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9 Dicembre, 2025
Scalandrino 2024 di Fattoria Mantellassi vince il Premio Berebene 2026 del Gambero Rosso
Il Vermentino maremmano entra tra le migliori etichette made in Italy per rapporto qualità/prezzo
Prestigiosa conferma per Fattoria Mantellassi di Magliano in Toscana: lo Scalandrino 2024, Vermentino 100% della Maremma Toscana, è stato selezionato nella Guida Berebene 2026 del Gambero Rosso, giunto alla 36ª edizione e ora disponibile in formato digitale per una consultazione immediata.
Vinificato con pressatura soffice e fermentato in botti di rovere francese, seguito da affinamento in legno e due mesi in bottiglia, Scalandrino esalta i profumi varietali del Vermentino con note fresche e mediterranee. L’etichetta aveva già ricevuto riconoscimenti prestigiosi, tra cui il precedente Berebene per l’annata 2023 e 90 punti da Winescritic per il 2024.
La Guida Berebene premia vini sotto i 20 euro che uniscono eccellenza qualitativa a territorialità e sostenibilità, raccontando artigiani, cooperative e produttori innovativi. Fattoria Mantellassi si distingue con un impianto fotovoltaico da 98 kW, il sistema GreenCare per il monitoraggio idrico-energetico e il primo Morellino di Scansano senza solfiti aggiunti grazie alla tecnologia PuroVino, che sostituisce l’anidride solforosa con ozono.
Questa selezione conferma l’impegno dell’azienda nel coniugare tradizione maremmana, innovazione tecnologica e rispetto ambientale, ponendo la qualità e il consumatore al centro della produzione.
Fattoria Mantellassi
www.fattoriamantellassi.it La Redazione
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www.fattoriamantellassi.it La Redazione
9 Dicembre, 2025
Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore dello Champagne
A Reims, capitale spirituale dello champagne e città dove le bollicine fanno parte della cultura arrivando ad essere manifesto di eleganza e stile di vita, ho trovato un luogo dove il vetro prendere forma così da trasformare ogni bollicina in un’esperienza: Maison Lehmann.
Tra le modanature haussmaniane del Boulevard Lundy, nel cuore della Champagne, ad accogliere i clienti c’è una vera e propria cattedrale del calice, dove tecnica e bellezza si incontrano per dare voce e risalto ai vini di tutto il mondo. Un museo celebrativo del calice, non più un semplice oggetto contenitivo ma elemento di design volto a contribuire, esaltandola, l’esperienza sensoriale, al godimento del nettare divino.
Un’azienda che nasce tra le vigne dello Champagne
Fondata negli anni Novanta, proprio a Reims, Maison Lehmann è cresciuta a stretto contatto con il territorio più iconico del mondo spumantistico. Qui, dove le grandi Maison elaborano millesimati leggendari, Lehmann sviluppa i calici che meglio interpretano energia, eleganza e profondità dello champagne.
È in questo dialogo continuo tra vinificazione d’eccellenza e arte del vetro che nasce la filosofia della maison: sublimare ogni vino rispettandone identità, aroma e struttura. Non è un caso che la prima Collezione Signature, nel 2010, sia stata dedicata proprio al mondo dell’effervescenza, in collaborazione con Philippe Jamesse, ex sommelier dello stellato Les Crayères. Da allora, altri ambasciatori d’eccezione, chef, master sommelier, artisti del gusto, hanno firmato collezioni che uniscono competenza tecnica e personalità olfattiva. L’esperienza sensoriale che rende unico ogni brindisi Che si tratti di un grande champagne, di un rosso complesso o di un distillato da meditazione, il calice giusto non è un dettaglio: fa la differenza.
La differenza della forma perfetta, della capacità del vetro di accompagnare aromi e materia offrendo piena neutralità, della leggerezza che permette al vino di esprimersi senza barriere. Così, la tecnologia Ultralight porta a produrre calici leggeri, proposti sia in versione soffiata a bocca che a macchina, che generano sensazioni quasi eteree tra le dita. Una precisione assoluta nella resa aromatica, la delicatezza di un gesto, la forza di un’esperienza. Sono calici che offrono nella loro brillantezza, sottigliezza, armoniosità, un vero spettacolo. Cristallo senza piombo, tre tecniche di produzione per garantire la massima qualità per ogni esigenza. Non serve essere un professionista per desiderare un simile compagno per le proprie serate di festa. Quando ho avuto la possibilità di avere in mano un meraviglioso calice Lehmann soffiato a bocca è stato come prendere le manine di un neonato. Avete presente quando un bimbo in fasce mette la sua mano nella vostra? Si ha sempre l’impressione di una fragilità estrema. Quando presi la prima volta tra le mani quelle di mia figlia o di mio figlio, sembrava che le loro dita potessero spezzarsi da un momento all’altro. Non