra e che lo trasmettono a tutti coloro che vengono in visita. Valorizzare il territorio e le tipicità delle terre umbre con un linguaggio semplice e contemporaneo, facendo parlare i vini, testimoni dell’identità e unicità della terra Umbra. Il tutto in sinergia con la natura e nel rispetto di essa, riducendo al massimo l’impatto ambientale facendo scelte di sostenibilità e salvaguardia. Perticaia e Montefalco al centro della scena enologica promuovendo la massima qualità ed eleganza in tutti prodotti e la sinergia con le realtà del territorio. Avere lo sguardo sempre rivolto ad un futuro di crescita qualitativo e sostenibile. La vinificazione come intreccio sinfonico di arte e scienza, orchestrando attentamente ogni passaggio per amplificare l’espressione naturale del frutto modellata dalle stagioni e dalla terra. Il risultato sono vini di grande espressività ed eleganza, che racchiudono lo spirito stesso dell’Umbria. Una bellissima scoperta, in un luogo di incanto che lascerebbe senza parola anche chi non è appassionato di vini. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere