L'innovazione incontra la tradizione più pregiata nei Fiocchi di caviale Caviar Giaveri Arrow Right Top Bg

31 Gennaio, 2026

L'innovazione incontra la tradizione più pregiata nei Fiocchi di caviale Caviar Giaveri

  La storica azienda veneta lancia un prodotto innovativo per il lusso gastronomico   Caviar Giaveri, eccellenza italiana nella produzione di caviale e simbolo di una filiera completamente integrata e sostenibile, annuncia il lancio dei Fiocchi di Caviale, un prodotto innovativo destinato a rivoluzionare il modo di gustare e utilizzare il caviale nella cucina contemporanea. Nato dalla passione e dall’esperienza di una conduzione familiare che da generazioni custodisce l’arte della produzione di caviale, questo nuovo prodotto rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione artigianale e rinnovamento tecnologico. Grazie a un lento, delicato e accurato processo di essiccazione che preserva intatta tutta la fragranza del caviale, i versatili fiocchi di caviale rappresentano una nuova proposta esclusiva, con il loro gusto deciso e intenso, ideale per esaltare tutte le preparazioni, dalle più semplici alle più raffinate. Una scelta destinata a percorrere la strada di un lusso accessibile ed eclettico, i Fiocchi di Caviale nascono dalla visione di rendere l’esperienza sensoriale ancora più trasversale, senza comprometterne la qualità. La loro texture croccante, elemento fondamentale che stimola i sensi e amplifica il piacere culinario, aggiunge un tocco di sorpresa a ogni preparazione, trasformando piatti di pasta, risotti, vellutate e secondi caldi in vere creazioni gourmet. Utilizzabili come una bottarga, possono essere spolverati, mantecati o incorporati in salse e condimenti, offrendo infinite possibilità creative agli chef e agli appassionati di alta cucina. Una piccola quantità è sufficiente per conferire carattere e personalità a ogni piatto, rendendo il lusso del caviale più pratico e conveniente. Caratteristiche tecniche Fiocchi di Caviale Formato: vasetto da 10 grammi Conservazione: temperatura ambiente Durata: 12 mesi Modalità d’uso: spolverare, mantecare, grattugiare Tutti i prodotti Caviar Giaveri (nove tipologie di caviale) sono distribuiti nei migliori Ristoranti e Gastronomie in Italia e nel mondo. Schede tecniche su www.caviargiaveri.com. Fiocchi di Caviale: https://www.caviargiaveri.com/fiocchi-di-caviale/ Caviar Giaveri: tradizione sostenibile dal 1977 Dalla fine degli anni ’70 Caviar Giaveri alleva storioni e trasforma caviale nei suoi possedimenti ittici a San Bartolomeo di Breda (TV). Salatura metodo russo malossol, selezione e confezionamento a mano. Storioni accuditi come in natura, massima cura habitat. Tutela CITES, acquacoltura sostenibile. L’ Azienda è condotta oggi da Jenny, Giada e Joys Giaveri, tre giovani imprenditrici con padre Rodolfo, a pochi km da Venezia. La Redazione
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Dal 12 gennaio fino al 2 aprile 2026 torna protagonista in alcuni dei migliori ristoranti del Nord Italia GOURMANTICO Arrow Right Top Bg

31 Gennaio, 2026

Gourmantico 2026

  LA TERZA EDIZIONE PRESENTA IL MENU COME RACCONTO, CHE SI SVELA MORSO DOPO MORSO Dal 12 gennaio fino al 2 aprile 2026 torna protagonista in alcuni dei migliori ristoranti del Nord Italia GOURMANTICO, l’appuntamento dedicato all’alta ristorazione e alla valorizzazione della cultura enogastronomica locale. Un’iniziativa dell’Associazione Culturale Enogastronomica Insieme, che da anni promuove il territorio attraverso la creatività e l’eccellenza. La tavola si fa luogo di narrazione sensoriale in cui lo Chef è autore, il commensale è lettore e il menu diventa un racconto che si svela morso dopo morso. Perché ogni storia, come ogni ricetta, vive davvero solo a tavola. “Siamo felici di essere qui per la terza edizione e che l’associazione stia crescendo anche per i soci membri della nostra associazione – afferma Camillo Rota, Antica Osteria de Camelì e presidente Associazione Insieme – questo dimostra l’impegno di tutti nella promozione della cucina italiana di qualità patrimonio dell’umanità.” Durante il periodo dell’evento, ad eccezione di San Valentino, i ristoranti aderenti – il cui elenco è disponibile su www.gourmantico.it – proporranno un menu degustazione completo al prezzo fisso di 80 euro, ciascuno con una proposta unica e distintiva, pensata per raccontare l’identità dello chef e del luogo. Unica deroga di offerta per il ristorante Villa Elena, 2 stelle Michelin. GOURMANTICO è molto più di una rassegna gastronomica: è un progetto culturale che mette al centro il valore del cibo come espressione di storia, tradizione e innovazione. Un’occasione per scoprire (o riscoprire) i migliori ristoranti del territorio attraverso un’esperienza di prestigio ma accessibile. I numeri dell’edizione 2025 sono stati ragguardevoli ed incoraggianti: 21 ristoranti, 4 province, 15.000 prenotazioni, 30.000 coperti con ospiti provenienti da tutta la Lombardia e 180.000 visitatori sul sito dell’iniziativa. Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: aprire le porte dell’alta cucina a un pubblico più ampio, mantenendo standard qualitativi elevatissimi. Per questo l’Associazione Insieme ha definito criteri rigorosi di partecipazione, tra cui anzianità dell’attività, riconoscimenti da guide nazionali, qualità dell’offerta e una politica di prezzo trasparente e coerente con la filosofia dell’evento. L’edizione 2026 di Gourmantico si arricchisce di una nuova e significativa presenza: entra per la prima volta nell’Associazione Insieme il ristorante Gaudio dei Fratelli Papa, che amplia i confini della rassegna portando con sé l’eccellenza e l’identità gastronomica del territorio bresciano. Un nuovo racconto di gusto che si intreccia con quelli già presenti, ampliando il dialogo tra culture, tradizioni e visioni della cucina contemporanea. Il tema di GOURMANTICO 2026 è “Racconti da gustare”: un invito a vivere la cucina come linguaggio narrativo. Ogni piatto evolve in una storia da assaporare, in grado di evocare ricordi, viaggi e visioni. Profumi, consistenze e colori si trasformano in parole non dette, in frammenti di memoria e fantasia. Francesca Mauri del ristorante Impronte e consigliere dell’Associazione – La tavola diventa un luogo di relazione, racconto e condivisione. In un contesto culturale sempre più orientato alla velocità, Gourmantico rivendica il valore del tempo dedicato all’esperienza gastronomica: non solo cucina, ma accoglienza, dialogo, memoria e territorio. Gli chef non sono chiamati a inventare storie, ma a raccontare la propria identità attraverso piatti che parlano di stagionalità, tradizione e visione personale. Il racconto si fa così corale e circolare: nasce dalla cucina, attraversa la sala e si completa con il cliente, che non è semplice spettatore, ma parte attiva dell’esperienza. La tavola si conferma come spazio vivo, dove la cucina italiana – oggi patrimonio UNESCO – continua a evolversi senza perdere autenticità. GOURMANTICO 2026 celebra il potere evocativo del gusto, intrecciando cultura gastronomica e arte del racconto, in un viaggio dove i sapori diventano emozioni e le emozioni trovano senso solo quando vengono condivise. Gourmantico 2026, come la passata edizione, vanterà anche una proposta estiva che verrà presentata a giugno. Vi terrò con immenso piacere aggiornati, anche perché l’accoglienza all’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo a chiusura la Conferenza Stampa è stata memorabile: tra i piatti serviti “Topinambur alla cenere, mirtillo rosso, foglie di crisantemo” e un “Risotto Gamberi, burrata e pepe nero”, accompagnati da Metodo Classico Extra Brut 108 mesi sui lieviti “Elfo della Neve” di Tenuta Casa Virginia.   Adele Gorni Silvestrini – Passi in cantina
Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini https://adelegornisilvestrini.it/
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Wine&Comedy a Eataly Roma Ostiense: Horea Sas protagonista del 28 gennaio Arrow Right Top Bg