era così e, anzi, vedendo il trattamento riservato loro dall’ostetrica di turno, ho capito non vi fosse alcuna fragilità. Al contrario, erano così resilienti ed elastiche…. Proprio come il calice Lehmann. Lo stelo, lungo e finissimo è la leggerezza eterea di una ballerina danzante sulle punte. Eleganza slanciata. Finezza e consistenza di un cristallo che fa del suo evanescente spessore, forza trasparente. Le bollicine nel calice sono sembrate librarsi nell’aria come non vi fosse alcun cristallo a separarla dall’ambiente circostante. Parimenti il sorso è stato inglobante di ciò che mi circondava. Che si trattasse di vino fermo o di bollicina, la perfetta neutralità del cristallo ha garantito una esperienza olfattiva e gustativa fantastica. Anche nel lavaggio ho trovato i calici straordinariamente resistenti. Ricordo quando acquistai dei calici all’Ikea a Torino. Vivevo solo e non potevo certo permettermi spese folli. Belli a vedersi ma si rompevano solo a guardarli. Così, lavandoli, un semplice tocco del calice al bordo del lavandino ne determinava la sicura rottura. Non c’era nulla da fare. I calici Lehmann hanno resistito a trattamenti anche poco consoni. Li ho trattati non proprio bene e sono tuttora intatti. Meraviglia pura. Ripensando alle dita della mano di un bambino non più neonato, arriva il momento nel quale riescono a stringere quella di un genitore. La sensazione è quella di un ricordo di fragilità ormai svanito. Di purezza che continua e continuerà. Un calice Lehmann allora è proprio questo: fragilità solo immaginata, purezza, forza slanciata. Collezioni Signature: quando il vetro incontra i grandi del mondo gastronomico Ogni collezione Lehmann racconta una storia, un incontro, un’idea di gusto: Philippe Jamesse – curve eleganti e sferiche che esaltano energia e colore dei grandi vini. Arnaud Lallement – delicatezza senza tempo, ideale per leggere in trasparenza la complessità dei terroir. Fabrice Sommier – precisione assoluta per interpretare i Grand Cru. Gérard Basset – un omaggio al miglior sommelier del mondo; linee raffinate che celebrano l’emozione del vino. Florian Thireau – la più recente, dedicata alla mixology contemporanea, perché il brindisi non conosce confini. Ogni collezione include anche un calice “universale”, perfetto per chi desidera un solo bicchiere capace di accompagnare tutto: bianchi freschi, rossi strutturati e, naturalmente, champagne. Un compagno ideale per i pranzi delle feste, i cenoni, o un semplicissimo aperitivo improvvisato tra amici. Una boutique d’autore, tra Reims e Parigi La boutique Lehmann di Reims è una tappa obbligatoria per chi visita la Champagne: un luogo in cui il vetro diventa racconto, dove si può toccare con mano l’essenza della maison.
Dal 2024, un nuovo spazio prestigioso si affaccia anche sulla Senna, al n°1 di Quai de Conti, nel cuore elegante del VI arrondissement di Parigi. Non ci sono ancora stato ma sarà tappa del prossimo viaggio nella capitale francese. Due sedi che parlano la stessa lingua: accoglienza, savoir-faire, desiderio di trasmettere l’arte della degustazione. Un invito unico: la Lehmann Experience Per chi desidera un’immersione totale, la maison ha creato la Lehmann Experience: un workshop di un’ora e mezza nella dimora storica di Reims.
Un viaggio nella storia del vetro e nella magia dei calici da champagne, che termina con la degustazione di un’annata iconica attraverso cinque diversi bicchieri. Un percorso affascinante che mostra quanto la forma possa cambiare l’anima di un vino. Se qualcuno pensasse che un calice è un calice e che un calice non fa la differenza, con questa esperienza, magari da ripetere a casa, avrà modo di ricredersi. La partecipazione dà diritto anche a un 15% di sconto su tutte le collezioni: un’idea perfetta per un regalo di Natale diverso dal solito. Uno stile francese che conquista il mondo Con oltre 12 milioni di bicchieri prodotti all’anno, una presenza in 50 paesi e clienti in continua crescita, Lehmann sta scrivendo una delle pagine più interessanti nel mondo degli accessori da degustazione.
Stati Uniti, Cina, Brasile sono i nuovi mercati di riferimento senza dimenticare il mercato italiano che merita una attenzione particolare vista la nostra propensione all’eleganza e allo charme. Lehmann può essere considerata, a ragion veduta, una maison che guarda lontano pur restando profondamente legata alla Champagne. E forse è proprio questo il suo vero segreto: la capacità di portare in ogni calice la magia di Reims, della sua storia e delle sue bollicine. Per le feste che arrivano, un solo consiglio: scegliere il calice giusto Champagne per il brindisi di mezzanotte, rossi importanti per le cene di Natale, cocktail creativi per le serate tra amici: ogni momento può e deve essere valorizzato.
