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12 Marzo, 2026

Cantina Roncaglia. Imparare ad ascoltarsi nuovamente

  Il viaggio di Francesca, questa volta vi porta a conoscere un’azienda giovanissima e a conduzione familiare. Siamo a Carpi (Modena) e stiamo per addentrarci in una realtà nata veramente pochissimi anni fa, dove circa sette ettari di vigneti nella campagna circostante sono condotti nella maniera più artigianale possibile e dove tradizione e passione stanno portando alla produzione di vini artigianali, con metodo naturale e rifermentazione in bottiglia. Partiamo dagli inizi, perché c’è una storia dietro questa azienda. Per oltre quarant’anni la famiglia ha coltivato le vigne nella Bassa modenese, conferendo le uve alle cantine sociali e solo con il tempo è cresciuta una consapevolezza impossibile da ignorare: il valore del lavoro in vigna insieme alle scelte fatte con cura e passione, non trovava più voce. Nel 2023, appena tre anni fa, è stata cambiato strada. Si, proprio così, nel 2023, tre generazioni della famiglia Roncaglia hanno scelto di vinificare in proprio, per non disperdere una vita di lavoro e per dare il giusto peso a vitigni storici per troppo tempo snobbati e da valorizzare. Uve che poi vengono lavorate con i metodi ancestrale e classico, tramite fermentazioni lente e un approccio artigianale e appassionato che mette al centro il tempo e il rispetto della materia prima. Questo viaggio, quindi, non è solo il racconto di una famiglia, ma anche di una terra che sta imparando a farsi ascoltare di nuovo. E così Cantina Roncaglia si inserisce nella nuova generazione di produttori che lavorano per cambiare la percezione di questi vitigni, dimostrando come, attraverso scelte agricole e tecniche precise, sia possibile ottenere vini di grande qualità, adatti a una ristorazione attenta e ad una distribuzione selettiva. Da questo concetto nasce un motto veramente d’impatto: Niente più Italian Coca-Cola. La nostra missione è garantirti la gioia nel bere un Lambrusco buono, anzi buonissimo. Lo produciamo con entusiasmo e impegno, mettendo in luce la complessità che questo vino merita. Un vino che si produce precise motivazioni: CONVIVIALITÀ, poiché l’idea è celebrare tutti i momenti di condivisione; AUTENTICITÁ, rispettando territorio e i valori della famiglia e PASSIONE, poiché ogni bottiglia è il frutto di un lavoro svolto con dedizione, passione e amore. Il progetto di questa azienda? Innanzitutto, il concentrarsi su due varietà storiche spesso sottovalutate e snobbate, ovvero, il Sorbara e il Salamino. Due vitigni tradizionalmente e comunemente associati a produzioni di volume, che l’azienda ha scelto di reinterpretare attraverso metodi di vinificazione più lenti e rispettosi, per ottenere, appunto, vini secchi, eleganti, gastronomici e identitari. Vini adatti alla bevuta quotidiana, ma anche alle grandi occasioni. La gamma dei vini comprende cinque etichette, con una produzione annua che si attesta attualmente tra le 10.000 e le 15.000 bottiglie totali. Ogni bottiglia porta il nome di un membro della famiglia, come segno di continuità e memoria e questo non è solamente un gesto simbolico, bensì una dichiarazione di responsabilità: infatti, ogni vino racconta una storia reale, fatta di mani, di errori, di tentativi e di scelte coraggiose. Vi farò conoscere, quindi, le cinque etichette, i cinque vini, in produzione limitata, molto molto particolari ed interessanti, perché ci sono i vini rifermentati in bottiglia con metodo ancestrale (PIETRO, ACHILLE, FLAMINIO), un vino fermo da Salamino (GIANNI CARLO) ed un Metodo Classico Sorbara Dosage Zero (LORIANO). Inizia la nostra degustazione con “PIETRO”, appena 2200 bottiglie prodotte e dedicato a Nonno Pietro, nato nel 1901, un mezzadro di una famiglia delle prime colline modenesi dove ha imparato a fare il vino scuro. Lambrusco dell’Emilia IGT è il vino che racchiude l’essenza di questa terra. 100% Lambrusco Salamino di Santa Croce, con il suo colore rosso rubino intenso e con spuma fine, al naso regala freschezza e note di frutti rossi, in particolar modo di ciliegia, mentre al palato è secco, di buona struttura, fruttato, perfetto per accompagnare i piatti della tradizione emiliana, dai primi piatti, come un piatto di pastina in brodo “macchiato” col pomodoro (piatto preferito del nonno), ai secondi di carne, e perché no, una bella partita a briscola. Secondo vino e assaggiamo “ACHILLE”, Lambrusco dell’Emilia IGT, 3500 bottiglie prodotte e dedicato ad un personaggio di famiglia, un festaiolo, sempre col sorriso, nonostante la vita per nulla facile. Di sicuro lo avrebbe apprezzato abbinato ad un piatto piccante, come piaceva a lui. 100% Lambrusco di Sorbara, ma con una particolarità: viene vinificato in bianco. Ma le sorprese non sono finite qui, perché nel calice si presenta di un bianco ma totalmente virante al rosa tenue con spuma fine, al naso è fresco e dona note di piccoli frutti rossi, nonché una piacevolissima nota agrumata, mentre al palato è secco, piacevolmente fresco e delicato. Consigliatissimo come aperitivo, in accompagnamento a taglieri e primi piatti è perfetto anche in abbinamento con crudi di pesce. Ma soprattutto, è perfetto per i momenti insieme, di qualsiasi tipo essi siano, perché offre una piacevole esperienza sensoriale. Insomma, un vino che trasforma ogni brindisi in un’occasione speciale. Ed eccoci al terzo vino e qui c’è una “SUPER STORIA”. Con le S Maiuscole! Quando é stato deciso di intraprendere questa nuova avventura, ovvero, dare vita a questa azienda, il primo pensiero é stato Quando facciamo il vino, lo facciamo buono, non come quello di Flaminio. Flaminio era il nonno materno. Ruspante com’era, aveva una strana passione per il Lambrusco aspro: quando lo imbottigliava, aggiungeva un po’ di succo di limone. E sono state storie come questa ad ispirare il progetto di questa meravigliosa famiglia, sapendosi reinventare ed esprimendo al massimo il prodotto più rappresentativo della loro terra, il Lambrusco. Il terzo vino appunto é “FLAMINIO”, Lambrusco dell’Emilia IGT (3333 bottiglie prodotte), 100% Lambrusco Salamino di Santa Croce, vinificato in rosato, che nel calice si presenta di un bel rosato con spuma fine, all’olfatto è fresco e fruttato, con note di piccoli frutti rossi, in particolare, note di fragolina, mentre al palato è fresco, secco, ben strutturato e di bella beva. Un vino ottimo come aperitivo, in accompagnamento ai primi piatti della tradizione, carni bianche e piatti di pesce. Quarto vino “GIANNI CARLO” Rosso dell’Emilia IGT, e dedicato ad un esserino speciale, il Border Collie di casa, la mascotte di Famiglia. Stiamo parlando di 1400 bottiglie prodotte, uve 100% Lambrusco Salamino di Santa Croce, ma vinificato rosso fermo, con affinamento in parte in Barrique di Rovere Francese. Nel calice è di un bel rosso rubino intenso con riflessi violacei, al naso è intenso, vinoso e fruttato (frutti rossi, ribes, melograno), arricchito da leggeri sentori speziati e un sottile tocco tostato e balsamico derivante dall’affinamento in barrique, mentre in bocca è pulito, fresco, leggero, fruttato con gradevole acidità che ne esalta la bevibilità e pulisce il palato. Un vino eccellente con salumi stagionati e cotti, pasta ripiena della tradizione emiliana, bolliti misti, carni bianche e rosse. Siamo al quinto ed ultimo vino e arriva quello che non ti aspetti, ovvero “LORIANO” Metodo Classico, dedicato allo Zio Loriano, che alle feste arrivava sempre ultimo, ma finiva per ballare con tutte. 1500 bottiglie prodotte, per questo vino Rosato Spumante di Qualità Dell’Emilia IGT, Metodo Classico – Dosaggio Zero, da uve 100% Lambrusco Sorbara, che nel calice si presenta di una delicata tonalità rosa antico, al naso è fresco, delicato, fine, con note delicate floreali e note fruttate di frutti rossi, mentre al palato è secco, fresco, sapido, dal gusto pieno, cremoso ed equilibrato. Ideale come aperitivo o a tutto pasto, in abbinamento a pesce, crostacei, antipasti delicati, carni bianche, salumi e formaggi stagionati e tortellini in brodo. Finita la degustazione e, quindi, finisce anche questo viaggio di Francesca, lasciando dentro di me la bellissima sensazione che qui alla Cantina Roncaglia, nel cuore pulsante dell’Emilia, c’è veramente un Lambrusco che parla di famiglia, terra e convivialità. Una bellissima ed incredibile realtà e dei Vini giovani, freschi, eleganti e gastronomici, che, come dice felice la Famiglia Roncaglia, Sono dedicati anche agli amici stretti e a tutti quelli che lo diventeranno. Cantina Roncaglia Strada provinciale 413 Romana Sud, 105 41012 Carpi — MO.     Francesca Sardelli – Il viaggio di Francesca
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Garda DOC ProWein 2026 Arrow Right Top Bg

