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3 Aprile, 2025

Riccardo Cotarella "Maestro dell'arte vitivinicola italiana"

Premiato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi Un importante riconoscimento per il mondo del vino italiano: Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, ha ricevuto oggi il premio “Maestro dell’Arte Vitivinicola Italiana”, conferito dal Governo ai protagonisti dell’enogastronomia italiana. La cerimonia, che si è svolta a Palazzo Chigi, ha visto la consegna del prestigioso riconoscimento da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, a Francesco Lollobrigida e di una delegazione di studenti degli istituti agrari e alberghieri di Roma. LA MOTIVAZIONE DEL PREMIO Riccardo Cotarella è enologo di fama internazionale, ha dato un contributo decisivo alla crescita e alla valorizzazione del vino italiano nel mondo. Fondatore dell’azienda di Famiglia Cotarella, presidente di Assoenologi, è anche un docente universitario e promotore di numerosi progetti formativi che valorizzano il vino come patrimonio culturale. Il suo impegno sociale si riflette in progetti inclusivi, come l’esperienza con la comunità di San Patrignano. Riconosciuto con importanti onoreficenze, continua a rappresentare l’eccellenza enologica italiana con passione, rigore e visione.    IL RICONOSCIMENTO A RICCARDO COTARELLA Il premio, istituito con la legge 19 aprile 2024, viene assegnato a personalità che hanno contribuito in maniera significativa alla crescita e alla valorizzazione della tradizione culinaria e agroalimentare italiana. Nel settore vitivinicolo, il riconoscimento è andato a Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale, presidente di Assoenologi dal 2013 e presidente onorario dell’Union Internationale des Œnologues. Con un’esperienza pluridecennale, Cotarella ha dato un contributo determinante alla crescita del settore, affiancando centinaia di aziende vinicole e promuovendo l’eccellenza del vino italiano nel mondo. Sono profondamente onorato di ricevere questo riconoscimento e ringrazio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Il vino non è solo un prodotto, ma è un bene iconico, è cultura, è storia, è espressione del territorio. Questo premio non è solo mio, ma di tutti gli enologi, agricoltori e soprattutto produttori che ogni giorno lavorano con passione per rendere il vino italiano una delle grandi eccellenze del nostro Paese. Un pensiero particolare lo dedico proprio ai produttori, che stanno vivendo un momento non semplice a causa di una situazione generale che non agevola i mercati. Ma sono certo che riusciremo a superare anche questo momento complicato, perché il vino italiano è stato e sempre sarà più forte di ogni avversità  L’evento di oggi rappresenta un passo significativo nel percorso di valorizzazione delle professioni enogastronomiche, testimoniando l’attenzione delle istituzioni verso un settore che è parte integrante dell’identità italiana.   La Redazione
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3 Aprile, 2025

Enoturismo: debutta a Vinitaly Tourism con 64 cantine italiane e 16 top buyer da USA, Germania, Spagna e Italia