Un calice leggero, elegante, studiato per esaltare profumi e vibrazioni del vino trasforma un sorso in un ricordo. Vi ricordate quando nei bicchieri di cristallo di una volta un colpetto con le unghie provocava un bellissimo suono? Ecco, ad un certo punto abbiamo smesso di farlo e sapete perché? Perché i bicchieri hanno smesso di essere prodotti con il giusto materiale cosa che con un calice Lehmann non succede. La piccola schicchera data trattenendo il dito anulare con il pollice per poi mandarlo a colpire il calice mi ha provocato quelle grandi piacevoli emozioni che avevo smesso di provare. Le stesse emozioni ottenute nuovamente con quel meraviglioso gesto del colpire il bicchiere delle persone con le quali si brinda dicendo: cin cin (termine onomatopeico). In fondo, la festa comincia sempre da un piccolo semplice gesto: avvicinare il calice alle labbra e lasciarsi sorprendere dalle emozioni. Non senza prima aver brindato dicendo: cin cin. E, mi raccomando, guardate sempre negli occhi colui o colei che brinda con voi. Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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È in questo dialogo continuo tra vinificazione d’eccellenza e arte del vetro che nasce la filosofia della maison: sublimare ogni vino rispettandone identità, aroma e struttura. Non è un caso che la prima Collezione Signature, nel 2010, sia stata dedicata proprio al mondo dell’effervescenza, in collaborazione con Philippe Jamesse, ex sommelier dello stellato Les Crayères. Da allora, altri ambasciatori d’eccezione, chef, master sommelier, artisti del gusto, hanno firmato collezioni che uniscono competenza tecnica e personalità olfattiva. L’esperienza sensoriale che rende unico ogni brindisi Che si tratti di un grande champagne, di un rosso complesso o di un distillato da meditazione, il calice giusto non è un dettaglio: fa la differenza.
La differenza della forma perfetta, della capacità del vetro di accompagnare aromi e materia offrendo piena neutralità, della leggerezza che permette al vino di esprimersi senza barriere. Così, la tecnologia Ultralight porta a produrre calici leggeri, proposti sia in versione soffiata a bocca che a macchina, che generano sensazioni quasi eteree tra le dita. Una precisione assoluta nella resa aromatica, la delicatezza di un gesto, la forza di un’esperienza. Sono calici che offrono nella loro brillantezza, sottigliezza, armoniosità, un vero spettacolo. Cristallo senza piombo, tre tecniche di produzione per garantire la massima qualità per ogni esigenza. Non serve essere un professionista per desiderare un simile compagno per le proprie serate di festa. Quando ho avuto la possibilità di avere in mano un meraviglioso calice Lehmann soffiato a bocca è stato come prendere le manine di un neonato. Avete presente quando un bimbo in fasce mette la sua mano nella vostra? Si ha sempre l’impressione di una fragilità estrema. Quando presi la prima volta tra le mani quelle di mia figlia o di mio figlio, sembrava che le loro dita potessero spezzarsi da un momento all’altro. Non era così e, anzi, vedendo il trattamento riservato loro dall’ostetrica di turno, ho capito non vi fosse alcuna fragilità. Al contrario, erano così resilienti ed elastiche…. Proprio come il calice Lehmann. Lo stelo, lungo e finissimo è la leggerezza eterea di una ballerina danzante sulle punte. Eleganza slanciata. Finezza e consistenza di un cristallo che fa del suo evanescente spessore, forza trasparente. Le bollicine nel calice sono sembrate librarsi nell’aria come non vi fosse alcun cristallo a separarla dall’ambiente circostante. Parimenti il sorso è stato inglobante di ciò che mi circondava. Che si trattasse di vino fermo o di bollicina, la perfetta neutralità del cristallo ha garantito una esperienza olfattiva e gustativa fantastica. Anche nel lavaggio ho trovato i calici straordinariamente resistenti. Ricordo quando acquistai dei calici all’Ikea a Torino. Vivevo solo e non potevo certo permettermi spese folli. Belli a vedersi ma si rompevano solo a guardarli. Così, lavandoli, un semplice tocco del calice al bordo del lavandino ne determinava la sicura rottura. Non c’era nulla da fare. I calici Lehmann hanno resistito a trattamenti anche poco consoni. Li ho trattati non proprio bene e sono tuttora intatti. Meraviglia pura. Ripensando alle dita della mano di un bambino non più neonato, arriva il momento nel quale riescono a stringere quella di un genitore. La sensazione è quella di un ricordo di fragilità ormai svanito. Di purezza che continua e continuerà. Un calice Lehmann allora è proprio questo: fragilità solo immaginata, purezza, forza slanciata. Collezioni Signature: quando il vetro incontra i grandi del mondo gastronomico Ogni collezione Lehmann racconta una storia, un incontro, un’idea di gusto: Philippe Jamesse – curve eleganti e sferiche che esaltano energia e colore dei grandi vini. Arnaud Lallement – delicatezza senza tempo, ideale per leggere in trasparenza la complessità dei terroir. Fabrice Sommier – precisione assoluta per interpretare i Grand Cru. Gérard Basset – un omaggio al miglior sommelier del mondo; linee raffinate che celebrano l’emozione del vino. Florian Thireau – la più recente, dedicata alla mixology contemporanea, perché il brindisi non conosce confini. Ogni collezione include anche un calice “universale”, perfetto per chi desidera un solo bicchiere capace di accompagnare tutto: bianchi freschi, rossi strutturati e, naturalmente, champagne. Un compagno ideale per i pranzi delle feste, i cenoni, o un semplicissimo aperitivo improvvisato tra amici. Una boutique d’autore, tra Reims e Parigi La boutique Lehmann di Reims è una tappa obbligatoria per chi visita la Champagne: un luogo in cui il vetro diventa racconto, dove si può toccare con mano l’essenza della maison.
