Vinitaly 2025. 4000 aziende, operatori da 140 paesi Arrow Right Top Bg

2 Aprile, 2025

Vinitaly 2025. 4000 aziende, operatori da 140 paesi

TOPIC DELLA 57^ EDIZIONE: PROMOZIONE, INTERNAZIONALIZZAZIONE E CAMBIAMENTO Vinitaly guarda oltre le barriere commerciali e per la sua 57^ edizione, a Veronafiere dal 6 al 9 aprile, si presenta con circa 4.000 aziende e un quartiere espositivo al completo, confermandosi baricentro e termometro del vino italiano. Nei 18 padiglioni della manifestazione (tra fissi e tendostrutture) attesi operatori dall’Italia e da 140 nazioni. In particolare, si punta a confermare il contingente di 30mila buyer della domanda internazionale, Stati Uniti compresi, per quella che è la più grande ‘agenda business’ del Made in Italy enologico. È la fotografia dell’unica rassegna internazionale dedicata al vino italiano scattata oggi a Roma nella conferenza stampa di presentazione a palazzo Montemartini. Tra gli obiettivi che caratterizzano tutte le iniziative messe in campo quest’anno da Veronafiere si consolidano quelli della promozione e dell’internazionalizzazione mentre punta a crescere ulteriormente il palinsesto dei contenuti, con Vinitaly che evolve da osservatore delle tendenze a incubatore delle stesse. Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo In questi ultimi anni abbiamo lavorato intensamente con le istituzioni – ministeri, ambasciate, ICE e camere di commercio internazionali – per ampliare la promozione a supporto della competitività del settore. Oggi Vinitaly rappresenta l’aggregatore naturale del vino italiano sui principali mercati target. Un posizionamento che intendiamo rafforzare ulteriormente mettendo a disposizione della politica e delle imprese tutto il nostro know how, per sostenerle nelle sfide derivanti dal complesso scenario attuale, tracciando anche nuove rotte di destinazione. L’internazionalizzazione, sempre in chiave bidirezionale da Verona al mondo e viceversa, rimane infatti una priorità della manifestazione e del piano di incoming realizzato da Veronafiere in collaborazione con Agenzia ICE per Vinitaly 2025. «Sono 1.200 i top buyer accreditati e ospitati a Verona – ha annunciato il direttore generale, Adolfo Rebughini –. Una selezione profilata da 71 Paesi, sei in più rispetto all’anno scorso, che ha centrato l’obiettivo di replicare il record del 2024. Un risultato non scontato visto il perdurare delle tensioni geopolitiche». Tra le delegazioni più numerose dei super operatori selezionati dall’area extra Ue, in pole position quelle da Usa e Canada, seguite da Cina, UK, Brasile ma anche da India, Singapore, Giappone e Corea del Sud. Mentre, per il Continente europeo, primeggiano Germania, Svizzera, Nord Europa e l’area balcanica. L’amministratore delegato, Maurizio Danese La svolta iniziata dieci anni fa, con la divisione netta tra business in fiera e winelover in città e rafforzata ulteriormente nel 2023, è oggi irreversibile e dovrà trovare un ulteriore sviluppo nei futuri piani strategici di Veronafiere .Il potenziamento del calendario estero sulle principali aree della domanda e l’ottimizzazione degli investimenti per amplificare l’ecosistema del brand fieristico del vino italiano sono le direttrici che consentiranno a Vinitaly di essere sempre più internazionale e orientato alle esigenze delle aziende. Dai mercati ai trend, Vinitaly rappresenta un incubatore delle tendenze che da sempre intercetta, monitora e analizza al fine di potenziare servizi e contenuti per le aziende espositrici e per il settore. «Vanno in questa direzione – ha poi continuato il direttore generale Adolfo Rebughini – il progetto dedicato ai vini NoLo che entrano per la prima volta nel programma della rassegna sia a livello espositivo nell’area Mixology che contenutistico. Sono infatti due i focus in calendario: il primo sulle attese del mercato e il secondo sulle tecnologie 0.0. Spazio anche ai RAW Wine e ai vini di Amphora Revolution, che si inserisce nella 57^ edizione del Salone. Tra le novità, anche quella specifica sull’enoturismo. Debutta infatti il numero zero di Vinitaly Tourism, con la partecipazione di tour operator nazionali ed esteri specializzati da Stati Uniti, Spagna e Germania. Un progetto che, in prospettiva, potrebbe entrare anche nei palinsesti delle tappe estere della manifestazione in Asia, Sud e Nord America». Alla conferenza stampa di presentazione del 57° Vinitaly, oltre ai vertici di Veronafiere con il vicepresidente Matteo Gelmetti, sono intervenuti Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare, Alessia Rotta, assessore al Commercio e attività produttive del Comune di Verona e Matteo Zoppas, presidente Agenzia ICE. Dopo la relazione del responsabile dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su “Vino, focus sui giovani: i consumatori under 44 di oggi e di domani in Italia e negli Stati Uniti”, hanno preso la parola anche Paolo Castelletti, segretario generale Unione italiana vini, Roberta Garibaldi, esperta di turismo e docente presso l’Università degli studi di Bergamo, Micaela Pallini, presidente Federvini, Massimo Tribaldi, vicepresidente Assoenologi e Marzia Varvaglione, presidente Ceev.   La Redazione
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Vistorta a Summa 2025 Arrow Right Top Bg