  L’enoturismo entra nel raggio di azione del 57° Salone internazionale del vino e dei distillati con il numero zero di Vinitaly Tourism, il nuovo progetto di Veronafiere per la promozione delle experience nelle cantine del Belpaese. In programma mercoledì 9 aprile, Vinitaly Tourism debutta con 64 cantine, 16 buyer tra tour operator, agenzie di viaggio, online travel agency selezionati da Veronafiere provenienti da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia e 174 matching b2b in formato speed date già calendarizzati (2° piano Palaexpo, Business Center, Ingresso A1), conferenze ed una nuova ricerca redatta da Roberta Garibaldi, presidente di Associazione italiana Turismo Enogastronomico, frutto di una serie di indagini svolte su un campione rappresentativo di 1.500 turisti italiani. Il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni in Italia ci restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità. Vinitaly Tourism intende essere la leva fieristica per lo sviluppo del turismo dei territori del vino e, quindi, delle aziende del nostro Paese. Vinitaly è da sempre il baricentro delle tendenze. L’inserimento di questa nuova area nel palinsesto della manifestazione accelera un piano di programma che, nei prossimi anni, potrà approdare anche nei nostri eventi internazionali. Secondo il Report sull’Enoturismo realizzato da Roberta Garibaldi, la transizione in atto è evidente: dal semplice “drinking wine”, il consumatore si sta orientando sempre più verso il “living wine” ovvero il vino non come prodotto di consumo quotidiano, bensì come esperienza da degustare a 360 gradi all’interno di un programma enoturistico che vede la cantina come esperienza più memorabile del viaggio e il prodotto-vino come icona dell’enogastronomia italiana.  I risultati indicano che l’attenzione verso la visita alle cantine ed ai territori di produzione continua a crescere. In particolare, il numero di turisti italiani che ha visitato i luoghi del vino è passato dal 60% del 2021 al 77% del 2025. E le cantine si confermano negli anni come le “mete” preferite tra i luoghi di produzione: il 40% dei turisti italiani dichiara di aver visitato almeno una cantina nel corso dei viaggi più recenti, contro il 32% del 2024 e il 29% del 2021. Inoltre, tra le icone enogastronomiche italiane, il vino primeggia con il 38,1% delle preferenze davanti all’olio extra vergine di oliva (24%), alla pizza (22%), alla pasta (15%) e ai formaggi (11%). E la visita alle cantine con degustazione vini è considerata dai viaggiatori italiani come l’esperienza enogastronomica più memorabile vissuta nel corso dei propri viaggi (26% delle preferenze). Il potenziale del turismo enogastronomico è alto, ma il business rischia di essere penalizzato per la presenza di alcune criticità, evidenziate nel Report. Gli intervistati sottolineano la mancanza di informazioni chiare sull’esperienza (es. orari, costi, contenuti), che è stata rimarcata dal 58% dei visitatori italiani, e dalle limitazioni di orario e di giornate della visita (54%), principalmente dovuta al fatto che molte cantine restano chiuse nei giorni festivi, che sono quelli in cui il pubblico dei winelover avrebbe più tempo disponibile da impiegare nella fruizione delle esperienze. Il testo fattore critico è particolarmente attuale ed è legato al timore dei controlli stradali dopo l’esperienza di visita e degustazione, con il rischio di una sospensione della patente. A indicarlo è più della metà degli intervistati (53%), anche alla luce delle recenti normative più restrittive. Interessante il punto sul prezzo atteso. Il 63% dei turisti italiani dichiara che il prezzo ha limitato la decisione di visitare un’azienda di produzione (fra cui le cantine), e se il 31% è disposto a impegnare una somma compresa tra i 21 e 40 euro per visita, c’è un 36% che non intende pagare oltre i 20 euro. Ma anche un terzo disposto che si dichiara disponibile ad un esborso superiore. Roberta Garibaldi I dati evidenziano chiaramente l’importanza di strutturare azioni di sistema mirate per valorizzare il turismo enogastronomico e le aree rurali, riconoscendo nelle aziende agricole il fulcro strategico per lo sviluppo sostenibile dei territori. Occorre affrontare con determinazione il nodo dei trasporti, investire nella formazione e incentivare le risorse umane, affinché gli operatori possano migliorare la propria offerta e attrarre flussi turistici durante tutto l’anno. Per quanto riguarda le mete del vino più apprezzate dai winelover italiani e internazionali, secondo l’analisi delle tracce digitali condotta in collaborazione con Data Appeal, Langhe/Barolo, Chianti e Montalcino hanno ottenuto il più alto gradimento. Invece, tra le destinazioni turistiche più desiderate e caratterizzate dalla presenza di produzioni vitivinicole, emerge che i turisti italiani vorrebbero visitare le Cinque Terre (20,1% di preferenze) ed il Salento (19,9%), i tedeschi sono più orientati verso il Chianti (38%) e il territorio di Montepulciano (27%), gli inglesi verso l’Etna (33%) e il Chianti (30%) così come gli americani che però sono più orientati verso il Chianti (41%) e a seguire l’Etna (32%). Vinitaly tourism ospiterà un calendario di appuntamenti tematici sul futuro dell’enoturismo, tra sfide e opportunità, organizzato con il coordinamento scientifico di Roberta Garibaldi e il supporto tecnico di Winedering. Ad aprire i lavori del convegno di approfondimento sarà “L’enoturismo non è (solo) una degustazione: come costruire un business vero” a cura di Winedering (dalle 10.10 alle 11.40). A seguire i focus coordinati da Roberta Garibaldi: “Enoturismo in Italia: dati, trend e opportunità” (11.40-12.10), “Strategie sinergiche per la valorizzazione delle denominazioni e del territorio” (12.10-12.50), “Innovazione e sostenibilità nell’hospitality vinicola: il ruolo chiave dell’hospitality manager” (12.50-13.25). Mentre il Movimento turismo del vino, con la presidente Violante Gardini Cinelli Colombini, chiude le sessioni di Vinitaly Tourism puntando i riflettori su “Turismo del vino: differenze regionali, nuove sfide e opportunità” (13.35-14.10).     La Redazione
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3 Aprile, 2025

L'eccellenza di Caiarosa a Summa e Vinitaly

La cantina toscana presenta in Fiera a Verona, negli spazi rinnovati del suo stand, la nuova box degustazione del suo omonimo emblematico vino, Caiarossa Tutto lo spessore di Caiarossa, la referenza cardine dell’omonima cantina di Riparbella, in una nuova box degustazione che ripercorre vent’anni di emozioni in un percorso unico. Proprio a Vinitaly 2025, in programma dal 6 al 9 aprile alla Fiera di Verona, oltre a tutte le nuove annate delle principali referenze della cantina, sarà presentata una pregiata cassetta di legno contenente sei annate distintive per Caiarossa, blend unico di Cabernet Franc e Syrah con Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese, Petit Verdot e Grenache, affinato in barrique per almeno 14 mesi. Francesco Villa, direttore tecnico di Caiarossa Ogni annata racconta un momento unico della nostra avventura: dalla prima, indimenticabile Caiarossa 2003, che segna l’inizio della nostra storia, alla 2016, un’ annata emblematica per la Costa Toscana, fino alla 2020, che ci ha regalato e continua a regalarci grandi soddisfazioni in giro per il mondo. Ogni bottiglia è un ritratto vivo del nostro territorio, i colori vividi, i profumi di macchia mediterranea e la brezza marina che accarezza le nostre vigne. La delicatezza e l’eleganza di annate più fresche come la 2005 e la 2018, la complessità di millesimi importanti come 2010 e 2016, l’armoniosità di vini nati in quelli più caldi, come la 2003 e la 2020 Ogni sorso vi racconterà la storia del nostro lavoro, la sincerità con la quale interpretiamo ogni vendemmia, la dedizione e la passione che mettiamo in ogni bottiglia Quest’anno, Caiarossa sarà presente a Vinitaly (Pad. 9 – Stand D16) con uno stand completamente rinnovato che celebra i colori e l’essenza del territorio di Riparbella e ne racconta la visione fondata sulla sostenibilità che da sempre contraddistingue la sua produzione. Uno spazio unico e suggestivo, impreziosito da una parete realizzata con il riciclo di casse in legno, dedicata all’esposizione dei rinomati vini rossi, gli Icons di Caiarossa, oltre che di tutte le altre etichette, arricchita da elementi che descrivono la filosofia e i valori dell’azienda. Caiarossa, che segue principi dell’agricoltura Biodinamica e Biologica dal 1998, partecipa anche a Summa 2025 il 5 e 6 aprile, l’evento fieristico che da oltre 20 anni riunisce viticoltori internazionali di successo alla Tenuta Alois Lageder a Magrè, sotto la guida della viticoltura sostenibile (biologica, biodinamica o in conversione). In degustazione, le ultime annate delle loro etichette, oltre all’ Olio Evo Biologico, nei suggestivi locali del Granaio al tavolo 58. La Redazione
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3 Aprile, 2025