30 Gennaio, 2026

Wine&Comedy a Eataly Roma Ostiense: Horea Sas protagonista del 28 gennaio

  Stand-up comedy e calice di vino: grande successo al secondo piano dell’Enoteca   Mercoledì 28 gennaio alle ore 19, al secondo piano di Eataly Roma Ostiense, si è tenuta una serata all’insegna del divertimento tra vino e stand-up comedy con Horea Sas. Prosegue anche con il nuovo anno l’appuntamento con Wine&Comedy da Eataly Roma Ostiense: l’esperienza che unisce il piacere di un buon calice di vino allo spasso di uno spettacolo di stand-up comedy dal vivo. Il palcoscenico è come sempre al secondo piano, all’interno dell’Enoteca, in un’atmosfera informale e conviviale pensata per chi desidera trascorrere una serata all’insegna del gusto e delle risate. Ogni appuntamento di Wine&Comedy propone un diverso stand-up comedian e una selezione di vini della wine list Eataly, per offrire al pubblico un’esperienza sempre nuova e coinvolgente. Horea Sas: ironia romeno-italiana sul palco
Ospite della serata del 28 gennaio è stato Horea Sas, nato in Romania nel 1993 e cresciuto in Italia tra Milano e il Veneto, che ha portato sul palco il racconto ironico e dissacrante del suo primo tour da stand-up comedian, tra viaggi surreali attraverso mezza Italia con un budget ridotto, esperienze di vita privata, storie di droghe leggere e aneddoti sull’Europa dell’Est. Per il linguaggio utilizzato e i contenuti trattati, lo spettacolo è consigliato a un pubblico adulto. Prenotazione e formula
I posti sono limitati. Al prezzo di €10 è compreso un calice di vino della selezione della grande Enoteca di Eataly Ostiense, eventuali consumazioni successive seguono i prezzi del menu previsto per la serata. Prenotazione: www.eataly.it La Redazione
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VINO, PROMOZIONE: CONCLUSA LA PRIMA TAPPA DEL VINITALY INDIA ROADSHOW Arrow Right Top Bg