12 Marzo, 2026

A Prowein 2026 il Consorzio Garda DOC presenta il nuovo disciplinare e consolida la propria presenza in Germania

  Per la prima volta con uno stand consortile dedicato, espressione di un percorso di crescita e di una rinnovata visione strategica   Cresce l’attesa per la partecipazione del Consorzio Garda DOC alla trentunesima edizione di ProWein, una delle più prestigiose fiere internazionali del settore vinicolo, in programma presso la Messe di Düsseldorf dal 15 al 17 marzo e pronta ad accogliere oltre 90.000 visitatori provenienti da tutto il mondo. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Partecipare a questa edizione di ProWein rappresenta un traguardo molto importante per la nostra denominazione e per tutte le realtà che rappresentiamo. Parliamo di uno degli appuntamenti più rilevanti del mondo del vino, ed essere qui come Consorzio – nato per tutelare, promuovere e valorizzare le eccellenze del nostro territorio anche in ambiti internazionali – è motivo di grande orgoglio. È un segnale forte: la denominazione c’è e vuole essere protagonista. Per la prima volta il Consorzio sarà presente con un proprio stand istituzionale (Hall 3 – Stand D16), scelta che segna un passaggio strategico nel percorso di posizionamento internazionale della denominazione. Un debutto che assume un valore ancora più significativo alla luce dello storico e solido legame tra il Lago di Garda e il mercato tedesco: da sempre tra i principali interlocutori commerciali e turistici del territorio, oggi partner chiave anche nello sviluppo della DOC. A Düsseldorf il Consorzio presenterà una novità di rilievo: la denominazione Garda DOC – prima DOC italiana a includere vini low-alcol – proporrà una selezione di etichette con gradazione intorno ai 9% vol., prodotte da alcune aziende consorziate e prossime all’introduzione ufficiale sul mercato. ProWein 2026 dedicherà ancora più spazio ai produttori di vini innovativi, tra cui i no-alcol oppure quelli a basso tenore alcolico. Una scelta che rispecchia le tendenze di consumo attuali, rivolte non solo ai più giovani. È un trend che, probabilmente, rappresenta qualcosa di più: proprio per questo alcune aziende della nostra denominazione hanno iniziato a investire in questa direzione già da diversi anni. Grazie a questo percorso, oggi siamo la prima DOC italiana a proporre sul mercato vini con una gradazione intorno ai 9% vol., che si affiancano alle tipologie tradizionali che da sempre caratterizzano il nostro territorio. Una scelta che conferma la nostra visione: offrire prodotti capaci di rispondere alle nuove esigenze senza rinunciare all’integrità del gusto, alla profondità espressiva e al rispetto dell’identità territoriale. La partecipazione a ProWein guarda quindi non solo agli operatori del settore, ma anche ai consumatori, con l’obiettivo di far percepire il territorio del Garda – già noto per l’elevata qualità produttiva – come riferimento e possibile alternativa per chi desidera approcciare vini di questa tipologia, senza perdere il legame con la terra d’origine. Il Consorzio Garda DOC prosegue così il proprio percorso di valorizzazione delle aziende aderenti, rafforzato da progetti innovativi. Un impegno che si inserisce in un avvio di 2026 caratterizzato da una crescita solida e strutturata, particolarmente significativa in un contesto generale molto dinamico, e che conferma la capacità della DOC Garda di rispondere efficacemente alle dinamiche di mercato come dimostrato anche dai dati di chiusura del 2025 con imbottigliamenti complessivi hanno toccato quota 175.352 ettolitri, pari a oltre 23,3 milioni di bottiglie da 0,75 l, con una crescita del +20% su base annua. IL CONSORZIO GARDA DOC Un territorio collinare dalle caratteristiche paesaggistiche uniche, tra Lombardia e Veneto, protetto dalle montagne e affacciato sul bacino più grande d’Italia: qui, tra le province di Brescia, Mantova e Verona, sorge la DOC Garda, un’area di produzione vitivinicola in cui le speciali condizioni climatiche hanno plasmato nel tempo le qualità delle diverse specie di uva che vi crescono e, tuttora, ne determinano le peculiarità. Riconosciuta per la prima volta nel 1996 con lo scopo di valorizzare i vini varietali prodotti nelle 10 storiche zone di produzione dell’area gardesana, la DOC Garda è una denominazione guidata da un forte spirito di innovazione, in grado, negli anni, di evolversi in base alle esigenze dei consumatori, pur rispettando un prodotto che qui ha origini antichissime. Ottenuto il riconoscimento ministeriale nel 2015 e operante erga omnes dal 2016, oggi il Consorzio Garda Doc rappresenta 250 utilizzatori della denominazione, dando voce e promuovendo una fra le più preziose eccellenze enogastronomiche d’Italia. La Redazione
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12 Marzo, 2026

