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27 Aprile, 2026
Rino Šuran. Il custode biodinamico dell’Istria
In un angolo incontaminato dell’Istria, tra la natura selvaggia della Riserva di Palud e le brezze del Mediterraneo, vive e lavora Rino Šuran, figura carismatica e visionaria che ha fatto dell’agricoltura biodinamica la sua missione di vita.
La sua azienda, OPG Šuran Petar Rino, nasce nei primi anni ’90, quando Rino, dopo anni nel settore immobiliare, decide di rispondere a un richiamo più profondo: la terra, le piante, il ritmo naturale delle stagioni. Insieme alla moglie Antonietta, inizia un’avventura agricola che affonda le radici in una filosofia rispettosa dell’equilibrio tra uomo e natura. Non una semplice conversione al biologico, ma una scelta radicale: la biodinamica, con certificazione Demeter, guidata dall’idea che il terreno debba essere vivo, nutrito da compost, tisane e preparati naturali, secondo un calendario lunare che accompagna ogni gesto agricolo.
Incontro a Calandra
Ho conosciuto Rino grazie a Iacopo Gerussi, sommelier di grande sensibilità e vecchio cliente con una passione ardente per i vini naturali. Fu durante una degustazione cieca che per la prima volta mi confrontai con il carattere inconfondibile dei suoi vini: nitidi, profondi, pieni di quella vibrazione territoriale che solo una vigna in equilibrio può trasmettere.
Quando poi sono andato a trovarlo nella sua azienda, è bastato poco per capire che stavo entrando in un luogo speciale. Il cancello era aperto, e già da subito si respirava un’aria di autenticità e accoglienza. Ho trovato un ambiente che potrei definire una vera e propria fattoria: animali liberi, natura vissuta, essenziale ma curata. Mi è sembrato di tornare bambino, a quando anche noi avevamo una fattoria con gli animali e la vita scorreva semplice e genuina, in sintonia con la terra. E prima ancora di parlare di vino, Rino mi ha regalato una profonda lectio magistralis sull’olio extravergine di oliva: un racconto appassionato che intrecciava scienza, etica e spiritualità, mostrandomi come ogni oliva, ogni stilla d’olio, sia l’espressione finale di un ecosistema curato con pazienza e amore. La Malvasia e oltre Tra i vini, è la Malvasia a rappresentare forse la più alta espressione del suo lavoro. Nei calici di Rino, questo vitigno istriano assume una voce chiara e luminosa, capace di raccontare la mineralità dei suoli calcarei, l’aria salmastra dell’Adriatico e l’influsso di una viticoltura che rinuncia al controllo forzato per esaltare l’essenza più pura del frutto. Ma non c’è solo Malvasia. Le sue vinificazioni – sempre essenziali, rigorose, ma al tempo stesso vibranti – dimostrano un pensiero coerente e una straordinaria padronanza del mestiere. Ogni bottiglia è il riflesso di un pensiero agricolo olistico, in cui il vino non è un prodotto ma un messaggio. Più di un produttore Rino Šuran è molto più di un produttore: è un custode di sapere, un agricoltore-filosofo, un uomo che ha scelto di restare fedele a una visione integrale della terra. Ogni visita nella sua azienda è un’immersione nella bellezza semplice e profonda di un lavoro fatto con coscienza. E quando ti trovi davanti a lui – con la sua voce calma, lo sguardo fermo e quel carisma magnetico da vecchio saggio mediterraneo – capisci che non stai semplicemente assaggiando un vino o un olio, ma stai partecipando a qualcosa di più grande: un patto rinnovato ogni giorno tra l’uomo e la natura. Emanuele Muzzo – Vigne e Orizzonti
Su Instagram è semplicemente Emanuele Muzzo
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Quando poi sono andato a trovarlo nella sua azienda, è bastato poco per capire che stavo entrando in un luogo speciale. Il cancello era aperto, e già da subito si respirava un’aria di autenticità e accoglienza. Ho trovato un ambiente che potrei definire una vera e propria fattoria: animali liberi, natura vissuta, essenziale ma curata. Mi è sembrato di tornare bambino, a quando anche noi avevamo una fattoria con gli animali e la vita scorreva semplice e genuina, in sintonia con la terra. E prima ancora di parlare di vino, Rino mi ha regalato una profonda lectio magistralis sull’olio extravergine di oliva: un racconto appassionato che intrecciava scienza, etica e spiritualità, mostrandomi come ogni oliva, ogni stilla d’olio, sia l’espressione finale di un ecosistema curato con pazienza e amore. La Malvasia e oltre Tra i vini, è la Malvasia a rappresentare forse la più alta espressione del suo lavoro. Nei calici di Rino, questo vitigno istriano assume una voce chiara e luminosa, capace di raccontare la mineralità dei suoli calcarei, l’aria salmastra dell’Adriatico e l’influsso di una viticoltura che rinuncia al controllo forzato per esaltare l’essenza più pura del frutto. Ma non c’è solo Malvasia. Le sue vinificazioni – sempre essenziali, rigorose, ma al tempo stesso vibranti – dimostrano un pensiero coerente e una straordinaria padronanza del mestiere. Ogni bottiglia è il riflesso di un pensiero agricolo olistico, in cui il vino non è un prodotto ma un messaggio. Più di un produttore Rino Šuran è molto più di un produttore: è un custode di sapere, un agricoltore-filosofo, un uomo che ha scelto di restare fedele a una visione integrale della terra. Ogni visita nella sua azienda è un’immersione nella bellezza semplice e profonda di un lavoro fatto con coscienza. E quando ti trovi davanti a lui – con la sua voce calma, lo sguardo fermo e quel carisma magnetico da vecchio saggio mediterraneo – capisci che non stai semplicemente assaggiando un vino o un olio, ma stai partecipando a qualcosa di più grande: un patto rinnovato ogni giorno tra l’uomo e la natura. Emanuele Muzzo – Vigne e Orizzonti
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26 Aprile, 2026
Rose Rosé torna a Roma. La IV Edizione accende la città tra vino, moda e arte
Dall’11 al 17 maggio, con eventi clou il 13 e 14, Via Borgognona si trasforma in un percorso esperienziale con degustazioni, boutique e installazioni floreali, con il Cerasuolo d’Abruzzo protagonista assoluto un programma ricco di novità pensato per conquistare non solo wine lover ma anche appassionati di lifestyle contemporaneo.
