Montefili Chianti Classico alla Chianti Classico Collection 2026, presenta due nuove Gran Selezione Arrow Right Top Bg

8 Marzo, 2026

Montefili Chianti Classico alla Chianti Classico Collection 2026, presenta due nuove Gran Selezione

  Due nuove Gran Selezione: Vinea Vecchia e Vinea Nel Bosco   In occasione della Chianti Classico Collection 2026, Vecchie Terre di Montefili presenta alla stampa specializzata due nuove interpretazioni di Sangiovese ad alta quota: Vinea Vecchia e Vinea Nel Bosco. Due vini che nascono dallo stesso luogo, tra i 500 ed i 540 metri di altitudine di Montefili, da età e sensibilità agronomiche differenti. Due parcelle, due tempi della vigna, due espressioni complementari della stessa filosofia: viticoltura di attenzione, precisione silenziosa, rispetto assoluto del ritmo naturale. Altitudine come identità A Montefili l’altitudine non è un dettaglio tecnico, ma una condizione identitaria. A oltre 500 metri sul livello del mare, tra le UGA di Panzano e Montefioralle, il Sangiovese matura lentamente, preservando tensione, freschezza e profondità aromatica. Ogni parcella viene vinificata separatamente. Ogni decisione, dalla potatura alla raccolta manuale, fino alla fermentazione spontanea, nasce dall’osservazione diretta del vigneto. La produzione resta naturalmente limitata: si produce solo ciò che la terra concede, mai di più. Vinea Vecchia: la memoria della vigna Proveniente da un impianto del 1981, su suoli di Alberese e Argilliti scistose con galestro, Vinea Vecchia rappresenta la profondità delle radici e la maturità espressiva del Sangiovese di Montefili. Vinificato con fermentazione spontanea e affinato per 26 mesi in botti da 10 hl, è un vino di struttura e finezza, in cui note di rosa, ciliegia rossa e ribes si intrecciano a spezie sottili e accenti terrosi. La produzione è di 2.572 bottiglie e 46 Magnum: una rarità autentica, non costruita. Vinea Vecchia è un vino di profondità e compostezza. Parla con voce calma, ma persistente. Vinea nel Bosco: energia e tensione contemporanea Vinea Nel Bosco nasce da un vigneto più recente, circondato da un fitto bosco a 540 metri su suolo di Alberese, dove il Sangiovese esprime un profilo più vibrante e verticale. L’altitudine e le escursioni termiche preservano la freschezza e la definizione aromatica. Il risultato è un vino che unisce precisione e dinamismo: frutto nitido, trama tannica elegante, finale luminoso. Se Vinea Vecchia è memoria e radice, Vinea nel Bosco è slancio e prospettiva. Con una produzione di 2.476 bottiglie e 90 Magnum, tutte numerate a mano,   si delinea così un sottile dialogo tra generazioni della stessa terra. Una visione coerente Con queste due nuove Gran Selezione, Montefili rafforza una traiettoria già chiara: produrre vini che siano espressione fedele del luogo e del tempo, senza concessioni stilistiche. L’obiettivo non è ampliare, ma approfondire. Non moltiplicare, ma distinguere. In un contesto come la Chianti Classico Collection, momento centrale di confronto per la denominazione, Montefili sceglie di presentare due vini che parlano di identità, non di volume. Due vini pensati per chi riconosce il valore della misura, della precisione e della rarità autentica. Per ulteriori informazioni: www.montefiliwines.com
info@vecchieterredimontefili.com Profilo aziendale Vecchie Terre di Montefili è un’icona del Chianti Classico. Fondata negli anni ’70, è oggi un punto di riferimento per chi cerca vini eleganti e radicati nel territorio toscano. La tenuta si distingue per un’identità solida e contemporanea, costruita sull’armonia tra tradizione, sostenibilità e precisione enologica. Guidata da Serena Gusmeri, Montefili coltiva vigne in regime biologico, tra cui parcelle storiche che danno vita a etichette iconiche come Anfiteatro, un Sangiovese in purezza che racconta la voce più autentica della tenuta. Montefili guarda al mondo con curiosità e consapevolezza, creando vini che parlando di Toscana e portano un messaggio universale: ogni bottiglia è un racconto di territorio, tempo e visione, un equilibrio virtuoso tra radici e futuro. La Redazione
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La Faretra: Passo Indietro Rosso IGT Toscana Arrow Right Top Bg