Dal fondale al fine dining. Tenuta del Paguro nella World’s Best Sommelier Selection 2026

  Tre vini del gruppo romagnolo Lanostrastrada tra i venti italiani selezionati, di cui due firmati dalla cantina pioniera dell’affinamento subacqueo Già presente nella selezione 2024 con due etichette, Tenuta Del Paguro conferma una traiettoria di riconoscimenti internazionali. L’azienda torna nella World’s Best Sommeliers’ Selection 2026, la selezione internazionale curata da un panel di sommelier di fama mondiale invitati da William Reed, l’organizzazione che firma anche The World’s 50 Best Restaurants. Nell’edizione 2026, i vini riconducibili a lanostrastrada sono tre sui venti italiani selezionati. Lanostrastrada è il gruppo romagnolo che riunisce Tenuta Del Paguro e Viabizzunoagricola sotto una visione condivisa di qualità, ricerca e valorizzazione del territorio. Non un semplice marchio ombrello, ma un progetto che mette in dialogo agricoltura, sperimentazione e cultura enologica contemporanea. Il fatto che tre vini del collettivo siano entrati nella selezione mondiale rappresenta un dato significativo in termini di rappresentatività nazionale. Due delle etichette selezionate portano la firma di Tenuta Del Paguro. Homarus 2021, Merlot affinato in mare, è stato descritto dalla giuria come ricco e avvolgente, con note di cassis, ribes e prugna accompagnate da richiami di cioccolato fondente ed espresso. Al palato è morbido e vellutato, con un finale lungo e sapido che richiama la sua evoluzione marina. Ostrea in Fundo 2023, rosato 100% Sangiovese anch’esso affinato sott’acqua, si distingue per il colore aranciato intenso e per un profilo aromatico che unisce prugna salata, fragoline, arancia sanguinella e melograno. La freschezza e la chiusura salina ne fanno un rosé strutturato e gastronomico, capace di dialogare con la cucina contemporanea. Completa la selezione Donnacricri 2023 di Viabizzunoagricola. Ottenuto da uve grillo in purezza, è un bianco di carattere che la giuria ha apprezzato per i profumi di pesca matura, pera, nettarina e albicocca, intrecciati a fiori bianchi e note erbacee. Al palato è fresco e luminoso, sostenuto da una viva acidità, con richiami di limone e nocciola tostata, una sapidità minerale e una tessitura leggermente oleosa che ne amplia la struttura. Per Tenuta Del Paguro, il riconoscimento assume un valore ulteriore. Fondata nel 2008, è stata la prima azienda in Italia e tra le prime al mondo ad affinare vino in mare, trasformando il relitto della piattaforma Paguro, a trenta metri di profondità al largo di Marina di Ravenna, in una cantina naturale. L’affinamento subacqueo si basa su condizioni fisiche precise: pressione costante di circa quattro bar, temperatura stabile tra 10 e 13 gradi, totale assenza di luce e micro-movimento continuo delle correnti. Le bottiglie restano immerse per dodici mesi, dodici lune, quattro stagioni: un ciclo naturale completo che incide sulla maturazione a livello fisico, chimico e molecolare, contribuendo a definire integrazione aromatica, equilibrio e una marcata impronta sapida. La selezione nella World’s Best Sommeliers’ Selection rappresenta quindi non soltanto un premio alle etichette, ma una validazione internazionale del metodo. Su questo percorso l’azienda continua a investire in ricerca e analisi scientifiche, approfondendo e documentando gli effetti dell’ambiente marino sull’evoluzione del vino. Fin dall’inizio, inoltre, ha scelto di condividere il proprio know-how con altri produttori interessati, aprendo un nuovo segmento enologico e contribuendo alla definizione di un modello replicabile, interpretando l’innovazione come apertura e sviluppo del settore. Gianluca Grilli, fondatore di Tenuta Del Paguro. Abbiamo iniziato nel 2008 con un’intuizione che sembrava impossibile: lasciare che il mare completasse il lavoro della terra. Oggi questo riconoscimento dimostra che quell’intuizione è diventata un metodo. Dal fondale dell’Adriatico alle tavole dell’alta ristorazione mondiale, Tenuta Del Paguro e il collettivo Lanostrastrada consolidano così un progetto che unisce territorio, ricerca e visione internazionale.   La Redazione
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Collio Evolution 2026 Arrow Right Top Bg

12 Marzo, 2026

Collio Evolution 2026

  Oltre il vitigno – Dalla terra al calice: l’essenza identitaria del Pinot Grigio – Svelato il vitigno protagonista della seconda edizione.   Dopo il debutto che nel 2025 ha segnato l’avvio di una nuova fase per la Denominazione, Collio Evolution torna il 25 e 26 ottobre 2026 a Cormons con una seconda edizione che ne consolida identità e visione. Se la prima edizione ha rappresentato l’inizio di un percorso, il 2026 è il momento della conferma: Collio Evolution non è un evento celebrativo, ma una piattaforma culturale attraverso cui il territorio sceglie di raccontare la propria evoluzione. Il focus scelto quest’anno è il Pinot Grigio, vitigno dalla fortissima riconoscibilità internazionale e asset commerciale centrale. Ma il Collio sceglie di affrontarlo con uno sguardo diverso. Il titolo dell’edizione 2026 “Oltre il vitigno. Dalla terra al calice: l’essenza identitaria del Pinot Grigio” chiarisce la direzione: utilizzare il vitigno come chiave di lettura per comprendere il territorio, le sue scelte produttive e la sua maturità stilistica. In un panorama globale dove il Pinot Grigio è spesso associato a uno stile immediato e uniforme, Collio Evolution propone una riflessione più profonda: nel Collio il vitigno diventa espressione di suoli complessi, microclimi distintivi e interpretazioni produttive consapevoli. Non esiste uno stile unico, ma una pluralità coerente che trova nell’identità territoriale il proprio filo conduttore. La novità dell’edizione 2026 sarà una degustazione tecnica interamente dedicata al Pinot Grigio, pensata come momento di analisi strutturata e confronto. Riservata alla stampa e guidata da una personalità di riferimento del settore, la degustazione sarà articolata in un momento identificativo: le diverse interpretazioni interne al Collio – tra classicità, letture contemporanee e specificità legate a vigneti e suoli, per cogliere, attraverso il confronto, le differenze sostanziali e definire con maggiore precisione ciò che rende il Collio riconoscibile. Luca Raccaro, Presidente del Consorzio Collio Il Pinot Grigio è un vitigno globale, che in Collio trova una declinazione unica, che parla di identità e consapevolezza. Con Collio Evolution vogliamo offrire strumenti concreti di lettura del territorio, non semplicemente una vetrina. Accanto alla degustazione tecnica si svolgerà il walk around tasting con i Produttori, che presenteranno il proprio Pinot Grigio insieme alle altre etichette rappresentative del territorio. Un dialogo diretto che permette di cogliere la ricchezza e la diversità del Collio, andando oltre il singolo vitigno per abbracciare una visione più ampia. A distanza di un anno dalla prima edizione, Collio Evolution si conferma così come un appuntamento stabile e imprescindibile per stampa, operatori e opinion leader; il luogo in cui il Collio sceglie di mettersi in discussione e raccontarsi attraverso le proprie scelte. Lavinia Zamaro, Direttrice del Consorzio La seconda edizione rappresenta un passo ulteriore nella costruzione di un’identità narrativa forte e riconoscibile. L’evoluzione è un processo concreto, che passa dalla capacità di confrontarsi e di spiegare le proprie scelte. Il conto alla rovescia verso il 25 e 26 ottobre è ufficialmente iniziato. La Redazione
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GoWine e Decanter Wine Academy. I vini delle grandi isole ma non solo. Arrow Right Top Bg

