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27 Dicembre, 2023

Different Wine!

Differente. Diverso. Ma diverso da chi o da cosa poi non si sa mai. Però nel mondo del vino si può certamente differenziare e molte aziende/cantine lo stanno facendo da tempo e con discreto successo. Perché in un business complicato essere diversi può e deve essere un pregio. Soprattutto se differenziarsi vuol dire scoprire o riscoprire vitigni autoctoni da valorizzare. Piuttosto che tecniche enologiche diverse. In questo il progetto di Different Wine vuole valorizzare proprio queste diversità. Dal 15 al 17 novembre scorso, in un luogo “diverso” come quello della Sala Esposizioni del nascente Mediterraneum Acquario di Roma preso la passeggiata del Giappone all’Eur. Tante le cantine presenti. Ognuna con la propria unicità. Ho incontrato la Cantina del Ciabot con la sua idea di Superpidimont ovvero blend di uve tipicamente piemontesi. Mi sono soffermato a parlare con Piero e Giuliana della cantina Murales e le loro fantastiche espressioni di Vermentino e Cannonau. Con Paola di Enoforia abbiamo discusso delle loro creazioni con il Pungnitello. Dalle Cantine Gulino ho avuto il piacere di assaggiare i loro Moscato (divini nelle versioni passito) e Albanello. Paolo Cottini mi ha portato nella sua Valpolicella e le sue “Sensazioni“. Andrea di Luteraia mi ha portato per mano nel mondo dei vini della Filosofia Indaco. Che dire, davvero una esperienza differente. Ma differente in meglio! Un grazie e un plauso agli organizzatori. Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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22 Dicembre, 2023

