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9 Gennaio, 2025
Monteverro brilla tra i grandi vini. Numerosi riconoscimenti e punteggi eccellenti
La realtà di Capalbio raccoglie consensi sulle guide nazionali e internazionali.
Spiccano i 100 punti di Decanter per il Monteverro 2011 e 2019
Monteverro – cantina gioiello di Capalbio – conferma il suo ruolo di eccellenza nel panorama vitivinicolo, ottenendo prestigiosi premi e valutazioni di altissimo livello sia in Italia sia all’estero.
Julia Weber, alla guida della Cantina insieme al marito Georg.
È per noi un grande onore e una gratificazione ricevere questi giudizi positivi. Questi riconoscimenti rappresentano il premio per anni di lavoro e impegno, un tributo a tutte le persone che lavorano con noi e alla nostra visione del mondo del vino, che siamo riusciti a tradurre nelle nostre bottiglie.
Monteverro si distingue con punteggi trasversali, provenienti da guide di ogni paese.
Nonostante le differenze di gusti e tradizioni, i riconoscimenti che riceviamo confermano il valore assoluto della qualità dei nostri vini, Il nostro progetto enologico affonda le radici nella tradizione autentica della Maremma, ma con uno sguardo rivolto ai grandi mercati e ai trend internazionali.
Tra i riconoscimenti ottenuti nel 2024 dal Monteverro 2021 – il vino iconico della cantina, un Supertuscan della Toscana IGT, blend armonioso di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot – i 5 Grappoli di Bibenda, i 97 punti di Falstaff 2025 e i 97 punti di James Suckling che lo ha anche inserito al 64° posto della “Top 100 Wines of Italy 2024”. Inoltre, il Corriere della Sera lo ha segnalato tra “I Migliori 100 Vini e Vignaioli d’Italia”, con un punteggio di 97 punti. Ottimi risultati anche per l’annata precedente, il Monteverro 2020 che ha ottenuto un punteggio molto alto nella guida Veronelli – 98 punti.
Monteverro si guadagna un posto d’onore tra le eccellenze enologiche internazionali soprattutto grazie al prestigioso punteggio di 100 punti assegnato da Decanter, una delle testate più autorevoli e rispettate nel mondo del vino, al Monteverro 2011 e 2019, un Supertuscan che incarna la perfetta armonia tra innovazione e rispetto della tradizione della Maremma e che ha ottenuto un punteggio altissimo anche per l’annata 2021, ben 99 punti. Questi punteggi confermano Monteverro come simbolo di eccellenza e ne rafforzano la reputazione a livello globale.
Non solo Monteverro! Oltre al celebre Supertuscan, altre etichette della cantina hanno ricevuto ampi consensi: lo Chardonnay 2021 è stato insignito della Gemma della Guida Vitae che ha anche assegnato i 4 grappoli al Tinata 2021, rosso vellutato e sensuale – blend di Syrah e Grenache -, a cui sono stati dati 99 punti da Decanter. E infine la Foglia D’oro di Guida Bio è andata anche allo Chardonnay 2021.
Decanter ha anche affermato l’altissima qualità del Tinata 2019, premiandolo anch’esso con i 100 punti.
Questi riconoscimenti consolidano Monteverro come un’eccellenza enoica, portando in alto il nome di Capalbio e della tradizione vinicola della maremma autentica. La dedizione alla qualità, la capacità di interpretare il territorio e la visione innovativa continuano a essere i punti di forza che rendono la cantina un marchio di prestigio, competitivo a livello globale.
Per informazioni e prenotazioni:
E-mail: visit@monteverro.com
Sito web: www.monteverro.com
Social https://www.instagram.com/monteverrowines_official/
https://www.facebook.com/monteverrowines/
La Redazione
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9 Gennaio, 2025
BOLLICINE 2024 (by Decanter Wine Academy)
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 7 Dicembre, DECANTER WINE ACADEMY ha organizzato la seconda Edizione di BOLLICINE, Evento dedicato aglio spumanti di tutta Italia (e non solo).
Una nuova location (l’elegante “voliera” di Villa Piccolomini a Roma) e un numero di Aziende (OTTANTOTTO) financo esagerato, hanno decretato il successo di una due giorni spumeggiante onorata da pubblico numeroso accorso per “brindare” alle imminenti festività.
GLI ASSAGGI
Come già accennato c’era tanto, forse troppo da assaggiare.
Un percorso a ostacoli tra Metodi Classici, Metodi Martinotti e…tanta gente curiosa.
Non avevo troppo tempo a disposizione e allora ho cercato il nuovo in mezzo a tanti nomi conosciuti.
Dai circa quaranta assaggi fatti ho estrapolato una personalissima “TOP SEVEN” (all’interno della quale troverete tre vini “fermi”) che rispecchia un po’ la mia ormai nota cattiveria e un po’ il fatto che beh…m’aspettavo qualcosa di più.
Ad ogni modo Voi date una letta alle mie note di assaggio, criticatele, suggeritemi alternative, ficcate il naso e…condividete.
– TERRE DI OFFIDA DOC PASSERINA SPUMANTE EXTRA BRUT, LE VIGNE DI CLEMENTINA FABI (MARCHE): un Martinotti lungo (10 mesi) per un naso di interessantissime vegetalità.
Sono l’anice stellato, il tarassaco e la liquirizia a guidare le danze mentre sullo sfondo restano i piccoli fiori bianchi di quel prato verde, un accenno di prugna gialla, agrumi e la crosta del pane appena sfornato.
Sorso fresco, ben sapido, caratterizzato da un’effervescenza briosa ma mai sopra le righe capace di riproporre tutto quanto inizialmente apprezzato all’olfatto e fare comunella con l’apprezzabile persistenza per una beva davvero gustosa.
(88- Punti).
– SPUMANTE METODO CLASSICO MILLESIMANTO 2016 EXTRA BRUT, ZACCAGNINI (MARCHE): olfatto solare di fieno caldo e girasoli ma al contempo di grande freschezza.
Verde di mela, agrumi canditi e mentuccia, stuzzicante di erbe officinali e zenzero, ammiccante di crosta di pane appena sfornato e mandorle tostate.
Sorso incalzante, vellutato ed elegante, estremamente coerente con l’olfatto e dotato di una lunga scia di minerale sapidità.
(88 Punti con, forse, un -).
– RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO 2021, PREDIOMAGNO (PIEMONTE): il naso è rosso di rose, gerani e frutta matura ma, tra quest’ultima, si fa strada un’albicocca che…che ci sta a fare?!
E poi quelle note vegetali, amaricanti e cespugliose, quasi di vermouth, la freschezza dell’arancia e delle erbe aromatiche, un appena di noce moscata e una profonda vena minerale a incidere.
In bocca è la freschezza quasi irruenta delle erbe officinali a prendere per mano i fitti tannini conducendo un sorso intenso e persistente che s’allunga su note di pepe e frutta che la presenza alcolica lascia percepire sotto spirito.
(87+ Punti)
– RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO “VIGNA DEL CASTELLO” 2022, PREDIOMAGNO (PIEMONTE): il naso sacrifica le fresche e amaricanti note boschive e di agrume chinotto sull’altare delle tipicità di frutto maturo rosso e nero (fragole, visciole, prugne) e rosa cercando di darsi un’aria meno snob indossando un maglioncino di pepose speziature che però non riesce a nascondere il papillon della noce moscata.
Sorso di esuberanti freschezza e calore alcolico ben tenuti a freno dal tessuto tannico.
Chiude profondo ed elegante (forse troppo) richiamando la frutta.
(87- – Punti).
– MONFERRATO DOC ROSSO, PHILEMA (PIEMONTE): se cercate vini complicati state lontani da queste 85 parti di Freisa d’Asti con il saldo di Bonarda.
Qui tutto è immediatezza: il frutto rosso, le spezie dolci, i toni erbacei e un quid amaricante di genziana, il tutto intriso di coerente rusticità e segnato da una simpatica vena minerale.
Il sorso?
Pronto, immediato, succoso, con i tannini al posto giusto e…”versamene un altro bicchiere che voglio assaggiarlo meglio”!
(87+ Punti).
– ETNA BIANCO METODO CLASSICO DOC “69/70” BRUT, LA CONTEA (SICILIA): tutto Nerello Mascalese.