12 Marzo, 2026

GoWine e Decanter Wine Academy. I vini delle grandi isole ma non solo.

IL COSA E IL DOVE Se lo scorso 9 Febbraio l’instancabile GoWine ha dedicato una serata ai vini delle grandi isole italiane presentando al pubblico romano intervenuto nelle sale dello STARHOTELS METROPOLE un’ampia selezione di etichette prodotte dalle circa venti Aziende partecipanti, nelle giornate del 7 e dell’8, DECANTER WINE ACADEMY ha proposto, nell’ormai consueta location di VILLA PICCOLOMINI, un’Edizione 2026 di DIVINO che raccoglieva sotto lo stesso tetto circa 100 cantine e 300 vini.     GLI ASSAGGI Come ormai saprete, quelli di GoWine sono Eventi “a misura di assaggio”, pensati per una degustazione consapevole e informata, niente ridondanze, nessun eccesso, la possibilità di parlare con i Produttori presenti e quella di ficcare il naso in tutte le etichette selezionate. DECANTER WINE ACADEMY ha invece imboccato decisamente la strada del “tanto da tutta Italia” rendendo panoramiche le proprie degustazioni. Tra il tanto di cui mi sono impicciato ho selezionato “ottopiùcinque” vini che sottopongo alla Vostra attenzione invitandoVi come sempre ad assaggiare di persona, criticare, suggerire e…condividere. GLI “OTTO” – CANNONAU DI SARDEGNA DOC NEPENTE DI OLIENA CLASSICO 2020, GOSTOLAI (SARDEGNA): incipit arrembante, balsamico, empireumatico, che s’allarga poi ad agrumi, spezie, tabacco e florealità che ad anni di distanza hanno ancora inattesa freschezza. L’ingresso in bocca è succoso e glicerico ma è il ritmato alternarsi di picchi di freschezza e sapidità a gestire un sorso in cui i tannini non se ne stanno semplicemente in finestra. Fresco di fiori e frutta strizza l’occhio alla convivialità ma…oKKio a quei 15.5° alcolici di cui potrebbero accorgersi le Vostre gambe. 88++ Punti. – CANNONAU DI SARDEGNA DOC NEPENTE DI OLIENA “SOS USOS” 2019 RISERVA, GOSTOLAI(SARDEGNA): poco incline alla tenerezza concede un olfatto cupo, terragno, che sa di tavolati consumati e rustiche prese di tabacco. Fresco di rosmarino e intrigante di spezie non manca di succosità di mirtillo e inciampi di mirto mentre accenna al peperone. In bocca s’atteggia a profondo ma freschezza e tannini sono protagonisti in un sorso forse non proprio ortodosso ma, proprio per questo, di grande interesse. 88+ Punti. – COLLI DEL LIMBARA IGT ROSSO “ROSSOSMERALDO” 2020, UNMAREDIVINO (SARDEGNA): il naso dà la precedenza alle note fresche e amaricanti delle erbe officinali, dell’eucalipto e della macchia mediterranea lasciando che la carnosità della frutta rossa e nera si dispieghi con calma prendendo poi pieno possesso di un olfatto progressivo e garbato. In bocca regala calore e morbidezza ritmando l’assaggio a colpi di freschezza e vivacità tanniche. Giovane e di belle speranze. 88+ Punti. – COLLI DEL LIMBARA IGT ROSSO “OLTREMARE” 2018, UNMAREDIVINO (SARDEGNA): un filo di lacca vela un olfatto esplosivo di spezie e macchia mediterranea mentre more in confettura e frutti rossi sotto spirito sposano gli agrumi allungando il profilo olfattivo ben oltre l’immediatezza. In bocca mostra potenza aggraziata, giocando la carta della freschezza e di una tessitura tannica spessa e avvolgente per ampliare la gamma dei descrittori includendovi legni nobili, fichi secchi e profondità di bosco scuro. 89- – Punti.   – ETNA DOC BIANCO “CROCIERE” 2022, CASALE 120 (SICILIA): da subito di sulfurea mineralità si dilunga ancora nel giallo proponendo intrichi di ginestre prima degli inciampi di ginepro, nespole prima della macchia mediterranea. E mentre accenna a un ché di tropicale invita a un sorso salato più del mare in lontananza che delle profondità del vulcano, fresco come l’aria dei “quasi mille” e lungo nell’accennare ad agrumi maturi e lontane grassezze. 88 Punti.   – ETNA DOC ROSSO “CROCEFERRO” 2023, GENERAZIONE ALESSANDRO (SICILIA): fumoso e minerale, accenna a garofani in fiore, tra note di frutti di rovo, arancia rossa e freschezze boschive e mentolate che fanno respirare forte. Sorso di decisa, piccante, minerale sapidità, fresco e compatto nella trama tannica, ad allungarsi ricordando note appena terrose. 88 Punti.   – SICILIA MENFI DOC CHARDONNAY “ULMO” 2024, PLANETA (SICILIA): l’olfatto è uno sguardo che spazia tra ampiezze dolci di spezie d’Oriente, acacia e frutta tropicale e vette di freschezza sottolineate dalle erbe officinali in una atmosfera che sa di fumo e sguardi interiori. In bocca è panoramico, grasso ma costantemente ravvivato da viva freschezza e sapidità imperante fino all’allungo che mixa sapientemente sale e agrumi canditi. 88 Punti (con, forse, un + per quell’eleganza tutt’altro che affettata).   – MARSALA VERGINE SECCO (15 YEARS OLD TINO N.8), HERITAGE FRANCESCO INTORCIA(SICILIA): avvicinarsi ai Marsala richiede predisposizione d’animo, mente aperta e sgombra dai pensieri dell’oggi. Qui le dolcezze sono danza dei sette veli, odalische di contorno a presenze potenti di cardamomo e liquirizia, fieno maturo, legno secco, fiori gialli inondati di sole. E dall’eterea atmosfera si passa a un sorso che dice che l’alcol c’è e si sente, un peccato confessato e perdonato per intercessione di freschezza e sapidità che rendono l’assaggio una continua ricerca di completezza, un fraseggio di rugosi tannini e ritorni dolci-amaricanti di tabacco e mallo di noce. 89 Punti. I “PIÙCINQUE” – CESANESE DEL PIGLIO DOCG “BIVI!” 2022, MARIA ELENA SINIBALDI (LAZIO): “BIVI!” non è un vino (cioè, non solo), “BIVI!” è un invito, uno sguardo piantato nel fondo degli occhi, un volto, una mano, rughe che indicano sedia e parole schiette, risate e pensieri. Il calice gli è quasi di peso, schietto e privo di sovrastrutture o ammiccamenti vi si adagia senza trovare pace, preferisce la sedia impagliata alla poltrona. Il quadro olfattivo è didascalico nell’accezione più nobile del termine: fiori di campo, piccoli frutti rossi croccanti, leggere tracce di erbe aromatiche, una nitida impronta ferrosa e sottili tostature appena accennate…e quel lieve richiamo animale, quasi di pelliccia, che riporta con coerenza a una dimensione rurale autentica. Al sorso colpisce per la freschezza vibrante e la linearità espressiva. È vino schietto, contadino nella sua eleganza essenziale, con una tessitura agile e uno sviluppo dinamico. Non si schermisce, le spigolosità ne evidenziano il carattere tenendolo lontano da facili omologazioni, ne sottolineano l’animo, nobile non per lignaggio ma per cuore, Brancaleone da Norcia fiero e incorruttibile. La beva è scorrevole, coinvolgente, la chiusura ampia e saporita, lascia il palato teso e appagato…no, non appagato! Ne vorrete un altro sorso e un altro ancora. Non è un vino perfetto, è un vino da bere (e credetemi…non è poco). 89 Punti + altri 2 per “LA” Produttrice. Sono 91…e se li merita tutti. – VERMENTINO DI SARDEGNA DOC “C’ERA UNA VOLTA” 2021, CHESSA (SARDEGNA): un Vermentino difficile, complicato groviglio di frutta gialla e boschive, fungine freschezze, gentile di camomilla, ruvido di terra, astringente di nocciola, amaricante di rabarbaro. In bocca è fresco, teso nel mixare dolcezze di frutta gialla matura e miele con succose amaritudini di chinotto e vergate di erbe amare fino alla lunga e sapida chiusura. 88- – Punti.   – ISOLA DEI NURAGHI IGT CAGNULARI 2023, CHESSA (SARDEGNA): l’olfatto è fresco e balsamico ed evidenzia fumi di tabacco e soffi mentolati prima del rosso delle visciole in una atmosfera nella quale nuvole pepate fanno da contrasto a dolcezze di vaniglia. Sicuramente fresco, riempie e stuzzica con tannini vispi e sapidità intrigante chiudendo poi su dolcezze di frutta lunghe ma un po’ troppo svenevoli. 87- Punti. – UMBRIA IGT GRECHETTO “BARBADORO” 2023, ZAZZERA (UMBRIA): bella la commistione tra le dolcezze di limone candito, acacia e frutta tropicale e le amaricanti, fresche vegetalità del rosmarino e del finocchietto selvatico, tra il miele e la salina mineralità… In bocca l’impianto glicerico tiene la freschezza al guinzaglio corto (forse troppo corto e con troppo piglio) impedendo lo sviluppo verticale di un vino che, in chiusura vorrebbe raccontare durezze minerali ma è tutto frutta e nocciole. 87++ Punti – UMBRIA IGT GRERO 2018, ZAZZERA (UMBRIA): olfatto scuro di bacche boschive, more e rovi, tabacco e grafite, fresco di mentolo e rosmarino, succoso di amarena e arancia rossa, pungente di pietra focaia… Sorso ricco, di affilata, balsamica freschezza e alcol adeguato a tenerla a bada che mostra tannini appena usciti dal manicure e un lungo finale di amarena, arancia rossa e prugna. Un assaggio unico ripescato dall’oblio con saggezza e lungimiranza. 88- punti. E QUINDI? E quindi prima di tutto GRAZIE a GoWine e a DECANTER WINE ACADEMY per avermi voluto ospitare ancora una volta ai propri Eventi e GRAZIE anche a tutti i Produttori presenti, per il lavoro svolto e per la pazienza dimostrata nello starmi a sentire. Sono stati giornate ricche di spunti di approfondimento e che hanno dimostrato ancora una volta l’esperienza ormai rodata di chi le ha pensate. Se proprio dovessi fare un appunto beh…darei una tiratina d’orecchie a DECANTER WINE ACADEMY perché la location di VILLA PICCOLOMINI, seppur molto suggestiva, inizia ad essere davvero un po’ “strettina” per farci stare tutte quelle Aziende e tutta quella gente. In ogni caso BRAVI TUTTI e appuntamento alle prossime Edizioni! Roberto Alloi – VINODENTRO Su Instagram @eno_evo  
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Best Wine Stars 2026 arriva! Arrow Right Top Bg