Quarta edizione, stessa anima e nuove vibrazioni: Rose Rosé torna a Roma per celebrare il mese delle rose con un’esperienza che conquista il palato e seduce lo sguardo, invitando tutti a lasciarsi trasportare in un mondo dove il rosa diventa emozione, stile e racconto. A maggio, quando la città si accende di luce e i giardini si tingono delle prime fioriture, prende vita uno degli appuntamenti più originali della stagione primaverile, capace di rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità.
La manifestazione, promossa dall’Associazione Matrix e dalla MKTG Advisor, continua a raccontare con successo una formula originale e riconoscibile, arricchita da novità che vivacizzano il programma e accendono la curiosità di un pubblico sempre più ampio: non solo appassionati di vino, ma anche amanti della moda, dell’arte e delle esperienze immersive.
Dall’11 al 17 maggio, con le giornate clou del 13 e 14, Rose Rosé si prepara a conquistare nuovamente la città con un calendario ricco di appuntamenti, pensato per offrire un viaggio coinvolgente tra degustazioni, shopping experience, arte e lifestyle, in un equilibrio armonioso e contemporaneo.
Al centro di questa edizione c’è ancora una volta il fascino del vino rosé, nelle sue molteplici sfumature e declinazioni, ma anche un’idea più ampia di evento: un percorso immersivo che intreccia gusto e bellezza, tradizione e tendenze.
Scenario d’eccezione sarà ancora Via Borgognona, cuore pulsante dello shopping Altagamma romano, con le sue architetture storiche di influenza francese e le prestigiose boutique internazionali. Per l’occasione, la via si trasformerà in un itinerario sensoriale unico, vestendosi di rosa e di rose grazie all’allestimento firmato da Flover, realtà napoletana specializzata nel mondo moda e design. Le loro scenografiche fioriere a muro daranno vita a un ambiente poetico e raffinato, esaltando la bellezza delle rose e richiamando le delicate tonalità dei vini rosé nel calice.
Sono circa 12 le boutique coinvolte lungo la via, ognuna delle quali ospiterà le singole cantine del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, partner vinicolo esclusivo dell’iniziativa. Protagonista d’eccezione sarà il Cerasuolo d’Abruzzo – prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati, nata nel 2010, che vive oggi un momento d’oro – che accompagnerà gli ospiti in un percorso di degustazione tra freschezza, profumi fruttati e versatilità.
Alessandro Nicodemi, Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.
Il Cerasuolo d’Abruzzo sta vivendo un momento estremamente interessante. È un vino moderno, dinamico, capace di interpretare uno stile di vita sempre più attento all’equilibrio tra gusto, leggerezza e convivialità. In una cornice d’eccezione come Roma, simbolo di eleganza e bellezza senza tempo, il Cerasuolo trova una dimensione naturale: glamour, inclusiva e internazionale, perfettamente in sintonia con il suo carattere fresco e contemporaneo.
Le esperienze si articoleranno tra le degustazioni diffuse nelle boutique del 14 maggio e il wine tasting su invito nelle sale del prestigioso St. Regis Rome il 13 maggio, Durante tutto il percorso, sommelier qualificati guideranno i partecipanti in un viaggio sensoriale ricco di curiosità, racconti e abbinamenti.
Non mancherà, anche quest’anno, uno spazio dedicato all’arte: l’artista contemporanea Elisabetta (Betta) Serena di Lapigio esporrà le sue opere presso il St. Regis Rome, aggiungendo un ulteriore livello di dialogo tra estetica e percezione, presso la Sala del Cinghiale del ristorante Nino dal 1934 e in alcune delle boutique partecipanti. A rendere ancora più vivace l’esperienza, continua la collaborazione con l’illustratore di moda Aldo Sacchetti, che realizzerà ritratti dal vivo degli ospiti attraverso la tecnica dello sketch all’interno di alcune boutique selezionate.
Rose Rosé si conferma così molto più di un evento enologico: è un racconto corale fatto di gusto, bellezza e lifestyle, capace di trasformare la città in un palcoscenico diffuso dove ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera elegante, coinvolgente e sempre al passo con i tempi.
La manifestazione è patrocinata da Regione Lazio, Comune di Roma e Confcommercio imprese per l’Italia, con la media partnership di RCS Corriere della Sera e il sostegno di partner come Avis Drive, Valverde, Matrix, Montenapoleone District e Flover.
Per tutti i dettagli dell’iniziativa è possibile consultare il sito: www.krtbrand.it
La Redazione
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26 Aprile, 2026
NASCE WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo di Milano
Il mondo del vino e dell’ospitalità si incontrano per un appuntamento leisure e B2B
Un nuovo appuntamento, unico a Milano, per una nicchia di mercato in forte crescita: dal 6 all’8 febbraio 2027 nel capoluogo lombardo si terrà WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo, progetto che unisce in modo innovativo le realtà del vino e dell’ospitalità italiane, con un programma dettagliato, pensato sia per il pubblico leisure che per il B2B.
Ideata da Milano Wine Marketing, in collaborazione con gli East Stand Studios, la fiera permetterà ad aziende vinicole con servizio di ospitalità, ristorazione e/o spazio eventi ed agriturismi, di incontrarsi, fare promozione e trovare occasioni concrete di business con visitatori e operatori.
Per i visitatori: scoprire l’ospitalità del territorio e programmare il viaggio
Sabato 6 e domenica 7 febbraio migliaia di appassionati potranno interfacciarsi con le aziende espositrici, che offriranno degustazioni dei loro vini, vendite dirette, pacchetti enoturistici con visite in cantina e pernottamenti. Visitare gli stand permetterà al pubblico di approfondire la conoscenza della proposta enoturistica italiana, per programmare long- break e vacanze in tante regioni d’Italia, grazie anche alla selezione di itinerari e attrazioni selezionate da ogni espositore. Infine, presso lo spazio Enoteca, sarà possibile acquistare le etichette presenti in fiera.
Per il business: incontri, sinergie e accordi diretti
Lunedì 8 febbraio sarà invece il momento esclusivo per agenzie, tour operator, consulenti e buyer HO.RE.CA. italiani e dai paesi esteri con il più alto afflusso turistico verso l’Italia come Regno Unito, Francia e Germania per incontrare gli espositori, creare sinergie e finalizzare accordi diretti. Per una gestione più fluida degli appuntamenti, gli operatori potranno registrarsi sull’area dedicata del sito ufficiale della fiera e contattare direttamente gli espositori per programmare in anticipo gli incontri B2B con le realtà di loro interesse, ottimizzando tempi e opportunità di networking.