Della Sicilia ha gli agrumi, il bergamotto, l’arancio, il mandarino…
Del Vulcano la sabbia nera, il fumo, un ché di sulfureo, i cespugli riarsi di macchia mediterranea…
E poi brezze iodate di un mare lontano, zagare…
Sorso morbido e cremoso, fresco, intriso di mineralità e richiami fumé con un finale i crescendo tra ricordi salmastri e agrumi canditi.
Una bollicina di rude eleganza.
(88 Punti).
– TRENTO DOC “BRUT DE LA CROS” 2016 RISERVA, VIDI (TRENTINO): 42 mesi sui lieviti per un naso che si presenta da subito salmastro per evolvere poi nella freschezza dell’agrume e della mentuccia e nel dolce abbraccio della mela cotogna in una atmosfera pirica di quasi polvere da sparo.
Sorso ricco, pieno, avvolgente e di grande coerenza con l’olfatto.
Davvero una bella bolla.
(88+ Punti).
Una nota per l’Azienda ALIBIS che, in quel di Mortegliano (UD) produce mele e…sidro (vabbè, quasi).
Due le versioni, una “Spumante” EXTRA DRY (Metodo Martinotti) e una “0.0%” (alcohol free).
Beh, assaggiateli perché…perché si!
E QUINDI?
E quindi, intanto, GRAZIE e complimenti agli Organizzatori per avermi ospitato ancora una volta e aver dimostrato con i fatti l’impegno profuso nel portare questo Evento al livello che gli compete (sia dal punto di vista della location che delle Aziende presenti) e poi…
E poi la semplice considerazione che un conto è “dire” bolle e un conto è “farle” (BENE).
Il Metodo Italiano mi sembra stia segnando il passo, preda di mode e facili consumi mentre il Metodo Classicoha bisogno di pazienza e non di nascondere dietro la scusa di una beva più easy voglie di accaparrarsi fette di mercato diverse dal solito.
In una parola: aspetto
Roberto Alloi
VINODENTRO
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8 Gennaio, 2025
Il Consorzio Alta Langa lancia "Alta Langa Academy". La piattaforma didattica on line
L’Alta Langa DOCG apre le porte della conoscenza con una nuova sezione del sito dedicata all’approfondimento delle Alte Bollicine Piemontesi
Il Consorzio Alta Langa lancia una nuova sezione educativa sul proprio sito web, accessibile all’indirizzo https://academy.altalangadocg.com/.
Questa piattaforma, dal design accattivante e innovativo, nasce con l’obiettivo di condividere con il pubblico la ricchezza di conoscenze sulla denominazione delle Alte Bollicine Piemontesi.
La nuova sezione del sito è il frutto di un lungo e meticoloso lavoro di ricerca e studio condotto sulla denominazione per i vent’anni dal riconoscimento.
Il Consorzio, con l’Alta Langa Academy, rende disponibili contenuti di grande valore non solo per gli appassionati di vino, ma anche per studenti, professionisti del settore e giornalisti che desiderano ampliare le proprie conoscenze su questo gioiello dell’enologia piemontese, il metodo classico più antico d’Italia.
L’Alta Langa Academy offre un viaggio completo attraverso molteplici aspetti della denominazione, con contenuti creati da:
Edmondo Bonelli (“I suoli dell’Alta Langa”);
Maurizio Gily (“La viticoltura dell’Alta Langa”);
Carlo Casavecchia (“Il metodo di produzione”);
Pierstefano Berta e Giusi Mainardi (“Le origini e lo sviluppo del metodo classico in Piemonte”);
Giancarlo Montaldo e Teresa Baccini (“Gli anni ‘90, il Progetto Spumante e la nascita della denominazione”);
Armando Castagno (“Analisi del profilo sensoriale del vino”);
Vincenzo Donatiello (“Come apprezzare al meglio una bottiglia di Alta Langa”);
Piercarlo Grimaldi (“Immaginari contadini, riti e miti delle alte colline”);
Antonio Degiacomi (“Alta Langa e Tartufo Bianco d’Alba”);
Mauro Carbone (“Viaggiare nelle terre dell’Alta Langa”). Mariacristina Castelletta, presidente del Consorzio Alta Langa Attraverso questa nuova sezione del nostro sito istituzionale, desideriamo aprire le porte della conoscenza dell’Alta Langa a tutti coloro, e sono sempre più numerosi, che vogliono approfondire la nostra denominazione. Crediamo che la condivisione del sapere sia fondamentale per apprezzare appieno la qualità e l’unicità delle nostre Alte Bollicine Piemontesi. Abbiamo scelto di farlo con un prodotto in linea con l’essenza del Consorzio e della denominazione stessa: un sito ricco, curioso, curato al dettaglio, dal layout contemporaneo. La Redazione
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Maurizio Gily (“La viticoltura dell’Alta Langa”);
Carlo Casavecchia (“Il metodo di produzione”);
Pierstefano Berta e Giusi Mainardi (“Le origini e lo sviluppo del metodo classico in Piemonte”);
Giancarlo Montaldo e Teresa Baccini (“Gli anni ‘90, il Progetto Spumante e la nascita della denominazione”);
Armando Castagno (“Analisi del profilo sensoriale del vino”);
Vincenzo Donatiello (“Come apprezzare al meglio una bottiglia di Alta Langa”);
Piercarlo Grimaldi (“Immaginari contadini, riti e miti delle alte colline”);
Antonio Degiacomi (“Alta Langa e Tartufo Bianco d’Alba”);
Mauro Carbone (“Viaggiare nelle terre dell’Alta Langa”). Mariacristina Castelletta, presidente del Consorzio Alta Langa Attraverso questa nuova sezione del nostro sito istituzionale, desideriamo aprire le porte della conoscenza dell’Alta Langa a tutti coloro, e sono sempre più numerosi, che vogliono approfondire la nostra denominazione. Crediamo che la condivisione del sapere sia fondamentale per apprezzare appieno la qualità e l’unicità delle nostre Alte Bollicine Piemontesi. Abbiamo scelto di farlo con un prodotto in linea con l’essenza del Consorzio e della denominazione stessa: un sito ricco, curioso, curato al dettaglio, dal layout contemporaneo. La Redazione
8 Gennaio, 2025
Il Re dei Vini e il Vino dei Re ritorna protagonista a Roma a gennaio 2025, con la XI edizione di NEBBIOLO NEL CUORE.
Aggiornata la lista delle aziende partecipanti e definite le masterclass
Manca poco all’appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del Nebbiolo: il 12 e 13 gennaio 2025 il Grand Hotel Palatino di Roma (via Cavour 213/M) ospiterà l’evento capitolino esclusivo, dedicato a uno dei vitigni più amati al mondo. Un’opportunità rara per degustare una vasta selezione di Barolo, Barbaresco e altri vini a base Nebbiolo, direttamente dai produttori.
Nebbiolo nel Cuore è un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di vino che, attraverso la degustazione delle diverse tipologie di Nebbiolo, conduce i visitatori in un viaggio sensoriale alla scoperta di territori ricchi di storia e tradizioni.
L’evento nasce con l’intento di valorizzare questo straordinario vitigno e di promuovere le eccellenze enologiche dei bellissimi territori in cui viene coltivato. Un’occasione unica per approfondire la conoscenza del Nebbiolo e per apprezzare la maestria dei produttori che, con passione e dedizione, danno vita a vini unici e indimenticabili.
Sin dalla prima edizione l’evento si propone di valorizzare il Nebbiolo in tutte le sue espressioni: Roero, Barbaresco e Barolo, Gattinara e Ghemme, Boca e Lessona, Bramaterra e Fara, Sizzano e Valli Ossolane, Colline Novaresi e Coste della Sesia, Valle D’Aosta e Valtellina, Monferrato, Carema e Canavese e le altre micro realtà sparse sul nostro territorio.
BANCHI DI ASSAGGIO, MASTERCLASS E LABORATORI
L’Evento è volto alla promozione culturale del Nebbiolo e delle sue terre di elezione. Il territorio italiano del vino che più di ogni altro è legato ai vari terroirs che lo caratterizzano e da sempre è un esempio di come il territorio può e deve essere valorizzato. Attraverso i banchi di assaggio ed alle masterclass sarà possibile valutare le diverse declinazioni territoriali del vitigno. Grande importanza verrà data proprio alle masterclass tematiche – nostro punto di forza – in cui verrà approfondito il terroir unico del Nebbiolo.