11 Marzo, 2026

Best Wine Stars 2026 arriva!


Riconferme e novità per la settima edizione della Fiera Internazionale dedicata al vino, food e distillati  Dal 16 al 18 maggio, il Palazzo del Ghiaccio di Milano ospiterà la settima edizione di Best Wine Stars, evento ideato e organizzato da Prodes Italia evento ideato e organizzato da Prodes Italia che, da quest’anno, ottiene il riconoscimento di Fiera Internazionale di settore da Regione Lombardia, con il patrocinio del Comune di Milano. La manifestazione si conferma come un appuntamento di riferimento per il settore dei vini e degli spirits, riunendo produttori italiani e internazionali, buyer, professionisti e stampa specializzata, in tre giornate di degustazioni, incontri e networking di alto livello. PERCORSI DI DEGUSTAZIONE E LA NUOVA AREA BRONZE Anche per il 2026, il percorso espositivo sarà suddiviso in aree tematiche, pensate per valorizzare le eccellenze del settore e offrire ai visitatori un’esperienza di degustazione completa. Saranno presenti: Area Vino Italia, Area Vino Internazionale, Area Bio, Area Spirits e Area Tasting. Accanto a queste, l’Area Food, ospiterà le proposte gastronomiche di Enduro Republic Bistrot, realtà nata nel borgo di Grazzano Visconti e fondata su una filosofia di condivisione e autenticità. Durante i tre giorni dell’evento proporrà una selezione di piatti semplici e genuini, realizzati con ingredienti locali e pensati per accompagnare le degustazioni. Tra le novità dell’edizione 2026 debutta l’Area Bronze, collocata al piano superiore del Palazzo del Ghiaccio: uno spazio dedicato a piccole aziende emergenti e produttori provenienti da territori meno rappresentati, offerto a condizioni particolarmente vantaggiose e con una formula pensata per favorire nuove realtà in fase di sviluppo. Enzo Carbone, CEO di Prodes Italia Con questa iniziativa riconfermiamo il nostro impegno nel sostenere e valorizzare, attraverso un aiuto concreto e mirato, le realtà promettenti che stanno ridefinendo il panorama del vino e degli spirits… L’area risulta già sold out, a conferma dell’interesse delle aziende più giovani e innovative del settore per la Fiera. NETWORKING: AREA VILLAGE E PIATTAFORMA DIGITALE Riconfermata anche l’Area Village, uno spazio dedicato a stampa, buyer e professionisti del settore, pensato per facilitare incontri commerciali e relazioni B2B. Lunedì 18 maggio, gli operatori del settore potranno ritirare un kit di degustazione in formula “blind box”, contenente alcune bottiglie delle cantine partecipanti all’iniziativa, stimolando nuove opportunità di contatto tra buyer, giornalisti e produttori. Dopo il successo della prima edizione nel 2025, da metà aprile sarà nuovamente attiva la piattaforma digitale ufficiale dell’evento, progettata per facilitare incontri, networking e interazioni tra espositori, buyer e operatori del settore prima, durante e dopo la manifestazione. PARTNERSHIP E COLLABORAZIONI 2026 L’edizione 2026 si avvale di una rete consolidata di collaborazioni. Tra i Partner Ufficiali, si riconfermano AGIVI e ASSOENOLOGI, mentre si affiancano al progetto per la prima volta AssoDistil, l’Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli e Acquaviti, attiva da oltre 80 anni nella rappresentanza delle principali distillerie italiane e nella tutela degli interessi delle aziende associate a livello nazionale e internazionale, e il Consorzio Nazionale Grappa, organismo ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura per la tutela e la valorizzazione della Grappa a Indicazione Geografica. Il dialogo con i mercati esteri viene rafforzato grazie ai Buyers Partner, tra cui Strive International Consulting Ltd., società di consulenza internazionale specializzata in export marketing e sviluppo commerciale, Camera di Commercio Italiana in Ungheria e DANITACOM, impegnati nella creazione e sviluppo di opportunità Internazionali commerciali e relazioni. Si rinnova inoltre la collaborazione con diversi Media Partner di primo piano come I Grandi Vini, Italia a Tavola, Wine Meridian, DoctorWine, BarTales, Vino News 24, ItalianWineTour ed EventiMilano.it. Per l’edizione 2026 si aggiunge anche Wine Tales Magazine, piattaforma di riferimento dedicata al mondo del vino e agli appassionati, che racconta produttori, eventi, curiosità enoiche e itinerari attraverso contenuti realizzati da una redazione esperta. Durante la manifestazione, alcuni media partner saranno presenti con desk dedicati, dove si svolgeranno interviste, incontri e momenti di networking con giornalisti e espositori. L’eco della manifestazione sarà ulteriormente amplificato dalla creators community, composta da Simona Geri, Fabio Gobbi e Adriano Amoretti che accompagneranno la manifestazione nella divulgazione digitale dei contenuti, aumentandone visibilità e engagement tra appassionati e operatori di settore. MASTERCLASS, TASTING ROOMS E TALKS Accanto al walk-around tasting, Best Wine Stars 2026 proporrà un calendario di circa 12 appuntamenti tra masterclass, talk e tasting rooms, pensati per approfondire le principali tendenze del settore. Siamo cambiati | Sono cambiati i tempi o non abbiamo più tempo. Viaggio in Italia | Il vino che ci gira intorno No alcol | Non paragoniamoli, conosciamoli Piccole aziende, grandi progetti | L’Italia più nascosta si racconta Le masterclass offriranno l’opportunità di conoscere numerose aziende, approfondirne la storia e la filosofia produttiva e degustarne le etichette più rappresentative. Tra le realtà confermate in calendario figurano Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC, la Cantina Sociale Luca Gentile Soc. Coop. Agr, Tenuta Il Finale Società Argicola ARL e molte altre. Le sessioni si terranno nella suggestiva Sala Piranesi e rappresentano un’occasione unica di aggiornamento professionale e di interazione tra produttori, buyer, stampa e appassionati.
A condurle sarà Adua Villa, scrittrice, narratrice digitale, sommelier e imprenditrice, affiancata da importanti nomi del settore tra cui: Mattia Asperti, sommelier e creatore della community Il Sommelier Divino, Francesco Quarna, speaker di Radio Deejay e vignaiolo, Valentina Vercelli, giornalista de La Cucina Italiana e Slowine, Stefania Vinciguerra, giornalista professionista caporedattore di DoctorWine e della Guida Essenziale ai Vini d’Italia. Svelati in anteprima due appuntamenti da non perdere: Domenica 17 Maggio: la Tasting Room, curata da Fabio Bacchi, fondatore di BarTales e del Roma Bar Show, dedicata al mondo degli spirits. Lunedì 18 Maggio: il talk ufficiale di Italia a Tavola, che entra per la prima volta nel programma culturale della manifestazione. ll palinsesto completo sarà disponibile da metà aprile sulla piattaforma ufficiale dell’evento: visit.bestwinestars.com Con un format consolidato e contenuti in continua evoluzione, Best Wine Stars 2026 si conferma un palcoscenico privilegiato per promuovere vini e distillati, unendo esperienze sensoriali, approfondimenti culturali e relazioni professionali di alto livello, continuando a crescere nel segno della qualità e della valorizzazione delle eccellenze italiane e internazionali. Le candidature per partecipare a Best Wine Stars 2026 sono aperte fino al 20 aprile 2026.
Per informazioni e adesioni: info@bestwinestars.com   BEST WINE STARS 2026
Palazzo del Ghiaccio, Milano – 16 / 17 / 18 Maggio 2026
Riconosciuto come Fiera Internazionale di settore da Regione Lombardia ORARI AL PUBBLICO:
Sabato 16 maggio: 12:00 – 20:00 (ultimo ingresso alle 19:00)
Domenica 17 maggio: 12:00 – 20:00 (ultimo ingresso alle 19:00)
Lunedì 18 maggio: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso alle 17:00)   La Redazione
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Serena Wines 1881 rafforza la presenza sui mercati europei e si presenta a Prowein con uno spazio espositivo rinnovato Arrow Right Top Bg

11 Marzo, 2026

Serena Wines 1881 rafforza la presenza sui mercati europei e si presenta a Prowein con uno spazio espositivo rinnovato