Dal 2024, un nuovo spazio prestigioso si affaccia anche sulla Senna, al n°1 di Quai de Conti, nel cuore elegante del VI arrondissement di Parigi. Non ci sono ancora stato ma sarà tappa del prossimo viaggio nella capitale francese. Due sedi che parlano la stessa lingua: accoglienza, savoir-faire, desiderio di trasmettere l’arte della degustazione. Un invito unico: la Lehmann Experience Per chi desidera un’immersione totale, la maison ha creato la Lehmann Experience: un workshop di un’ora e mezza nella dimora storica di Reims.
Un viaggio nella storia del vetro e nella magia dei calici da champagne, che termina con la degustazione di un’annata iconica attraverso cinque diversi bicchieri. Un percorso affascinante che mostra quanto la forma possa cambiare l’anima di un vino. Se qualcuno pensasse che un calice è un calice e che un calice non fa la differenza, con questa esperienza, magari da ripetere a casa, avrà modo di ricredersi. La partecipazione dà diritto anche a un 15% di sconto su tutte le collezioni: un’idea perfetta per un regalo di Natale diverso dal solito. Uno stile francese che conquista il mondo Con oltre 12 milioni di bicchieri prodotti all’anno, una presenza in 50 paesi e clienti in continua crescita, Lehmann sta scrivendo una delle pagine più interessanti nel mondo degli accessori da degustazione.
Stati Uniti, Cina, Brasile sono i nuovi mercati di riferimento senza dimenticare il mercato italiano che merita una attenzione particolare vista la nostra propensione all’eleganza e allo charme. Lehmann può essere considerata, a ragion veduta, una maison che guarda lontano pur restando profondamente legata alla Champagne. E forse è proprio questo il suo vero segreto: la capacità di portare in ogni calice la magia di Reims, della sua storia e delle sue bollicine. Per le feste che arrivano, un solo consiglio: scegliere il calice giusto Champagne per il brindisi di mezzanotte, rossi importanti per le cene di Natale, cocktail creativi per le serate tra amici: ogni momento può e deve essere valorizzato.
Un calice leggero, elegante, studiato per esaltare profumi e vibrazioni del vino trasforma un sorso in un ricordo. Vi ricordate quando nei bicchieri di cristallo di una volta un colpetto con le unghie provocava un bellissimo suono? Ecco, ad un certo punto abbiamo smesso di farlo e sapete perché? Perché i bicchieri hanno smesso di essere prodotti con il giusto materiale cosa che con un calice Lehmann non succede. La piccola schicchera data trattenendo il dito anulare con il pollice per poi mandarlo a colpire il calice mi ha provocato quelle grandi piacevoli emozioni che avevo smesso di provare. Le stesse emozioni ottenute nuovamente con quel meraviglioso gesto del colpire il bicchiere delle persone con le quali si brinda dicendo: cin cin (termine onomatopeico). In fondo, la festa comincia sempre da un piccolo semplice gesto: avvicinare il calice alle labbra e lasciarsi sorprendere dalle emozioni. Non senza prima aver brindato dicendo: cin cin. E, mi raccomando, guardate sempre negli occhi colui o colei che brinda con voi. Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
8 Dicembre, 2025
Cantina La-Vis e Ristorante Da Robertino sostengono il Telefono Rosa con cena solidale del 25 novembre
Il progetto Ritratti protagonista della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne a Roma
In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, Cantina La-Vis ha presentato il suo progetto Ritratti durante una cena solidale al Ristorante Da Robertino di Roma, a sostegno del Telefono Rosa Nazionale.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, soci della cooperativa trentina e sostenitori dell’associazione, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla violenza di genere e contribuire concretamente alle attività di supporto per donne e minori.
Roberta Pepi, titolare di Da Robertino
Sedersi a tavola insieme possa diventare un abbraccio collettivo.
Ritratti, rilanciato nel 2025 dopo un percorso iniziato nel 2022, evolve la storica linea nata nel 1988 con sei referenze (Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Cabernet Sauvignon, Lagrein, Pinot Nero) che intrecciano arte, sostenibilità e biodiversità sociale/naturale. Ogni etichetta riporta opere dell’artista Margherita Paoletti, selezionata con l’Archivio ADAC e il curatore del Mart Gabriele Lorenzoni.
Ezio Dallagiacoma, direttore tecnico ed enologo di La-Vis, spiega come Ritratti nasca dall’ascolto del vigneto e dal rispetto per chi lo coltiva, introducendo pratiche agronomiche rigorose per vigneti resilienti ai cambiamenti climatici. Le bottiglie celebrano l’armonia tra uomo e natura, valori di cura essenziali anche nelle relazioni umane.
Alla cena hanno partecipato la presidente del Telefono Rosa Antonella Faieta e la vicepresidente Francesca Romani, ribadendo l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul tema. Ritratti avvierà ulteriori iniziative di solidarietà, creando connessioni tra arte, vino e comunità.
La Redazione
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8 Dicembre, 2025
Cavazza pensa in grande per il Natale: magnum Cicogna e Santa Libera Vin Santo 2009
Grandi formati dei rossi Colli Berici e la chicca enoica di Gambellara per celebrare le feste
Per Cavazza, il Natale diventa l’occasione per celebrare la ricchezza dei suoi territori con grandi formati e vecchie annate simbolo di convivialità e tradizione. La cantina propone la Jeroboam da 3 litri della linea Cicogna, massima espressione della Tenuta nei Colli Berici, ideale per banchetti festivi.