30 Gennaio, 2026

VINO, PROMOZIONE: CONCLUSA LA PRIMA TAPPA DEL VINITALY INDIA ROADSHOW

  Ponte strategico verso Vinitaly 2026 con oltre 200 operatori   Si è conclusa con successo la prima tappa 2026 del Vinitaly India Roadshow, format itinerante di Veronafiere con ITA – Italian Trade Agency per sviluppare business vino italiano in India. Oltre 30 aziende (collettiva ITA con 8, Consorzio Valpolicella con 9, 13 dirette) hanno incontrato oltre 200 importatori, distributori Horeca, selezionando buyer per Vinitaly (Verona, 12-15 aprile 2026). Adolfo Rebughini – Direttore generale Veronafiere L’India è oggi al centro dell’attenzione dei partner europei per la firma dell’atteso accordo di libero scambio, e iniziative come questa sono fondamentali per creare relazioni solide, trasferire valore e posizionare il vino italiano in modo strutturato e duraturo. In un mercato ancora giovane, il nostro impegno va oltre la promozione commerciale e punta allo sviluppo di una cultura del vino italiano attraverso formazione, educazione e iniziative di lungo periodo, inclusa la valorizzazione dell’enoturismo tramite Vinitaly Tourism, quale strumento di relazione tra territori, imprese e nuovi pubblici internazionali.   Programma: New Delhi e Goa Il programma si apre a New Delhi il 15 gennaio, con la visita ai wine shop della capitale e prosegue il 16 gennaio presso il Taj Palace, dove l’evento entra nel vivo con incontri B2B e degustazioni rivolte a buyer e, nel pomeriggio, anche ai wine lover. Al centro della giornata, le due masterclass tematiche dedicate, rispettivamente, allo spettro produttivo del vino italiano – dal Prosecco alle varietà autoctone, mettendo a fuoco i fondamenti dell’espressione del terroir – e ai grandi territori del rosso italiano tra identità regionali ed evoluzione stilistica. La tappa si conclude con una cena di gala presso l’Ambasciata d’Italia a New Delhi con l’Ambasciatore Antonio Bartoli. Il Roadshow prosegue poi il 18 gennaio a Goa, con un walk around tasting ospitato all’hotel Taj Cidade de Goa alla presenza – tra gli altri – di Rohan Kaunte, ministro per il Turismo, la Tecnologia dell’Informazione, l’Elettronica e le Comunicazioni nel Governo dello Stato di Goa, del console generale Walter Ferrara, del console onorario Srinivas Dempo e del direttore del Turismo per Goa, Kedar Naik. Qui verranno riproposte le due masterclass, condotte in entrambi i momenti da Sonal C Holland, prima e unica Master of Wine indiana, figura di riferimento per l’educazione e la consulenza nel settore wine & spirits nel Paese. Secondo i dati dell’Osservatorio del vino Uiv-Vinitaly, con 30,5 milioni di dollari di valore all’import (dati 2023) il mercato indiano è ancora marginale se paragonato con il valore del commercio mondiale di vino. Ciononostante, esclusa la parentesi Covid, il mercato negli ultimi anni è maturato, con un tasso di crescita annuo (Cagr) valore di +12%. In questo scenario, l’Italia rappresenta solo il quarto Paese fornitore – scalzata dal podio dopo Australia, Francia e Singapore -, ma con tassi di crescita del 14%, sopra la media mercato e tra le più ampie nella lista dei fornitori top. Secondo le elaborazioni di IWSR, il valore globale al consumo del vino in India si attesta a poco più di 415 milioni di dollari, destinati a superare quota 520 da qui al 2028, per un Cagr valore dal 2019 a +3%. Dopo l’India, il calendario estero 2026 di Veronafiere proseguirà in Norvegia con Vinitaly Preview Oslo (28 gennaio) e in Polonia con Vinitaly Preview Warsaw (17 febbraio), per poi volare in Asia a marzo con Vinitaly China Chengdu (22-25 marzo), prima di tornare a Verona per la 58^ edizione di Vinitaly (12-15 aprile 2026). Prossimi Vinitaly esteri 2026 Norvegia (Vinitaly Preview Oslo, 28 gennaio), Polonia (Warsaw, 17 febbraio), Cina (Chengdu, 22-25 marzo), Vinitaly Verona 58^ edizione (12-15 aprile). La Redazione
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Memory Box. La forma dell’acqua Arrow Right Top Bg