  La Germania si conferma primo partner commerciale dell’azienda con il 20% dell’export e l’11% del fatturato complessivo. Domenica 15 marzo alle ore 18 vi aspettiamo allo stand (Hall 3, Stand H50) per un aperitivo dedicato a clienti, partner e stampa.   Serena Wines 1881, una delle più affermate realtà legate alla produzione di Prosecco DOC e DOCG, torna dal 15 al 17 marzo 2026 a ProWein, Düsseldorf, confermando la propria presenza in una delle principali manifestazioni per il settore vinicolo a livello internazionale. Per l’edizione di quest’anno la storica azienda di Conegliano si presenta al Padiglione 3 – Stand H50 con uno spazio espositivo rinnovato di 100 metri quadrati e condiviso con Distilleria Marzadro (Nogaredo, TN), pensato per accogliere visitatori e operatori in un ambiente più aperto e dinamico, ideale per favorire incontri, degustazioni e momenti di confronto commerciale. Una scelta che consente di creare un’area più ampia e di grande respiro, valorizzando – attraverso due prodotti diversi ma uniti dal fil rouge della tradizione – l’identità e la cultura del Nordest italiano, territorio a cui Luca Serena, amministratore delegato e quinta generazione alla guida dell’azienda di famiglia, è da sempre profondamente legato. Domenica 15 marzo dalle ore 18:00 lo stand ospiterà anche un aperitivo aperto a clienti, partner e stampa, per incontrarsi e brindare insieme in chiusura della prima giornata di fiera. In un momento di cambiamento per il mondo del vino e per le principali fiere internazionali del settore, anche ProWein sta vivendo una fase di evoluzione che invita le aziende a riflettere su presenze e investimenti. “Negli ultimi anni ProWein sta assumendo sempre più una dimensione europea, con una presenza particolarmente forte di operatori provenienti dai paesi di lingua tedesca, molto curiosi e interessati a scoprire nuove realtà produttive. Soprattutto la partecipazione asiatica, un tempo più significativa, a nostro avviso si è ridotta”, commenta Luca Serena. Anche a fronte di alcune difficoltà e, ultimamente, di una gestione meno flessibile rispetto al passato, la fiera di Düsseldorf resta un appuntamento importante per Serena Wines 1881 e in generale per le imprese che operano stabilmente nei mercati del centro e nord Europa o che comunque lavorano con continuità nel vecchio continente. Luca Serena Le nostre principali destinazioni sono Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Austria, Scandinavia, Repubblica Ceca e Polonia. La Germania, in particolare, resta il nostro primo partner commerciale e rappresenta oggi il 20% dell’export e l’11% del fatturato complessivo, mentre gli altri paesi indicati costituiscono insieme circa il 50% delle esportazioni totali. Questi mercati restano per noi un punto di riferimento fondamentale, dove sì il consumo di Prosecco è ormai consolidato, ma dove vediamo ancora grandi margini di crescita. E ProWein continua ad essere un’occasione importante per incontrare i partner storici e creare nuovi network e opportunità di business in queste aree. Per maggiori informazioni visitare il sito www.serenawines.it La Redazione
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La Romiglia. L'Universo Femminile, tra Preziosi e Sovrapposizioni Arrow Right Top Bg

11 Marzo, 2026

La Romiglia. L'Universo Femminile, tra Preziosi e Sovrapposizioni

    Nella cornice senza tempo di Via Margutta, da sempre cuore pulsante dell’arte romana, venerdì 27 febbraio ha avuto luogo un vernissage di straordinaria intensità. Presso La Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign ombelico di quella Roma che vuole risorgere dalle sue ceneri culturali, abbiamo partecipato ad una serata che ha intrecciato sensibilità, ricerca estetica e celebrazione del talento contemporaneo, culminata nell’assegnazione del prestigioso Premio Internazionale Artemisia Gentileschi. Protagonisti dell’evento, sono stati percorsi capaci di dialogare tra loro in un raffinato gioco di rimandi espressivi. Un invito a riconoscere nell’arte uno spazio di espressione privilegiato per raccontare la complessità e la ricchezza dell’espressione umana. “L’arte è Donna – Universo Femminile” che ha celebrato la forza generatrice e simbolica dell’identità femminile, restituendone sfumature intime e universali. Le opere hanno raccontato emozioni, resilienza e visioni interiori, rendendo omaggio a una creatività che si fa linguaggio di emancipazione e bellezza. “Preziosi” di Adonella Scopigno ha offerto un percorso artistico dove materia e luce si fondono in un racconto vibrante. Le sue creazioni evocano gioielli dell’anima, frammenti di memoria e suggestioni preziose che trascendono l’oggetto per trasformarsi in simbolo. La sua ricerca si distingue per una raffinata sensibilità cromatica e una cura minuziosa dei dettagli, elementi che rendono ogni opera unica e profondamente evocativa. Ultima ma non ultima “Sovrapposizioni” di Matteo Polenghi ha esplorato il tema della stratificazione visiva e concettuale. Le sue opere si sviluppano attraverso livelli di segni e colori che si intrecciano, creando dinamiche prospettiche e tensioni narrative. Un lavoro che invita l’osservatore a superare la superficie per cogliere la complessità del reale, tra memoria, percezione e trasformazione. Tra le scoperte della serata Paolo Caputo alias Young Signorino; la cui evoluzione culturale, rappresenta uno dei percorsi più singolari e controversi della scena creativa italiana contemporanea: da fenomeno virale della trap a figura che sperimenta linguaggi visivi e performativi, spostando l’attenzione dalla musica all’arte concettuale. Ad accompagnare i presenti, una degustazione di alcuni vini dell’Azienda La Romiglia, che hanno impreziosito l’esperienza sensoriale degli ospiti. I calici hanno suggellato un momento di condivisione e dialogo, in perfetta sintonia con l’atmosfera elegante e conviviale della galleria. In particolare, le bollicine Atena ottenute da Pinot Grigio hanno rappresentato appieno l’universo femminile superando ogni tipo di luogo comune. Gli effluvi suadenti di fiori e frutta, ritrovati perfettamente in bocca, contrastano con le forti e vigorose bollicine agrumate nonché in un finale piacevolmente amarognolo per concedere un senso di totale appagamento. Un abbandonarsi agli elementi primordiali. Un guardarsi nel profondo per dare risalto a ogni piccola contrapposizione che diventa forza e spinta verso il futuro. Un vino, una bollicina che nel calice diventa bellezza emancipata, voglia di affermazione, determinazione, forza. Preziosità e stratificazione si ritrovano invece nell’eleganza balsamica del Valpolicella, un vino che La Romiglia celebra con l’eleganza discreta di sentori mai opulenti, con la croccantezza de frutti, con la freschezza mai spenta. Un vino che avvolge i sensi senza rinunciare alla giocosità dinamica delle prospettive comunicative, di quel dialogo base dello stare insieme. Tutto si rincorre senza mai sovrapporsi. La stratificazione è negli odori e nei sapori che arrivano indicando la via al successivo. La preziosità di una bocca che rimane appagata da sapidi frutti rossi e da un corpo sinuoso che non concede tempo. Un vino che si afferma discretamente, fornendo quel calore gioioso che appare per poi scomparire. Così da richiedere un nuovo sorso. Il vernissage si è confermato così un appuntamento di rilievo nel panorama culturale romano: un incontro tra artisti, critici e appassionati, un tributo alla creatività e alla forza espressiva dell’arte contemporanea, nel segno dell’eccellenza e della valorizzazione del talento. La serata ha ribadito il ruolo della Galleria Internazionale Area Contesa ArteDEsign come luogo di incontro, valorizzazione e dialogo artistico, celebrando la creatività come forma di bellezza e consapevolezza condivisa.   Ivan Vellucci                     Marco Sargentini    
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Monte del Frà torna A Prowein, dove il tempo diventa strategia e lo stand luogo di relazione Arrow Right Top Bg