1 Aprile, 2025

Vistorta a Summa 2025

Appuntamento sabato 5 e domenica 6 aprile nella Tenuta di Alois Lageder con i suoi grandi vini   La tenuta Vistorta di Brandino Brandolini d’Adda sarà presente all’edizione 2025 di Summa, evento organizzato da Alois Lageder nella sua tenuta di Magrè sulla Strada del Vino (BZ) il 5 e 6 aprile.
Un appuntamento di riferimento per il mondo del vino naturale e sostenibile, che raccoglie ogni anno alcuni tra i migliori produttori di tutto il mondo accomunati da un lavoro in vigna e in cantina che guarda al rispetto del territorio, con particolare riferimento all’agricoltura biologica e biodinamica, alla qualità e all’autenticità del vino. In questa occasione, Vistorta presenterà alcuni dei suoi vini più rappresentativi, espressione di una viticoltura che affonda le radici nella tradizione friulana ma che si distingue per un approccio artigianale e contemporaneo.
Bianca e Brando sono due vini da monovitigno – il primo ottenuto da uve friulano in purezza, il secondo da merlot – nati da una lavorazione attenta e rispettosa. Entrambi i vini vengono prodotti con prolungate macerazioni a contatto con le bucce, effettuate con follature manuali quotidiane, mentre la fermentazione avviene spontaneamente in barrique aperte e in anfore di ceramica. L’affinamento continua sempre a contatto con le bucce: per Bianca si protrae per 200 giorni, mentre per Brando dura 180 giorni. Successivamente, la maturazione avviene sia in ceramica che in legno francese, per conferire finezza ed equilibrio, senza mai perdere il forte carattere originario del vino. Accanto a Bianca e Brando, Vistorta porterà in assaggio anche la nuova annata del Merlot Vistorta, simbolo della profonda conoscenza e passione che Brandino Brandolini d’Adda nutre per questo vitigno. Questo vino nasce dalla selezione di parcelle diverse per età, cloni e sistema di allevamento, con l’obiettivo di ottenere un mosaico complesso di sfumature aromatiche e strutturali. Anche la vinificazione viene condotta separatamente per ciascuna parcella, con una gestione su misura delle macerazioni, che variano in intensità e durata in base alle caratteristiche specifiche delle uve. Da alcuni anni, circa il venti per cento della massa viene vinificata in barrique a cielo aperto e in anfora, con follature manuali e macerazioni post-fermentative calibrate, per aggiungere profondità e longevità al profilo finale. Il risultato è un Merlot che sa evolvere nel tempo, mantenendo sempre intatta la sua eleganza e la sua identità territoriale. La partecipazione a Summa 2025 conferma l’impegno di Vistorta nel promuovere un vino che nasce dal rispetto per la terra, dalla cura del dettaglio e dalla volontà di raccontare la propria storia attraverso ogni singola bottiglia.   La Redazione
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Famiglie Storiche e l'identità dei cru: l'Amarone 2015 protagonista a Vinitaly Arrow Right Top Bg

1 Aprile, 2025

Famiglie Storiche e l'identità dei cru: l'Amarone 2015 protagonista a Vinitaly

  L’identità dei Cru e la loro capacità di esprimere al meglio l’essenza del territorio saranno il cuore della masterclass esclusiva organizzata da Famiglie Storiche in occasione di Vinitaly 2025. L’appuntamento, intitolato “Famiglie Storiche Amarone 2015: l’identità dei Cru”, si terrà martedì 8 aprile, dalle 11:00 alle 13:00, presso la Sala Tulipano, piano -1 del Palaexpo (ingresso A1). Un evento imperdibile per appassionati e professionisti del settore, che potranno esplorare le diverse espressioni dell’Amarone della Valpolicella attraverso i suoi Cru più rappresentativi. Ogni etichetta in degustazione rifletterà il legame unico tra territorio, microclima e filosofia produttiva delle aziende che da generazioni tramandano la tradizione vitivinicola della Valpolicella. A guidare questa esperienza sarà Ian D’Agata, critico enologico di fama internazionale e profondo conoscitore dei grandi vini italiani. Attraverso il suo racconto, i partecipanti potranno comprendere come ogni azienda dell’associazione, con la propria autentica visione produttiva, sia riuscita a interpretare, attraverso il proprio Amarone 2015, non solo l’annata, ma soprattutto uno specifico terroir. Pierangelo Tommasi, presidente dell’Associazione Famiglie Storiche. I Cru sono l’anima silenziosa di un vino: narrano storie di terre, stagioni e mani sapienti che li hanno custoditi. Con questa masterclass vogliamo offrire una chiave di lettura approfondita, mostrando come ogni Amarone 2015 racconti l’identità di ogni azienda dell’associazione e l’unicità del suo terroir Ian D’Agata Con i vini prodotti da Famiglie Storiche, un eventuale acquirente sa esattamente a cosa va incontro: vini con una grande storia alle spalle, un presente di bontà indiscutibile, e un futuro luminoso. Ci sono altri buoni e buonissimi Amarone in giro? Certo. Ma l’appartenenza a un marchio importante come quello di Famiglie Storiche, che richiede una corrispondenza a parametri di inclusione precisi, offre a chi si avvicina al vino delle conferme in più. Del resto, funziona così anche con tanti altri grandi nomi del Made in Italy, dalla moda ai motori. Durante la masterclass, saranno presentate tredici etichette di Amarone dell’annata 2015, selezionate per rappresentare il meglio della denominazione. Ogni vino incarna l’identità del proprio Cru e la visione produttiva dell’azienda che lo ha prodotto. Con questa masterclass, Famiglie Storiche conferma il proprio impegno nel valorizzare l’identità territoriale e l’autenticità dell’Amarone, offrendo una narrazione che affonda le radici nella cultura del vino e nella passione di chi, da generazioni, interpreta e custodisce i Cru della Valpolicella.   La Redazione
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1 Aprile, 2025