LA GUIDA APP “IL NEBBIOLO”
Anche in questa ultima edizione, ampio spazio verrà assicurato alla GUIDA SUL NEBBIOLO e sui suoi territori d’eccellenza. Un VADEMECUM per i suoi utenti, realizzato per mezzo di un’APP: “GUIDA NEBBIOLO”.
Riserva Grande e tutto lo staff di redazione della guida presenteranno, nel corso di questa undicesima edizione, le nuove menzioni assegnate a tutte le cantine produttrici di vino a base Nebbiolo, che hanno rinnovato la propria fiducia nell’organizzazione inviando i propri campioni sia di etichette messe in commercio nel 2024, sia di annate storiche.
La guida anche quest’anno ha richiesto il lavoro di una redazione qualificata e del contributo prezioso di commissari esterni esperti e competenti, che è durato per tutto il 2024.
LA PREMIAZIONE
La GUIDA DI NEBBIOLO NEL CUORE verrà presentata ufficialmente lunedì 13.01.2025 alle ore 14 alla presenza anche degli operatori accreditati.
Nel corso della presentazione, verranno consegnati i diplomi ai produttori delle etichette che hanno ottenuto i più importanti riconoscimenti d’eccellenza: IL GRAPPOLO ORO – vini che hanno ottenuto il massimo punteggio (i grappoli assegnati sono stati bronzo, argento o oro); Il COUP DE COEUR – vini che hanno ottenuto il grappolo oro e che sono inoltre dotati di qualità uniche ed esclusive, tanto da suscitare un forte impatto emotivo.
Una novità relativa ai premi di questa edizione: verranno anche consegnati i diplomi relativi ad alcune categorie d’eccellenza che la redazione, anche in considerazione delle valutazioni emerse nel corso delle sessioni di degustazione effettuate, ha reputato debbano essere menzionate dato il grande valore espresso.
Verranno premiati anche:
LA MIGLIORE ETICHETTA;
LA MIGLIOR CANTINA EMERGENTE;
LA MIGLIOR CANTINA STORICA;
LA CANTINA CON LA MIGLIOR HOSPITALITY;
LA MIGLIOR CANTINA SOSTENIBILE.
WINE LOTTERY
Per questa edizione proponiamo un’altra grande novità: i visitatori potranno vincere ad estrazione una bottiglia di vino a base Nebbiolo, semplicemente scaricando gratuitamente l’app della guida, iscrivendosi con un form a loro consegnato (che verrà richiuso e inserito in un’apposita box) e lasciando i propri dati all’accoglienza. Il giorno successivo alla fine della manifestazione verrà effettuata l’estrazione a sorte ed alla cieca dei seguenti premi:
Tre nominativi vinceranno 1 bottiglia ciascuno di un vino DOC a base Nebbiolo (es. Langhe Nebbiolo, Boca, Valtellina, ecc.);
Due nominativi vinceranno 1 bottiglia ciascuno di un vino DOC SUPERIORE a base Nebbiolo (es. Valtellina Superiore, Nebbiolo D’alba superiore, ecc.;
Un nominativo vincerà 1 bottiglia di un vino DOCG a base Nebbiolo (ES. Barolo, Barbaresco, Roero, ecc.).
I vincitori verranno a breve contattati dall’organizzazione per la consegna dei premi vinti, che avverrà presso lo Spazio Eventi del Ristorante Del Frate, in via degli Scipioni 118, in data e orario da stabilire.
QUANDO E DOVE:
il 12 e 13 Gennaio 2025 presso il Gran Hotel Palatino (Rione Monti) – via Cavour 213/M – Roma
PROGRAMMA
Attenzione: le masterclass sono a posti limitati, si consiglia la prenotazione online
DOMENICA 12 GENNAIO 2025
ore 11.00 Apertura banchi di assaggio
ore 11:30 Masterclass. I Coup de Coeur della Guida Il Nebbiolo. Degustazione comparata dei vini premiati con la menzione “Coup de Coeur”.
A cura di Michele Panno.
Vini in degustazione:
Le Due Rose 2023 di Filippo Gallino
Langhe Nebbiolo Doc 2016 di Mascarello Giuseppe
Colline Novaresi Doc Cascina del Buonumore 2022 di Barbaglia
Roero Monpissano 2021 Docg di Cantina Monpissan
Barbaresco Rombone 2020 Docg di Renato Fenocchio
Barbaresco Docg 2020 di Pio Cesare
Barolo Bricco Ambrogio 2020 di Grimaldi Luigino
Barolo Ornato 2020 Docg di Cantina Palladino
Bramaterra Doc 2016 di Odilio Antoniotti
Roero Docg 2020 Riserva Valmaggiore di Giacomo Barbero
ACQUISTO QUI
ore 14:00 Masterclass. Verticale parallela dei Barbaresco della cantina Renato Fenocchio di Neive. Langhe Barbaresco.
A cura di Marco Cum e Milva Fenocchio.
Verticale comparata di più annate dei 3 crus di Barbaresco:
Starderi, Rombone e Basarin.
ore 16:30 Masterclass. Il Timorasso: la rivoluzione bianca dei Colli Tortonesi.
Il Timorasso, la rivoluzione bianca dei Colli Tortonesi. Degustazione alla cieca di 12 vini, per scoprire un bianco di carattere, simbolo di un territorio in grande evoluzione.
A cura di Saula Giusto ed alla presenza di Gian Paolo Repetto, Presidente del Consorzio dei Colli Tortonesi, e di Walter Massa, titolare dell’omonima azienda.
Verranno degustate rigorosamente alla cieca 2 annate di una stessa etichetta di Timorasso, una di un’annata attualmente in commercio e un’annata passata, delle seguenti aziende:
Vigneti Repetto, Walter Massa, La Colombera, Luigi Boveri, Claudio Mariotto, I Carpini.
ACQUISTO QUI
ore 20.00 Chiusura banchi di assaggio
LUNEDì 13 GENNAIO 2025
ore 10.00 Apertura banchi di assaggio
ore 12:00 Presentazione evento agli operatori del settore
ore 15:00 Premiazione “La Guida Del Nebbiolo”
ore 18.00 Chiusura banchi di assaggio
TICKETS DI INGRESSO
Biglietto di ingresso valido per 1 giorno costo 30€. ACQUISTO QUI
• Biglietto di ingresso valido per 2 giorni costo 50€. ACQUISTO QUI
(È possibile acquistare il biglietto presso la reception dell’evento o on-line con lo sconto indicato in fase di acquisto).
L’ACQUISTO DELLE MASTERCLASS COMPRENDE L’INGRESSO AI BANCHI DI ASSAGGIO (per accedere sarà necessario acquistare unicamente il calice e porta-calice al costo di 5€)
Per partecipare alle Masterclass occorre la prenotazione obbligatoria. Eventuali posti disponibili possono essere acquistati durante la manifestazione secondo disponibilità. Prenotazioni: accrediti@riservagrande.com – infoline 339.6231232
CONVENZIONI
Sommelier varie scuole: 25€ (Previa dimostrazione con tesserino valido anno corrente – acquisto presso il desk accoglienza dell’evento)
Soci SES: 20€ (Previa dimostrazione con tesserino valido anno corrente – acquisto presso il desk accoglienza dell’evento)
ACCREDITI OPERATORI
Gli operatori del circuito horeca e la stampa professionale, interessati a partecipare all’evento possono chiedere l’accredito entro e non oltre il 10 gennaio 2025.
È concesso un solo accredito per operatore e per accedere alla manifestazione è necessaria la conferma da parte dell’organizzazione che si riserva di accettare o meno la richiesta.
Gli operatori che arriveranno all’evento senza essersi accreditati preventivamente potranno accedere esclusivamente acquistando il biglietto di ingresso.
Per accedere occorre acquistare il calice e porta-calice al costo di 5€. È vietato introdurre all’evento calici personali.
Prenotazioni: accrediti@riservagrande.com – infoline 339.6231232
PREVENDITA ON-LINE
È possibile acquistare i seminari e il biglietto di ingresso on-line.
Presso il seguente link: www.riservagrande.com
Per l’acquisto on-line del solo biglietto di ingresso è previsto uno sconto indicato in fase di acquisto.
Nei giorni dell’evento, 12-13 gennaio è possibile acquistare biglietti di ingresso e le masterclass anche direttamente presso il desk accoglienza dell’evento.