8 Marzo, 2026

La Faretra: Passo Indietro Rosso IGT Toscana

  Il vino che invita a fermarsi nelle colline maremmane La Faretra coltiva nelle colline incontaminate della Maremma Toscana vini che raccontano il legame tra uomo e natura. Il Passo Indietro Rosso IGT Toscana, taglio bordolese di Cabernet Franc e Merlot, invita a rallentare, ritrovare equilibrio e celebrare i ritmi naturali. La Tenuta segue il protocollo Biopass per sostenibilità dei suoli, biodiversità e tracciabilità della filiera. Vigneti circondati da siepi, fioriture spontanee e boschi preservano fertilità e vita microbica, unendo tradizione e innovazione sostenibile. Vinificazione artigianale e affinamento lungo Raccolta manuale selettiva tra fine settembre e inizio ottobre. Vinificazione integrale in barrique con macerazione sulle bucce di 20-30 giorni. Malolattica spontanea in rovere francese, 12-15 mesi in barrique secondo passaggio e 12 mesi in bottiglia. Profilo sensoriale: Naso: frutti neri maturi, spezie, balsamico Palato: deciso ma armonico, tannini morbidi vellutati, chiusura lunga persistente Ideale con carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati, piatti toscani. Gustabile anche da solo per contemplazione. Filosofia: Rispetto, Autenticità, Sostenibilità “Passo Indietro” è un concetto: fermarsi, apprezzare il presente, rispettare la natura. Ogni bottiglia esprime la cura paziente in vigna e cantina, filosofia La Faretra: prodotti buoni per chi li beve e per l’ambiente. Disponibile enoteche e Ho.Re.Ca – € 26,00 prezzo consigliato. La Redazione
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Vino, con dazi, guerra e logistica “in down” vino italiano a rischio Arrow Right Top Bg

8 Marzo, 2026

Vino, con dazi, guerra e logistica “in down” vino italiano a rischio

  Produttori “Se export non va rischio enormi eccedenze produzione”   L’analisi Nomisma Wine Monitor appena pubblicata mostra come comprensibilmente, con tutto quello che è successo e sta succedendo nel mondo, il mercato globale del vino nel 2025 abbia dato forti segnali di rallentamento con una flessione di quasi il 12% a valore e un mercato che si è attestato intorno ai 5,5 miliardi di euro commenta Diego Cusumano, tra i più riconosciuti vignaioli in Italia e all’estero, titolare insieme al fratello Alberto dell’omonima azienda. Secondo il report gli Stati Uniti sono, a causa dei dazi, al centro di questo calo, con una diminuzione del 2,6% nei volumi e del 6,2% nel valore rispetto all’anno precedente. Ma anche guardando a est la situazione non migliora dove la Cina vede per il vino italiano un calo di oltre il 15% a valore e il Giappone che ha ridotto gli acquisti del 2,2% nei volumi e del 1,7% nel valore. In Europa, nel Regno Unito, secondo mercato per l’Italia, le importazioni totali sono calate del 6% circa sia a volume che a valore, e anche la Svizzera vede le esportazioni italiane scendere di circa il 6% a valore. Segno positivo invece per il Brasile con le esportazioni che crescono del 3,5% nei volumi e del 1,9% nel valore, così come per la Corea dl Sud dove le importazioni crescono del 5,3%. Questa nuova guerra, che si estende a tutto il Medio Oriente e oltre, rappresenta un’ulteriore aggravante non solo per l’export del vino ma per il made in Italy in generale. Se dazi e aumento dei prezzi hanno determinato un significativo rallentamento ora la minaccia è l’interruzione delle catene di fornitura, nello specifico in termini di logistica e trasporti. I corridoi internazionali, a causa della guerra, si stanno decisamente restringendo, con una disponibilità di carriers (trasportatori, ndr) operativi, drammaticamente alla reale, anche minima, esigenza, il che si tradurrà in costi di trasposto, ove possibile, molto più cari e perciò antieconomici. D’altro canto domandiamoci anche cosa dovremmo fare, già in questo 2026, con la vendemmia di fatto alle porte (fine agosto), con le probabili eccedenze dovute alla forte frenata non tanto della domanda estera, che permane, ma della possibilità di soddisfarla logisticamente. E se noi vignaioli, per certe tipologie di vino, siamo leggermente fortunati dacchè andrà in invecchiamento, mi domando quale sarà l’impatto su tutto il comparto enofood italiano. Matteo Lunelli, amministratore delegato del gruppo Lunelli La guerra – sostiene il produttore – avrà ripercussioni sicuramente anche sull’economia: porterà problemi nei trasporti perché compromette rotte strategiche, intacca la fiducia dei consumatori, si alzano i costi dell’energia e viene coinvolta anche la zona del Middle East, degli Emirati, che è un mercato in forte crescita e anche rilevante in generale per il vino italiano e il made in Italy. E la conferma sulle eccedenze arriva anche da Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini, che già a luglio scorso aveva lanciato l’allarme “Abbiamo oltre 40 milioni di ettolitri di vino in giacenza e se la prossima vendemmia – ovvero quella entrante, spiegava il presidente UIV – sarà nella media con circa 50 milioni di ettolitri, avremo a fine anno una disponibilità di prodotto per circa 90 milioni di ettolitri. Un’offerta monstre che rischia di deprimere i prezzi. Non c’è proprio nulla da esultare”. La Redazione
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8 Marzo, 2026