30 Gennaio, 2026

Memory Box. La forma dell’acqua

  Il tratto più aristocratico della bottiglia di champagne è che non consente che le si rimetta il tappo.
Ramón Gómez De La Serna (1888–1963) Stappiamo una bottiglia per accompagnare il cibo così come semplicemente per bere qualcosa con amici (spero mai da soli). In alcune, rare, occasioni per celebrare qualcosa, festeggiare qualcuno. Scegliamo la bottiglia con cura. Dobbiamo far scena ma anche rendere quel momento, memorabile. Pensiamo al capodanno: certo che è da festeggiare e certo che dobbiamo stappare qualcosa di importante. Ma c’è il compleanno, il matrimonio, la laurea, la comunione, il battesimo,. E via così per ricordare ogni momento importante della nostra vita.  Stappiamo e il tappo vola via. Quel pezzo di sughero (ma oggi non è detto sia così visto il proliferare di materiali diversi) che ha contenuto per anni il liquido della bottiglia, finirà con tutta probabilità nella spazzatura.  Cosa rimane di quel momento? Un semplice ricordo che prima o poi svanirà (a meno di non legarlo a qualcosa di memorabile) piuttosto che delle foto digitali. Vi rendete conto che nessuno ha più degli album di foto? Tutta la nostra memoria è in un server chissà dove nel mondo. Con un semplice click le possiamo rivedere tutte ma a nessuno viene in mente che, con la medesima semplicità, tutte le nostre foto e con esse i ricordi di una vita, potrebbero svanire per sempre. Per sempre capite? Avete idea di cosa voglia dire per sempre?  I miei genitori hanno lasciato a noi figli album interi di foto, i ricordi di una vita. Sono li e ogni tanto li sfoglio. Sento la carta oleosa di un tempo sotto le dita così che quelle immagini diventano vive.  Ma ritorniamo al tappo. Si, proprio al tappo. Perché non conservare proprio il tappo come ricordo di quel momento? Conserviamo la bottiglia potrebbe dire qualcuno. Già, ma le bottiglie occupano spazio. Il tappo no. Certo, ma se si fa come faccio io che ho scatole piene dei tappi delle bottiglie degustate, come posso renderne speciale qualcuno? Ho incontrato una persona speciale come Paolo Buffadini grazie alla quale ho capito come il genio italico non ammetta confini. Si è inventato la Memory Box. Io sono semplice, un semplice artigiano. Ho studiato per geometri per fare il geometra, però poi ho abbandonato subito l’impresa perché non faceva per me. Però purtroppo o per fortuna, feci un concorso e entrai all’Istituto Geografico Militare. Disegnavo carte geografiche.  Più che toscano, Paolo è fiorentino. L’aria scanzonata di chi vive la vita senza pensarci su più di tanto. Un po’ testa dura a contenere tante idee che gli frullano ma che poi vien noia a realizzarle tutte. C’è da viverla la vita, mannaggia a te.  Sapete che è strano il cervello? Appena l’ho visto Paolo non ho associato immediatamente ma poi, parlandoci, mi è scattato il click. Avete mai visto il film Amore, bugie & calcetto? In quel film Emanuele, alias di Filippo Nigro, marito di Silvia, ovvero Claudia Pandolfi, faceva il padre di due figli. Come Paolo. Ma ci somiglia proprio a Paolo.  Divagazioni a parte, di fare il geometra non gli garbava. Il lavoro part time statale se lo era preso. O che si fa adesso? Apriamo una falegnameria. Mica si bighelloneggia in giro da questa parti. Si, magari anche quello, però a Paolo piace lavorare perché si diverte.  Facevo due lavori: la mattina andavo all’Istituto, a mezzogiorno smettevo e andavo a questa falegnameria che avevamo aperto con un socio. Mi incuriosiva il mondo dell’artigianato. Lavori di legno, di marmo, qualsiasi cosa fatta con le mani. La falegnameria produceva e produce arredamento. Su misura ovviamente. Solo che il socio di Paolo era uno a cui piacevano i mobili diciamo, non moderni. Mal si conciliava con la voglia di far qualcosa di innovativo e diverso, di usare Autocad per disegnare i mobili, di sperimentare materiali particolari. È cosi che dopo quattro anni la società si scioglie e ognuno per la sua strada. Nel mentre Paolo trova tempo e modo per fare due figli e licenziarsi dall’Istituto. Poi ditemi se non è meravigliosamente folle uno così. Folle ma con quella curiosità propria dei bambini (le sceneggiature dei film sono pazzesche)! Per due anni ho avuto la fortuna di collaborare con una falegnameria che faceva ristoranti. Ne abbiamo fatti una decina in centro qui a Firenze. Si andava di notte a montare perché loro sono macchine da guerra e non possono perdere nemmeno una giornata. C’era il proprietario di una catena di ristoranti che andava sempre a cercare idee, ma in tutta Europa, per portarle al ristorante e tutte le volte ci diceva: bisognerebbe fare qualcosa di diverso, qualcosa di diverso. Una sera non mi ricordo, ero a casa e c’avevo come ci abbiamo tutti a casa una serie di tappi: uno quando era nato il mio figliolo, quell’altro della mia figliola. Sicché guardavo e dicevo vabbè, ma ora gli fò un quadro. Comunque gli ho fatto una teca e ad avercela sotto gli occhi tutti i giorni e lavorando per il ristorante ho detto: però sarebbe carino riuscire, da parte dei ristoratore, lasciare come ricordo il tappo della bottiglia. Qualcosa che richiamasse il posto dove sta stappata questa bottiglia. Le idee sono come pezzi di pongo colorate. Mia figlia ne ha tanti di tanti colori e ci gioca in continuazione: stimola la fantasia.  Con un pezzo informe di pongo in mano si possono realizzare tante cose oppure nessuna. Dipende da che forma vogliamo dare alla nostra idea e che tipo di manualità abbiamo. Per ovviare a questa ultima, ci sono anche delle formine così che nessuno si possa sentire inabile. Il risultato sarà una forma comune e convenzionale oppure no. Dipende sempre dall’idea.  Ciò che Paolo ha nella testa ha uno scopo ben preciso ma non ancora una forma. Almeno non una forma ben chiara. Come l’acqua che non ha una forma ben precisa ma può assumerne tante. Qual è la forma dell’acqua?
Ma l’acqua non ha forma! Piglia la forma del recipiente che lo contiene
A. Camilleri. La forma dell’acqua Doveva essere un oggettino carino da tenere su una mensola di casa. Ci ho messo un anno e mezzo a svilupparla perché ci perdi la testa dietro. Quando la gente viene da me e mi dice: mi fai una cucina? 50 domande manco te bastano per capire. Allo stesso modo per creare la scatola.  Paolo, che è un artigiano e per sua natura, precisino, si butta anima e corpo per realizzare la sua idea. Business plan? Piano dei costi? Budget? Niente di tutto questo. La sua è una idea che gli piace e la vuole realizzare. Cura tutto personalmente nei minimi particolari usando materiali e tecniche a lui poco note. Tutto per dare forma alla sua idea e creare il contenitore della memoria. La forma dell’acqua sta tutta qui. Ciò che Paolo crea è un vero contenitore per dare forma all’acqua. Cos’altro non è un ricordo in fondo? Qualcosa di personale, intimo, unico. La scatola è solo la forma ma il contenuto è tutt’altra cosa.  Questa è la Memory Box che di per se è una di quelle idee geniali che una volta vista cominci a dire: carina. Ma che idea carina. Perché non l’ho mai vista? Ma sai che è carina? È proprio una bella idea? Ma che carina! Perché nessuno me l’ha mai regalata una cosa così carina? Un cubo realizzato in plexiglas con una semplice vite posta sul basamento inclinato sulla quale poter avvitare un tappo in sughero. Poi, con un pennarello dorato (oggetto di attento studio perché mica si può prendere un pennarello qualsiasi per scrivere di un ricordo) si incide sul bordo del basamento una frase con la data alla quale quel tappo fa riferimento. La box è dotata anche di una luce per renderla ancora più oggetto di arredo. Se non si ha voglia di fare una dedica, ci sono delle box con dei messaggi pre impostati.  Ma perché diavolo nessuno ci ha mai pensato prima? Forse perché occorre pensare in modo analogico e non digitale. Usando le mani oltre che la testa. Provando e riprovando fino a veder realizzata la propria idea. Le prove mi sono costate veramente quattrini, ma veramente tanti soldi e sinceramente ne avrei fatto anche a meno ma purtroppo non vedo nessuno quando parti con un progettino che ti aiuti. C’è però quell’entusiasmo che spinge ad arrivare fino in fondo. A perseguire la propria idea. A non lasciarsi abbattere dalle difficoltà.  Quando si è arrivati in fondo ero contento e molto positivo. Comunque è una cosa difficilissima lanciare un prodotto nuovo. Per quanto secondo me è carina come idea sto facendo veramente una gran fatica a riuscire a far conoscere questa cosa.  L’entusiasmo da un lato, l’inesperienza dall’altra, l’illusione infine.  Ne ho visti di prodotti incredibili finiti su un binario morto perché bruciati appena nati. Mancanza di una strategia chiara, di budget dedicati. Scelte inopportune e poca attenzione al brand. Già, il brand. Non si capisce quanto sia importante nel processo di vendita parlare prima di brand e poi di prodotti. Altro che sedicenti influencer che promettono faville per il semplice fatto di mostrare il prodotto accanto alla propria faccia. Non si vende così. Non si promuove un brand così. No, assolutamente no. Non è mai riuscito a nessuno e sfido chiunque a dimostrare il contrario.  Eppure la Memory Box è un prodotto semplice e carino, prodotto con tanta cura maniacale e in maniera artigianale. Ha una utilità ben delineata, una sua ragione di esistenza per tornare al valore che davamo un tempo alle cose. Si, proprio agli oggetti a quei ciaffi che prendevano polvere sulle mensole della nonna.  In un mondo così dematerializzato dove le foto sono delle sequenze di zero e di uno, dove le amicizie sono solo virtuali, dove si regalano i buoni (digitali) di Amazon per non perdere tempo, in un mondo così, serve qualcosa di fisico.  Intendo qualcosa che quando lo prendi in mano, quando lo guardi dal vivo e non attraverso lo schermo di uno smartphone, ti suscita emozioni. Si, qualcosa di concreto che ti guarda mentre passi per il salone dalla libreria dove lo hai appoggiato e ti dice: ti ricordi di quella sera?  Non una sveglia sul telefono, non un ricordo nelle foto dell’Iphone ma un fottuto oggetto che sta li, fermo, immobile a rappresenta qualcosa che non deve perdersi. Non basta spegnere il telefono o fare slide per toglierlo dinanzi gli occhi. Sta li e dovrai buttarlo via se non lo vuoi più. Un gesto concreto, una scelta. Ecco, una scelta.  In un mondo fatto di niente, serve qualcosa che ci ricordi che siamo esseri umani. La fede che portiamo al dito o il tappo della bottiglia stappata per il matrimonio; il vestitino del battesimo o il tappo della bottiglia stappata per l’occasione; il tomo con la tesi di laurea o il tappo della bottiglia stappata per festeggiare. Qualcosa che rimanga e non vada via.  Il 27 gennaio mia moglie Claudia ha compiuto 45 anni e nello stesso giorno nostra figlia Azzurra, 3. Sono nate per caso lo stesso giorno. Povero (ma felice) me!. Abbiamo festeggiato ed aperto una bottiglia di Champagne Dom Caudron Cornalyne (meraviglioso). Il tappo l’ho avvitato alla Memory Box che Paolo mi ha regalato. Mi ha inciso una frase che avevo pensato per il giorno: 45+3 = amore puro. Eccola qui. Claudia ha apprezzato tantissimo e spero che Azzurra la ritrovi un giorno per ricordarsi di questo giorno. Grazie Paolo. Grazie per aver pensato e realizzato quella che qualche stolto chiamerà bischerata ma che invece vale più di qualunque oggetto digitale al mondo.    Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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L'Italia del Pinot Nero e del Sauvignon: evento Vinodabere a Roma Arrow Right Top Bg