RICHIESTA VOUCHER REGALO
Info eventi@riservagrande.com – Infoline 339.623123
LISTA DELLE AZIENDE
-Alfio Mozzi, Castione Andevenno. Valtellina
-Aurelio Settimo, La Morra. Langhe Barolo
-Barbaglia, Borgomanero. Alto Piemonte
-Bosco Ferruccio, Priocca. Roero
-Bric Castelvej, Canale. Roero
-Cantina Monpissan, Canale. Roero
-Cascina Carrà, Monforte D’Alba. Langhe Barolo
-Cascina Lanzarotti, Monteu Roero
-Castello di Razzano, Alfiano Natta. Monferrato
-Collina Serragrilli, Neive. Langhe Barbaresco
-Delinquent, Castagnole Delle Lanze. Monferrato
-Ferrero Christian, Monforte D’Alba. Langhe Barolo
-Gerlotto, Serralunga D’Alba. Langhe Barolo
-Giacomo Barbero, Canale. Roero
-Giorgio Gianatti, Montagna in Valtellina
-Giuseppe Mascarello, Castiglione Falletto. Langhe Barolo
-Grimaldi Luigino, Diano D’Alba. Langhe Barolo
-la Biòca, Serralunga D’Alba. Langhe Barolo
-Luigi Vico, Serralunga D’Alba. Langhe Barolo
-Le Strie. Ponte in Valtellina. Valtellina
-Mascarello Giuseppe, Castiglione Falletto. Langhe Barolo
-Michele Mascarello, La Morra. Langhe Barolo
-Nizza Silvano, Santo Stefano Roero
-Palladino, Serralunga D’Alba. Langhe Barolo
-Pio Cesare, Alba. Langhe Barolo
-Radis, Tirano. Valtellina
-Rapalino, Neviglie. langhe Barbaresco
-Renato Fenocchio, Neive. Langhe Barbaresco
-Roberto Taverna, Neive. Langhe Barbaresco
-Rosso Francesco, Santo Stefano Roero
-Scagliola Giacomo, Canelli. Monferrato
-Vigna Quaranti. Quaranti. Monferrato
BANCO SELEZIONE GUIDA IL NEBBIOLO:
-Battaglino Fabrizio, Vezza D’Alba. Roero
-Delinquent, Castagnole Delle Lanze. Monferrato
-Sarotto Roberto, Neviglie langhe Barbaresco
-Gallino Filippo, Canale di Roero
-Poderi Marcarini, La Morra. Langhe Barolo
-Rocche Costamagna, La Morra. Langhe Barolo
-Poderi Luigi Einaudi, Dogliani. Langhe Barolo
-Caves De Donnas, Donnas. Valle D’Aosta
-Cantina Sociale di Carema, Carema
-Anna Maria Abbona, Monforte D’Alba. Langhe Barolo
-Alessandro Rivetto, La Morra. Langhe Barolo
-Bricco Maiolica, Diano D’Alba. Langhe Barolo
-Salvano, Diano D’Alba. Langhe Barolo
INFO
Saula Giusto
Ufficio Stampa, Comunicazioni e Relazioni Pubbliche di Nebbiolo nel Cuore
393 2854426
Marco Cum
Organizzatore di Nebbiolo Nel Cuore
eventi@riservagrande.com;
info@nebbiolonelcuore.com;
www.nebbiolonelcuore.it;
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/3189380371361166
infoline: 3396231232
La Redazione
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8 Gennaio, 2025
I Vignaioli FIVI ospitano FIOI: con l'olio giusto il fritto può far bene.
Che il mondo dell’olio sia tutto da scoprire, si sa. E l’hanno capito anche al Mercato dei Vini gli organizzatori della FIVI, che quest’anno hanno affiancato ai tradizionali produttori di vino quelli d’olio. Riuniti sotto l’egida FIOI, hanno dedicato uno spazio e un’attenzione particolari a questo meraviglioso prodotto, che più ancora del vino è presente quotidianamente sulle nostre tavole.
FIOI – UN OLIO ‘INDIPENDENTE’
La Masterclass a cui ho partecipato si intitolava “Verità e falsi miti nell’olio. In cottura e a crudo, quello che cambia in termini di gusto è sorprendente”. Pietro Intini, Presidente della federazione e produttore pugliese, ci racconta che il progetto Fioi è nato circa 5 anni fa. Parlando con alcuni colleghi si era infatti reso conto che il settore era cresciuto tantissimo e che c’era una forte necessità di regolamentazione per tutelare la qualità dei prodotti, i produttori e, a cascata, i consumatori. E’ nato così il Manifesto FIOI.
“Questa federazione è fatta da produttori e per i produttori“, spiega il Presidente. “Credo che sia un movimento che parte proprio dal basso, dalla Terra. Le persone che ne fanno parte sono agricoltori o produttori di olio che si cimentano in attività di tipo associativo e politico. E’ quindi un’associazione di categoria con obiettivi chiari e fondamentali, tra i quali la valorizzazione delle cultivar dell’Italia, che conta forse più di 600 varietà di olive.
Parlando di vino, si è arrivato addirittura a identificare un cru. Anche nel mondo dell’olio abbiamo la stessa realtà e potremmo iniziare a distinguere tra diverse zone e tipologie. Oltre alla qualità va controllato il processo di produzione, dotandosi di protocolli di lavorazione che trattino la materia prima come un prodotto d’eccellenza. Non voglio fare terrorismo, però di olio extravergine d’oliva di qualità ce n’è in giro pochissimo.“
UN PERCORSO QUALITA’ PER L’OLIO EVO
Questo principalmente perché l’olio extravergine di oliva è l’unico alimento che deve soddisfare attente e rigorose analisi chimiche e organolettiche. Ciò significa ad esempio che, oltre a rispettare parametri di acidità, il prodotto deve superare il giudizio di un panel test. Un gruppo di esperti assaggiatori, se non rileva la presenza di difetti, dà il via libera alla denominazione Olio Extravergine Oliva.
“Esiste però un problema. La stragrande maggioranza degli oli in circolazione è, ahimè, “difettata”, sebbene possieda un profilo analitico corretto. Consapevoli di questo, il nostro intento è prima di tutto provvedere formazione agli associati. L’utilizzo del marchio in etichetta, sigillo di garanzia, viene dato solo all’olivicoltore socio che abbia dimostrato un percorso di crescita con noi. Questo percorso prevede ovviamente tutta una serie di protocolli per la produzione e la realizzazione di questo olio extravergine di oliva.”
LA MASTERCLASS FIOI: COTTURA E CULTURA DELL’OLIO
Un altro obiettivo fondamentale è quello della cultura di prodotto. Siamo qui perché vogliamo essere vicino al consumatore e spiegare che l’olio ha specifici profili olfattivi, profumi. Questa masterclass è anche per dire “attenzione perché l’olio non è solo l’olio buono, non deve essere solo utilizzato a crudo, ma seguendo accortezze che si fondano su studi e prove empiriche va benissimo anche utilizzato in cottura.”
Fabio Ferrara, relatore della masterclass, è il Patron dell’Osteria Tarassaco. Con la sua loquacità e verve ci ha tenuto incollati alle sedie in un tempo che è parso sospeso. “Nel mio locale non c’è menù, non c’è carta dei vini, non c’è carta dell’olio. Decido io, perché con le persone non è che puoi stare lì a spiegare, a giocare di fioretto ma piuttosto bisogna mettergli il fucile in bocca. Cioè ‘ti consiglio questo altrimenti non è il posto per te’. Chi viene da me è nel mio mondo e deve avere la sensibilità di farsi guidare“.
La premessa è interessante, e Fabio entra a gamba tesa sull’argomento principe: “Mentre tutti i guru dell’olio lavorano sulla concordanza, io ho cominciato a lavorare in contrapposizione”, spiega. “Sono di fondo un ricercatore di materia, vado alla ricerca delle materie più importanti e di qualità che esistono sulla faccia della terra. Per farvi un esempio, il sale. Prima di scegliere il sale che utilizzo, ho girato tutte le saline. Per trovare il pepe giusto sono andato dappertutto, fino in Madagascar. Vi faccio un altro esempio. I guru mettono l’olio che sa di pomodoro su un grande pomodoro. Se io compro un grande pomodoro voglio metterci altro, perchè il sapore del pomodoro già deve esserci!”