Le Magnum di Cabernet Sauvignon Cicogna, Merlot Cicogna e Syrah Cicogna esaltano la struttura e la longevità dei rossi berici. Il Cabernet Sauvignon offre un rubino profondo con note di ribes nero, mirtillo, tabacco e balsamiche, affinamento in barrique francese che dona morbidezza e tannini levigati.
Il Merlot Cicogna convince con frutti rossi maturi, ciliegia, prugna, cacao e vaniglia, proponendo un sorso armonioso e persistente. Lo Syrah Cicogna seduce con pepe nero, violetta, frutti scuri e freschezza minerale, perfetto nel formato magnum per autorevolezza scenica.
Chicca enoica della proposta festiva è il “Santa Libera” Vin Santo di Gambellara DOC Classico 2009, nato da Garganega appassita nei tradizionali “picai” e affinato in piccole botti. Offre intensità di miele, agrumi, frutta secca e dolcezza equilibrata da freschezza, ideale per il fine pasto natalizio.
Cavazza, fondata nel 1928, coltiva 130 ettari tra Gambellara (vulcano spento, Garganega) e Colli Berici (rossi identitari), producendo 600.000 bottiglie con certificazione SQNPI e focus su biodiversità e rinnovabili.
La Redazione
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8 Dicembre, 2025
Beviamoci Sud Roma 2026. Il grande Festival dei vini del Sud Italia torna nella Capitale
I vini del Sud Italia tornano protagonisti nella Capitale.
Sempre più apprezzati da pubblico e critica, i grandi vini del Mezzogiorno stanno vivendo una nuova stagione di successo: un movimento che unisce autenticità, biodiversità e passione, e che oggi trova nella città di Roma un palcoscenico d’eccellenza per raccontarsi al meglio. Con questo spirito torna Beviamoci Sud Roma, il grande evento dedicato ai vini del Sud Italia, che giunge alla sua settima edizione e, per la prima volta, si svolgerà nella cornice esclusiva del The Westin Excelsior Roma, in Via Vittorio Veneto 125, simbolo dell’eleganza e dell’accoglienza romana. Ideato da Riserva Grande e Andrea Petrini (Percorsi di Vino), con la preziosa collaborazione del giornalista Luciano Pignataro, direttore tecnico della manifestazione, Beviamoci Sud Roma si conferma da anni un punto di riferimento nazionale per la valorizzazione del vino meridionale di qualità. Due giornate – sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 – dedicate a degustazioni, masterclass e incontri con una selezione di cantine di Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Calabria, Basilicata, Sardegna e Sicilia, in dialogo con operatori Ho.Re.Ca., stampa specializzata, buyer e appassionati di settore. L’edizione 2026 sarà arricchita dal ritorno del Premio “Eccellenze di Beviamoci Sud”, che premierà i migliori vini selezionati dalla giuria tecnica presieduta da Luciano Pignataro, e dal Premio “Ambasciatori del Sud”, dedicato a ristoratori, enotecari e comunicatori che promuovono con passione la cultura del vino meridionale. 📅 Beviamoci Sud Roma 2026 📍 The Westin Excelsior Roma – Via Vittorio Veneto 125
🕓 Sabato 31 gennaio dalle 14:00 alle 20:00
🕓 Domenica 1 febbraio dalle 14:00 alle 20:00
🌐 www.beviamocisudroma.it La Redazione
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Sempre più apprezzati da pubblico e critica, i grandi vini del Mezzogiorno stanno vivendo una nuova stagione di successo: un movimento che unisce autenticità, biodiversità e passione, e che oggi trova nella città di Roma un palcoscenico d’eccellenza per raccontarsi al meglio. Con questo spirito torna Beviamoci Sud Roma, il grande evento dedicato ai vini del Sud Italia, che giunge alla sua settima edizione e, per la prima volta, si svolgerà nella cornice esclusiva del The Westin Excelsior Roma, in Via Vittorio Veneto 125, simbolo dell’eleganza e dell’accoglienza romana. Ideato da Riserva Grande e Andrea Petrini (Percorsi di Vino), con la preziosa collaborazione del giornalista Luciano Pignataro, direttore tecnico della manifestazione, Beviamoci Sud Roma si conferma da anni un punto di riferimento nazionale per la valorizzazione del vino meridionale di qualità. Due giornate – sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio 2026 – dedicate a degustazioni, masterclass e incontri con una selezione di cantine di Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Calabria, Basilicata, Sardegna e Sicilia, in dialogo con operatori Ho.Re.Ca., stampa specializzata, buyer e appassionati di settore. L’edizione 2026 sarà arricchita dal ritorno del Premio “Eccellenze di Beviamoci Sud”, che premierà i migliori vini selezionati dalla giuria tecnica presieduta da Luciano Pignataro, e dal Premio “Ambasciatori del Sud”, dedicato a ristoratori, enotecari e comunicatori che promuovono con passione la cultura del vino meridionale. 📅 Beviamoci Sud Roma 2026 📍 The Westin Excelsior Roma – Via Vittorio Veneto 125
🕓 Sabato 31 gennaio dalle 14:00 alle 20:00
🕓 Domenica 1 febbraio dalle 14:00 alle 20:00
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8 Dicembre, 2025
“Stile Siciliano”: grande successo a Milano per i vini rossi del futuro
L’Enoteca Regionale della Sicilia sede del Sud Est presenta Cerasuolo di Vittoria DOCG e Frappato al The Westin Palace
Grande successo per “Stile Siciliano: i vini rossi del futuro”, l’evento di punta organizzato dall’Enoteca Regionale della Sicilia sede del Sud Est, svoltosi lunedì 24 novembre al The Westin Palace di Milano.