CANTINE D'ITALIA 2025 (by GoWINE)

IL COSA E IL DOVE Lo scorso 4 Marzo l’instancabile GOWINE ha presentato a Roma l’Edizione 2025 della sua Guida CANTINE D’ITALIA, strumento pensato per consentire all’enoturista di saziare la propria Curiosità di conoscere Uomini e Territori cominciando dal vino. Una guida che racconta la cantina come luogo dove uomini e donne mettono insieme la bravura di fare vino con l’accoglienza. La cantina come scusa per il viaggio, il vino come scusa per l’incontro. Delle oltre 850 cantine che “valgono il viaggio ce n’erano oltre 40 a disposizione del folto pubblico che ha affollato le sale dell’Hotel PALATINO di Roma, alcune a raccontarsi altre no, tutte con il loro bagaglio di Qualità. GLI ASSAGGI Gli Eventi targati GOWINE sono da sempre “a misura d’assaggio” e anche quest’ultimo non ha deluso le aspettative. Ovviamente c’era tanto in cui ficcare il naso ma non quel “troppo che stroppia” e l’atmosfera insolitamente rilassata mi ha consentito di degustare con una ormai sempre più insolita calma (o quasi). Dite la verità: non vedete l’ora di leggere la mia classifica, vero?! Beh, ci troverete un podio tutto altoatesino e diverse cosette che vale la pena tenere in considferazione. Leggete, criticate, suggerite e…Condividete. I PEZZI DA NOVANTA – ALTO ADIGE DOC SPUMANTE METODO CLASSICO “ZERO” BRUT NATURE, ARUNDA (ALTO ADIGE): un gancio al mento che Vi stende o, meglio, l’appiglio che Vi resta in mano e Vi fa precipitare, ecco…si presenta così al Vostro naso! Irascibile, scorbutico, poco incline alla carezza propone con impudica alterigia la mela verde e la pietra sbattuta con unghie che graffiano il petto. Ed è una pausa sudata di pesca, un ansimare di miele e nocciole quello che introduce al secondo round. Ecco dunque il sorso, dolomitico, strapiombante, un runout su piccole tacche da una protezione effimera fino alla sosta, le tempie che battono, il cuore che pompa, gli avambracci d’acciaio… Di nuovo un morso a quella mela acerba e il sale, del sudore e del mare che era. Non erotico…immorale! Un assaggio che dimostra come per percorrere l’affilata cresta degli “ZERO SOLFITI” si debba essere alpinisti esperti. Da bere ascoltando M.I.L.F. $ di FERGIE (magari guardandone il video). 92+ Punti e il mio personalissimo Premio “SURPRAIS”. – ALTO ADIGE DOC SPUMANTE METODO CLASSICO 2018 RISERVA EXTRA BRUT, ARUNDA (ALTO ADIGE): il naso percepisce distintamente dolcezze di frutta gialla, caramella mou e pasta di mandorle. Le stesse spezie sono quelle del panpepato e le nocciole sono appena uscite dal miele che le conservava. Tutte carezze dunque? Naaa… È uno schiaffo di pietra focaia quello che Vi fa scuotere la testa e avvicinare il calice alle labbra. E il sorso arriva come morbida carezza, avvolge il palato di spuma fin troppo vivace, e si riscuote con freschezza d’alpeggio e sapidità più marina che di pietraia. Di persistenza disarmante si merita 90 Punti con un bel +. – ALTO ADIGE DOC SPUMANTE METODO CLASSICO “PERPETUUM” EXTRA BRUT, ARUNDA (ALTO ADIGE): vi accoglie subito una crostata di albicocche appena sfornata e poi è il giallo della frutta matura (anche tropicale) e dell’arnica, la mela golden, il bergamotto, la mandorla… Sorso morbido ma non troppo, cremoso ma di freschezza e sapidità stuzzicanti. Fin troppo scorrevole…attenti a non finire subito la bottiglia! 90 Punti. GLI ALTRI – ALTO ADIGE DOC SPUMANTE METODO CLASSICO “CUVÉE MARIANNA” EXTRA BRUT, ARUNDA(ALTO ADIGE): un naso di frutta matura cela tra le pieghe dell’agrume candito sottigliezze di zafferano e camomilla e, mentre Vi concentrate sulla pasticceria di zabaione e mandorle tostate ecco la brezza minerale a darVi uno scossone. Sorso che la finissima effervescenza rende avvolgente e carezzevole mentre freschezza e minerale sapidità si occupano di mantenerne perfettamente eretta la postura. Chiude lungo e coerente sottolineando la sapidità. Lo definirei il più elegante della batteria anche se pecca un pochino di ambizione. 89 Punti. – PIGNOLETTO DOC FRIZZANTE “PERDITEMPO FRIZZANTE”, TERRE ROSSE VALLANIA (EMILIA ROMAGNA): frutta bianca e un appena di esotico s’accostano alle note amaricanti di sambuco e alle freschezze di crema al limone con un bel timbro minerale trasportato in alto da una birbante effervescenza. Sorso garbato e molto centrato (fa anche rima), fresco, sapido, piacevolmente ammandorlato e lungo giusto quel tanto da finire il bicchiere e chiederne un altro. 87 Punti. – COLLI BOLOGNESI DOC MERLOT “PERDITEMPO ROSSO” 2024, TERRE ROSSE VALLANIA (EMILIA ROMAGNA): di madre francese e animo rusticamente emiliano (o romagnolo?). Non si vergogna di quel refolo di alcol monello che sa di sgarbo e lo mette lì, davanti alla frutta rossa matura e succosa, a dar manforte a friccicori di pepe e alle foglie di tabacco. Sorso estroverso, fresco, scorrevole e dialettico, tannico oltre il supposto, con quell’appena di ruvido che ci sta proprio bene e una chiusura lunga che evoca sedie, gomiti poggiati e tante chiacchiere. 88 Punti. Vale la pena segnalare anche il Sauvignon “VITE PICCOLA” dal naso affatto scontato e il Cabernet Sauvignon “E. V.” che aspetto al varco di un secondo assaggio. – FRIULI COLLI ORIENTALI DOC FRIULANO “BONBLANC” 2023, GORI (FRIULI VENEZIA GIULIA): un olfatto carico di dolcezze di frutti maturi screziato di sottili vegetalità e con una chiusura di sottolineata mineralità sassosa. Il sorso cambia marcia, svetta freschezza e racconta di fieno ed erbe di campo, succosità di mela verde e amaritudini di sambuco. Di buona persistenza mi fa pensare che sarebbe stato meglio concedergli ancora un po’ di vetro. 