Paola Bacchetti, Co-Founder & CEO di Milano Wine Marketing
Negli ultimi tre anni il mercato dell’enoturismo ha registrato una forte crescita in Italia, trainato da un rinnovato interesse per esperienze autentiche legate al vino, al territorio e alla sostenibilità e, nel nostro Paese, almeno una presenza turistica straniera su due è legata al comparto enogastronomico. Per noi era importante presentare un format che, per la prima volta in una città nevralgica come Milano, unisse i due segmenti dell’enologia e dell’accoglienza, con un mercato dalle grandi potenzialità di crescita, ma ancora spesso conosciuto a livello frammentario.
La Fiera, organizzata in collaborazione con East End Studios si terrà negli spazi di via Mecenate 84/10, e gli stand, pronti all’uso, saranno configurati con arredi pro, grafica personalizzata e postazioni degustazione, per offrire l’esperienza migliore a visitatori e operatori, celebrando territori e prodotti.
A disposizione per il pubblico della fiera, e distribuito in selezionati stazioni e aeroporti, ci sarà il Catalogo bilingue di WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo, con una descrizione di tutte realtà che espongono suddivise per regione.
WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo in breve
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Quando: dal 6 all’8 febbraio 2027
Dove: East End Studios, via Mecenate, 84/10
Giornate:
6 e 7 febbraio 2027: dalle 11.00 alle 19.00, apertura al pubblico
8 febbraio 2027: dalle 09.00 alle 18.00, apertura ad operatori e B2B
Per informazioni e prenotazioni: milanowinemarketing.com Milano Wine Marketing Milano Wine Marketing nasce nel 2025 da un’idea di Paola Bacchetti, Co-Founder & CEO. L’agenzia unisce competenze ed esperienze maturate negli ultimi 30 anni nei settori dell’editoria, del commercio, del marketing e degli eventi, con specializzazione nel comparto vitivinicolo e non solo. Supporta cantine e aziende del settore nello sviluppo strategico e nel posizionamento del brand, accompagnandole nella crescita sui mercati nazionali e internazionali attraverso progetti di comunicazione, marketing e valorizzazione del prodotto. La Redazione
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Quando: dal 6 all’8 febbraio 2027
Dove: East End Studios, via Mecenate, 84/10
Giornate:
6 e 7 febbraio 2027: dalle 11.00 alle 19.00, apertura al pubblico
8 febbraio 2027: dalle 09.00 alle 18.00, apertura ad operatori e B2B
Per informazioni e prenotazioni: milanowinemarketing.com Milano Wine Marketing Milano Wine Marketing nasce nel 2025 da un’idea di Paola Bacchetti, Co-Founder & CEO. L’agenzia unisce competenze ed esperienze maturate negli ultimi 30 anni nei settori dell’editoria, del commercio, del marketing e degli eventi, con specializzazione nel comparto vitivinicolo e non solo. Supporta cantine e aziende del settore nello sviluppo strategico e nel posizionamento del brand, accompagnandole nella crescita sui mercati nazionali e internazionali attraverso progetti di comunicazione, marketing e valorizzazione del prodotto. La Redazione
26 Aprile, 2026
Il mio Vinitaly 2026. Cronaca di una maratona annunciata
Come ogni anno, eccomi qua a raccontare il mio Vinitaly. Spesso, guardando dall'esterno le storie su Instagram, i post veloci tra un padiglione e l’altro, i sorrisi durante le feste o la sequenza infinita di calici alzati, non si comprende fino in fondo quanto sia impegnativo affrontare quella che considero la manifestazione più imponente e importante per l’Italia del vino.
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25 Aprile, 2026
Fai arte, qualcosa cambierà. Primo Maggio in vigna, tra radici etrusche e visioni future
C’è un momento, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, in cui la terra sembra trattenere il respiro. Le vigne si risvegliano, il sole accarezza le colline e l’aria profuma di possibilità. È proprio in questo spazio sospeso che prende vita StappaLa in Vigna, il Primo Maggio in Terra Etrusca alla Cantina Solis Terrae: non solo un evento, ma un invito a trasformare, a creare, a sentire.
“Fai arte, qualcosa cambierà” non è uno slogan. È una promessa.
In un territorio dove la storia affonda le radici nel mistero degli Etruschi, l’arte diventa un ponte tra passato e presente. Le vigne non sono solo filari ordinati: sono pagine vive, superfici su cui il tempo ha scritto storie di lavoro, di comunità, di resistenza. Qui, fare arte significa entrare in dialogo con la terra stessa, ascoltarla e restituirle una voce nuova.
Il Primo Maggio, tradizionalmente dedicato al lavoro, si trasforma così in una celebrazione del gesto creativo. Perché creare è lavorare, ma è anche liberarsi. È rompere schemi, aprire spazi, immaginare alternative. Che si tratti di musica tra i filari, di performance improvvisate, di calici che si incontrano o di parole condivise sotto il cielo aperto, ogni espressione diventa atto di cambiamento.
In un mondo che spesso corre troppo veloce, StappaLa in Vigna invita a rallentare. A riscoprire il valore del fare con le mani, del guardarsi negli occhi, del vivere un’esperienza autentica. L’arte, in questo contesto, non è distante o elitaria: è quotidiana, accessibile, necessaria. È il sorriso di chi brinda, il ritmo di un corpo che danza, il silenzio pieno di chi osserva il tramonto tra i grappoli ancora acerbi.
E qualcosa, inevitabilmente, cambia davvero.
Cambia la percezione del tempo, che si dilata. Cambia il modo in cui si abita uno spazio, che diventa condiviso. Cambia la relazione con gli altri, che da estranei diventano parte di una stessa narrazione. E cambia, soprattutto, lo sguardo: perché quando si crea, anche solo per un giorno, si impara a vedere il mondo non per quello che è, ma per quello che potrebbe diventare.
La Cantina Solis Terrae diventa così un laboratorio a cielo aperto, uno spazio dove la live performance del Maestro David Phoenix immagina, un luogo dove il vino incontra l’arte e insieme generano qualcosa di irripetibile. Come ogni vendemmia, anche questo evento è unico: fatto di persone, di energia, di attimi che non torneranno uguali.
“Fai arte, qualcosa cambierà” è un invito semplice, ma potente. Non serve essere artisti, basta esserci. Basta lasciarsi attraversare dall’esperienza, partecipare, contribuire con la propria presenza.
Perché a volte il cambiamento non arriva con grandi rivoluzioni, ma con piccoli gesti condivisi, tra una vite e l’altra, in un giorno di primavera che sa già di futuro.
Non perderti lo spettacolo.
Info e Prenotazioni
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Marco Sargentini – Riflessioni Enologiche di un viaggiatore diVino
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25 Aprile, 2026
Ricci Osteria. La Puglia che ritrovo nel cuore di Milano
Arrivo a Milano, ma con la voglia di ritrovare la mia Puglia e così scopro Ricci Osteria. Una bellissima storia nata in Puglia e arrivata a Milano.