Fabio si spinge oltre, raccontaci che cucinare con l’olio di alta qualità, addirittura friggere in quell’olio, migliora la vita, favorendo il prebiotico naturale inulina e la vitamina K, fondamentali per mantenerci in salute. I dati arrivano dalle analisi chimiche che lui stesso e a sue spese (“mi sono costate 2.400 euro!”, ha commissionato a un laboratorio a Verona.
“L’olio è un sigillante intorno alla materia, fa un velo che la protegge e rende le vitamine e le sostanze nutraceutiche biodisponibili per il nostro corpo, quando le mangiamo. Non solo, in certi casi quando cuciniamo con oli di alta qualità e valori di polifenoli alti, le proprietà nutritive aumentano in modo esponenziale”. Alla domanda sui benefici della cucina a vapore risponde: “Ma quale cucina a vapore! Mangiatela tu, io cucino!”. Scopriamo così che per capire il rapporto tra cibo e salute, è importante indagare sulla correlazione tra polifenoli e proprietà antiossidanti e antiradicali, sulla la capacità dell’inulina di favorire la digestione e su quella della vitamina K di promuovere la flessibilità arteriosa.
POLIFENOLI, UNA SINERGIA PER LA SALUTE
“Tutti analizzano l’olio, ma a che serve?”, provoca Fabio, che continua: “Bisogna indagare la materia che si sta cucinando. Ad esempio guardiamo la cicoria, ho fatto un esperimento è l’ho cotta in tre modi diversi: nell’acqua, con l’olio di Ascolana tenera (la cultivar, ndr), che ha un valore di polifenoli di circa 450 mg/kg e con un olio di Coratina di oltre 850 polifenoli. Praticamente ottengo tre risultati completamente diversi: con l’olio di qualità aumenta l’assimilabilità delle proprietà contenute nell’alimento e più è alto il tasso di polifenoli, come con la Coratina, più il processo è potente”. Quindi è quello che praticamente ci dà la possibilità di poter di far lavorare il nostro microbiota nella maniera migliore.
“I polifenoli usano l’olio come un veicolo che li cattura e se li porta nella zona gastroenterologica, rendendoli biodisponibili. Voi sapete che i polifenoli all’interno del nostro corpo sono la manna dal cielo, mettono a posto la flora batterica e ne favoriscono il riequilibrio”. Fabio è un fiume in piena e ci fa riflettere sul fatto di mettere quotidianamente in pratica azioni sbagliate. Ad esempio ci racconta che “la prima frittura in olio extra vergine non è quella migliore e l’olio extravergine comincia a tirare fuori il meglio di sé dopo la terza frittura. Anche economicamente, oltre che sul piano salutare, fa qualche conto: “Olio di Girasole 4,20 euro al litro, se sono un locale serio ci faccio al massimo 2 fritture e spendo 8,60 euro. L’Olio Extravergine di Oliva mi costa 14 euro e lo utilizzo per 5 fritture . Risparmio!“
Inizia poi la dimostrazione, cominciando con la cottura delle cime di rapa per mostrare (e far assaggiare) come cambiano a seconda che siano cotte in acqua oppure fritte in olio (monocultivar Intosso di Tommaso Masciantonio Olivicoltore e Frantoiano di Casoli – CH). Posso dire che veramente la differenza è tanta e che il sapore viene mantenuto e racchiuso molto di più nella cima fritta. Nel frattempo vengono fritti in olio i carciofi (monocultivar Coratina di Michele Depalo Olivicoltore e Frantoiano FIOI a Giovinazzo, Bari). Semplicemente sublimi, leggerissimi, impalpabili e saporiti.
Mi porto a casa nuovi spunti di riflessione e anche qualche conoscenza in più. Gli oli di elevata qualità hanno polifenoli e caratteristiche sensoriali diverse per ciascuna varietà di oliva utilizzata e, quando vengono sperimentati in cucina, rivelano orizzonti tutti da esplorare. Gli chef del futuro hanno la strada aperta alla sperimentazione e a nuovi concetti, per indagare e scoprire combinazioni che potranno, rispettando la materia, esaltarla mantenendone inalterati i suoi valori nutraceutici.
Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads
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7 Gennaio, 2025
Limonte GB. Una nuova visione di Grignolino di Braida
Vendemmia tardiva e affinamento in legno. Si presenta nelle annate 2016, 2017 e 2018.
Il Grignolino è uno dei vitigni autoctoni più caratteristici del Piemonte, apprezzato per la sua natura autentica e schietta. Celebre per i suoi tannini vivaci e la sottile eleganza, è un vino che racchiude un’identità forte e distintiva, rispecchiando l’anima del territorio da cui proviene.
Storicamente considerato un vino “ribelle” per la sua struttura e per il suo carattere orgogliosamente spigoloso, il Grignolino ha da sempre occupato un posto speciale nella tradizione enologica piemontese.
Per Braida, il Grignolino è tra i vini delle origini: Giacomo Bologna amava sottolinearlo, facendo riferimento a Grignolino e Barbera sotto il marchio Braida nelle fiere di settore degli anni Sessanta e Settanta, simbolo di una tradizione che non smette di rinnovarsi.
Grazie a un nuovo impianto realizzato nel 2010, dal 2014 il Grignolino Braida nasce esclusivamente dal vigneto di proprietà Limonte, così denominato in omaggio al terreno ricco di limo che ne esalta l’unicità.
Con Limonte GB, Giuseppe Bologna trasforma questo vitigno in un manifesto di istinto, cuore e passione. In direzione ostinata e contraria rispetto alle mode e alle convenzioni, ne sigla, con le sue iniziali, una nuova visione.
Abbiamo cercato di sviluppare la parte forte, robusta e di carattere di un vitigno spesso sottovalutato. Il progetto è nato con l’annata 2015, che non è stata messa in commercio, e si svela oggi con le annate 2016, 2017 e 2018. Questo percorso continuerà nelle annate successive, mantenendo una produzione volutamente limitata.
L’etichetta di Limonte GB riflette l’essenza del vino: onde sottili evocano la finezza e l’eleganza della sua trama, la scritta oro spicca al centro con caratteri classici e senza tempo, comunicando il pregio di questo Grignolino fuori dal comune.
LIMONTE GB
Denominazione: Grignolino d’Asti DOC.
Uva e vigneto: 100% Grignolino. Da una proprietà nel comune di Rocchetta Tanaro, di poco meno di 2,5 ettari. Anno d’impianto 2010, densità di 5500 piante per ettaro, esposizione a sud/est. Tessitura del terreno: 40% limo, 30% sabbia, 30% argilla. Si effettua una prima raccolta per il vino tradizionale, lasciando poi tre grappoli per pianta per una sur- maturazione, il cui periodo varia in base all’annata. Dalla vendemmia tardiva nasce il Limonte GB.
In cantina:
Circa il 30% delle uve è vinificato in acino intero per 15 giorni. La fermentazione malolattica avviene in botte, dove il vino invecchia per un anno prima di un lungo affinamento in bottiglia, fino alla messa in commercio a gennaio 2025.
Degustazione:
2016: Temperature e precipitazioni in linea con la media degli ultimi 30 anni. Colore rosso granato. Al naso note balsamiche di menta che si aggiungono al caffè e cioccolato. In bocca queste sensazioni vengono amplificate da una vena acido sapida, con il tannino che avvolge elegantemente il palato.
2017: Seconda annata più calda degli ultimi 60 anni con scarse precipitazioni. Colore rosso granato. Al naso, un bouquet di fiori fresco ed elegante. Al palato questa eleganza viene portata avanti da una caramella alla viola, una ciliegia croccante e da parti quasi eteree.
2018: Annata calda con precipitazioni nella media. Colore rosso granato. Al naso un bouquet di fiori secchi, note tostate, tartufo e tabacco. Al palato un tannino elettrico che accompagna i frutti scuri, liquirizia e rabarbaro, con una chiusura delicata di genziana.
Servizio: Servire a 16-18° circa.
Formati: 0,75 L Disponibile in confezioni di legno da: 1 bottiglia per ciascuna delle annate 2016, 2017 e 2018; 3 bottiglie di una singola annata a scelta.
La Redazione
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6 Gennaio, 2025
Marco Marras, Chef del ristorante Oseleta*
La sua creatività in cucina è una fresca brezza internazionale che soffia dalle coste della Sardegna nordoccidentale alle morbide colline moreniche del Bardolino.