29 Gennaio, 2026

L'Italia del Pinot Nero e del Sauvignon: evento Vinodabere a Roma

  7-8 febbraio Hotel Belstay: masterclass e degustazioni vitigni internazionali   Due vitigni internazionali nell’interpretazione dei produttori dello Stivale, saranno al centro dell’evento organizzato da Vinodabere a Roma il 7 e l’8 febbraio presso l’Hotel Belstay, via Bogliasco 27. La testata giornalistica Vinodabere è da tempo impegnata in focus riguardanti territori (vedi ad esempio Guida ai Migliori Vini della Sardegna, Guida ai Migliori Vini della Valtellina, Guida ai Migliori Vini dell’Alto Piemonte, Guida ai Migliori Vini della Basilicata) e vitigni, come appunto il Pinot Nero (Guida ai Migliori Pinot Nero d’Italia) e il Sauvignon (Guida ai Migliori Sauvignon d’Italia 2025, a breve uscirà l’edizione 2026). L’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon sarà quindi un’occasione per fare un piccolo giro virtuale tra alcuni degli areali italiani dove si producono queste varietà. Programma Sabato 7 febbraio mattina
Masterclass con orari e vini da definire Sabato 7 febbraio pomeriggio (14-16) Apertura banchi assaggio operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale): accredito entro 6 febbraio a italiapinotnerostampa@gmail.com Apertura banchi assaggio stampa: accredito entro 6 febbraio a italiapinotnerostampa@gmail.com Sommelier/ONAV (tessera valida): kit degustazione 25 euro online qui o desk evento Sabato 7 febbraio (16-20) Banchi assaggio pubblico: kit 35 euro con calice, online qui o desk Sommelier/ONAV: kit 25 euro Operatori e stampa: accredito italiapinotnerostampa@gmail.com Domenica 8 febbraio (10:30-18:30) Banchi assaggio pubblico: kit 35 euro con calice Sommelier/ONAV: kit 25 euro Operatori e stampa: accredito italiapinotnerostampa@gmail.com Tutte le informazioni: vinodabere.it/litalia-del-pinot-nero-e-del-sauvignon La Redazione
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I vini della Costa degli Dei protagonisti a Beviamoci Sud Arrow Right Top Bg