A pochi passi da Piazza del Tricolore, Ricci Osteria è una tappa che porta lontano senza lasciare Milano. È un luogo dove la Puglia non viene evocata, ma vissuta quotidianamente: nei gesti, nei tempi, nella materia prima.
Ad accogliere gli ospiti Massimiliano Paradisi, uomo attento e curioso, capace di guidare con naturalezza, invitando all’ospitalità come se fossimo davvero in Puglia e co lui rendono un servizio impeccabile a tavola due fratelli Davide e Andrea de Filippo.
Gli spazi parlano la lingua delle masserie pugliesi: stoviglie vissute, materiali semplici, strofinacci appesi alle pareti, dettagli che restituiscono un senso immediato di casa.
Pasta, pane e dolci vengono preparati ogni giorno in casa, secondo una ritualità che restituisce centralità al lavoro manuale e al rispetto della tradizione. Gli chef La chef Antonella Ricci e lo chef Vinod Sookar Lei brindisina, lui mauriziano, compagni nella vita e nel lavoro. Il segreto di Ricci Osteria è custodito nel rapporto tra Antonella Ricci e Vinod Sookar.
Il cognome Ricci rappresenta un vero e proprio vanto della ristorazione pugliese. Ed è nel locale di famiglia, Al Fornello da Ricci dal 1966, detentore della Stella Michelin più longeva di Puglia, che Antonella muove i suoi primi passi in cucina.
Un percorso di studio e passione, che la porta a conoscere Vinod. I due, infatti, si incontrano durante un seminario che lei tiene alle Mauritius nel 1998. È il preludio a un sodalizio lavorativo che l’anno successivo si consolida con il matrimonio.
Il sogno della coppia è quello di portare a Milano il sole del Mediterraneo. Un desiderio che diventa realtà grazie all’incontro con i soci fondatori Massimiliano Paradisi, Marco Postiglione e il Resident Chef Francesco Bordone.
Nasce così Ricci Osteria, un luogo dove l’ospite può sentirsi a casa, avvolto dal calore di una grande famiglia. Lo chef Francesco Bordone Francesco Bordone nasce a Napoli il 29 giugno 1995, ma cresce a San Giorgio a Cremano, ai piedi del Vesuvio. È qui, nel panificio di famiglia, che impara presto il valore del gesto quotidiano: impastare, attendere, rispettare i tempi. La panificazione e la pasticceria diventano il suo primo linguaggio. Dopo l’Alberghiero Cavalcanti di Napoli, Bordone affina la tecnica con esperienze importanti: la storica pasticceria Scaturchio e le cucine di Antonio Mellino al Quattro Passi di Nerano. Poi il viaggio, necessario e formativo: Copenaghen, Stoccarda, il Fässle di Patrick Giboin, fino al Giappone, da Michel & Sébastien Bras TOYA Japan, sull’isola di Hokkaido. L’Australia, l’Inghilterra e infine il rientro in Italia segnano una maturità consapevole. Nel 2022 nasce Ricci Osteria, insieme ad Antonella Ricci, Vinod Sookar, Marco Postiglione e Massimiliano Paradisi. Oggi Bordone è il resident chef del ristorante milanese. La degustazione Pane fritto con mentuccia fresca, pecorino pugliese canestrato.
Croccante all’esterno, caldo e soffice al cuore, con la mentuccia che libera una freschezza immediata e il pecorino canestrato che chiude con sapidità e profondità e mi regala i ricordi della mia puglia, delle mie estati a mangiare pane e pecorino. Gaspacho di pomodoro
È fresco, sì, ma non è quel fresco da manuale.
È il pomodoro quando lo tagli d’estate, quando ancora profuma di sole e di terra.
Mi riporta a quei pomeriggi in cui bastava un coltello, un filo d’olio e il pane per stare bene.
Ad accompagnare primitivo di Manduria Moi Dop cantine Varvaglione. Qui c’è la Puglia nel bicchiere, un vino che non solo ti riporta in Puglia, ma te la fa sentire al naso e poi in bocca. È una delle eccellenze della viticoltura pugliese e salentina, il significato del nome di questo vitigno è connesso alla precocità di maturazione delle uve. Dal colore rosso molto intenso con profondi riflessi violacei. Profumi intensi che ricordano la confettura di frutti rossi e note di frutta secca. Dal gusto ricco e avvolgente.
Olio Muraglia, la coratina pugliese a tavola, qui siamo a pochi km da casa, un olio che sa di tradizione, di storia, mi fa pensare a quelle giornate di novembre passate nei campi a veder raccogliere le olive per poter essere molite e diventare olio. Ad accompagnarlo pane di semola fatto in casa e qui la scarpetta nell’olio non è solo un vecchio rituale, ma diventa obbligo.
Tagliere di capocollo di martina franca e salame F.lli Gentile, selezione di formaggi della Masseria Seppunisi, marmellata di frutti rossi, frise fatte in casa all’olio EVO, ricotta forte caseficio Gallone, e sottoli dello Chef. Il tagliere che mi parla di casa, sapori di una terra ricca non solo di cose buone da mangiare ma anche da posti meravigliosi da scoprire.
È il classico tagliere che non devi spiegare.
Ti basta guardarlo per sapere da dove arriva.
Tartare di scottona marinata con salsa Pimà, cremoso al caciocavallo, datterini semi-dry, olio alle erbe mediterranee e peperone rosso di Policoro.
Qui la Puglia cambia forma.
Non è il piatto della tradizione, ma ha quel modo diretto di arrivarti che conosco bene.
La carne è pulita, il resto la accompagna senza coprirla.
È come certe tavole estive: poche cose, ma messe nel modo giusto. Gocce di ricotta avvolte nella semola, crema di erbette, chips di zucchine, olio al tartufo e capocollo croccante.
Questo è uno di quei piatti che senti subito tuoi.
La ricotta, la semola… sono gesti che conosco, che ho visto fare.
Cambia la forma, cambia l’idea, ma la base è quella di casa.
È il piatto che più di tutti mi riporta indietro, senza bisogno di spiegazioni. Orecchiette di semola rimacinata fatte in casa, una pasta che riporta alla mente le mani di nonna mentre il sabato pomeriggio le preparava per il sugo della domenica.
Qui cambia tutto: broccoli in due consistenze, pomodorini confit, mollica di pane alle acciughe, colatura di alici.
Ma il rispetto è lo stesso.