Il Consorzio Barbera d'Asti e vini del Monferrato a Vinitaly 2025

SIGLA UN ACCORDO STRATEGICO CON IL MONOPOLIO DELLA PENNSYLVANIA   Grande attesa per la partecipazione del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato alla fiera del Vinitaly 2025 che si terrà a Verona dal 6 al 9 aprile. Il Consorzio, che sarà presente all’interno di Piemonte Land – Pad. 10 , si presenta alla principale fiera di settore con un’importante novità: l’accordo siglato con il monopolio della Pennsylvania, che darà vita a un esclusivo press tour per rafforzare i legami e favorire lo scambio culturale e commerciale tra le eccellenze del Monferrato e il mercato americano. Vitaliano Maccario, Presidente del Consorzio, ha commentato l’importanza strategica di questa iniziativa in un contesto economico complesso, sottolineando il ruolo cruciale del Consorzio nel promuovere e valorizzare le eccellenze del Monferrato Il ruolo del Consorzio è sempre stato quello di tutelare, promuovere e valorizzare le eccellenze e le denominazioni del nostro territorio, soprattutto in momenti delicati come quello che stiamo vivendo. Riteniamo fondamentale continuare a investire sulla qualità e sulla presenza internazionale, per garantire alle nostre denominazioni un futuro solido e competitivo. Sicuramente l’introduzione dei nuovi dazi sulle importazioni di vino negli Stati Uniti ci stanno costringendo a riflessioni importanti anche se non siamo particolarmente preoccupati. Grazie al loro prezzo competitivo, i vini delle denominazioni tutelati dal nostro Consorzio, in particolare la Barbera, prevediamo non subiranno flessioni significative nelle vendite, poiché l’incidenza del rincaro sarà minima e confidiamo possa esser facilmente assorbibile dal mercato. Questo aspetto, unito al grande apprezzamento che questi vini riscuotono tra i giovani consumatori e wine lovers per la loro versatilità e abbinabilità, speriamo li tenga fortemente competitivi anche nel contesto dei nuovi dazi americani. Siamo quindi fiduciosi che continueranno ad essere ricercati nel mercato americano senza che la politica dei nuovi dazi possa incidere in modo troppo significativo sull’andamento della domanda. Il press tour sarà articolato in due momenti. La prima parte si svolgerà direttamente nel territorio del Monferrato e comprenderà seminari dedicati alle denominazioni tutelate, visite alle cantine locali e approfondimenti sulla produzione e le tradizioni del luogo. La seconda parte, in programma a Vinitaly, offrirà ai partecipanti l’opportunità di incontrare altre aziende del territorio e approfondire le conoscenze sulle produzioni vinicole del Piemonte. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, persegue con entusiasmo il suo progetto di valorizzazione e promozione delle 13 denominazioni che hanno ottenuto nel 2024 risultati di grande rilievo, consolidandosi sui mercati nazionali e internazionali grazie a strategie mirate e progetti innovativi. Successi che si concretizzano nelle principali denominazioni del territorio, tra cui spiccano il Monferrato DOC Nebbiolo, che cresce dell’11% raggiungendo oltre 500 mila bottiglie. Sul fronte delle denominazioni più ampie, il Piemonte DOC, con un aumento del 3%, si avvicina a un milione di bottiglie in più rispetto all’anno precedente. In particolare, il Piemonte DOC Barbera mantiene una solida posizione con oltre 16 milioni di bottiglie (+0,4%), mentre il Piemonte DOC Barbera Passito segna un sorprendente +19,36%, superando 1 milione e 100 mila bottiglie. Da segnalare anche il successo del doppio vitigno, vera innovazione del disciplinare di produzione, il Piemonte DOC Barbera-Nebbiolo, che registra un eccezionale +359% e supera le 500 mila bottiglie. Sul fronte dei bianchi, il Piemonte DOC Chardonnay segna un record assoluto, con un aumento del 7,6% e 2 milioni 174 mila bottiglie prodotte, confermando il suo appeal crescente tra i consumatori. Il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG si mantiene stabile sopra il milione di bottiglie (+1,6%), mentre il Terre Alfieri DOCG, seppur ancora con numeri limitati, cresce dell’8%, segnale promettente per il futuro. Questi risultati riflettono il successo delle iniziative portate avanti nel 2024, come la prima edizione del Barbera D’Asti Wine Festival, che ha celebrato il cuore della Barbera con un format innovativo e coinvolgente. Eventi internazionali come il Barbera d’Asti Fish Festival a Oslo e il Monferrato Identity in Olanda e Belgio hanno rafforzato la presenza dei vini del Consorzio sui mercati esteri, mentre il consolidamento della presenza negli Stati Uniti e in Canada ha dato ulteriore slancio alle esportazioni. Il 2025 vedrà il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato sempre più impegnato nell’attività di promozione del territorio e delle sue denominazioni attraverso una serie di manifestazioni volte a rendere la Barbera d’Asti un vino accessibile, giovane e dalle molteplici occasioni di consumo. Eventi quali Anteprima Ruchè, la partecipazione a fiere di settore quali il Vinitaly, a Verona dal 6 al 9 aprile e numerose altre iniziative, saranno occasioni uniche per conoscere più da vicino questi straordinari vini.  Un progetto stimolante che si pone l’obiettivo, anche attraverso format innovativi quali eventi esperienziali in Italia e all’estero, campagne social, eventi sul territorio, workshop, di far avvicinare i giovani alla cultura vitivinicola del Monferrato con un approccio fresco e inclusivo, rendendo la Barbera d’Asti un simbolo contemporaneo di qualità, tradizione e divertimento. La partecipazione a Vinitaly 2025 rappresenta per il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato non solo un’occasione unica per consolidare i rapporti con i partner internazionali, ma anche un’opportunità per valorizzare e promuovere la qualità e la tradizione dei vini del Monferrato, sia in Italia che oltre confine.   La Redazione
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1 Aprile, 2025