“In viaggio con lo Chef” è il menu della memorabile cena prenatalizia a Villa Cordevigo che vi racconterò.
Ci sono luoghi speciali dove l’acqua e l’aria hanno proprietà benefiche, luoghi dove l’energia degli alberi incontra l’anima dell’uomo, dove si mangia del buon cibo e si produce del buon vino. Luoghi per chi ama la bellezza, ricchi di storia e di cultura.
Così le famiglie Delibori e Cristoforetti, proprietarie di Villa Cordevigo, firmano l’introduzione al menu del ristorante stellato Oseleta al suo interno; una firma che certifica la presenza di bellezza, storia e cultura come in pochi altri posti è consentito trovare.
Villa Cordevigo, le cui prime tracce di occupazione ri.salgono all’epoca romana, è stata fondata attorno al 16esimo secolo come palazzo padronale, con una serie di annessi rustici utilizzati per l’attività agricola.
Contiene una chiesetta consacrata risalente al 14esimo secolo con diverse centinaia di reliquie appartenenti a Marcantonio Lombardo, vescovo di Crema e padrone della Villa nel 18esimo secolo, epoca durante la quale la chiesetta è stata ampliata donandole la struttura definitiva.
Gli attenti lavori di ristrutturazione avviati nei primi anni 2000 di Villa Cordevigo hanno conservato scrupolosamente l’anima del luogo, dove si ha fin da subito la sensazione che il tempo rallenti. Dal 2011 Villa Cordevigo è un hotel 5 stelle lusso appartenente al circuito Relais & Châteaux, destinazione raffinata ed esclusiva per tutti coloro che amano un soggiorno all’insegna della quiete e del buon cibo abbinato a vini pregiati.
Abbinamenti che ritrovano ogni anno l’apprezzamento del pubblico e della critica: anche nel 2024 la Guida Michelin ha infatti riconfermato la stella, conferita per la prima volta nel 2013, al Ristorante
Oseleta guidato dall’Executive Chef Marco Marras.
Originario di Bosa (Oristano), classe 1988, Chef Marras racconta nei suoi piatti la natia Sardegna, i Paesi in cui ha lavorato – anche oltreoceano, come a Miami e nelle Hawaii – ed il territorio che abbraccia Villa Cordevigo, tra il lago di Garda e la Valpolicella.
Ricette innovative e dalla forte personalità nascono dalle influenze di luoghi molto lontani e diversi tra loro, sempre nel ricordo della tradizione e nel rispetto della stagionalità delle materie prime, preferibilmente a filiera corta.
Oltre la metà degli ingredienti utilizzati nel ristorante Oseleta, e più in generale nelle cucine di Villa Cordevigo, provengono da agricoltori, allevatori e casari gardesani e veneti.
Lorenza Delibori, Maître de Maison
Il nostro obiettivo è di incoraggiare la biodiversità: quando non è possibile favorire l’acquisto di materia prima da produttori locali, cerchiamo fornitori eticamente rispettosi dell’ambiente.
Della valorizzazione di prodotti locali e stagionali se ne ha prova davvero in più occasioni, nel menu degustazione “In viaggio con lo Chef”!
Nel Baccalà in oliocottura, assieme alla salsa al cacciucco, c’è il fagiolo biologico di Lamon bio dal bellunese e un mandarino candito da Padenghe.
Ad accompagnare il Calamaro del Mar Adriatico cotto a vapore, con porcini e olio al finocchietto, c’è una invece una crema di castagne di San Zeno di Montagna.
E, sempre da San Zeno di Montagna, proviene anche la patata accostata al pesce San Pietro e insaporita con una salsa alla provola affumicata di un caseificio locale, oltre che dalla polvere di cappero del Garda bresciano e dalla scarola dell’orto della Villa.
Viene coltivato attorno alla Villa pure il broccolo invernale protagonista in uno dei quattro condimenti che rendono così colorato e divertente il “Fusillone a mio modo 2022”, mantecato in una salsa leggera alla bagnacauda e accompagnato – appunto – dal verde broccolo, dal nero di seppia, dalla melanzana affumicata e dallo zafferano della Valpolicella.
Si percepisce dalle descrizioni appassionate che Chef Marras fa dei propri piatti l’idea concreta di sostenibilità che lo guida, sia nei processi produttivi delle cucine, sia nell’utilizzo consapevole e valorizzante degli ingredienti home made provenienti dagli orti e dai frutteti della Villa, da lui stessi progettati e coordinati, incluse le arnie, da cui si ricava ottimo miele.
A proposito di dolcezza, con il dessert del menu “In viaggio con lo Chef” si parte per un viaggio per davvero: l’ispirazione alle Hawaii è richiamata dalla profumata acidità della frutta esotica bilanciata dalla morbidezza avvolgente del cioccolato nella Sfera alla vaniglia.
Un viaggio sensoriale che ho scelto di concludere più o meno a quella latitudine… nei Caraibi, con una degustazione di rum JM abbinato a 3 tipi di cioccolato fondente Valrhona.
Grazie, Chef Marras, per questa memorabile esperienza!
Tornerò al più presto a Villa Cordevigo, per godermi alla luce del giorno la ricchezza di colori ed aromi che contribuisce a rendere così speciale la tua cucina.
Adele Gorni Silvestrini
Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini
Passi in cantina
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4 Gennaio, 2025
Vini d'Abruzzo a Parigi
Dal 10 al 12 febbraio, 28 cantine abruzzesi saranno protagoniste al Wine Paris
Dal 10 al 12 febbraio, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo sarà tra i protagonisti italiani del Wine Paris, uno degli eventi più prestigiosi del panorama internazionale dedicato al settore vinicolo e dei distillati. La manifestazione, che si terrà nella celebra “Città delle Luci”, accoglierà oltre 4.600 espositori provenienti da 50 Paesi e attirerà più di 50.000 visitatori da 140 nazioni.
Il Consorzio avrà uno stand dedicato (Stand D006) che ospiterà 28 cantine pronte a presentare tutte le novità del panorama enologico abruzzese. Sarà l’occasione per raccontare ancor più nel dettaglio l’entrata in vigore – a partire proprio dalla vendemmia 2024 – del “Modello Abruzzo” con l’introduzione della menzione Superiore per le Dop, delle nuove appellazioni provinciali, e dell’unica Indicazione Geografica Protetta – Terre d’Abruzzo Igp. Un primo fondamentale passo volto a rafforzare la comune identità dell’enologia regionale che va al contempo a valorizzare i singoli territori, rendendo facilmente riconoscibile la scala dei valori delle diverse tipologie di vino ai consumatori.
Il presidente Alessandro Nicodemi
Siamo stati tra i primi, in Italia, ad intuire le potenzialità di questa manifestazione in crescita continua. Sarà un 2025 ricco di appuntamenti, anche al di fuori del nostro Paese, in continuità con la strategia di voler allargare o potenziare i nostri mercati di riferimento, siamo reduci da un importante evento in Svizzera, a Zurigo, e siamo in partenza per una nuova tappa londinese, per poi spostarci in Scozia, dove l’interesse nei confronti dei vini d’Abruzzo è sempre più in crescita; sarà poi la volta di Parigi con una speciale delegazione di Aziende.
L’appuntamento fieristico, organizzato da Vinexposium, si conferma dunque come un crocevia globale unico per il wine business e un’importante piattaforma per affrontare le grandi sfide del settore vinicolo, dai cambiamenti geopolitici e ambientali fino alle nuove opportunità offerte dai mercati globali.
La Redazione
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4 Gennaio, 2025
La magia di Vinicoli 2024 ad Anghiari
Luci e Calici nel Borgo per la seconda edizione
La Valtiberina Toscana ha riacceso le sue luci più calde e celebrato la sua profonda vocazione enogastronomica con la seconda edizione di Vinicoli – degustazioni nel cuore di Anghiari. L’evento si è svolto dal 6 all’8 dicembre 2024, ma le celebrazioni erano già iniziate la sera di giovedì 5 dicembre con un’apertura d’eccezione: la cena inaugurale al Ristorante La Nena, un “incontro a tavola tra vino e chianina”, che ha dato il via a tre giornate interamente dedicate ai vini pregiati e alle eccellenze gastronomiche. La manifestazione ha offerto un’esperienza unica e coinvolgente, elevando Anghiari a vero e proprio palcoscenico di sapori, cultura e pura magia natalizia, in un itinerario che ha permesso ai consumatori di incontrare professionisti del settore e vivere al meglio l’esperienza. L’apice emotivo è stato raggiunto la sera del 7 dicembre, quando la manifestazione è culminata nell’incantevole accensione serale delle candele, una tradizione che ha avvolto il borgo in un’atmosfera indimenticabile e raccolta. Il successo è stato confermato da numeri importanti: oltre 6000 calici di vino serviti durante l’evento.