In Vino Veritas, in Paestum Futura

I Romani scelsero Paestum come luogo d’elezione, attratti da quella luce che sembra non spegnersi mai e da una posizione strategica che la rendeva un gioiello dell'Impero. Oggi, camminando tra la maestosità dorica dei templi che si stagliano contro il blu del Tirreno, si percepisce ancora quel senso di eternità. Paestum non è solo un sito archeologico; è un ecosistema dove l’arte antica dialoga con un paesaggio marino e una terra generosa, capace di regalare materie prime uniche.
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DiversityBio: nuova identità per l'agricoltura rigenerativa Arrow Right Top Bg

7 Marzo, 2026

DiversityBio: nuova identità per l'agricoltura rigenerativa

  Da Diversity Ark a Società Benefit con servizi integrati   Italia – Diversity Ark evolve e diventa parte di un progetto più ampio: nasce DiversityBio, Società Benefit che unisce competenze agronomiche, naturalistiche e scientifiche per promuovere un modello agricolo rigenerativo, misurabile e basato su dati scientifici. La nuova identità amplia l’eredità di Diversity Ark, offrendo alle aziende agricole, cantine e organizzazioni servizi integrati per migliorare qualità produttiva e salute degli agro-ecosistemi. DiversityBio affianca le imprese verso pratiche sostenibili che favoriscono biodiversità, produttività e valorizzazione del territorio. L’approccio interdisciplinare trasforma la complessità degli ambienti agricoli in indicazioni operative concrete e monitorabili. Servizi: certificazione Diversity Ark + consulenza Diversity Ark – certificazione indipendente registrata EUIPO e verificata da enti certificatori – resta un servizio specialistico di DiversityBio. Riconosciuta da Equalitas per la biodiversità del suolo, valuta agro-ecosistemi con disciplinare rigoroso e pratiche a basso impatto. Servizi DiversityBio: Studi agro-ecologici (suolo, vegetazione, artropodi) Progettazione infrastrutture verdi (siepi, corridoi ecologici) Rendicontazione sostenibilità e bilanci ESG Consulenza gestione responsabile suolo Formazione scuole e associazioni Tutte le attività forniscono dati oggettivi per scelte agronomiche consapevoli e resilienza territoriale. Società Benefit: impatto positivo e utili reinvestiti Come Società Benefit, DiversityBio integra nel suo statuto obiettivi di impatto positivo su ambiente, comunità e territorio. Parte degli utili finanzia progetti formativi e iniziative no profit agro-ecologiche internazionali. La squadra Coordinata dai soci-amministratori Stefano Amadeo e Luigi Vignaduzzo: Stefano Amadeo, agronomo e co-fondatore: esperto di tecniche a basso impatto, ideatore Diversity Ark con Zaninotti. Responsabile impatto Benefit, sviluppa analisi suolo/vegetazione/artropodi. Stefano Zaninotti, agronomo e co-fondatore: specialista riduzione input e biomassa microbica del suolo, promotore Diversity Ark. Luigi Vignaduzzo, co-amministratore: competenze manageriali internazionali, bilanci sostenibilità, dialogo stakeholder/enti. Team di naturalisti, botanici, entomologi e agronomi, con collaborazioni enti ricerca. DiversityBio unisce visione, ricerca e responsabilità: un’agricoltura che produce e rigenera. La Redazione
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Giornata Grappa ANAG 2026 Arrow Right Top Bg