Principe di Corleone al Vinitaly 2025

Angelica e Orlando, alla kermesse veronese il fascino dell’Orlando Furioso Un Grillo e un Syrah saranno il passe-partout di Principe di Corleone alla 57esima fiera del vino italiana e come i protagonisti del celebre poema ariostesco questi vini raccontano un’epopea sensoriale fatta di passione, equilibrio e intensità. L’azienda della famiglia Pollara presenterò anche le nuove annate, fitto il calendario degli appuntamenti programmati con trade e importatori.
È una delle realtà storiche del vino siciliano, con più di un secolo di vita alle spalle. Un’esperienza produttiva, legata alla terra e all’identità del territorio, che ha nella famiglia Pollara il suo centro propulsivo, da cinque generazioni: un patrimonio di competenze e saperi che ha attraversato il tempo, partecipando a quel movimento di rinascita del vino siciliano degli anni ’80 e che ha visto Principe di Corleone protagonista in un luogo straordinariamente importante nella storia millenaria dell’agricoltura in Sicilia. L’azienda corleonese su presenterà al Vinitaly raccontando una Sicilia autentica e contemporanea allo stesso tempo. I fratelli Leoluca e Pietro Pollara, rispettivamente responsabile marketing e agronomo Quest’isola è un crogiolo di storia e cultura dove il vino è il nostro migliore ambasciatore con la nostra selezione di vini  vogliamo raccontare il territorio siciliano e quello della DOC Monreale dove i vitigni autoctoni e gli internazionali convivono pacificamente offrendo espressioni enologiche fortemente ancorate al territorio”. Qui nella vasta distesa di vigneti baciati dal sole di Sicilia, dove la terra è generosa e il tempo pare sospeso tra mito e realtà, nascono due vini che celebrano il fascino e la forza dell’Orlando Furioso: Angelica Grillo e Orlando Syrah che come i protagonisti del celebre poema di Ludovico Ariosto raccontano un’epopea sensoriale fatta di passione, equilibrio e intensità. Questi due vini danno vita a un duetto perfetto, un’armonia di contrasti e affinità che racconta, attraverso il vino, l’eterna danza tra amore e ardore, tra desiderio e destino: “vogliamo dedicare il nostro Vinitaly alla ai protagonisti di questo poema cavalleresco e ai nostri ambasciatori Grillo e Syrah – racconta Vincenzo Pollara, enologo e proprietario dell’azienda di famiglia – due vini che proponiamo come monovarietali da sempre e che sono oggi moderni, contemporanei e fortemente territoriali. La famiglia Pollara non ha mai smarrito l’importanza dell’identità del terroir e ne ha rinnovato l’impegno, dedicandosi ad un’attività agricola di valorizzazione delle colture di tradizione, investendo su una viticoltura centrata sulla qualità nel vigneto, oltre che in cantina, esprimendo una cultura del vino moderna e competitiva. La cantina siciliana, con l’ingresso in campo della nuova generazione, è oggi protagonista di questo rinnovamento e condivide, con altri produttori della DOC Monreale, una serie di iniziative strategiche, commerciali e di comunicazione che ha aperto a questo territorio nuove opportunità di sviluppo, sano e coerente ai valori della comunità.  L’appuntamento è nel Pad.2 Stand F63 (area Assovini) di Veronafiere.   La Redazione    
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1 Aprile, 2025