Dopo l’ottimo riscontro della tappa romana di maggio, l’iniziativa ha rinnovato la collaborazione con il Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria DOCG e Vittoria DOC e l’Associazione Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria DOCG, accendendo i riflettori sull’unica DOCG siciliana e sul Frappato, vitigno sempre più apprezzato.
Oltre 40 giornalisti, blogger e influencer hanno partecipato alle masterclass condotte da Andrea Amadei, degustatore e voce di Decanter su Rai Radio2, che ha guidato i presenti attraverso le sfumature e l’evoluzione di questi vini, ne ha analizzato lo stile moderno e la versatilità.
Nel pomeriggio, oltre 200 appassionati e operatori del settore hanno affollato i banchi d’assaggio per un percorso di degustazione libera, incontrando direttamente i produttori e scoprendo la diversità e l’innovazione delle produzioni enologiche del Sud Est siciliano.
Andrea Amadei ha descritto un “terroir antico dal sapore moderno”, con vini piacevoli fin dai primi anni ma capaci di evolvere nel tempo, mentre Silvio Balloni, presidente dell’Enoteca, ha definito l’evento un “manifesto” per il futuro dell’enologia siciliana, ringraziando AIS Lombardia, i produttori e tutti i partecipanti.
L’iniziativa chiude positivamente il 2025, anno in cui la Sicilia è Regione Europea dell’Enogastronomia, con una programmazione futura già in cantiere.
La Redazione
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8 Dicembre, 2025
Assovini Sicilia chiude la vendemmia 2025 con vini di grande qualità e forte identità territoriale
Clima favorevole ha garantito maturazione equilibrata e aumento della produzione dopo due annate difficili
La vendemmia siciliana 2025 si conferma un’annata da ricordare, caratterizzata da eccellenze qualitative e da un andamento climatico ideale, che ha permesso una maturazione graduale e bilanciata delle uve e un aumento della produzione dopo due stagioni imprevedibili. La raccolta, durata 100 giorni da Ovest a Est, si è conclusa agli inizi di novembre sull’Etna, segnando la vendemmia più lunga d’Italia.
Le piogge autunnali e invernali hanno garantito buone riserve idriche nel suolo, mentre le precipitazioni di maggio hanno favorito la fase vegetativa. L’estate mite, priva di ondate di calore eccessive, ha permesso una maturazione omogenea dei grappoli, dando origine a vini equilibrati che esprimono in modo autentico le peculiarità dei diversi territori siciliani.
Antonio Rallo, winemaker di Donnafugata, sottolinea come il ciclo vegeto-produttivo si sia svolto regolarmente con qualità ottima delle uve raccolte. Anche nell’areale di Menfi si registra un grande equilibrio tra quantità e qualità, dove vigneti come Ulmo, Monte Cirami e Maroccoli si sono distinti grazie a suoli freschi e alla presenza di macchia mediterranea, ideali per rossi da uve francesi, Grillo, Sauvignon Blanc, Chardonnay e Grecanico.
Nel Centro-Sud Sicilia, Giuditta Raccuglia di CVA Canicattì evidenzia un’annata positiva sotto ogni aspetto, con uve sane e mature che hanno portato a vini con profili aromatici e gustativi perfettamente equilibrati, garantendo armonia tra naso e palato.
Sull’Etna, condizioni climatiche regolari e piogge distribuite hanno accompagnato una vendemmia eccezionale, con uve sane e abbondanti di alta qualità, come confermato da Serena Costanzo di Palmento Costanzo.
A Vittoria e Noto, l’estate fresca ha favorito una vendemmia precoce e di grande qualità, con vini intensi e territoriali, in particolare i Frappati e Nero d’Avola, come spiega l’enologa Patricia Toth.
Anche nelle Isole Eolie di Lipari e Salina la vendemmia si è svolta in condizioni ottimali, con vini ricchi di mineralità e freschezza acida, mentre a Pantelleria Antonio Rallo conferma una qualità eccellente nella produzione dello Zibibbo da appassimento e del Passito, grazie a microclimi e gestione sostenibile dei vigneti.
Nel complesso, la vendemmia 2025 consolida la posizione competitiva dei vini siciliani nei mercati nazionali e internazionali con un miglioramento sia quantitativo (+15% rispetto alle ultime stagioni) che qualitativo, essenziale per la programmazione commerciale futura.
La Redazione
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7 Dicembre, 2025
Colle di Maggio. La collina che accoglie
Il mattino ha il colore dell’erba umida quando io e la mia amica Ilenia Bocci – sommelier di Ostia – imbocchiamo le stradine strette che tagliano i Colli Romani. Le vigne iniziano a comparire come fili cuciti sulla terra, e man mano che procediamo l’aria cambia: diventa più fresca, più minerale, quasi come se quel suolo scuro sotto i nostri passi volesse raccontarci qualcosa.