87+ Punti. – FRIULI COLLI ORIENTALI DOC SCHIOPPETINO “TITA G” 2018, GORI (FRIULI VENEZIA GIULIA): peposo si ma meno peposo di quanto i miei canoni richiedano. Uno Schioppettino che cela il Rotundone dietro le tende dei mirtilli di un bosco umido e ombroso e una prugna nera quasi matura. Sorso di femminile volubilità, poco incline alle smancerie, fresco, con una lunga chiusura speziata e con la mia ormai famosa “ultima goccia” che regala una carezza di ruvida rusticità. Non il mio Schioppettino ma…un bel Schioppettino. 88+ Punti. In chiusura meritano una menzione il Ramandolo “RONC DAL GIAL” 2022 che rivela eucaliptica freschezza ma si lascia andare ad atteggiamenti un po’ troppo “francesi e il “VERMUTÂT”, vermouth a base Ramandolo che mixa, in un assaggio che vorrei fosse stato meno “bevi e scappa”, le dolcezze insite nel Verduzzo Friulano con le ruvide balsamicità amaricanti delle erbe cresciute all’ombra del Monte Bernadia. – LAZIO IGT FIANO “MACCHIA SACRA” 2023, CASTELLO DI TORRE IN PIETRA (LAZIO): olfatto subito campestre, di fiori e cespugli di ginestra che evolve in un simpatico contrasto tra le dolcezze della frutta esotica (ahimè) e le amaritudini della nocciola non ancora matura chiudendo sul ritmico alternarsi di acuti minerali, agrumati e balsamici. Sorso deciso e profondamente minerale, di grande freschezza e paragonabile sapidità e con una chiusura che esalta le spezie. 87- Punti e il mio personalissimo Premio “BBRAVO” (con due “B”) per il coraggio e la bravura dimostrati nel voler esaltare, nel lazio, un “campione” di terra campana. – LAZIO IGT CESANESE “TERRE DI BRECCIA” 2022, CASTELLO DI TORRE IN PIETRA (LAZIO): un Cesanese che sa di Maremma Laziale e rustiche visciole, di prugne appena dolci e che sciorina poi una vibrante serie di amaritudini che sono rabarbaro, liquirizia… Appena una delicatezza di rose, un upgrade di spezie piccantine, quel tanto di humus e via, si va al sorso! Fresco, avvolgente, con tannini in divenire ma stuzzicanti proprio per questo e con un lungo finale in cui la frutta si mescola a solletichi cementizi e a un’immagine di lavoro in bottega. 88 Punti. – SICILIA DOC CATARRATTO LUCIDO “DONNA ANGELICA” 2022, ASSULI (SICILIA): naso che propone dolcezze di mela cotogna, pere, scorza di lime alternate a erbe aromatiche e ingressioni marine con un piglio decisamente “funky”. Sorso di bella freschezza con una sapidità che, inizialmente in affanno, si dimostra essere un diesel divenendo protagonista nella lunga progressione che termina su ricordi di cedro candito, accenni di lieviti e freschezze di pompelmo. 88- Punti. – SICILIA DOC PERRICONE “ARCODACE” 2023, ASSULI (SICILIA): qui, il vero “autoctono trapanese”, s’atteggia a Syrah e propone, dell’ORLANDO FURIOSO, l’altra faccia della medaglia, quella saracena. Un olfatto che è scimitarra di spezie prima ancora che odalische di more e prugne in confettura. Mena fendenti di menta e liquirizia in un’aria carica di pepe da starnuto. Il sorso è un clangore di freschezza (di frutta e di spezie), ruzzoloni tra cespugli di macchia mediterranea, sale che sa di scontro fisico e mare lontano. E il finale è un respiro di menta a bocca aperta che accompagna di nuovo quel pepe che Vi fa stropicciare il naso. Da bere ascoltando THE GREAT GIG IN THE SKY dei PINK FLOYD. 89 Punti con un bel +. – SICILIA DOC NERO D’AVOLA “LORLANDO” 2021 RISERVA, ASSULI (SICILIA): si, ci sono le more e le prugne ma non è quella spremuta di frutta che Vi potreste aspettare. Cala l’asso delle balsamicità proponendo radice di liquirizia e non dimentica le spezie. Il sorso è brioso, fresco, sapido e sorretto energicamente da una vivacissima impalcatura tannica, con un finale davvero lungo e ricamato di amaritudini di china e rabarbaro che riserva, nell’ultima goccia, quella che sporca il calice, quella rivelatrice, una sorpresa di oliva nera al forno. 87+ Punti (ma solo perché sono cattivo). – SICILIA DOC GRILLO PASSITO, ASSULI (SICILIA): l’albicocca disidratata domina la scena mentre sul palcoscenico s’alternano tabacco dolce, pizzicori zenzerosi, frutta secca sotto miele e delicatezze di rose e zagare. In bocca domina una freschezza che le morbide dolcezze stentano a contenere e il lunghissimo finale propone agrumi canditi e ritorni olfattivi. 89 Punti.     – SPUMANTE METODO CLASSICO “BATTISTA” BRUT, CANTINA SEMONTE (UMBRIA): uno spumante Metodo Classico in Umbria? Si, a Gubbio, terra di matti! Il sottile perlage trasporta al naso vegetalità di mughetto e poi intriganti note evolutive di pasticceria, di biscotti da tè, di scorze d’arancia candite, di caramella d’orzo…i pinoli della crostata della nonna… Dolcezze che colpiscono sul palcoscenico di una mineralità gessosa che nulla ha da invidiare a quella delle bolle d’oltralpe e che introduce un sorso nevoso, scattante, aereo, fresco di quasi montagna. E poi l’allungo, di ritorni olfattivi, appena ferroso e di un salato che fa aumentare l’interesse per un vino che si becca 86+ punti e il mio personalissimo Premio DANCIN’ FOOL di FRANK ZAPPA. – UMBRIA IGT DOLCETTO “CORDARO” 2019, CANTINA SEMONTE (UMBRIA): ampie tostature di caffè e morbidezze di cioccolato al latte introducono prugne mature e ciliegie che un filo d’alcol di troppo lascia immaginare sotto spirito e, in chiusura, respiri di spezie e sottili vegetalità. Sorso caldo e avvolgente, di bella freschezza e decisa sapidità, con un allungo di frutta rossa matura e fresca melagrana. Un dolcetto davvero poco “sabaudo” ma si sa, qui si vendemmia con la camicia di forza. 87 Punti con, forse, un +. E QUINDI? E quindi GRAZIE a GOWINE per avermi voluto ospitare ancora una volta e a tutti quei Produttori che hanno avuto il buon cuore e la pazienza di sopportarmi. E poi…al lavoro, perché di cose da raccontarVi ce ne sono non “tante” ma “di più”. STAY TUNED Roberto Alloi VINODENTRO  
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2 Aprile, 2025