Una rivoluzione gentile, un impegno condiviso. Nascono i Custodi del Lambrusco

Ventisei produttori costituiscono una nuova associazione, uniti dalla volontà di (ri)scoprire e (ri)posizionare il Lambrusco tra i grandi vini.  Una rivoluzione gentile, destinata a far parlare di sé, è nata nel cuore dell’Emilia. Da oggi il Lambrusco ha i suoi Custodi: ventisei produttori – tra piccole e grandi realtà – uniti dalla volontà di difendere, valorizzare e (ri)posizionare il Lambrusco nel panorama dei grandi vini. Al di là delle visioni istituzionali esistenti, questi viticoltori hanno scelto di unirsi per raccontare il Lambrusco in modo inclusivo, senza divisioni territoriali. Nasce così una nuova associazione, i Custodi del Lambrusco, che si impegna a riscrivere la percezione comune di questo vino straordinario ma troppo spesso sottovalutato. Accomunati dalla qualità come filo conduttore, i Custodi puntano a riscrivere la storia di uno dei vini più rappresentativi dell’Emilia-Romagna con un linguaggio contemporaneo, diretto e sensibile alle novità. Dalla vigna alla bottiglia, ogni scelta sarà dettata da un principio chiave: esaltare il carattere autentico del Lambrusco, elevandone la qualità e rendendone unica ogni espressione. Fabio Altariva, Presidente dei Custodi del Lambrusco. Non si tratta solo di tutela, ma di affermazione: il Lambrusco è storia, cultura e identità di un territorio, e merita di essere riconosciuto come tale. I Custodi del Lambrusco nascono con una missione chiara: riscrivere il futuro di questo vino. Vogliamo esaltarne il valore autentico, senza compromessi, e restituirgli il ruolo che merita tra i grandi vini” “Il Lambrusco non è solo un vino: è la storia, la cultura e l’identità di un territorio che vogliamo proteggere e raccontare, per chi c’era prima di noi e per chi verrà dopo. Modena e Reggio Emilia, culle storiche del Lambrusco, sono oggi il cuore pulsante di questa svolta storica, nonché le sedi delle cantine dei produttori che, con passione e dedizione, aderiscono a questo nuovo progetto comune. Con determinazione e uno sguardo rivolto dritto al futuro, i Custodi del Lambrusco sono pronti a scrivere un nuovo capitolo nella storia di questo vino straordinario. Perché il lambrusco merita di essere finalmente celebrato, rispettato e soprattutto custodito. Di seguito, l’elenco delle ventisei Aziende Agricole Vitivinicole Associate che, come previsto dal loro statuto, svolgono l’intero ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione del prodotto finale: ELENCO SOCI CUSTODI DEL LAMBRUSCO   AZIENDA AGRICOLA MANICARDI AZIENDA AGRICOLA MESSORI AZIENDA AGRICOLA PEZZUOLI AZIENDA AGRICOLA SAN PAOLO CA’ DE’ MEDICI CANTINA DELLA VOLTA CANTINA DIVINJA CANTINA VENTIVENTI CANTINA VEZZELLI FRANCESCO CANTINA ZUCCHI CAVALIERA CLETO CHIARLI TENUTE AGRICOLE FATTORIA MORETTO GARUTI VINI LA BATTAGLIOLA LA PIANA WINERY LE CASETTE LINI 910 MARCHESI DI RAVARINO OPERA02 PODERE IL SALICETO RINALDINI AZ. AGR. MORO TERRAQUILIA VENTURINI BALDINI VILLA DI CORLO ZANASI SOCIETA’ AGRICOLA La Redazione
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1 Aprile, 2025