29 Gennaio, 2026

I vini della Costa degli Dei protagonisti a Beviamoci Sud

  Conclusa la partecipazione delle cantine vibonesi con masterclass Luciano Pignataro   C’è una nuova denominazione in Calabria, in attesa di essere validata dal Comitato nazionale vini, che esprime il carattere e l’identità di un’areale produttivo incastonato nel territorio a vocazione turistica più conosciuta della regione: è la Costa degli Dei. Una fascia territoriale nella provincia di Vibo Valentia che si estende per circa 55 km partendo dal mare e risalendo nell’entroterra fino all’altopiano del Poro. E’ qui che le viti di Magliocco Canino e Zibibbo sono coltivate nei sedici comuni che hanno chiesto il riconoscimento della Doc grazie all’azione di rete promossa dal Gal Terre Vibonesi, presieduto da Vitaliano Papillo, che dall’incontro con i produttori dell’Associazione viticoltori vibonesi e gli stakeholders locali ha innescato un percorso di valorizzazione e promozione consolidato dal Marchio territoriale di qualità. Da Filadelfia a Limbadi passando per la culla del turismo regionale, Tropea e il capoluogo di provincia Vibo Valentia, l’areale della futura Doc ha scommesso nel recupero dei due vitigni storici innescando un processo che vuole far diventare la Costa degli Dei la nuova destinazione enologica della Calabria. I produttori vibonesi insieme al Gruppo d’azione locale hanno intrapreso, in attesa del riconoscimento della Doc, un percorso di racconto sinergico che mette insieme il vino e il territorio, la gastronomia e la cultura, l’identità e la memoria, la tradizione e il presente, all’interno di un più ampio percorso di esaltazione delle potenzialità della Costa degli Dei. In questa ottica si colloca la partecipazione di un nutrito gruppo di produttori della nascente Doc alla settima edizione di Beviamoci Sud, l’evento dedicato alla valorizzazione dei vini del Mezzogiorno d’Italia che si svolgerà sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 nelle prestigiose sale del The Westin Excelsior Roma (Via Vittorio Veneto 125). L’appuntamento nato dalla passione e dall’impegno di Marco Cum (Riserva Grande) e Andrea Petrini, con la direzione tecnica di Luciano Pignataro, racconta ogni anno l’evoluzione della viticoltura del Sud Italia, affermandosi come un osservatorio vivo e dinamico, capace di coglierne cambiamenti, identità e nuove eccellenze. Durante l’evento romano il pubblico – composto da appassionati evoluti, operatori del settore, ristoratori, enotecari e giornalisti – avrà modo di conoscere i produttori vibonesi e assaggiare i vini della Costa degli Dei grazie al banco d’assaggio promosso dal Gal terre Vibonesi in sinergia con l’Associazione viticoltori Vibonesi e approfondire la conoscenza del Magliocco Canino e dello Zibibbo nel corso di una masterclass dedicata alla nascente doc che sarà condotta dal giornalista Luciano Pignataro. La spedizione nella Capitale, vissuta come nuova attività di promozione del territorio e del lavoro dei produttori che hanno creduto alla scommessa della denominazione vitivinicola insieme al Gruppo d’azione locale, vivrà anche una sorta di anteprima con un evento gastronomico (promosso in sinergia con il ristorante Bencò) aperto al pubblico generalista e la stampa di settore che permetterà il racconto a tavola delle identità alimentari più significative del vibonese abbinandole ai vini della nascente Doc Costa degli Dei. Vitaliano Papillo, il presidente del Gal Terre Vibonesi La partecipazione delle cantine vibonesi a Beviamoci Sud si inserisce nella strategia di costruzione di una reputazione valida e fortemente identitaria che stiamo mettendo in campo dal 2022, quando abbiamo scelto come territorio di perseguire il percorso che ci porterà, speriamo a stretto giro, alla ufficializzazione della Doc Costa Degli Dei. Dopo la positiva esperienza veronese dello scorso anno in occasione del Vinitaly. Il lavoro di preparazione all’accoglimento della nuova denominazione del vino calabrese non poteva che scegliere l’evento per eccellenza che approfondisce, per operatori e stampa di settore, la conoscenza dei vini del Sud. Panorama produttivo ed enologico nel quale come Costa degli Dei vogliamo sin da subito giocare un ruolo di primo piano, diventando una vera destinazione enologica per appassionati e buyers, wine lovers e viaggiatori, guardando al vino come elemento caratterizzante di un percorso di valorizzazione che porta con sé tutti gli altri marcatori identitari che il vibonese esprime in termini di agroalimentare, turismo, cultura e tradizione. Il programma degli eventi romani  Nella Capitale il gruppo di produttori composto da Cantina Masicei, Casa Comerci, Cantine Artese, Cantine Benvenuto, Cantine Dastoli, Cantine Lacquaniti, Origine & Identità, sarà protagonista il 30 gennaio 2026 alle ore 20:30 dell’evento gastronomico “A cena? Si. Ma con gli Dei” presso il ristorante romano Bencò con un menù dedicato che permetterà uno sguardo autentico e gustoso sull’areale vibonese ed altre identità alimentari della Calabria abbinate a ben 15 etichette di vino della nascente Doc Costa degli Dei. Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio (dalle ore 14:00 alle 20:00) invece i produttori saranno a Beviamoci Sud con un banco d’assaggio collettivo dove esporranno una ventina di etichette in rappresentanza del lavoro di ricerca e recupero dei vitigni autoctoni e di altre espressività del mondo enologico calabrese. Domenica 1 febbraio alle ore 16:30 la masterclass guidata da Luciano Pignataro, inserita nel programma di Beviamoci Sud, sarà dedicata al Magliocco Canino e Zibibbo con l’assaggio dei vini Rafè 2022 di Cantina Masicei, Castelmonardo 2024 di Cantine Dastoli, Benvenuto 2024 di Cantine Benvenuto, Centodì 2024 di Origine & Identità, Tramonti 2024 di Cantine Lacquaniti, Libici 2022 di Casa Comerci, Aurum Deum 2023 di Cantine Artese che presenteranno al pubblico la versatilità di vinificazione dei due vitigni della futura Doc. La Redazione
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DonnaE Bistrot chiude Beviamoci Sud con cena Gioia al Negro Arrow Right Top Bg