Annalisa Zorzettig a Vinitaly 2025

L’anima autentica del Friuli tra vini rari e degustazioni guidate durante la fiera di Verona Dal 6 al 9 aprile 2025 Annalisa Zorzettig sarà presente a Vinitaly (Pad. 6 Stand E2) per raccontare la sua visione del vino come espressione autentica del Friuli Venezia Giulia: un territorio unico, che affonda le sue radici tra le colline di Spessa di Cividale, dove la famiglia Zorzettig coltiva la vite con passione dal 1874. L’azienda, oggi guidata da Annalisa, è un punto di riferimento per la valorizzazione dei vitigni autoctoni friulani, unendo eleganza, purezza espressiva e sostenibilità. In ogni bottiglia c’è il respiro del territorio: dalla ponca, il suolo minerale dei Colli Orientali, fino al microclima protetto dalle Alpi Giulie e accarezzato dai venti del mare. In esclusiva per Vinitaly 2025 Zorzettig presenterà un tesoro del tempo: il Picolit MYÒ DOCG 2007. Un vino da meditazione, prezioso e irripetibile, nato da un naturale fenomeno chiamato acinellatura, che riduce la quantità di acini per grappolo regalando una straordinaria concentrazione aromatica. Dal colore dorato luminoso, il Picolit 2007 conquista con un bouquet complesso di miele d’acacia, frutta candita, fiori bianchi e spezie dolci, e un sorso avvolgente, fresco e persistente. Questo vino rappresenta il tempo. Ogni bottiglia di Picolit è un atto di resistenza alla velocità della vita quotidiana, un gesto di cura verso la nostra storia e un omaggio al potere della natura. Lo condividiamo a Vinitaly con l’orgoglio di chi crede nella bellezza delle cose rare, fatte con amore. Tra le degustazioni per scoprire i vini Zorzettig durante la fiera ci sarà The Grammar of Tannin, in programma lunedì 7 aprile alle 11.00 alla Sala Tulipano del Palaexpo (-1, ingresso A1), un percorso guidato da Gabriele Gorelli nella struttura e nella finezza dei rossi friulani, che sanno parlare il linguaggio dei tannini con grazia e potenza, con un focus particolare sul Myò Refosco dal Peduncolo Rosso DOC Friuli Colli Orientali 2019, morbido, caldo, persistente, dai tannini setosi. Per info e prenotazioni: https://www.vinitaly.com/en/events-calendar/vinitaly/vinitaly-2025/the-grammar-of-tannin-stories-in-texture-bringing-grip-to-life/   La Redazione       Martedì 8 aprile ore 15.00 ci sarà invece la Degustazione Wine2Digital, un incontro curato da Alojz Felix Jermann nel cuore del padiglione digitale dedicato all’innovazione, per scoprire come l’azienda guarda al futuro del vino con attenzione ai cambiamenti climatici, alla sostenibilità e all’evoluzione dei gusti internazionali. Annaliza Zorzettig porterà il Myò Friulano DOC Friuli Colli Orientali 2023, dal colore giallo paglierino con qualche riflesso tendente al dorato; un vino avvolgente, con un sorso affilato sapido, le cui note agrumate virano verso lo speziato e il minerale. Per prenotare un posto: https://www.vinitaly.com/en/events-calendar/vinitaly/vinitaly-2025/wine-trends-for-2025/
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Best Wine Stars 2025: La Fiera Nazionale delle Eccellenze e Innovazioni Enogastronomiche Arrow Right Top Bg