Ciccio e la Ristogatta. Quando la gatta è gourmet e Ciccio ci mette il cuore

Dimenticate le solite cene degustazione pettinate e paludate, dove il cameriere vi guarda con sufficienza se non sapete pronunciare macerazione carbonica. Qui da Samuel, detto Ciccio e la Ristogatta c’è Daniela che ti accoglie nel suo ristorante con simpatia e savoir faire e ti mette a tuo agio invitandoti a provare la cucina del suo amato Ciccio, un omone alto, simpatico di poche parole ma con un grande sorriso e una mano bella grande da avvolgere la tua. In questo ristorante dicono si mangi bene con leggerezza. Spero di potervelo confermare. Nel frattempo mi diverto senza inutili formalismi con Daniela, pronto a scoprire piatti nati dalla passione  e creatività di Ciccio e una dose di sana follia. Daniela mi dice che il menù di degustazione che proverò sarà un viaggio tra sapori decisi, combinazioni spiazzanti e qualche colpo di scena che mette alla prova le papille gustative. Il tutto in un ristorante dall’atmosfera conviviale, dove l’eleganza si mescola ad un’ironia ben dosata. Vi racconto com’è andata questa esperienza, tra bocconi sorprendenti e sorprese felinamente gourmet. La cena inizia con un calice che Daniela mi consegna, la Ristogatta, una bevanda creata da lei nata dal connubio di succo di lavanda bio e bollicine, un brut metodo charmant di Cantine Capitani. Il primo sorso e subito la mente viaggia: il profumo delicato della lavanda bio avvolge il naso con le sue note floreali ed erbacee, mentre al palato le bollicine della Cantina Capitani portano freschezza e vivacità. Un mix audace che Daniela ha saputo creare, che gioca tra la dolcezza aromatica della lavanda e la spinta agrumata e minerale dello spumante. Il risultato? Sono al quarto bicchiere e non credo di volermi fermare. Sicuramente da bere con curiosità e magari il giusto abbinamento felino che presto arriverà. E il primo piatto felino Daniela me lo serve, un piatto vivace con un bel gioco di colori. Due tortini, due anime, un solo grande morso di felicità. Se pensate che il tortino sia roba da nonnine e ricettari polverosi, preparatevi a cambiare idea. Qui il gioco si fa serio, perché nel primo c’è il baccalà, morbido, avvolgente e furbescamente abbracciato alla patata e sopra un crumble di olive taggiasche che aggiunge il colpo di grazia al piatto: sapidità e croccantezza a tradimento. Morso dopo morso, ce ne sono voluti due, e un’onda di gusto arriva dritta al cuore, sicuramente poi passa allo stomaco. Poi a seguire ma non per minor importanza c’è il tortino che da luce al piatto, carote e arancia, dolce e agrumato, che si scioglie sulla crema di piselli come un tramonto su un campo di fiori. A completare questo quadro abilmente dipinto da Ciccio? Un germoglio di pisello che ci mette freschezza e il fiore violetta del pensiero dell’orto Clapi di Campagnano, un orto che regala meraviglie. Oltre ad essere bellissimo da vedere, il fiore è davvero buono, pensavo fosse solo scenografia e invece si mangia e si gusta. Mangiandolo sembra di essere su un prato, ma senza mucche tranquilli. Quattro bocconi di due anime diverse, un solo consiglio: quando li trovate nel menù non perdeteveli. Daniela ha deciso che bisogna far sul serio e così mi versa Etesia Igp Lazio di Cantine Capitani. Un bianco che sa di territorio, sole e brezza lacustre. Al naso esplode con note di frutta a polpa bianca, fiori freschi e un accenno agrumato che invita al primo sorso. Al palato è fresco, equilibrato e sapido, con una mineralità che racconta la terra vulcanica da cui nasce. Il finale? Pulito, elegante e con una persistenza che lascia il segno senza strafare. E con questo bel calice, in realtà siamo già al secondo mi preparo ad accogliere la prossima prelibatezza che Ciccio ha pensato per me. Daniela mi presenta un piatto che porta a tavola la Toscana. Pappa al pomodoro, un comfort food che ti abbraccia lo stomaco. Dimenticate le zuppe tristi da ospedale e le vellutate pallide senza anima. La pappa al pomodoro di Ciccio è un colpo al cuore: densa, avvolgente, con quel pomodoro che profuma di sole e pane che prendi in mano e inizi a fare la scarpetta. Il tutto condito con un giro d’olio che non è un dettaglio, ma il sigillo di garanzia di ogni toscano che si rispetti. Ogni cucchiaiata è un viaggio tra dolcezza e acidità, tra rusticità e pura poesia culinaria. Ti scalda, ti coccola e ti fa pensare che alla fine la felicità sta nelle cose semplici, soprattutto se a crearle è Ciccio con la sua faccia tosta e il cuore grande. Vorresti leccare il piatto? per rispetto di Daniela non l’ho fatto, ma le mani me le sono sporcate. Pulite le mani, da bravo scolaro e ottimo cliente mi ricompongo e aspetto la prossima creazione di Ciccio. Daniela mi racconta che proverò, forse per la prima volta i loro Kumquat, mai sentiti a tal punto che sono finito su Google a capire di che si trattasse. Il kumquat o cumquat, detto anche comunemente mandarino cinese, è un piccolo albero da frutto che loro hanno e con il quale Ciccio ha creato questo bellissimo piatto. Non ci sono i soliti primi piatti rassicuranti. Questo tagliolino con crema di kumquat, polvere di cardamomo e mazzancolle è un piccolo terremoto per il palato. Il kumquat? Un’esplosione agrumata che sveglia le papille con il suo gioco di dolce e acidulo. Il cardamomo? Un pizzico di magia speziata che aggiunge profondità e quel tocco esotico che fa viaggiare la mente. E poi come non gustare le mazzancolle, carnose e saporite, che si tuffano nella crema come se fosse la loro piscina persona. Risultato? Un piatto che ti sorprende e creda dipendenza a tal punto che lo riconsegno a Daniela pulito e le dico. Ma cosa avrei dovuto mangiare? Dopo questa ebrezza ed esoticità improvvisa Daniela decide che la cena deve far un salto e così mi versa Voltone Rosso, di Villa Puri, lago di Bolsena. Un vino che non passa inosservato. Al primo naso sprigiona frutti rossi maturi, ciliegia e prugna, con un tocco speziato che sussurra pepe nero e liquirizia. In bocca è avvolgente, morbido con un tannino ben integrato e una struttura importante. La sapidità tipica del terroir vulcanico del lago di Bolsena gli dà quella marcia in più che lo rende intrigante e persistente. Un vino da bere senza troppi pensieri e siccome i miei sono in vacanza mi faccio versare il secondo calice. E con un vino come questo ritorna la Toscana a riproporsi a tavola. Questa volta Daniela mi serve dei Pici ubriachi. Un piatto dove la pasta ha deciso di alzare un pò il gomito ed io con piacere la seguo. Se pensate che la pasta debba bollire in acqua come da manuale, preparatevi a cambiare prospettiva: qui i pici si ubriacano direttamente in padella con il Sangiovese e il risultato è pura poesia. Il vino li avvolge, li colora di  un rosso intenso e li carica di sapore, mentre il brasato di cipolla e pancetta, godurioso da non poterne fare a meno, fa da spalla con la sua dolcezza caramellata e quella nota affumicata. E poi come dimenticare il pecorino stagionato del caseificio di Anguillara che entra in scena come il grand finale di un concerto rock punk: sapido intenso, deciso sciolto al punto giusto per legare tutto in un morso irresistibile. Un piatto che dopo il primo boccone, chiudi gli occhi e ti vedi sdraiato su un prato, al secondo boccone inizi a pensare che potresti finirlo tutto e al terzo mi chiedo: un bis sarebbe brutto da chiedere? Senza lasciarmi il tempo di bere un bicchiere di acqua e Daniela si presenta con un piatto dove trovo qualcosa che ho mangiato e rimangiato ovunque ma che qui sarà un’altra storia. Polpo rosticciato: croccante fuori, scioglievole dentro. Il polpo rosticciato l’ho mangiato in ogni ristorante dove sono stato ma questo mi ha davvero sorpreso: croccante fuori, tenerissimo dentro, con quella leggera nota affumicata che lo rende semplicemente irresistibile.  Ma quello che per me ha fatto la differenza con la memoria storica dei precedenti è la crema di patate affumicata, pura vellutata, goduria allo stato puro, un letto soffice che avvolge ogni boccone con il suo sapore profondo e avvincente. E poi secondo me quelli che la fanno da padrona e hanno accompagnato ogni boccone del polipo sono i broccoletti di Anguillara, qualcosa di unico, che devi per forza provare. Aggiungono quella nota amaricante che equilibra il tutto e da quel colpo al piatto che vorresti per finirti tutto il polipo. E per finire e dare il colpo di grazia al piatto c’è il porro bruciato quel tocco di sana follia che ti fa pensare: ma perché non l’ho mai provato prima? Un piatto che mi ha stupito per i suoi giochi di contrasti, morbido e croccante, dolce e sapido, affumicato e fresco. Il rischio? Averlo finito senza nemmeno aver dato il tempo a Daniela di chiedermi come fosse, lasciandole il piatto vuoto con aria malinconica. Pensavo che la cena fosse finita e invece Daniela mi dice che non posso andar via senza che Ciccio mi fa provare un altro assaggio di Toscana. Ed eccomi servita la guancia brasata nel sangiovese. Tenerissima, saporita e altamente addictive. Il classico piatto che non si mangia, si vive. Dopo ore di cottura lenta e paziente, la carne diventa così tenera che basta sfiorarla con la forchetta per farla sciogliere. Il sangiovese fa il suo dovere, avvolgendola con il suo carattere deciso mentre i succhi della brasatura si trasformano in una salsa da leccarsi i baffi e forse anche le mani. Quello che dona freschezza al piatto è la misticanza dell’Orto di Clapi, un mix di erbe e germogli che dà croccantezza, freschezza e quel tocco di natura che bilancia la profondità del piatto. Un boccone e siete già conquistati. Due bocconi e iniziate a pensare che la felicità sia tutta qui e al terzo boccone ti accorgi che il piatto è tristemente vuoto. Morale della favola? Se hai il coraggio chiedi il bis. Finalmente giungiamo al traguardo, ormai lo vedo e sono sicuro di esserci arrivato. Daniela mi serve la Panna cotta che precisa che Ciccio l’ha preparata all’antica. Un dolce che non fa scene, ma ti conquista al primo cucchiaio. Niente effetti speciali, niente inutili fronzoli: questa panna cotta all’antica gioca la carta della semplicità fatta bene. Liscia, vellutata, con quella consistenza perfetta tra il cremoso e il compatto che si scioglie in bocca senza chiedere permesso. Ma il tocco a parer mio di classe è la composta di pera e cannella che trasforma ogni cucchiata in una coccola avvolgente. La dolcezza della pera si fonde con il calore speziato della cannella creando un mix di profumi che sa di casa, di inverno di dolci fatti con amore. Un dessert che non hai il tempo di commentare perché tre cucchiaiate e lo hai finito a tal punto da rimanerci quasi male. Se cercate una degustazione ingessata, con porzioni da nouvelle cousine e silenzi imbarazzanti tra una portata e l’altra questo non è il posto per voi. Da Ciccio e la Ristogatta, il cibo è protagonista ma senza prendersi troppo sul serio: ogni piatto è una sorpresa, un mix di tecnica, istinto e un pizzico di sana follia che lo rende unico. Dai pici ubriachi al polpo rosticciato fino alla panna cotta all’antica e sicuramente qualche piatto l’ho dimenticato, il menù gioca su contrasti, esalta gli ingredienti locali e dimostra che si può fare cucina di livello senza perdere il gusto dell’ospitalità e del divertimento. Un posto accogliente, che ti fa sentire a casa, con mamma che ti vizia e ti porta i piatti a tavola. Sicuramente qui ogni cena diventa un’esperienza da ricordare e raccontare. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere        
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31 Marzo, 2025