11 Marzo, 2026

Monte del Frà torna A Prowein, dove il tempo diventa strategia e lo stand luogo di relazione

  Presente in 68 Paesi, con il 65% dell’imbottigliato destinato all’export e distribuito attraverso una selezionata rete Horeca internazionale, Monte del Frà torna a Düsseldorf dal 15 al 17 marzo (Hall 3 – Stand P10) con una visione chiara: le fiere non sono soltanto vetrine, ma spazi di costruzione.   Per un’azienda che ha fatto del tempo un principio fondante – in vigna, in cantina e nei progetti di ampio respiro che richiedono pazienza, determinazione e visione – ProWein è molto più di una vetrina: è l’occasione per fermarsi, ascoltare, confrontarsi e leggere il mercato guardandolo negli occhi, riportando la relazione al centro. Ed è proprio qui, alle fiere, che per Monte del Frà – realtà familiare che nasce e cresce nel territorio del Custoza – il tempo diventa strategia. Per la famiglia Bonomo non è un elemento accessorio, ma una leva concreta, vissuta prima di tutto nel rapporto con le persone. Una filosofia che si riflette anche nel modo di interpretare le manifestazioni: non esiste “la fiera perfetta”, ma esistono occasioni che diventano autentici momenti di confronto. Marica Bonomo, CEO e terza generazione dell’azienda.  ProWein resta un salone che dà respiro. Qui possiamo dedicare il giusto tempo agli incontri, costruirli, approfondirli. E nel vino, la qualità della relazione è ancora la carta vincente. Il presidio internazionale di Monte del Frà – che oggi porta all’estero il 65% dell’imbottigliato in 68 Paesi, affermandosi come uno degli interpreti più riconoscibili della DOC Custoza nel mondo – non è il frutto di una corsa, ma di un percorso costruito con gradualità e coerenza. Negli ultimi cinque anni la crescita nell’Horeca è stata costante, poco più del 2% medio annuo: una progressione misurata, senza accelerazioni forzate. La scelta è chiara: non inseguire i volumi, ma consolidare il posizionamento. Un approccio che implica un’attenzione rigorosa ai partner, dove tempo significa anche selezionare con cura le collaborazioni, talvolta rivedendole, quando necessario, per costruire valore nel lungo termine. “In alcuni mercati abbiamo preferito riconsiderare le partnership, anche accettando un sacrificio iniziale, pur di lavorare con distributori in sintonia con la nostra filosofia – spiega Marica Bonomo e continua – questa è la nostra unità di misura”. Negli anni anche il pubblico di ProWein è cambiato. Se in passato aveva un profilo più globale, con forte presenza americana e asiatica, oggi il focus è sempre più europeo, nordico e dell’Est e, per Monte del Frà, rappresenta oggi un punto di riferimento soprattutto per l’Europa centrale: Germania e Benelux restano mercati chiave per i quali la kermesse tedesca diventa, chiaramente, appuntamento immancabile. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, la manifestazione resta quindi uno strumento efficace per chi la sa affrontare con metodo e programmazione. A Düsseldorf, infatti, l’azienda sta pianificando incontri con partner consolidati e con nuovi canali sviluppati recentemente – dalla Giordania al Kazakistan, fino all’Uzbekistan – con l’obiettivo di trasformare in accordi concreti relazioni coltivate nel quotidiano, tra mail, telefonate e visite. Uno sguardo attento all’export che non distoglie l’attenzione da quello che per Monte del Frà resta il vero baricentro: il mercato domestico. L’Italia è la base identitaria su cui costruire credibilità internazionale. Un vino riconosciuto nella propria terra rafforza naturalmente il proprio valore percepito nel mondo, soprattutto quando il mercato domestico è l’Italia, riferimento globale per eccellenza e cultura enogastronomica. Vino bandiera e cuore produttivo dell’azienda – nonché protagonista dei tre principali appuntamenti internazionali del settore Wine Paris, Prowein e Vinitaly – è il Custoza, che Monte del Frà presenta nei tre stili Custoza DOC 2024, Cà del Magro Custoza Superiore DOC 2023 e Bonomo Sexaginta Custoza Superiore DOC 2021, che nobilita il blend con un passaggio in legno, proponendo uno stile più evoluto e profondo capace di raccontare un territorio di complessità e di sorprendere proprio grazie al tempo. In assaggio per i visitatori anche le altre grandi espressioni del territorio veronese, dal Lugana al Chiaretto, dal Bardolino ai rossi della Valpolicella, in un portfolio coerente che mantiene identità e visione.   Dal punto di vista strategico e comunicativo, il Custoza continua a rappresentare una delle direttrici più interessanti di sviluppo. Ancora poco esplorato dai mercati esteri, offre ampi margini narrativi: è lo spazio ideale per parlare di origine e cultura del blend, aprendo nuove opportunità di posizionamento. È la leva con cui Monte del Frà intercetta un consumatore internazionale curioso ed esigente, alla ricerca di eccellenze autentiche. Il Cà del Magro Custoza Superiore – inserito con l’annata 2029 tra i Top 100 di Wine Spectator del 2021 e premiato per sedici anni consecutivi con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso – ne rappresenta l’espressione più iconica. Riconoscimenti che, assieme alla distribuzione in 68 Paesi, contribuiscono a rendere i Custoza di Monte del Frà ambasciatori della denominazione nel mondo, rafforzandone la reputazione e sostenendo la valorizzazione complessiva del territorio. Marica Bonomo Tirando le somme su Wine Paris, appena concluso, e guardando già alla prossima tappa – Vinitaly, dal 12 al 15 aprile 2026 – vediamo con chiarezza come il panorama fieristico stia evolvendo. Vinitaly sta costruendo un modello sempre più ‘sartoriale’, capace di creare contesti strutturati di dialogo anche grazie al lavoro con ICE e alle delegazioni internazionali. Wine Paris, invece, è cresciuta molto rapidamente grazie alla fiducia di tanti produttori e consorzi soprattutto italiani, ma a volte ho avuto la percezione che qui conti più la quantità degli appuntamenti che la qualità del tempo dedicato. Per noi, la fiera funziona quando rimette al centro l’ascolto e la possibilità di costruire davvero un percorso comune e dove si ritrova lo spazio per raccontare il vino come prodotto culturale e identitario, al di là del mero assaggio. La Redazione
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