Per un attimo mi sorprendo a pensare quanto sia raro, ormai, concedermi un luogo senza fretta. Un luogo che non chiede nulla e ti restituisce tutto. E mi domando se sarò davvero capace di raccontarlo senza perderne la magia.
Guarda che luce
mormora Ilenia.
Il paesaggio, col suo ritmo lento, sembra prepararci a un incontro atteso da tempo, senza ancora mostrarci del tutto cosa ci aspetta.
Quando scendiamo dall’auto, un uomo ci viene incontro con passo deciso e sorriso aperto. È Carlo Attisano, Wine Ambassador e sommelier. Ci accoglie con un abbraccio caloroso, di quelli che sciolgono ogni distanza.
Benvenuti
dice, allargando un braccio verso il panorama.
Siete a Colle di Maggio
Ed è in quel momento, guardando la distesa di vigne e il profilo delle colline, che capiamo davvero dove siamo arrivati.
Camminiamo tra i filari, il suono della ghiaia sotto le scarpe accompagnato dalla voce di Carlo che scivola come un racconto d’infanzia.
I primi vigneti qui risalgono agli anni Sessanta
ci spiega.
Li piantò Domenico Tulino, avvocato, collezionista d’arte e anima visionaria della tenuta.
Immagino Tulino affacciato su quelle stesse colline, forse con un calice in mano, mentre artisti come Giorgio De Chirico e Mario Schifano—ospiti frequenti—parlavano di luce e forme guardando il sole calare dietro le vigne.
Oggi lavoriamo su tre linee
continua Carlo.
E le nostre Etichette d’Autore nascono dal dialogo con artisti locali. Agostino De Romanis, ad esempio, ha firmato quelle di Estia e Vèlia.
Entriamo prima nella cantina dei rossi. L’aria è fresca, odorosa di legno e mosto. Le botti sembrano dormire, custodendo qualcosa di vivo.
È come entrare in una cattedrale
sussurra Ilenia.
Usciamo, attraversiamo un prato dove due alpaca ci osservano come guardiani pacifici. Ci fermiamo un istante a guardarli, quasi increduli: non ti aspetti di incontrare questi animali in una tenuta di vino, e invece qui sembrano far parte del paesaggio, con la loro curiosità silenziosa. Poi riprendiamo il cammino lungo una stradina che costeggia i filari e raggiungiamo la zona dei bianchi, luminosa e profumata di fermentazioni lente. Qui, ci svela Carlo, a breve ci sarà lo shop dell’azienda, dove gli amanti dei vini verranno accolti.
Usiamo metodi integrali, anfore, legni di grande qualità, botti realizzate esclusivamente per noi
ci racconta Carlo.
Ogni vino è un’opera che nasce dal rispetto del suolo vulcanico.
Calpestando un morbido prato arriviamo davanti a una struttura a vetrate che domina il paesaggio. Dentro, il legno scalda, la luce accarezza i bicchieri e il profumo della cucina arriva lieve dalla sala accanto: è qui che lo chef della tenuta, Carlo Poma, ha costruito un percorso di piatti pensati per dialogare con i vini di Colle di Maggio. Ci sediamo pronti ad ascoltare, e ad assaggiare.
La degustazione inizia con Sirio, Lazio Bianco IGP 2024 – chardonnay e bombino.
Il giallo paglierino vibra, attraversato da riflessi verdolini. Al naso arrivano fiori bianchi, mela golden, e una sfumatura di banana. Al palato è vivo, fresco, con una sapidità elegante.
In abbinamento arriva un baccalà in umido con cipolla stufata e pellicola di cavolo nero: la carne si sfoglia morbida; la cipolla porta una dolcezza lenta; il cavolo nero aggiunge un tocco vegetale e amarognolo.
A seguire Carlo presenta Vèlia, Lazio Bianco IGP – Chardonnay e Fiano.
Giallo paglierino, riflessi dorati. Al naso frutta gialla leggermente matura, melone, ananas, agrume candito, note burrose, miele d’acacia. Al palato avvolge con struttura e morbidezza, in equilibrio con acidità e mineralità.
L’abbinamento è un fungo cardoncello grigliato con crema di broccolo attufato: carnoso, succoso, caldo di griglia; la crema è vellutata, dolce, profonda.
Carlo stappa poi Orione, Lazio Rosso IGP – Syrah e Merlot.
Rosso rubino intenso, unghia violacea. Al naso frutta rossa croccante, fragoline di Nemi, lampone, chiodi di garofano, una nota ferrosa.
Lo chef serve un tataki di tonno con lamponi e lardo: tonno rosato e burroso, lardo che si scioglie, lampone brillante che taglia la grassezza.
Arriva poi Lunapigra, Lazio Bianco IGP – Chardonnay e Fiano.
Oro luminoso. Profumi di frutta tropicale matura, ananas, papaya, camomilla, note cremose. In bocca è pieno, avvolgente, cremoso, sostenuto da una bella sapidità.
L’abbinamento è un carpaccio di manzo con fonduta di gorgonzola e cioccolato fondente: carne setosa, fonduta calda e salina, cioccolato amaro che dona verticalità.
Chiudiamo con Èstia, Lazio Rosso IGP – Merlot e Cabernet Sauvignon.
Rubino carico, riflessi granati. Al naso more di rovo e note boisée. Al palato acidità succosa, tannini eleganti, finale caldo.