Cambiano gli ingredienti, non il gesto. Cappello del prete di manzo CBT in riduzione di Primitivo di Manduria, purea di sedano rapa e chips di tuberi
È un piatto più strutturato, più “da nord” se vogliamo, ma poi arriva quel Primitivo e rimette tutto al posto giusto.
La carne è tenera, piena, ma è il vino che parla la mia lingua.
Ed è lì che ritrovo la Puglia, anche dove non me l’aspetto. Bombette di maiale, cicoria ripassata e fonduta di stracciatella
Le bombette sono tradizione, usanza e qui la chiusura diventa identitaria: succosa, intensa, con la cicoria che pulisce e la fonduta che avvolge. Sono arrivato a Milano cercando la mia Puglia.
L’ho trovata dove non pensavo. Non nei cliché, ma nei gesti.
Nella pasta tirata ogni mattina, nei sapori netti, nella memoria che non ha bisogno di spiegarsi. Ricci Osteria non ricostruisce il Sud.
Lo continua. A Milano non ho ritrovato la Puglia.
Ho capito cosa significa portarsela dietro. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere
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A pochi passi da Piazza del Tricolore, Ricci Osteria è una tappa che porta lontano senza lasciare Milano. È un luogo dove la Puglia non viene evocata, ma vissuta quotidianamente: nei gesti, nei tempi, nella materia prima.
Ad accogliere gli ospiti Massimiliano Paradisi, uomo attento e curioso, capace di guidare con naturalezza, invitando all’ospitalità come se fossimo davvero in Puglia e co lui rendono un servizio impeccabile a tavola due fratelli Davide e Andrea de Filippo.
Gli spazi parlano la lingua delle masserie pugliesi: stoviglie vissute, materiali semplici, strofinacci appesi alle pareti, dettagli che restituiscono un senso immediato di casa.
Pasta, pane e dolci vengono preparati ogni giorno in casa, secondo una ritualità che restituisce centralità al lavoro manuale e al rispetto della tradizione. Gli chef La chef Antonella Ricci e lo chef Vinod Sookar Lei brindisina, lui mauriziano, compagni nella vita e nel lavoro. Il segreto di Ricci Osteria è custodito nel rapporto tra Antonella Ricci e Vinod Sookar.
Il cognome Ricci rappresenta un vero e proprio vanto della ristorazione pugliese. Ed è nel locale di famiglia, Al Fornello da Ricci dal 1966, detentore della Stella Michelin più longeva di Puglia, che Antonella muove i suoi primi passi in cucina.
Un percorso di studio e passione, che la porta a conoscere Vinod. I due, infatti, si incontrano durante un seminario che lei tiene alle Mauritius nel 1998. È il preludio a un sodalizio lavorativo che l’anno successivo si consolida con il matrimonio.
Il sogno della coppia è quello di portare a Milano il sole del Mediterraneo. Un desiderio che diventa realtà grazie all’incontro con i soci fondatori Massimiliano Paradisi, Marco Postiglione e il Resident Chef Francesco Bordone.
Nasce così Ricci Osteria, un luogo dove l’ospite può sentirsi a casa, avvolto dal calore di una grande famiglia. Lo chef Francesco Bordone Francesco Bordone nasce a Napoli il 29 giugno 1995, ma cresce a San Giorgio a Cremano, ai piedi del Vesuvio. È qui, nel panificio di famiglia, che impara presto il valore del gesto quotidiano: impastare, attendere, rispettare i tempi. La panificazione e la pasticceria diventano il suo primo linguaggio. Dopo l’Alberghiero Cavalcanti di Napoli, Bordone affina la tecnica con esperienze importanti: la storica pasticceria Scaturchio e le cucine di Antonio Mellino al Quattro Passi di Nerano. Poi il viaggio, necessario e formativo: Copenaghen, Stoccarda, il Fässle di Patrick Giboin, fino al Giappone, da Michel & Sébastien Bras TOYA Japan, sull’isola di Hokkaido. L’Australia, l’Inghilterra e infine il rientro in Italia segnano una maturità consapevole. Nel 2022 nasce Ricci Osteria, insieme ad Antonella Ricci, Vinod Sookar, Marco Postiglione e Massimiliano Paradisi. Oggi Bordone è il resident chef del ristorante milanese. La degustazione Pane fritto con mentuccia fresca, pecorino pugliese canestrato.
Croccante all’esterno, caldo e soffice al cuore, con la mentuccia che libera una freschezza immediata e il pecorino canestrato che chiude con sapidità e profondità e mi regala i ricordi della mia puglia, delle mie estati a mangiare pane e pecorino. Gaspacho di pomodoro
È fresco, sì, ma non è quel fresco da manuale.
È il pomodoro quando lo tagli d’estate, quando ancora profuma di sole e di terra.
Mi riporta a quei pomeriggi in cui bastava un coltello, un filo d’olio e il pane per stare bene.
Ad accompagnare primitivo di Manduria Moi Dop cantine Varvaglione. Qui c’è la Puglia nel bicchiere, un vino che non solo ti riporta in Puglia, ma te la fa sentire al naso e poi in bocca. È una delle eccellenze della viticoltura pugliese e salentina, il significato del nome di questo vitigno è connesso alla precocità di maturazione delle uve. Dal colore rosso molto intenso con profondi riflessi violacei. Profumi intensi che ricordano la confettura di frutti rossi e note di frutta secca. Dal gusto ricco e avvolgente.
Olio Muraglia, la coratina pugliese a tavola, qui siamo a pochi km da casa, un olio che sa di tradizione, di storia, mi fa pensare a quelle giornate di novembre passate nei campi a veder raccogliere le olive per poter essere molite e diventare olio. Ad accompagnarlo pane di semola fatto in casa e qui la scarpetta nell’olio non è solo un vecchio rituale, ma diventa obbligo.
Tagliere di capocollo di martina franca e salame F.lli Gentile, selezione di formaggi della Masseria Seppunisi, marmellata di frutti rossi, frise fatte in casa all’olio EVO, ricotta forte caseficio Gallone, e sottoli dello Chef. Il tagliere che mi parla di casa, sapori di una terra ricca non solo di cose buone da mangiare ma anche da posti meravigliosi da scoprire.
È il classico tagliere che non devi spiegare.
Ti basta guardarlo per sapere da dove arriva.
Tartare di scottona marinata con salsa Pimà, cremoso al caciocavallo, datterini semi-dry, olio alle erbe mediterranee e peperone rosso di Policoro.
Qui la Puglia cambia forma.
Non è il piatto della tradizione, ma ha quel modo diretto di arrivarti che conosco bene.
La carne è pulita, il resto la accompagna senza coprirla.