29 Gennaio, 2026

DonnaE Bistrot chiude Beviamoci Sud con cena Gioia al Negro

  Un viaggio lucano tra piatti di Pepe e vini storici   Domenica 1 febbraio ore 20:30, DonnaE Bistrot (Elizabeth Unique Hotel) celebra la chiusura di Beviamoci Sud con cena degustazione firmata executive chef Riccardo Pepe e vini Gioia al Negro. Palcoscenico enogastronomico del Mezzogiorno: Basilicata protagonista attraverso prodotti autentici, equilibrio cucina-vino. Gioia al Negro, cantina storica regionale, valorizza vigneti autoctoni e terroir lucani. I calici guidano il menu di Pepe, chef che intreccia materia prima, tecnica e passione sudista. Esperienza condivisa in cornice elegante Via delle Colonnette 35: prenotazione consigliata per €55/pers. Per appassionati evoluti, è immersione sensoriale: dal fresco Chardonnay alla profondità Aglianico, ogni sorso amplifica sapori lucani. Il menu: armonie tra cucina e cantina Antipasto: N’Uovo fritto CBT su crema di caciocavallo podolico
Consistenze vellutate, sapori intensi inaugurano il viaggio. Abbinamento: Mezzocielo 2024 – Chardonnay Basilicata IGP, fresco e avvolgente – perfetto opener che prepara il palato a complessità successive. Primo: Risotto al peperone crusco, gelato al baccalà e carpaccio con crumble di liquirizia
Cavallo di battaglia Pepe: tradizione incontra ricerca, croccantezza e cremosità dialogano. Calice: Di Siris Rosato 2024 – Syrah rosato Basilicata IGP, elegante e vibrante, esalta note piccanti crusco. Secondo: Guancetta di maialino nero brasata all’Aglianico
Intensità carnosa, tenerezza profonda – cuore lucano. Vino: Radicato 2020 – Aglianico e Cabernet Sauvignon Basilicata IGP, strutturato e persistente, sostiene ricchezza piatto con tannini nobili. Dessert: Cheesecake al peperone crusco
Finale originale, equilibrato tra dolce e speziato. Chiusura: Fabula 2021 – Passito di Moscato Basilicata IGP, morbido e armonioso, lascia eco profumata. Menu €55: valore imperdibile per storytelling Basilicata. DonnaE Bistrot: oasi enogastronomica romana Nel cuore Roma, DonnaE Bistrot unisce eleganza hotel 5* a passione sud. Aperto 7-23, brunch ven-dom 11:30-15:30. Contatti: +39 06 3223 633, rm@ehrome.com, IG @donnae.bistrot. Beviamoci Sud merita chiusura trionfale: prenota, vivi equilibrio gusto-emozione lucana. Collezionisti, annotate vini Gioia al Negro per cellar. La Redazione
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FLOS OLEI 2026. La maggiore età di una guida che celebra l'EVO. Arrow Right Top Bg

29 Gennaio, 2026

FLOS OLEI 2026. La maggiore età di una guida che celebra l'EVO.