Anghiari: Tra Storia e Sapore
Anghiari, insignito del prestigioso titolo di uno dei Borghi più belli d’Italia, non è mai un semplice sfondo pittoresco, ma un vero e proprio protagonista della storia e della cultura toscana. Il suo profilo inconfondibile evoca immediatamente l’eco della celebre Battaglia di Anghiari del 1440, un evento che, sebbene non sia più visibile, fu immortalato da Leonardo da Vinci in un affresco epico. Passeggiare per l’antico centro storico significa compiere un viaggio nel tempo. Le sue vie arrampicate e lastricate, che salgono lungo la collina, creano una scenografia naturale mozzafiato, intrisa di secoli di vicende. La magia del borgo si è amplificata in modo straordinario la sera del 7 dicembre, in perfetta coincidenza con il cuore di Vinicoli, grazie alla suggestiva iniziativa “Anghiari si accende“. In questa data speciale, l’illuminazione pubblica cede il passo a oltre mille tra candele e torce che inondano i vicoli e le piazze. Questa splendida tradizione si è consolidata negli ultimi anni come un appuntamento fisso e attesissimo del calendario natalizio. Dona ad Anghiari un’atmosfera quasi fiabesca, fatta di luci calde e ombre misteriose. Un’ambientazione unica che ha reso l’esperienza di Vinicoli un momento di festa raccolto e incantato.
Il Percorso Errante: Un Borgo da Bere
Vinicoli si è distinta per il suo format di “manifestazione errante”. Il nome evoca perfettamente il concetto di vino nei vicoli. L’iniziativa, pur essendo solo alla seconda edizione, ha dimostrato una maturità organizzativa tale da reggere il paragone, in termini di coinvolgimento territoriale, con altre rassegne di fama nazionale. L’evento non si è chiuso in un unico spazio, ma ha animato l’intero centro storico di Anghiari, trasformando i vicoli, le piazze e i fondi storici in un affascinante “serpentone” di degustazione. Ciò ha costretto i partecipanti a scoprire anche gli angoli meno battuti del borgo. L’esperienza è stata facilitata da tre info point dove si ritirava il calice con la borsina a tracolla e si acquistavano i ticket degustazione (disponibili in tagli da 5€, 10€ o 20€ con un bonus), guidando i wine lovers in un’immersione totale con i migliori vini non solo del Centro Italia e i tesori gastronomici locali.
Gli step enogastronomici
L’intero itinerario di Vinicoli si è articolato attraverso quattro step principali, dalla bollicina al distillato, offrendo un’esperienza completa e bilanciata tra il gusto locale e l’eccellenza nazionale e internazionale.
Il primo Step: Calici di Vita – Bollicine e Antipasti, ospitato in Piazza del Comune. Offriva una panoramica sugli spumanti che aprivano il percorso gustativo. Dal prosecco a un Francia corta saten per andare in vini della Loira e della Borgogna. Merita una menzione speciale il metodo classico Pinot nero “Crudo la Palerna” dalla beva vibrante ed elegante. Gli spumanti proponevano come abbinamento della tradizione toscana, la Ribollita, il lombetto e il crostino.
Proseguendo lungo la discesa, Step 2: I Grandi Assaggi – Bianchi, Rosati e Macerati, forse la tappa più intrigante, ospitata tra la Cantina del Granduca e il Feudo del Vicario. Il palato si confrontava con etichette ricercate da nord a sud e anche macerati interessanti. La sosta gastronomica offriva i primi piatti della tradizione toscana, come la pappa al pomodoro con porcini e la polenta al ragù della cantina, confermando una lodevole ricerca di equilibrio.
Il focus sui vini rossi avveniva nello Step 3: Le Icone del Vino – Rossi e Secondi Piatti, con postazioni al Pizzicagnolo e al Bistro Talozzi. Qui si potevano assaggiare grandi rossi strutturati, nonché curiosi vini internazionali come un Albahra uruguaiano o un Bordeaux L’impréssion di Mauvesin Barton. L’abbinamento si legava alla tradizione robusta tipica toscana, con il celebre peposo con fagioli all’uccelletto oppure la ciaccia calda con salsiccia, peperoni e cipolla.
Infine, l’atmosfera si completava in dolcezza con lo Step 4: Dolce Palato – Distillati, Delizie e DJ Set. Questa sezione finale proponeva cioccolata artigianale e prodotti natalizi, il tutto accompagnato dalle eccellenze nel campo dei distillati proposti da ANAG (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe e Acquaviti). L’evento si chiudeva in convivialità, con la musica del DJ set. La vasca vinaria e il filo conduttore delle Masterclass Il cuore pulsante e storico delle Masterclass di Vinicoli batte all’interno del Palazzo Pretorio, grazie a un ritrovamento archeologico di straordinaria importanza. A testimonianza dell’antica e profonda cultura del vino nel territorio di Anghiari, spicca l’antica vasca vinaria romana. Questo sito, riportato alla luce, non è solo un reperto; è un simbolo tangibile di come la produzione e la celebrazione dei frutti della terra affondino radici millenarie in questa valle. La vasca, con la sua struttura e posizione, ci offre indizi sui metodi di vinificazione ancestrali, probabilmente legati alla pigiatura dell’uva per calpestio in ambienti comunitari.
Il racconto di Vinicoli 2024 non può prescindere da una masterclass in particolare, che ha ripreso il filo conduttore dell’edizione precedente. L’anno scorso, l’esperienza emozionante si era svolta proprio nell’antica vasca vinaria del Palazzo Pretorio con l’AIS. Ho avuto il privilegio di condurre personalmente le due masterclass, tenutesi il 07 e il 08 dicembre 2023, degustando etichette locali e nazionali nel luogo esatto in cui, centinaia di anni fa, veniva prodotto il vino. Una suggestione non da poco, specialmente quando si parla di vini locali e vicini al comprensorio aretino. L’evoluzione della Masterclass con AIS e ONAF: abbinamenti e coinvolgimento Per la seconda edizione di Vinicoli, la tradizione delle Masterclass è stata onorata e arricchita, pur spostandosi logisticamente in una sede più ampia. Le degustazioni di alta gamma si sono svolte negli stessi giorni, ma nella più capiente e sontuosa Sala del Consiglio all’interno del Palazzo Pretorio. Tuttavia, non poteva mancare un tributo a quel luogo mitico che aveva ospitato la prima edizione: la Masterclass è stata infatti preceduta da un significativo percorso rievocativo nella vasca vinaria, prima di affrontare la degustazione.
L’incontro è risultato particolarmente partecipato e coinvolgente. Ho avuto il piacere di affiancare il collega Filippo Lazzerini, sommelier AIS Firenze, che rappresentava Retrogusti in un duplice approfondimento tecnico. Mentre Filippo ha guidato i presenti nell’analisi e nella scoperta dei vini selezionati, ho avuto l’onore di curare l’abbinamento perfetto, spiegando l’arte casearia e la scelta meticolosa dei formaggi in base alle specifiche caratteristiche organolettiche dei vini. L’interazione con il pubblico è stata intensa e fruttuosa, trasformando la masterclass in un momento di scoperta attiva e condivisa che ha richiesto il coinvolgimento diretto di tutti, lasciando un segno tangibile nel ricordo dei partecipanti. Altre Masterclass di approfondimento Nella giornata di sabato 7 dicembre luna masterclass è stata dedicata ai salumi con l’incontro intitolato “Vini e Salumi – alla scoperta di vini e salumi del territorio”. L’evento, curato da ONAS (Associazione Nazionale Assaggiatori Salumi) in collaborazione con Beba Wine. gli esperti hanno guidato i partecipanti nell’analisi sensoriale e negli abbinamenti che hanno esaltato i prodotti di norcineria locali. Ha fatto seguito una Masterclass con focus sul settore caseario, intitolata “Vini e Formaggi – scopriamo vini e formaggi di confine fra Toscana e Umbria”. Questa sessione, curata da ONAF Siena-Arezzo e Beba Wine, si è concentrata sull’affinamento dei formaggi regionali e sulla ricerca del perfetto equilibrio con i vini del territorio, celebrando il ricco patrimonio gastronomico a cavallo tra le due regioni. In conclusione verso la tripletta Vinicoli 2024 si conferma, dunque, non solo come una vetrina di eccellenze, ma come un evento che sa unire con maestria storia, tradizione e l’appassionata cultura dell’enogastronomia di qualità. Anche la seconda edizione di Vinicoli si è rivelata un successo straordinario, capace di unire la magia intramontabile dell’antico borgo illuminato dalle candele con la qualità eccelsa dei prodotti. L’affluenza e l’entusiasmo hanno confermato la validità di un format che unisce storia, cultura enogastronomica e partecipazione attiva.