7 Marzo, 2026

Giornata Grappa ANAG 2026

  Il 5 marzo si è celebrata la Giornata Internazionale della Grappa: un brindisi virtuale  organizzato da ANAG   Iniziativa Speciale La Grappa unisce cultura, territorio, carattere e rappresenta un distillato identitario che racconta l’Italia e le sue eccellenze in ogni regione. Brindisi collettivo come omaggio al distillato italiano per eccellenza, unendo tutti i territori nazionali. Marcello Vecchio, presidente ANAG La Grappa rappresenta l’anima più autentica del nostro Paese nel settore degli spirits: è simbolo di tradizione, maestria, passione e racconta storie di artigianalità e di cultura italiana dalle Alpi alla Sicilia. Dal 1978 ANAG porta avanti, con la professionalità dei suoi assaggiatori, l’impegno di valorizzare la qualità e l’arte della degustazione consapevole, promuovendo da sempre una cultura del buon bere. Profilo ANAG Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquaviti APS ETS, fondata 1978 a Camera di Commercio Asti. Promuove “cultura del buon bere” tramite corsi, eventi enogastronomici, degustazioni e abbinamenti. Grappa riconosciuta dal 1989 come “acquavite di vinaccia prodotta in Italia esclusivamente da vinacce nazionali”. Sito: anag.it; Facebook/Instagram: ANAG Italia. La Redazione
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Il Brunch del Quintale. Il nuovo rito del sabato nel cuore della Franciacorta Arrow Right Top Bg

7 Marzo, 2026

Il Brunch del Quintale. Il nuovo rito del sabato nel cuore della Franciacorta

    Pavimenti in cotto, travi a vista, elementi di vetro e acciaio inox, come la maestosa teca per le mezzene, una sharing table nella sala principale che si affaccia sul giardino: Quintale, nel centro storico di Erbusco, è il ristorante braceria della famiglia Moretti, tappa immancabile per gli amanti della carne e delle cotture a fuoco vivo. Qui viene servita la carne scelta dal “poeta macellaio” di Dario Cecchini. Ambasciatore della carne toscana nel mondo, acclamato da testate giornalistiche internazionali come il Times e l’Independent, appassionato cantore dei versi di Dante e guru dell’autentica bistecca alla fiorentina, Cecchini è amico storico della famiglia Moretti, nonché patron dell’Antica Macelleria Cecchini, un’istituzione da più di due secoli e mezzo a Panzano in Chianti. Con la guida affidata allo chef Davide Modesti, classe 1993, la tradizione si fonde con una visione contemporanea che esalta la qualità della materia prima e la sostenibilità. La maestosa griglia di tre metri, alimentata con legni pregiati, è il cuore pulsante della cucina, dove le migliori carni locali, come la razza Barbina di Franciacorta, vengono esaltate con cura artigianale. Accanto a esse, un inedito mondo vegetale prende forma, con lunghe cotture sotto la cenere e pietanze che valorizzano il gusto sincero degli ortaggi di stagione. La cantina offre una selezione delle etichette della famiglia Moretti, dalle bollicine metodo classico della Franciacorta, ai grandi rossi della Toscana passando per i minerali vini della Sardegna, insieme a cocktail concepiti per accostare l’esperienza della cucina a fuoco vivo. Le novità del 2026 presentate a febbraio comprendono un nuovo menu alla carta, un menu degustazione chiamato “Beata Gioventù”, dedicato agli under 35 e quotato a €40 con calice di Franciacorta Contadi Castaldi incluso, ed infine il lancio de Il Brunch del Quintale. Food&Life di WineTales Magazine è andato alla scoperta proprio di quest’ultimo nuovo rituale franciacortino che vede al centro la filosofia dello Chef Davide Modesti, per il quale rimangono essenziali l’utilizzo della brace e l’esaltazione di materie prime d’eccellenza. A partire da marzo 2026, ogni primo sabato del mese, dalle 11.30 alle 14.30, questo appuntamento sarà la perfetta incarnazione della convivialità, un’occasione informale ma sempre di grande stile per approcciare la cucina del Quintale in un momento rinnovato della giornata. La proposta brunch contempla un ricco buffet, con prodotti da forno fatti in casa (croissant, pan brioche con burro montato, brioches salate e dolci) e proposte creative come i “Churros cacio, pepe e lime”, il “Caviale di melanzane” e il “Porro alla brace”. Tra i piatti espressi à la carte, gli irrinunciabili del brunch come il French toast, l’Uovo alla Benedict e l’Omelette al formaggio, affiancati da alcune proposte signature della cucina di Chef Modesti, fra cui il “Bao pulled pork” e il “Toast di fegato”. Con una formula quotata a €45, ogni ospite potrà divertirsi al buffet e aggiungere due piatti alla carta. Sarà un’occasione golosa per arricchire un fine settimana in Franciacorta con il tocco di chef Modesti, nel quale la tradizione della cucina bresciana si riveste di una luce fresca e moderna. Restate aggiornati, perché in occasione delle Giornate FAI di Primavera (21 e 22 marzo 2026), Chef Modesti ha concepito una proposta ispirata ai sapori della stagione e dedicata ai soci FAI che in quelle due date andranno alla scoperta di ville, pievi e antichi cortili… come il Quintale stesso, che sorge nel borgo storico di Erbusco, all’interno di una suggestiva cascina in cui il portico, chiuso da una vetrata, segna la continuità fra il cortile-giardino e le sue sale.   Adele Gorni Silvestrini –Passi in cantina
Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini https://adelegornisilvestrini.it/    
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1901-2026: Molino Rachello Celebra 125 Anni di Storia Arrow Right Top Bg