IL COSA E IL DOVE Con l’Edizione 2026 la guida FLOS OLEI ha compiuto la maggiore e nel fine settimana 30 Novembre – 1 Dicembre scorsi è stata presentata al pubblico romano nelle ampie ed eleganti sale dell’Hotel WESTIN EXCELSIOR ROME in occasione del FLOS OLEI TOUR 2026. 500 Produttori, 761 EVO da 57 Paesi e 35 regioni olivicole recensiti in 912 Pagine curate da Marco Oreggia e Laura Marinelli e celebrati in una due giorni dedicata al mondo dell’Extra Vergine di Oliva e della Qualità. Due giorni durante i quali il numeroso pubblico accorso ha potuto assaggiare il lavoro delle circa 80 Aziende presenti ai banchi di assaggio, partecipare a masterclass tematiche e assaggiare le proposte gastronomiche di diversi chef. GLI ASSAGGI C’era davvero tanto in cui ficcare il naso (in realtà meno di quanto mi aspettassi), sono senza nessun programma e, per una volta, con un bel po’ di tempo a disposizione. Tra i circa 60 EVO assaggiati ne ho selezionati cabalisticamente diciassette. Diciassette oli che Vi invito a provare personalmente per capire le infinite sfaccettature di quell’oro verde di cui io e altri ci sforziamo inutilmente di parlare e che per mille motivi continua a occupare sulle nostre tavole il posto di Cenerentola anziché di principe.   QUELLI DA NOVANTA – MONOVARIETALE INTOSSO, TOMMASO MASCIANTONIO – TRAPPETO DI CAPRAFICO (ABRUZZO): olfatto ricco, fresco e mentolato, che evidenzia carciofo fresco, pomodoro e cicoria accennando a sottili peposità. Assaggio elegante e di inarrestabile progressione amaro – piccante che chiude sottolineando erbe aromatiche e piccantezze di pimento. 90 Punti.     – TERRA DI BARI – BITONTO DOP MONOCULTIVAR CORATINA “CAGNARA”, CICCOLELLA (PUGLIA): olfatto ombroso che sciorina con rustica eleganza campagnole amaritudini di rucola, cicoria e cardo. Il pomodoro arriva con calma accompagnato dalla mandorla e dalla melanzana mentre s’affaccia un ché d’agrume. Assaggio potente, con amaro e piccante in grande evidenza ma mai sopra le righe per un palato di grande impatto. 91 Punti. – MONOCULTIVAR BELLA DI CERIGNOLA “L’OLIO DEL NONNO SALVATORE”, LE TRE COLONNE(PUGLIA): si presenta subito come una vera e propria “spremuta di piselli”, freschissimi e succosi, appena tolti dal baccello. Un vero colpo da KO che quasi lascia ci si dimentichi del pomodoro verde e delle freschezze balsamiche di menta e basilico. Assaggio elegantemente dosato, di grande coerenza, a rimarcare le freschezze leguminose aggiungendovi quelle ortolane, dolci di lattuga e stuzzicanti di sedano. 92 Punti e il mio personalissimo premio “SURPRAIS”. I QUASIQUASI – MONOVARIETALE CROGNALEGNO “CROGNALE”, TOMMASO MASCIANTONIO – TRAPPETO DI CAPRAFICO (ABRUZZO): carciofo, cardo e pomodoro introducono balsamicità di finocchietto selvatico e eleganti sensazioni di mandorla. Assaggio inizialmente elegantemente silenzioso ma che ben presto rivela potenza amaro-piccante e allungo fresco e saporito. 89 Punti.   – MONOCULTIVAR FRANTOIO “PRIORATO”, TENUTE DEL CARICATURO (CAMPANIA): olfatto vegetale, a sottolineare lattuga, cicoria e carciofo, che lascia a menta e rosmarino il compito di rinfrescare. Assaggio decisamente amaro e gagliardamente piccante, coerente e con ampie sottolineature speziate di pepe e forse cannella. 87++ Punti.     – EVO “SPACCAPIETRE”, LERRY PICCINI (MARCHE): olfatto che si destreggia tra sfalci freschi ed erbe aromatiche, con intarsi di finocchietto selvatico, carciofo e mela. Assaggio segnato da piccante delicato e amaro poco presente, che rimanda alle freschezze ortolane ma non dimentica le dolcezze di frutta e spezie (cannella). Decisamente di acchiappo il packaging ma…c’è ancora tanto lavoro da fare. 85- – Punti. – TERRA DI BARI – BITONTO DOP “TENUTA TORRE DI MOSSA”, DE CARLO (PUGLIA): deciso il carciofo, di polso la menta, il rosmarino e il timo, cicoria e lattuga a contorno. Assaggio coerente e balsamico, deciso nell’amaro e consono nel piccante, con un allungo privo di cedimenti dedicato a mandorla e intriganti peposità. 89 Punti tuttitutti.     – EVO “ORGANIC CRU”, CICCOLELLA (PUGLIA): Coratina e Ogliarola Barese per un olfatto “decisamente deciso”! Bello il contrasto tra l’erba appena sfalciata e la camomilla, tra la mela Granny Smith e il gelsomino! In bocca spinge sul piccante e sottolinea l’amaro rimandando coerentemente ai descrittori olfattivi e aggiungendovi, in chiusura, una coccarda di mandorla. 88+ Punti – MONOCULTIVAR CORATINA “LE SELEZIONI”, LE TRE COLONNE (PUGLIA): olfatto ortolano che affianca lattuga a legumi lasciando a carciofo e peperoncino la chorus line del palcoscenico. Assaggio subito e decisamente piccante, con amaro che, in progressione, va a caratterizzare l’atmosfera e finale piacevolmente erbaceo. 88+ Punti.     – TERRA DI BARI – CASTEL DEL MONTE DOP MONOCULTIVAR CORATINA “DON GIOACCHINO”, SABINO LEONE (PUGLIA): olfatto “regionale”, a sottolineare le cime di rapa prima del carciofo per allungarsi poi su note di legumi e freschezze di basilico. Assaggio deciso, con amaro e piccante saldamente alleati e pronti alla pugna e un finale di rara lunghezza e decisamente erbaceo (forse troppo). 89+ Punti.   – MONOCULTIVAR FRANTOIO “LA M’NÈNN”, SABINO LEONE (PUGLIA): olfatto dedicato alla frutta secca con una mandorla che scimmiotta l’armellina della pesca a farla da padrona, seguono erbe aromatiche e un appena di pomodoro e un sorriso di noce moscata. Assaggio decisamente piccante con l’amaro a sottolineare atmosfera e allungo. 88+ Punti.   – MONOCULTIVAR BOSANA “ANTICHI ULIVETI”, PINNA (SARDEGNA): olfatto ortolano che punta decisamente su lattuga e soncino per lasciare al carciofo la chiusura e alla mela il compito di far riflettere. Assaggio equilibrato e coerente, che aggiunge le piccantezze dolci del sedano ai descrittori olfattivi e lascia una piacevole e durevole scia amaro-piccante. 88– Punti.   – EVO “TESORO”, FEUDO DISISA (SICILIA): olfatto che mixa frutta a ortaggi, lasciando il naso a zigzagare tra mela Golden e pomodoro, banana e melanzana…con piacevoli note di noce e spezie a contorno. Assaggio elegante, di equilibrata intensità e con un finale progressivo e molto lungo. 89- Punti. p.s. da tenere assolutamente d’occhio la “prova d’autore” MONOCULTIVAR NOCELLARA DEL BELICE (confesso di essermi perso in chiacchiere e non ho preso appunti…prometto però che farò in modo di riparare). – MONOCULTIVAR FRANTOIO, FRANTOIO PRUNETI (TOSCANA): olfatto che sottolinea foglia di pomodoro e carciofo, freschezze di salvia e un bel tiramolla tra le dolcezze della mandorla e le piccantezze del ravanello. Assaggio caratterizzato da amaro e piccante decisi, importanti ma mai sopra le righe e da un finale piacevolmente erbaceo. 88 Punti (con, forse, un +).     – MONOCULTIVAR MORAIOLO “N° 51” (PRESIDIO SLOW FOOD OLIVI SECOLARI), DECIMI(UMBRIA): olfatto governato da stuzzicosità di pepe nero e peperoncino a precedere carciofo, mandorla e sfalci freschi. Assaggio compito, di bell’equilibrio amaro-piccante, a sottolineare verdi freschezze ortolane di quasi lattuga. 88- Punti.     – MONOVARIETALE GRIGNANO “ARLENE”, PERNIGO (VENETO): olfatto dedicato alla frutta, con mela, pera e banana in grande spolvero con il pomodoro verde che sembra un po’ in affanno ma cui vengono in soccorso le freschezze di menta e basilico. In bocca comanda l’orto di sedano e lattuga, piace l’amaro che alza la testa e un po’ meno l’arrancare del piccante. In ogni caso un assaggio interessante e molto consigliabile. 88- Punti.   E QUINDI? E quindi GRAZIE a tutti! Agli Organizzatori per avermi ospitato ancora una volta e ai Produttori per aver avuto la pazienza di raccontarmi il loro lavoro e sorbirsi le mie considerazioni. È stata una giornata intensa, una delle pochissime occasioni per approfondire la conoscenza di quell’Extra Vergine che anche l’affollatissimo mondo degli Eventi romani si ostina a tenere ai margini. Si sta facendo molto per la promozione ma, al di là dell’impegno profuso da me e da tanti altri e delle mie pessimistiche convinzioni, sembra che le parole non si traducano in fatti e che dal Governo alla “massaia di Voghera” l’olio resti sempre e soltanto un “grasso per condire”. Ma io non demordo! Appuntamento all’Edizione 2027! Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo
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