È come certe tavole estive: poche cose, ma messe nel modo giusto. Gocce di ricotta avvolte nella semola, crema di erbette, chips di zucchine, olio al tartufo e capocollo croccante.
Questo è uno di quei piatti che senti subito tuoi.
La ricotta, la semola… sono gesti che conosco, che ho visto fare.
Cambia la forma, cambia l’idea, ma la base è quella di casa.
È il piatto che più di tutti mi riporta indietro, senza bisogno di spiegazioni. Orecchiette di semola rimacinata fatte in casa, una pasta che riporta alla mente le mani di nonna mentre il sabato pomeriggio le preparava per il sugo della domenica.
Qui cambia tutto: broccoli in due consistenze, pomodorini confit, mollica di pane alle acciughe, colatura di alici.
Ma il rispetto è lo stesso.
Cambiano gli ingredienti, non il gesto. Cappello del prete di manzo CBT in riduzione di Primitivo di Manduria, purea di sedano rapa e chips di tuberi
È un piatto più strutturato, più “da nord” se vogliamo, ma poi arriva quel Primitivo e rimette tutto al posto giusto.
La carne è tenera, piena, ma è il vino che parla la mia lingua.
Ed è lì che ritrovo la Puglia, anche dove non me l’aspetto. Bombette di maiale, cicoria ripassata e fonduta di stracciatella
Le bombette sono tradizione, usanza e qui la chiusura diventa identitaria: succosa, intensa, con la cicoria che pulisce e la fonduta che avvolge. Sono arrivato a Milano cercando la mia Puglia.
L’ho trovata dove non pensavo. Non nei cliché, ma nei gesti.
Nella pasta tirata ogni mattina, nei sapori netti, nella memoria che non ha bisogno di spiegarsi. Ricci Osteria non ricostruisce il Sud.
Lo continua. A Milano non ho ritrovato la Puglia.
Ho capito cosa significa portarsela dietro. Roberto Silvio De Pascale Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina Il buon vivere
25 Aprile, 2026
DonnaE Bistrot presenta il format “Rendez-Vous, una nuova storia nel calice”
DonnaE Bistrot inaugura il ciclo “Rendez-vous: una storia nuova nel calice”, un viaggio mensile dedicato alla cultura enoica e alla riscoperta dei piccoli viticoltori attraverso percorsi di degustazione pensati ad hoc.
Al DonnaE Bistrot l’attenzione per il vino è parte integrante dell’esperienza: una selezione curata, una ricerca costante e la volontà di raccontare ogni etichetta attraverso incontri dedicati. Nasce così il format “Rendez-vous: una nuova storia nel calice”, un ciclo di appuntamenti pensato per accompagnare gli ospiti alla scoperta di cantine e territori, tra degustazioni guidate e momenti di approfondimento, in un’atmosfera conviviale e raffinata, ideale per vivere la primavera con esperienze gastronomiche e incontri di gusto.
Protagonista del nuovo calendario 2026 è Rendez-Vous, il format ideato da Dario Chieffallo, F&B Manager e sommelier del DonnaE Bistrot, che guida gli ospiti in un percorso di scoperta tra vini, territori e racconti di cantina. L’appuntamento, in programma una volta al mese, nasce con l’obiettivo di raccontare “una nuova storia nel calice”: ogni serata celebra una cantina protagonista, i cui vini vengono presentati e narrati durante la degustazione, in dialogo con un menù dedicato ideato da Riccardo Pepe, Executive Chef del DonnaE Bistrot. Un’esperienza pensata per valorizzare l’incontro tra territori vitivinicoli e cucina contemporanea.
Dario Chieffallo, F&B manager e sommelier al DonnaE Bistrot
Rendez-vous: una nuova storia nel calice nasce dalla nostra volontà di dare voce ai piccoli viticoltori. Non cerchiamo il vino che stupisce per il nome, ma quello capace di emozionare il palato attraverso la sua sincerità. In questi appuntamenti mensili, il calice si trasforma in uno strumento di conoscenza e la tavola in un luogo di connessione. Abbiamo immaginato ogni incontro come una scoperta dedicata a chi desidera ampliare la propria cultura enoica senza filtri, riscoprendo la bellezza dello stare in compagnia attorno a storie di vigne e di vita. Rendez-vous è, per noi, una promessa: quella di svelare, ogni mese, un racconto inedito che parte dalla terra e arriva dritto all’anima di chi sa ascoltare.
Il primo incontro, svoltosi giovedì 26 marzo, ha inaugurato la rassegna con Champagne Palmer & Co, storica Maison della Champagne fondata nel 1947 e oggi tra le realtà più rappresentative di Reims. Dopo il successo della serata dello scorso anno, la maison ha aperto nuovamente il calendario degli eventi.
Il secondo appuntamento, 30 aprile, porterà gli ospiti nel cuore della Calabria con Brigante Vigneti & Cantina, realtà vitivinicola che racconta con carattere e identità il territorio calabrese. L’azienda nasce con l’obiettivo di valorizzare vitigni autoctoni e tradizioni agricole locali attraverso una produzione attenta alla qualità e al rispetto dell’ambiente. I suoi vini esprimono il paesaggio mediterraneo con personalità e profondità, raccontando nel calice le caratteristiche della terra da cui nascono.
Il ciclo primaverile si concluderà il 28 maggio con Casa Comerci, storica azienda familiare calabrese impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni del territorio. Da anni la famiglia Comerci porta avanti un lavoro di recupero e tutela di varietà tradizionali, con una produzione che coniuga ricerca, identità territoriale e rispetto della biodiversità. I vini della cantina raccontano una Calabria fatta di paesaggi, tradizioni e cultura enologica.
Le serate Rendez-Vous saranno proposte al costo di 55 euro a persona.
Per info e prenotazioni: rm@ehrome.com
NOTE PER LA STAMPA
Elizabeth Unique Hotel è un boutique hotel cinque stelle situato nel cuore di Roma. Il progetto, voluto dalla Famiglia Curatella, già attiva nel settore dell’ospitalità in Italia e originaria di Bella (Potenza), nasce dall’idea di unire accoglienza d’eccellenza e ricerca gastronomica. Il nome rende omaggio alla Signora Elisabetta, figura centrale per i fondatori e simbolo di un’ospitalità autentica e familiare. L’hotel dispone di 32 camere, tra edificio principale e dépendance, e propone un’esperienza di soggiorno intima e raffinata, arricchita da opere d’arte selezionate in collaborazione con Galleria Russo e dalla cucina dell’Executive Chef Riccardo Pepe, che interpreta in chiave contemporanea le sue radici lucane.