6 Marzo, 2026

1901-2026: Molino Rachello Celebra 125 Anni di Storia

  L’unione di una famiglia, lo spirito d’iniziativa e una passione per l’arte molitoria lunga 125 anni: Molino Rachello quest’anno segna un ulteriore traguardo nel viaggio cominciato da Andrea Rachello nel 1901, guardando al futuro delle nuove generazioni.   Era il 1901 quando Andrea Rachello prese in affitto il primo mulino a Cendon di Silea (TV), lungo il fiume Sile, posando la prima pietra miliare di una storia di passione per l’arte molitoria, che dura fino ai nostri giorni. 125 anni e sei generazioni più tardi, il molino risiede ancora all’interno del Parco Naturale del Fiume Sile e la famiglia Rachello, sotto la guida dei fratelli Gabriele e Gianni, assieme ai figli Sara e Abramo, raccoglie il testimone di questo patrimonio storico, per proiettare con lungimiranza l’azienda alla nutrizione del futuro. Seppur in continuo aggiornamento, l’azienda ha mantenuto nei decenni un’identità marcata e definita, secondo valori trasmessi da padre in figlio: la trasparenza nei rapporti, l’innovazione continua, così come le innumerevoli iniziative volte alla sostenibilità. Una visione aziendale e produttiva completamente integrata nel territorio di appartenenza, sia dal punto di vista ambientale che sociale, per favorire non solo un’alta qualità di farine prodotte con grano accuratamente selezionato secondo canoni prestabiliti, ma anche un supporto costante a clienti e collaboratori, con cui instaurare vere e proprie partnership. Nel corso del tempo, la passione per l’eccellenza e l’intraprendenza proiettata al benessere delle persone hanno guidato la famiglia alla realizzazione di obiettivi ambiziosi. Una pagina importante di questa storia è stata scritta nel 1999, quando Molino Rachello ottiene la certificazione Bio, tra i primi Molini in Italia, scegliendo consapevolmente di macinare cereali sia da agricoltura biologica che da agricoltura integrata e consapevole, prediligendo materia prima di origine italiana. Vessillo di questa filosofia è il progetto “Oasi Rachello”: un percorso di filiera 100% italiana certificata in ogni fase, realizzata secondo i principi di un’economia etica, a garanzia di un reddito equo e del rispetto del benessere degli agricoltori coinvolti. I cereali crescono in aree incontaminate e protette da ogni forma d’inquinamento, in cui si pratica un’agricoltura virtuosa, rispettosa e controllata, secondo un preciso disciplinare di coltivazione condiviso. Attualmente i terreni selezionati sono distribuiti tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana. Gabriele Rachello, CEO dell’azienda Oggi in Italia sono rimasti circa 200 mulini: essere uno di questi dopo 125 anni è già un grande risultato di cui andiamo fieri. Questo mestiere fa parte della nostra storia familiare da intere generazioni: da bambini giocavamo tra i sacchi di grano, respirando ogni giorno i valori di questo mestiere con un grande bagaglio di esperienza, guardiamo al futuro con la volontà di migliorarci continuamente, lavorando sulla qualità, sull’origine e sulla selezione delle materie prime, ma anche su tutto ciò che ruota attorno al prodotto: il servizio, il rapporto con i clienti, la cura dei collaboratori, l’ascolto e un approccio sempre più proattivo. Presto un nuovo membro della famiglia assumerà il ruolo di Innovation Manager, con l’obiettivo di proporre idee di miglioramento e sgravare l’organizzazione dalle attività minori, così da concentrarci su ciò che per noi conta davvero, ossia creare valore nel tempo. Con la recente riqualificazione del 70% degli impianti strutturali, l’azienda conferma così il proprio impegno nel custodire un patrimonio costruito nel tempo, continuando a evolversi con responsabilità e visione. Un equilibrio tra tradizione e futuro che resta il fondamento di un percorso fatto di qualità, relazioni e attenzione costante alle generazioni che verranno. La Redazione
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Taste Alto Piemonte: un ricco programma per scoprire l’identità dei vini dell’Alto Piemonte Arrow Right Top Bg