È stato un onore e un grande piacere prenderne parte attivamente, contribuendo in maniera sinergica sia come AIS nella conduzione tecnica delle Masterclass, sia come ONAF (Assaggiatore Formaggi) nell’arte dell’abbinamento. Poter condividere la passione per l’eccellenza e l’unicità di luoghi come la vasca vinaria del Palazzo Pretorio ha reso l’esperienza ancora più significativa.
I numeri e il coinvolgimento massiccio del pubblico hanno consolidato Vinicoli come una delle rassegne più promettenti del panorama nazionale. L’appuntamento è già fissato: invitiamo tutti i wine lovers a non perdere la prossima edizione che, ne siamo certi, nel 2025 farà una memorabile tripletta! Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
benedetta.costanzo@winetalesmagazine.com
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Il primo Step: Calici di Vita – Bollicine e Antipasti, ospitato in Piazza del Comune. Offriva una panoramica sugli spumanti che aprivano il percorso gustativo. Dal prosecco a un Francia corta saten per andare in vini della Loira e della Borgogna. Merita una menzione speciale il metodo classico Pinot nero “Crudo la Palerna” dalla beva vibrante ed elegante. Gli spumanti proponevano come abbinamento della tradizione toscana, la Ribollita, il lombetto e il crostino.
Proseguendo lungo la discesa, Step 2: I Grandi Assaggi – Bianchi, Rosati e Macerati, forse la tappa più intrigante, ospitata tra la Cantina del Granduca e il Feudo del Vicario. Il palato si confrontava con etichette ricercate da nord a sud e anche macerati interessanti. La sosta gastronomica offriva i primi piatti della tradizione toscana, come la pappa al pomodoro con porcini e la polenta al ragù della cantina, confermando una lodevole ricerca di equilibrio.
Il focus sui vini rossi avveniva nello Step 3: Le Icone del Vino – Rossi e Secondi Piatti, con postazioni al Pizzicagnolo e al Bistro Talozzi. Qui si potevano assaggiare grandi rossi strutturati, nonché curiosi vini internazionali come un Albahra uruguaiano o un Bordeaux L’impréssion di Mauvesin Barton. L’abbinamento si legava alla tradizione robusta tipica toscana, con il celebre peposo con fagioli all’uccelletto oppure la ciaccia calda con salsiccia, peperoni e cipolla.
Infine, l’atmosfera si completava in dolcezza con lo Step 4: Dolce Palato – Distillati, Delizie e DJ Set. Questa sezione finale proponeva cioccolata artigianale e prodotti natalizi, il tutto accompagnato dalle eccellenze nel campo dei distillati proposti da ANAG (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe e Acquaviti). L’evento si chiudeva in convivialità, con la musica del DJ set. La vasca vinaria e il filo conduttore delle Masterclass Il cuore pulsante e storico delle Masterclass di Vinicoli batte all’interno del Palazzo Pretorio, grazie a un ritrovamento archeologico di straordinaria importanza. A testimonianza dell’antica e profonda cultura del vino nel territorio di Anghiari, spicca l’antica vasca vinaria romana. Questo sito, riportato alla luce, non è solo un reperto; è un simbolo tangibile di come la produzione e la celebrazione dei frutti della terra affondino radici millenarie in questa valle. La vasca, con la sua struttura e posizione, ci offre indizi sui metodi di vinificazione ancestrali, probabilmente legati alla pigiatura dell’uva per calpestio in ambienti comunitari.
Il racconto di Vinicoli 2024 non può prescindere da una masterclass in particolare, che ha ripreso il filo conduttore dell’edizione precedente. L’anno scorso, l’esperienza emozionante si era svolta proprio nell’antica vasca vinaria del Palazzo Pretorio con l’AIS. Ho avuto il privilegio di condurre personalmente le due masterclass, tenutesi il 07 e il 08 dicembre 2023, degustando etichette locali e nazionali nel luogo esatto in cui, centinaia di anni fa, veniva prodotto il vino. Una suggestione non da poco, specialmente quando si parla di vini locali e vicini al comprensorio aretino. L’evoluzione della Masterclass con AIS e ONAF: abbinamenti e coinvolgimento Per la seconda edizione di Vinicoli, la tradizione delle Masterclass è stata onorata e arricchita, pur spostandosi logisticamente in una sede più ampia. Le degustazioni di alta gamma si sono svolte negli stessi giorni, ma nella più capiente e sontuosa Sala del Consiglio all’interno del Palazzo Pretorio. Tuttavia, non poteva mancare un tributo a quel luogo mitico che aveva ospitato la prima edizione: la Masterclass è stata infatti preceduta da un significativo percorso rievocativo nella vasca vinaria, prima di affrontare la degustazione.
L’incontro è risultato particolarmente partecipato e coinvolgente. Ho avuto il piacere di affiancare il collega Filippo Lazzerini, sommelier AIS Firenze, che rappresentava Retrogusti in un duplice approfondimento tecnico. Mentre Filippo ha guidato i presenti nell’analisi e nella scoperta dei vini selezionati, ho avuto l’onore di curare l’abbinamento perfetto, spiegando l’arte casearia e la scelta meticolosa dei formaggi in base alle specifiche caratteristiche organolettiche dei vini. L’interazione con il pubblico è stata intensa e fruttuosa, trasformando la masterclass in un momento di scoperta attiva e condivisa che ha richiesto il coinvolgimento diretto di tutti, lasciando un segno tangibile nel ricordo dei partecipanti. Altre Masterclass di approfondimento Nella giornata di sabato 7 dicembre luna masterclass è stata dedicata ai salumi con l’incontro intitolato “Vini e Salumi – alla scoperta di vini e salumi del territorio”. L’evento, curato da ONAS (Associazione Nazionale Assaggiatori Salumi) in collaborazione con Beba Wine. gli esperti hanno guidato i partecipanti nell’analisi sensoriale e negli abbinamenti che hanno esaltato i prodotti di norcineria locali. Ha fatto seguito una Masterclass con focus sul settore caseario, intitolata “Vini e Formaggi – scopriamo vini e formaggi di confine fra Toscana e Umbria”. Questa sessione, curata da ONAF Siena-Arezzo e Beba Wine, si è concentrata sull’affinamento dei formaggi regionali e sulla ricerca del perfetto equilibrio con i vini del territorio, celebrando il ricco patrimonio gastronomico a cavallo tra le due regioni. In conclusione verso la tripletta Vinicoli 2024 si conferma, dunque, non solo come una vetrina di eccellenze, ma come un evento che sa unire con maestria storia, tradizione e l’appassionata cultura dell’enogastronomia di qualità. Anche la seconda edizione di Vinicoli si è rivelata un successo straordinario, capace di unire la magia intramontabile dell’antico borgo illuminato dalle candele con la qualità eccelsa dei prodotti. L’affluenza e l’entusiasmo hanno confermato la validità di un format che unisce storia, cultura enogastronomica e partecipazione attiva.
È stato un onore e un grande piacere prenderne parte attivamente, contribuendo in maniera sinergica sia come AIS nella conduzione tecnica delle Masterclass, sia come ONAF (Assaggiatore Formaggi) nell’arte dell’abbinamento. Poter condividere la passione per l’eccellenza e l’unicità di luoghi come la vasca vinaria del Palazzo Pretorio ha reso l’esperienza ancora più significativa.
I numeri e il coinvolgimento massiccio del pubblico hanno consolidato Vinicoli come una delle rassegne più promettenti del panorama nazionale. L’appuntamento è già fissato: invitiamo tutti i wine lovers a non perdere la prossima edizione che, ne siamo certi, nel 2025 farà una memorabile tripletta! Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
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