MAGGIORI INFORMAZIONI
DonnaE Bistrot
Elizabeth Unique Hotel
Via delle Colonnette, 35 – 00186 Roma
SITO WEB: www.ehrome.com
TEL. (+39) 06 3223 633 | Whatsapp: (+39) 340 364 2765
FAX. (+39) 06 3219 979
EMAIL: rm@ehrome.com
INSTAGRAM: DonnaE Bistrot | Elizabeth Unique Hotel
FACEBOOK: DonnaE Bistrot | Elizabeth Unique Hotel
ORARI:
Aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 23:00, a pranzo dalle 12:30 alle 18:30, a cena dalle 19:00 in poi.
Il brunch va dal venerdì alla domenica dalle 11:30 alle 15:30
La Redazione
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25 Aprile, 2026
Da sabato 2 MAGGIO 2026 torna in tutta Italia “IL SABATO DEL VIGNAIOLO”
Per l’edizione 2026 il racconto dei Vignaioli Indipendenti si fa diffuso!
Durante tutto il mese di maggio 21 appuntamenti in luoghi speciali della penisola per incontrare i Vignaioli, assaggiare i loro vini e scoprire l’identità dei territori attraverso una formula rinnovata e dinamica Torna l’atteso appuntamento annuale de Il Sabato del Vignaiolo, la giornata pensata dalla FIVI-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti con il sostegno di Crédit Agricole per raccontare al pubblico e agli appassionati le realtà territoriali dei suoi oltre 1.800 soci. Dopo il successo degli scorsi anni, l’edizione 2026 segna un’importante evoluzione: l’evento lascia la singola data nazionale per trasformarsi in un appuntamento diffuso durante tutti i sabati
del mese di maggio. La scelta di distribuire gli eventi su quattro weekend nasce dalla volontà di rispettare la straordinaria diversità climatica e meteorologica della nostra penisola, ma non solo. Questa nuova formula ha permesso infatti una maggiore
collaborazione tra i territori cosicché molte Delegazioni apriranno le porte ai soci di altre regioni, creando occasioni di confronto e degustazioni incrociate laddove le date degli eventi lo consentano. I LUOGHI E LE DELEGAZIONI Sono 21 le Delegazioni Locali FIVI (su un totale di 31 attualmente presenti) che hanno aderito all’iniziativa, con alcune realtà che celebrano quest’anno il loro debutto organizzativo (Asti, Alta Toscana e Costa Toscana). Il pubblico potrà incontrare i Vignaioli e degustare i loro vini in ben 15 contesti d’eccezione: non solo cantine e aziende agricole dei soci, ma anche luoghi legati alla cultura come musei e monumenti storici, piazze dei capoluoghi e diversi Punti di Affezione (PDA) della Federazione.
Le delegazioni coinvolte sono: Abruzzo-Molise, Alessandria, Alta Toscana, Asti, Calabria, Chianti Classico-San Gimignano, Costa Toscana, Friuli Venezia Giulia, Langhe e Roero (in un evento congiunto), Lazio, Liguria, Marche, Modena-Reggio Emilia, Oltrepò Pavese, Piacenza, Puglia, Romagna, Sicilia, Treviso e Verona IL FORMAT Ogni appuntamento accoglierà il pubblico con il consueto spirito di festa e condivisione. Il cuore dell’evento saranno i banchi d’assaggio, dove i Vignaioli e le Vignaiole Indipendenti racconteranno in prima persona il proprio lavoro, i propri vini e i valori della Federazione. Il programma sarà arricchito da un format libero e variegato che, a seconda della delegazione, prevederà: Masterclass di approfondimento e momenti di confronto Acquisto diretto dei vini dai produttori Coinvolgimento di artigiani locali e stand di food con prodotti tipici del territorio Interventi musicali e momenti di approfondimento culturale. Per gli appassionati del vino, si conferma un’occasione unica di scoperta e relax, per vivere una giornata in compagnia di chi la vigna la coltiva e la protegge ogni giorno, scoprendo la vocazione di territori spesso unici.
L’invito è dunque quello di consultare il calendario per scoprire quali sono
gli eventi più vicini e quali sabati di maggio vedranno protagoniste le diverse delegazioni. Il programma completo e i dettagli di ogni appuntamento sono pubblicati
online su: https://fivi.it/sabato-del-vignaiolo La Redazione
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Durante tutto il mese di maggio 21 appuntamenti in luoghi speciali della penisola per incontrare i Vignaioli, assaggiare i loro vini e scoprire l’identità dei territori attraverso una formula rinnovata e dinamica Torna l’atteso appuntamento annuale de Il Sabato del Vignaiolo, la giornata pensata dalla FIVI-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti con il sostegno di Crédit Agricole per raccontare al pubblico e agli appassionati le realtà territoriali dei suoi oltre 1.800 soci. Dopo il successo degli scorsi anni, l’edizione 2026 segna un’importante evoluzione: l’evento lascia la singola data nazionale per trasformarsi in un appuntamento diffuso durante tutti i sabati
del mese di maggio. La scelta di distribuire gli eventi su quattro weekend nasce dalla volontà di rispettare la straordinaria diversità climatica e meteorologica della nostra penisola, ma non solo. Questa nuova formula ha permesso infatti una maggiore
collaborazione tra i territori cosicché molte Delegazioni apriranno le porte ai soci di altre regioni, creando occasioni di confronto e degustazioni incrociate laddove le date degli eventi lo consentano. I LUOGHI E LE DELEGAZIONI Sono 21 le Delegazioni Locali FIVI (su un totale di 31 attualmente presenti) che hanno aderito all’iniziativa, con alcune realtà che celebrano quest’anno il loro debutto organizzativo (Asti, Alta Toscana e Costa Toscana). Il pubblico potrà incontrare i Vignaioli e degustare i loro vini in ben 15 contesti d’eccezione: non solo cantine e aziende agricole dei soci, ma anche luoghi legati alla cultura come musei e monumenti storici, piazze dei capoluoghi e diversi Punti di Affezione (PDA) della Federazione.