6 Marzo, 2026

Taste Alto Piemonte: un ricco programma per scoprire l’identità dei vini dell’Alto Piemonte

  Vini Alto Piemonte al Westin Palace Milano: degustazioni e masterclass   Taste Alto Piemonte, l’appuntamento, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Alto Piemonte si prepara a raccontare, lunedì 9 marzo 2026 dalle14:30 alle 20:30 all’Hotel Westin Palace di Milano, l’identità e la ricchezza enologica di un territorio straordinario. Attraverso un programma articolato di degustazioni e momenti di approfondimento l’evento, alla sua seconda edizione milanese, rappresenta un’occasione privilegiata di incontro tra produttori, stampa, operatori e appassionati. Andrea Fontana, presidente del Consorzio di Tutela Vini Alto Piemonte Milano rappresenta per l’Alto Piemonte un contesto strategico, capace di intercettare un pubblico attento e competente, sensibile al racconto dei territori e alla qualità dei vini. Taste Alto Piemonte nasce proprio con questo obiettivo: creare un’occasione di confronto diretto tra produttori, operatori e appassionati, offrendo strumenti di lettura chiari e approfonditi per comprendere la complessità e l’identità delle nostre denominazioni. Lorella Zoppis, vicepresidente del Consorzio Le masterclass e il programma di degustazione sono pensati per valorizzare la diversità espressiva dell’Alto Piemonte mettendo in luce denominazioni, vitigni e interpretazioni che raccontano un patrimonio enologico unico, ancora tutto da scoprire. I banchi d’assaggio, aperti dalle 14:30 alle 20:30 saranno l’occasione per degustare e scoprire i vini delle 13 aziende produttrici in un percorso di approfondimento delle 10 denominazioni dell’Alto Piemonte, Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC e Valli Ossolane DOC. Elemento centrale dell’edizione 2026 saranno le due masterclass dal titolo “Excursus Alto Piemonte”, in programma alle ore 15.00 e alle ore 18.00, entrambe condotte da Altai Garin. Le masterclass proporranno un’ampia degustazione di etichette, con vini provenienti da annate e denominazioni differenti, pensate per evidenziare l’evoluzione, la longevità e la varietà stilistica dei vini dell’Alto Piemonte. Un racconto che mette al centro il Nebbiolo e le sue interpretazioni, affiancato da vitigni complementari come la Vespolina, per restituire una visione articolata e contemporanea del territorio. Taste Alto Piemonte Milano si conferma così non solo come evento di degustazione, ma come momento formativo e culturale, capace di rafforzare il dialogo tra Consorzio, produttori e mercato, consolidando la presenza e la riconoscibilità dei vini dell’Alto Piemonte in uno dei contesti più dinamici del panorama vitivinicolo nazionale. Per informazioni e accrediti visitare: www.tastealtopiemonte.it
Per informazioni: info@tastealtopiemonte.it La Redazione
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