2 Aprile, 2025

Best Wine Stars 2025: La Fiera Nazionale delle Eccellenze e Innovazioni Enogastronomiche


Un evento unico, ricco di novità, che si preannuncia come un’occasione imperdibile per scoprire le migliori realtà del settore. Best Wine Stars, recentemente riconosciuta come Fiera Nazionale da Regione Lombardia, e con il patrocinio del Comune di Milano, è pronta a celebrare l’eccellenza enogastronomica con la sua sesta edizione. Dal 17 al 19 Maggio, Palazzo del Ghiaccio si trasformerà nel cuore pulsante dell’industria del vino, dei distillati e del food, con oltre 1.200 etichette provenienti da tutto il mondo. L’evento, distribuito su tre giornate, offrirà un programma ricco di attività e vedrà la partecipazione di produttori, buyer internazionali, esperti e appassionati del settore. Con una suddivisione in aree tematiche, tra cui: Area Vino Italia, Area Vino Internazionale, Area Bio, Area Spirits e Area Food, i partecipanti avranno l’opportunità di prendere parte a walk-around tastings e a momenti di networking con produttori e professionisti, per un’esperienza immersiva alla scoperta di novità e tradizioni del settore. Le masterclass, che si terranno nella suggestiva Sala Piranesi, rappresentano un’occasione unica di aggiornamento professionale e interazione tra produttori, buyer, stampa e appassionati. A condurle sarà la scrittrice, narratrice digitale, sommelier e imprenditrice Adua Villa, affiancata da una line-up di relatori di eccellenza tra cui: Mattia Asperti, sommelier e creatore della community Il Sommelier Divino Alessio Cannata, food communication strategist, giornalista Linkiesta Gastronomika Chiara Giannotti, wine expert and comunicator , ideatrice di Vino.Tv, collaboratrice e degustatrice della Guida dei vini essenziali di Doctorwine, autrice del libro La Cantina Perfetta di Rizzoli. Giambattista Marchetto, wine journalist e direttore di Vinonews24 Francesco Quarna, speaker di Radio Deejay e vignaiolo Valentina Vercelli, giornalista professionista che scrive per La Cucina Italiana, Condé Nast Traveller, Slowine e Civiltà del Bere Stefania Vinciguerra, giornalista professionista caporedattore di DoctorWine e della Guida Essenziale ai Vini d’Italia Accanto a loro, l’esperto di spirits Fabio Bacchi, fondatore di BarTales e Roma Bar Show, guiderà una Tasting Room dedicata al mondo degli Amari dal titolo: Amari & Amari. La nuova sfida dell’amaro italiano tra identità e innovazione. Riportiamo in anteprima alcuni dei titoli più innovativi di questa edizione: La piramide del Chianti Classico Il Gallo Nero nelle sue tre tipologie Annata, Riserva e Gran Selezione
Un territorio vocato da secoli alla produzione del vino, delimitato e protetto già nel 1716 dal Granduca di Toscana Cosimo III de’ medici. I suoi diversi terroir, le sue tipologie, le diverse sfumature del carattere unico che il Sangiovese del Gallo Nero regala ai suoi vini e come questi evolvono nel tempo. Adua Villa conduce un viaggio emozionante e formativo alla (ri)scoperta di uno dei vini più apprezzati al mondo, sua maestà Chianti Classico. Vino dealcolato: la masterclass imperdibile di eccellenze selezionate da Zeroalcol
In questa masterclass avrete l’opportunità di degustare una selezione esclusiva di vini dealcolati, curata dagli esperti di Zeroalcol, azienda leader da oltre 10 anni nel commercio online di vini analcolici. Gli esperti vi guideranno attraverso la scoperta dei prodotti e delle tendenze del mercato, sia italiano che internazionale. Un’occasione unica per chi desidera esplorare il mondo del vino dealcolato. Sake: il nettare giapponese del riso
Masterclass a cura della Sake Sommelier Association
In questa masterclass scoprirai il sake, la bevanda giapponese a base di riso che sta conquistando i palati italiani. Esploreremo la sua storia, il processo produttivo e i profili aromatici, mettendo in luce la sua versatilità nella gastronomia giapponese e italiana. La Sake Sommelier Association, insieme agli esperti del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ci guiderà in un viaggio di sorprendenti abbinamenti e deliziose scoperte. Insieme a queste, attraverso le masterclass, avrete modo di scoprire tante altre aziende vitivinicole che ci faranno conoscere meglio la loro realtà e assaporare i loro prodotti, come: Consorzio DOC Friuli, DARIVA, Enrico BajMacario, Luca Leggero Villareggia, Marisa Cuomo, Reguta, Tenuta Ferrata. A partire da metà Aprile, sarà attiva la piattaforma dedicata all’evento su visit.bestwinestars.com, dove sarà possibile accreditarsi all’evento, consultare il programma completo delle masterclass, la lista dei produttori presenti, la mappa dell’evento e molto altro. Best Wine Stars 2025 non si ferma qui: l’evento sarà amplificato dai digital creators del calibro di Adriano Amoretti, Manuel Corrado di My Home Bar, Simona Geri, Fabio Gobbi di Fabioelavigna, Denise Oriani, Andrea Zigrossi di Trotterwine, che, attraverso i loro canali social porteranno l’evento a un pubblico globale.
Con il supporto di Danitacom (Camera di Commercio Italiana in Danimarca) e della Thai Italian Chamber of Commerce, la sesta edizione vedrà la partecipazione di buyer internazionali provenienti dal Nord Europa e Sud-Est Asiatico, che incontreranno gli espositori per nuove opportunità di business. Best Wine Stars 2025 si conferma così uno degli eventi più esclusivi e prestigiosi del panorama enogastronomico mondiale, destinato a lasciare il segno in un settore in continua evoluzione.   Dettagli dell’evento: Quando: 17 – 19 maggio 2025