Le delegazioni coinvolte sono: Abruzzo-Molise, Alessandria, Alta Toscana, Asti, Calabria, Chianti Classico-San Gimignano, Costa Toscana, Friuli Venezia Giulia, Langhe e Roero (in un evento congiunto), Lazio, Liguria, Marche, Modena-Reggio Emilia, Oltrepò Pavese, Piacenza, Puglia, Romagna, Sicilia, Treviso e Verona IL FORMAT Ogni appuntamento accoglierà il pubblico con il consueto spirito di festa e condivisione. Il cuore dell’evento saranno i banchi d’assaggio, dove i Vignaioli e le Vignaiole Indipendenti racconteranno in prima persona il proprio lavoro, i propri vini e i valori della Federazione. Il programma sarà arricchito da un format libero e variegato che, a seconda della delegazione, prevederà: Masterclass di approfondimento e momenti di confronto Acquisto diretto dei vini dai produttori Coinvolgimento di artigiani locali e stand di food con prodotti tipici del territorio Interventi musicali e momenti di approfondimento culturale. Per gli appassionati del vino, si conferma un’occasione unica di scoperta e relax, per vivere una giornata in compagnia di chi la vigna la coltiva e la protegge ogni giorno, scoprendo la vocazione di territori spesso unici.
L’invito è dunque quello di consultare il calendario per scoprire quali sono
gli eventi più vicini e quali sabati di maggio vedranno protagoniste le diverse delegazioni. Il programma completo e i dettagli di ogni appuntamento sono pubblicati
online su: https://fivi.it/sabato-del-vignaiolo La Redazione
24 Aprile, 2026
MTV Umbria presenta Umbria Wine Trekking, per camminare tra vigne e colori di primavera
Dalle colline di Montefalco a Orvieto e Perugia, tra aprile e giugno, il Movimento Turismo del Vino Umbria, insieme ad Assoguide, propone un calendario diffuso di esperienze tra vigneti, borghi e paesaggi primaverili per scoprire l’Umbria passo dopo passo
Dopo il successo della prima edizione autunnale, il Movimento Turismo del Vino Umbria rilancia il progetto Wine Trekking con un calendario primaverile che, da aprile a giugno 2026, invita a vivere il territorio in modo immersivo e coinvolgente. Un format che unisce il piacere del cammino alla scoperta del vino, trasformando la visita in cantina in un’esperienza lenta e profondamente legata al paesaggio.
Se in autunno erano i colori caldi della vendemmia a fare da cornice, la primavera regala scenari completamente diversi: vigneti rigogliosi, colline verdi, fioriture spontanee e panorami che si aprono su borghi, castelli e vallate ancora poco conosciute. È in questo contesto che prende vita il nuovo ciclo di appuntamenti, pensati per chi desidera conoscere l’Umbria attraverso i suoi ritmi naturali, camminando tra filari, uliveti e sentieri.
Giovanni Dubini, presidente di MTV Umbria
Con il Wine Trekking vogliamo proporre un modo diverso di vivere il vino e il territorio, mettendo al centro il tempo, il paesaggio e l’incontro diretto con i produttori; La primavera è il momento ideale per questo tipo di esperienze: la natura si risveglia, i vigneti cambiano volto e il trekking diventa uno strumento privilegiato per rivelare l’identità dei nostri luoghi
Si parte il 25 aprile a Bevagna con l’Azienda Agricola Mevante, nel cuore della denominazione Montefalco, per un trekking pomeridiano ad anello tra vigne e campagna con rientro in cantina e degustazione di vini e light dinner. Il giorno successivo, il 26 aprile, e poi ancora il 17 maggio e il 7 giugno, l’esperienza si sposta alle porte di Perugia, in località La Bruna, con Chiesa del Carmine, per un itinerario tra la valle del Monte Tezio e il borgo di Castiglion Ugolino, tra panorami e storia, con visita finale alla cantina e degustazione di vini e prodotti biologici aziendali.
Il calendario entra nel vivo già dai primi giorni di maggio. Il 2 e il 16 maggio, e poi il 6 giugno, a Montefalco la cantina Fongoli propone un’escursione ad anello tra strade di campagna e tratti più naturali, fino al castello di Gaglioli che domina la valle del torrente Attone, in un contesto di grande fascino paesaggistico con visita all’antica bottaia e degustazione di vini biodinamici. Il 3 maggio e il 13 giugno, sempre a Montefalco, Perticaia accompagna gli ospiti tra vigneti e oliveti con visita e degustazione finale.
Il 3, 17 e 23 maggio e il 7 giugno, ad Assisi, la Cantina Meazzi organizza trekking ad anello nei boschi lungo i sentieri di Mora, abbinando al termine dell’escursione un pranzo con degustazione di vini della produzione aziendale.
Il 9 maggio rappresenta uno dei momenti centrali del programma: a Perugia, in località Colle Umberto, l’Azienda Agricola Carini guida un itinerario tra vigneti, ulivi e borghi medievali e degustazione finale di prodotti tipici di propria produzione e naturalmente vini; a Orvieto, in località Rocca Ripesena, Palazzone propone una passeggiata tra le campagne storiche con visita in cantina e pranzo finale; mentre a Montefalco, nelle giornate del 9 e poi del 13 e 14 giugno, la cantina Scacciadiavoli accompagna i partecipanti tra oliveti e borghi del territorio con degustazione conclusiva.
Sempre il 9 maggio e il 16 maggio, a Bettona, Vetunna organizza trekking tra i filari con momenti conviviali all’aria aperta e pic-nic con degustazione di vini. Il 10 maggio il calendario prosegue con altre tappe: a Perugia, la cantina Goretti propone un’esperienza tra vigneti e paesaggio collinare, e degustazione finale mentre a Collazzone l’azienda Baldassarri offre un percorso tra campagne e scorci rurali del territorio con pranzo.
Il 16 maggio è una giornata particolarmente ricca: a Sant’Enea, alle porte di Perugia, la cantina Chiorri propone una passeggiata tra vigne e borghi con aperitivo panoramico; a Marsciano, Cantina La Spina abbina il trekking alla visita del castello e alla degustazione; mentre Vetunna replica l’esperienza tra i vigneti.
Il 17 maggio si torna a Bevagna con La Fonte Azienda Agricola, per un percorso tra la campagna circostante con degustazione finale in cantina. Il calendario prosegue poi fino a giugno con ulteriori appuntamenti, consolidando una proposta diffusa che coinvolge alcune delle aree più rappresentative del vino umbro, da Montefalco a Orvieto, fino al territorio perugino e assisano.
Le giornate avranno inizio dalle 8.30 con l’accoglienza dei partecipanti in azienda e proseguiranno dalle 9 con la partenza del trekking (a seconda della cantina scelta). Un appuntamento aperto anche alle famiglie, con la possibilità di partecipazione per i bambini dai dieci anni in su.
L’Umbria Wine Trekking è reso possibile grazie al contributo di Screen Italia Srl e della BCC di Spello e del Velino. Sono obbligatori gli scarponcini da trekking e consigliati i bastoncini. Per informazioni e prenotazioni: umbria@movimentoturismovino.it – 347.7530924(Whatsapp).
La Redazione
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