Con il carpaccio nasce armonia perfetta: il tannino sostiene la fonduta, il cioccolato richiama il legno, la carne dialoga con la freschezza del sorso.
La luce cala sulle colline mentre terminiamo il calice. Si parla del futuro della tenuta: suite tra i filari, un’accoglienza pensata per chi vuole fermarsi più a lungo.
Allora torneremo
dico.
Per un weekend intero
aggiunge Ilenia.
Carlo ci accompagna all’auto. «Le porte resteranno sempre aperte per voi. Le vigne vi riconosceranno.»
Mentre ci allontaniamo, Colle di Maggio rimane con noi: nei profumi, nei calici, nel silenzio buono della campagna. Un luogo dove il vino non si racconta: si mostra, si respira, si ricorda.
Roberto Silvio De Pascale
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Il buon vivere
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7 Dicembre, 2025
La Sardegna di Vinodabere: più di 40 aziende ed oltre 200 vini a Roma il 13 e 14 dicembre
Per scoprire il fascino di un’isola che è un vero e proprio piccolo continente
Sabato 13 e domenica 14 dicembre 2025
Quarta edizione di La Sardegna di Vinodabere. Evento esclusivo dedicato ai vini dell’isola
Hotel Belstay, Via Bogliasco, 27 – Roma
Per il quarto anno consecutivo torna La Sardegna di Vinodabere, evento nato per promuovere, e far scoprire il carattere, la varietà, le peculiarità e la complessità vitivinicola di una regione che è un vero e proprio piccolo continente.
Più di 40 aziende con più di 200 vini in assaggio
Sabato 13 e domenica 14 dicembre, all’Hotel Belstay a Roma, sarà possibile incontrare ai banchi di assaggio numerosi produttori sardi (oltre 40 aziende), in rappresentanza delle tante aree (vere e proprie sub-regioni) dove si producono vini di qualità elevata. Tra più di 200 referenze tra bianchi, rosati, rossi, vini dolci e ossidativi, e perfino bollicine, ci si potrà orientare per apprezzare, come merita, la ricchezza enologica della Sardegna, conoscere i vignaioli che la animano e sperimentare nel calice lo stato dell’arte della viticoltura sarda, giunta ormai a livelli di indiscutibile eccellenza.
Un viaggio attraverso i sensi, dunque, tra le produzioni provenienti dai territori di Gallura, Mamoiada, Mandrolisai, Ogliastra, Oliena, Orgosolo, Oristanese, Romangia, Sulcis e Sud Sardegna, alcuni dei quali diventeranno i protagonisti della masterclass in programma sabato 13 dicembre.
Lo sponsor principale dell’evento è il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano (che ha sede in Sardegna, maestra assoluta di caseificazione di tutto il Centro tirrenico).
Lo sponsor tecnico è invece rappresentato dall’Acqua Smeraldina.
Programma
sabato 13 dicembre
dalle 11:30 alle 12:45:
Masterclass “La Sardegna dell’enologo Andrea Pala”, condotta dall’enologo Andrea Pala, dai critici enogastronomici Dario Cappelloni collaboratore di DoctorWine , Raffaele Mosca (Decanter , Gambero Rosso, lucianopignataro.it) e dal giornalista Maurizio Valeriani, direttore della testata Vinodabere.
Un viaggio sensoriale in tre areali della Sardegna: Gallura, Coros (in particolare Usini) e il Sud della Sardegna, in compagnia di uno degli enologi sardi più apprezzati in Italia.
Vini in degustazione:
Vermentino di Gallura Spumante 2023 – Culuccia
Vermentino Donna Ma’ 2024 – Culuccia
Vermentino di Gallura Tandu 2024 – Tenute Li Signori
Vermentino di Gallura Superiore Emmu 2024 – Tenute Li Signori
Vermentino di Gallura Junior 2024 – Campianatu
Vermentino di Gallura Superiore 2023 – Campianatu
Vermentino di Sardegna 2024 – Galavera
Cagnulari Beranu 2023 – Galavera
Vermentino di Sardegna Cardile 2024 – Nuraghe Antigori
Bovale 2024 – Nuraghe Antigori
Costo: 35 euro
Prenotazione qui: link
dalle 14:00 alle 16:00
Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com
Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com
Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro. L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.
dalle 16:00 alle 20:00
Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.
Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com
Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com
domenica 14 dicembre
Dalle 10:30 alle 18:30
Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.
Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com
Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com
Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro. L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.
Per conoscere le aziende ed i vini presenti nei banchi di assaggio e per ogni altra informazione sull’evento collegatevi qui.
Vinodabere (www.vinodabere.it) è una testata giornalistica on line che da anni promuove con i suoi articoli e con i suoi eventi la cultura enogastronomica, dando visibilità a realtà già note e storiche come a quelle nuove e da scoprire.
I territori, i vini e le specialità gastronomiche della Sardegna sono sempre stati, sin dalla sua nascita, al centro dell’attenzione della testata giornalistica Vinodabere e del suo direttore Maurizio Valeriani.
La Guida ai Migliori Vini della Sardegna (link), giunta alla ottava edizione, pubblicata on line ad agosto 2025, ha visto un numero di letture incredibile (oltre 500 mila).
La Redazione
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