Dove: Palazzo del Ghiaccio, Milano

Orari al pubblico:
Sabato 17 maggio: 12:00 – 20:00
Domenica 18 maggio: 12:00 – 20:00
Lunedì 19 maggio: 10:00 – 18:00 Per scoprire di più:
www.bestwinestars.com Per partecipare e per maggiori informazioni scrivi a:
info@bestwinestars.com   La Redazione
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2 Aprile, 2025

Vinitaly 2025 con il Consorzio Morellino di Scansano: in fiera con 63 vini di Annata e Riserva

Appuntamento a Verona alla Hall 9 stand B17 per scoprire i Morellino di Scansano DOCG di 42 aziende.  Lunedì 7 e martedì 8 due degustazioni riservate alla stampa insieme al Consorzio Maremma, per scoprire l’abbinamento con i tortelli maremmani.   Il Consorzio Morellino di Scansano sarà tra i protagonisti di Vinitaly 2025, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile. 42 aziende porteranno in degustazione 63 etichette nella Hall 9, Stand B17. Un’occasione unica per scoprire e approfondire tutte le espressioni del Morellino di Scansano DOCG, dalla versione Annata, fresca e immediata, alla più strutturata e complessa Riserva. Sarà inoltre l’occasione per saggiare le novità in arrivo: è stato formalmente avviato l’iter per l’introduzione della menzione “Superiore”, tipologia che andrà ad arricchire la proposta del Morellino di Scansano e che si caratterizzerà per una resa più bassa, un affinamento prolungato, una maggiore finezza e profondità, pur mantenendo una piacevolissima bevibilità, a conferma del costante percorso di valorizzazione qualitativa intrapreso dalla denominazione. Durante la fiera saranno presenti allo stand il Presidente Bernardo Guicciardini Calamai e il Direttore Alessio Durazzi, disponibili a incontrare operatori del settore, stampa e appassionati per approfondire presente e futuro del Morellino.  Bernardo Guicciardini Calamai, Presidente del Consorzio Tutela Morellino di Scansano. Per il Morellino di Scansano, Vinitaly è un appuntamento irrinunciabile, perché ci permette di consolidare la nostra posizione sul mercato italiano e, allo stesso tempo, di rafforzare la nostra presenza all’estero. Dopo il successo di Wine Paris, la nostra partecipazione a Verona è un’opportunità strategica per incontrare operatori e appassionati, raccontando l’identità e la versatilità di un vino sempre più apprezzato anche oltre i confini nazionali. Il Morellino infatti incarna al meglio lo spirito della Toscana più autentica e la sua crescita sui mercati internazionali, nonché il riposizionamento nella fascia medio alta del mercato interno, dimostrano il valore e il potenziale dei questo inimitabile Sangiovese della costa A Vinitaly il Consorzio, inoltre, proporrà due appuntamenti riservati alla stampa di settore, dedicati alla cucina maremmana. Lunedì 7 e martedì 8 aprile, presso lo stand del Morellino di Scansano, si terrà una degustazione del tortello maremmano, in abbinamento a Morellino di Scansano Annata DOCG, Morellino di Scansano Riserva DOCG e Vermentino Superiore DOC Maremma Toscana, realizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana e l’Associazione per la Tutela e la Promozione del Tortello Maremmano.   A guidare gli incontri saranno lo chef Massimo Bucci, lunedì 7, con la partecipazione di Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto, e, martedì 8, gli chef Sandro Signori e Roberto Delli, vicepresidente dell’Associazione del Tortello Maremmano e titolare dell’azienda Pastai in Maremma.   La Redazione  
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Veronafiere incontra il Presidente Mattarella. Presentata l'edizione 2025 di Vinitaly Arrow Right Top Bg