Il Consorzio di tutela vini DOC Sicilia a Vinitaly 2025

UN RACCONTO DI STORIA, TERRITORIO E NUOVE PROSPETTIVE   La DOC Sicilia torna a Vinitaly con un’identità rinnovata e un racconto che intreccia storia, territorio e visione internazionale. Tra degustazioni guidate, approfondimenti scientifici e strategie di mercato, il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia si prepara a essere protagonista dell’edizione 2025 della fiera veronese, portando sotto i riflettori la ricchezza e la diversità del patrimonio vitivinicolo siciliano. Dal 6 al 9 aprile, presso il Padiglione 2, stand G79, il Consorzio accoglierà operatori, giornalisti e appassionati in un viaggio alla scoperta dei vini della DOC Sicilia, attraverso un programma pensato per valorizzare la straordinaria identità enologica dell’isola. Masterclass condotte da esperti del settore offriranno un approfondimento tecnico e culturale sulle caratteristiche uniche della denominazione. Ben 65 referenze provenienti da 37 diverse aziende consorziate saranno disponibili allo stand per la degustazione offrendo agli ospiti un percorso gustativo e sensoriale unico, immergendoli nei profumi della Sicilia. Tra gli appuntamenti più attesi, lunedì 7 aprile alle 13:00, il giornalista e wine educator Filippo Bartolotta guiderà la masterclass “Sulla rotta del Grillo”, un percorso dedicato alle sfumature e all’evoluzione di uno dei vitigni simbolo della denominazione. Lunedì 7 aprile alle ore 15:00 lo stand accoglierà gli studenti del corso di enologia dell’Università degli Studi di Palermo che parteciperanno ad una masterclass sui principali vitigni autoctoni dell’isola a partire dalle ore 16.30. Prima di questa, giornalisti e tecnici di settore sono invitati a partecipare alla masterclass dal titolo “Vista Lucido” , sarà tenuta dall’enologo Giovanni Colugnati Martedì 8 aprile alle 11:00, l’agronomo e divulgatore Maurizio Gily guiderà la degustazione dei vini del progetto BiViSi alla scoperta della biodiversità viticola siciliana, analizzando il valore storico e il potenziale enologico di vitigni meno noti ma profondamente radicati nel territorio. Nel pomeriggio, alle 16:00, Bartolotta tornerà con “Da 0 a 1000: la Sicilia dei contrasti”, una narrazione che esplorerà la varietà di terroir e microclimi che rendono la DOC Sicilia un mosaico unico, dalle coste alle alture dell’entroterra. Durante la fiera, il Consorzio di tutela vini DOC Sicilia accoglierà al proprio stand buyer, giornalisti e operatori del settore, favorendo il dialogo sulle opportunità di mercato, sulle strategie promozionali e sul ruolo crescente dei vini DOC Sicilia nel panorama vinicolo mondiale. L’appuntamento è a Vinitaly 2025, Padiglione 2 – Stand G79, per scoprire e vivere l’essenza autentica dei vini DOC Sicilia. La Redazione
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31 Marzo, 2025

Consorzio Garda DOC al Vinitaly 2025

Esperienze digitali, convivialità tar social tasting e contenuti live   Cresce l’attesa per l’edizione del Vinitaly, che si terrà dal 6 al 9 aprile presso la Fiera di Verona. Appuntamento imperdibile per giornalisti, operatori e wine lover da tutto il mondo, vede il Consorzio Garda Doc protagonista con un ricco calendario di eventi. All’interno dell’area (Avenue H, Stand 1) si svolgeranno attività rivolte al pubblico e altre alla stampa. II Presidente del Consorzio Garda DOC Paolo Fiorini Consorzio Garda Doc sarà protagonista di questa edizione di Vinitaly attraverso un calendario intenso e articolato che intende narrare la Denominazione attraverso la voce di chi vive, ama e produce in questo meraviglioso territorio. Un format innovativo che prevede degli incontri all’interno di un salotto dedicato e degustazioni nei nostri social tasting dove verranno organizzati focus e abbinamenti pensati per offrire agli enoappassionati un’esperienza unica di scoperta nostro meraviglioso territorio. Carlo Alberto Panont, Direttore del Consorzio Garda DOC Il nostro territorio è ricco di sfumature che vorremmo, attraverso questi appuntamenti, far conoscere a tutti coloro che verranno a Vinitaly. Crediamo che il racconto di chi vive, di chi lo conosce profondamente sia il modo migliore  per far comprendere al pubblico quanto variegato sia il territorio gardesano, nel quale il Consorzio opera Tutti i giorni l’enologa e divulgatrice Sissi Baratella realizzerà, all’interno di uno spazio conviviale allestito in stile Garda Doc, delle interviste social che vedranno protagonisti alcuni produttori ma anche giornalisti, opinion leader e personaggi del mondo dello sport e della cucina. Partendo dalla semplice domanda “Posso Offrirti un Garda Doc?” Sissi coinvolgerà gli ospiti in un dialogo sui vini del Consorzio ma anche sul territorio, l’offerta enoturistica il tutto accompagnato da un calice di Garda Doc. Condivisione, convivialità e partecipazione sono i temi cardine anche dei Social Tasting: degustazioni e abbinamenti food che vedranno dal 6 al 9 aprile i vini della Doc Garda accompagnarsi alle eccellenze della gastronomia italiana quali Formaggio Montasio Dop, Crudo di Cuneo Dop e Salame Varzi Dop. Occasioni uniche di degustazione, guidate con lo stile contemporaneo e fresco di Sissi Baratella e dedicate ad un pubblico selezionato di wine lovers e operatori. Lo stand del Consorzio Doc Garda sarà il salotto del Vinitaly all’interno del quale gli ospiti del Vinitaly potranno ritrovare tutti i profumi, i colori e i sapori un territorio dalle caratteristiche paesaggistiche uniche, tra Lombardia e Veneto, protetto dalle montagne e affacciato sul bacino più grande d’Italia: un’area di produzione vitivinicola, tra le province di Brescia, Mantova e Verona, sorge la DOC Garda, in cui le speciali condizioni climatiche hanno plasmato nel tempo le qualità delle diverse specie di uva che vi crescono e, tuttora, ne determinano le peculiarità. Non solo eventi allo stand dedicati ai sommeliers, giornalisti e operatori, ma anche coinvolgimento del pubblico sia all’interno della fiera che nel centro storico di Verona. Dal 6 al 9 aprile i visitatori presenti all’interno dello stand Garda Doc saranno i protagonisti attraverso videointerviste, reels e stories pubblicate nei canali social del Consorzio mentre la sera di venerdì 4 aprile i vini del Consorzio saranno ospiti all’evento di Vinitaly and the City che si terrà dalle 20:30 alle 21:15 presso il Cortile del Mercato Vecchio. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati che potranno, attraverso degustazioni, incontri con i produttori e spettacoli dal vivo, immergersi in un’atmosfera unica. Una serata dal titolo: “Garda Doc: nel nome del vitigno. Vini sinonimo di luce, vento e acqua del Lago di Garda.” durante la quale gli inviati potranno intraprendere un viaggio sensoriale e degustativo nella denominazione Garda Doc. Dai monovarietali ai blend, dai fermi ai mossi, un percorso  degustativo che solo il territorio gardesano  può offrire insieme celebrando in una sinfonia di sapori e profumi l’anima del lago più grande d’Italia. Assieme a questi prodotti il Consorzio Garda DOC è parte del progetto triennale cofinanziato dall’Unione Europea “Eccellenze DOP: un savoir-faire tutto europeo”. La campagna di comunicazione ha come obiettivi di rafforzare la riconoscibilità e la notorietà dei prodotti agroalimentari europei di qualità a marchio DOP, oltre che migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione. Il programma, che coinvolge Italia, Germania e Austria, prevede una serie di attività dedicate ad aumentarne la visibilità e l’apprezzamento nei tre mercati di riferimento.     La Redazione
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