2 Aprile, 2025

Veronafiere incontra il Presidente Mattarella. Presentata l'edizione 2025 di Vinitaly

  Insieme alla delegazione di Veronafiere, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas, la presidente di Ceev e Agivi, Marzia Varvaglione, e la presidente del Gruppo Vini di Federvini, Albiera Antinori Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale una delegazione di Veronafiere, guidata dal presidente Federico Bricolo. Durante l’incontro, Bricolo ha presentato temi e novità della prossima edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile, sottolineando il ruolo guida della manifestazione per la valorizzazione del settore vitivinicolo italiano a livello internazionale. A Roma, per Veronafiere erano presenti anche l’amministratore delegato, Maurizio Danese, e il direttore generale, Adolfo Rebughini. Con loro il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas, la presidente di Ceev e Agivi, Marzia Varvaglione, e la presidente del Gruppo Vini di Federvini, Albiera Antinori. Bricolo. È un onore poter raccontare di persona al presidente della Repubblica l’impegno che Veronafiere attraverso Vinitaly porta avanti da 57 anni, per promuovere al meglio il made in Italy enologico in tutto il mondo. Un progetto di sistema forte della collaborazione di tutti gli attori coinvolti: imprese, istituzioni e associazioni, accomunate dall’obiettivo di far crescere una filiera che per l’Italia rappresenta un importante valore economico, culturale e identitario. Siamo quindi grati al Capo dello Stato per il sostegno e la vicinanza che ha espresso a tutto il settore, in un momento particolare per il mondo del vino italiano dovuto alle tensioni globali che oggi condizionano i mercati di riferimento. Come omaggio alla storia e alla tradizione vinicola del Paese e della città di Verona, Bricolo e il sindaco Tommasi hanno poi consegnato al presidente Mattarella la copia di una xilografia raffigurante la prima fiera dei vini italiani, tenutasi proprio a Verona nel 1876 nel Palazzo della Gran Guardia. Un evento antesignano del moderno Vinitaly, nato nel 1967, e oggi punto di riferimento globale per il comparto, con 4.000 aziende espositrici e operatori professionali da 140 nazioni. Il sindaco Tommasi È un grande orgoglio e onore essere ricevuti dal presidente Sergio Mattarella che ha dimostrato ancora una volta la sua vicinanza e attenzione alla nostra città, consapevole della sua dimensione internazionale nei vari ambiti e dell’importante ruolo che svolge Veronafiere. La presentazione dell’edizione 2025 di Vinitaly è stata anche l’occasione di ribadire l’importanza del mondo vitivinicolo per il nostro Paese e in particolare per la realtà veronese.   La Redazione  
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2 Aprile, 2025

Grosjean Vins vi aspetta a Vinitaly!

  PAD. 10 A1-B1 Grosjean Vins – azienda storica della Valle d’Aosta – presenzierà al Salone internazionale del vino di Verona, in programma dal 6 al 9 aprile, appuntamento imprescindibile del mondo del vino per gli addetti ai lavori ma non solo. Insieme alla famiglia Grosjean, vi sarà la possibilità di scoprire e assaggiare l’ampia gamma dei loro prodotti artigianali, autentica espressione del terroir alpino in cui nascono. In degustazione alcune vecchie annate di Petite Arvine che quest’anno, con la prossima vendemmia, giunge alla sua quarantesima raccolta. La prima vigna viene piantata nel 1982 – nel cru Rovettaz – vigna con già alle spalle circa 300 anni di storia, e nel 1985, viene fatta la prima vendemmia. Per Grosjean, questo vitigno è il bianco di punta, è il vino bianco per eccellenza. Tra i primi – insieme a Institut Agricole Regional – a credere in questa varietà e a sostenerne la produzione, l’azienda valdostana crede fermamente nel dare valore al territorio e alla tradizione. Lavora infatti con varietà autoctone o tradizionali come appunto la Petite Arvine (di origini svizzere) ma che, crescendo in prossimità del Monte Bianco e quindi anche in Valle d’Aosta, si è col tempo naturalizzata come bianco di questa regione. In azienda vengono prodotte 3 tipologie di Petite Arvine con 3 metodi diversi: una versione in acciaio soltanto, la seconda, la vigna Rovettaz, acciaio e un breve passaggio in legno e la terza, Les Freres, soltanto legno. Hervè Grosjean La Petite Arvine è in assoluto una tra le varietà più interessanti che coltiviamo: grazie alle sue caratteristiche enologiche e agronomiche, racconta in maniera perfetta il territorio con la sua mineralità, eleganza, veridicità nel rappresentare l’area di montagna in cui nasce” e prosegue “sarà inoltre, nel tempo, una delle poche varietà che saprà assecondare completamente il cambiamento climatico, adattandosi perfettamente all’ambiente in cui cresce. Vi aspettiamo a Verona nel Padiglione della Valle d’Aosta!  >> Pad. 10 Valle D’Aosta, Stand A1-B1 In degustazione: Petite Arvine Rovettaz: annate 2008-2010-2019 Pinot Noir 1999 e Pinot Noir Tzeriat 2018 La Redazione
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