Bacco del Monte. Il Pinot Nero della sana follia

Pinot Nero e Mugello. A chi viene in mente un connubio del genere, alzi la mano!!
Il Pinot Nero è la nobiltà del vino. Dalla Borgogna allo Champagne passando per l’Alto Adige con l’altopiano Mazzon per dar vita a vini spettacolarmente complessi. Espressioni paradisiache di un vitigno che, nella sua difficoltà di gestione, può generare tanta soddisfazione. Maison, Chateau, Tenute. Tutte impegnate da anni, lustri e in alcuni casi, secoli, a produrre esaltanti vini da questo vitigno. Con tante imitazioni o perlomeno interpretazioni. Solo in Italia si contano 93 denominazioni con il Pinot citato, 3 delle qualità DOCG. Espressioni diverse, filosofie interpretative diverse.
Il Mugello invece, che c’entra in tutto questo? Alzi ancora la mano chi riesce ad identificare, anche solo geograficamente il Mugello.
Certo, chi è solito percorrere l’Autostrada del Sole avrà certamente notato l’uscita di Barberino del Mugello. Non è una uscita come le altre. È una delle uscite più agognate dell’intero percorso autostradale. Di quelle che si spera arrivino il prima possibile.
Colpa dei sempre presenti lavori di ammodernamento dell’autostrada e delle interminabili code dei Tir che iniziano a Firenze e terminano proprio li. Il tutto preannunciato (mettendo anche ansia a dire il vero) dalla radio e dalle segnalazioni luminose che recitano sempre “coda fino a Barberino del Mugello”!
Gli appassionati di moto ricordano poi sicuramente il Mugello per il circuito delle gare di moto mentre i malati di shopping per l’outlet. Eppure il Mugello è molto ma molto di più a cominciare dai paesaggi che sono di quelli veri e quasi incontaminati (quasi poiché non so se ne esistano ancora di veramente incontaminati).
Essere a nord di Firenze ovvero zona di mezzo tra la grande ed attrattiva Toscana e la godereccia Emilia Romagna, oltretutto attraversata dalla più trafficata autostrada italiana, fa si che il Mugello sia una zona poco frequentata se non fosse per le occasioni dei raduni e gare motociclistiche.
Poco male se si cerca tranquillità, bella gente e tanta salubrità. Se parliamo di vino, beh la Toscana è la Toscana. Chianti, Supertuscan, Vernaccia. Insomma ce ne è per mettere in ombra tutto il resto. Già il Mugello è in ombra di suo…. Il vino non può che essere una normale conseguenza.
Normale e sensato come ragionamento. Valido solo se non si ha la pazienza di guardare meglio. Ok, ma come ti viene in mente di mettere il Pinot Nero in Toscana? Nel Mugello poi! Occorre essere pazzi è vero. Ma non sono proprio i pazzi che fanno nascere le cose più meravigliose? Pensiamoci bene però. Per chi è così pazzo da voler far vino nelle terre del Mugello, non avrebbe avuto senso impiantare barbatelle di Sangiovese. Chianti del Mugello? Con tutti i Chianti che ci sono, non se ne sente il bisogno di un altro. Il Mugello risulta caratterizzato da terreni argillosi, estati brevi, elevate escursioni termiche tra giorno e notte, alta umidità. Insomma, posta così la questione, sembrerebbero le condizioni ideali proprio per il Pinot Nero. Mio nonno che ha 96 anni ed è ancora vivo, alla fine degli anni 70 piantò un pò di vigna. Gli piaceva e gli piace fare dell’orto. A casa nostra c’è sempre stato. Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e un pò di Chardonnay. E altre cose. Sai come funziona in Toscana no?
In casa nostra tutti gli anni, a settembre, una volta si faceva a settembre, c’era la vendemmia. Io ci sono nata praticamente.
Io sono nata nell’89 e i miei si sono trasferiti nell’85 dopo che mio nonno costruì questa casa acanto alle vigne. Tutti insieme si abita qui. Noi siamo in 4. Con mio fratello e i nonni.
Senza sapere che ci sarebbe stato tutto questo ho studiato all’università, enologia. Quando ho visto il piano di studi ho detto “ma questa è una roba fantastica”. C’era tantissima chimica e mi sono innamorata di questa cosa. In famiglia mia, mi babbo, mia mamma, il mi fratello sono tutti medici. Hanno fatto tutti medicina Io non ne potevo più di sentir parlare di malati e ho detto voglio fare sta cosa. Facciamo cose serene.
Mi sono laureata nel 2014, papà e mamma sono andati in pensione e io ho detto loro che volevo provare a far vino sul serio. All’inizio quando abbiamo deciso cosa fare abbiamo cavalcato l’onda del Pinot Nero nel Mugello che nasce da vent’anni con il Rio di Paolo Cerrini a cui vogliamo tanto bene. Qui c’è una clima molto particolare al quale il Pinot Nero si abbina bene. Forti escursioni termiche. Mio babbo è un appassionato di meteorologia. Abbiamo una stazione meteo super professionale. Papà ha preso tutti i dati dal 2011 al 2022 e ha detto che non siamo mai andati sopra i 20 gradi durante la notte. Il Mugello si pensava non fosse adatto alla produzione del vino. Ma non è vero che perché non si era ancora trovata la giusta varietà. Ci son delle zone, un pochino più alte dove si fa anche un ottimo sangiovese. Abbiamo piantato dunque i due ettari a Pinot Pero. Silvia Bacci è una donna toscana di gran carattere. Un peperino si direbbe qui. Va a mille. Non si ferma un attimo ne di fare, tantomeno di parlare. La nostra chiacchierata è iniziata così: pronti, via. Lei è partita con la velocità tipica di chi parte per la maratona con il ritmo dei 100 metri piani.
Con coinvolgimento e tanto buon umore. Tipico toscano. Ma Silvia è di più.
Sarà per il suo entusiasmo, la voglia, la passione e soprattutto l’amore che ha per questa avventura. Sarà anche perché Silvia, dopo la laurea, si è messa non solo a fare consulenze ma anche ad insegnare Wine Business, Marketing soprattutto, ai giovani americani che vengono in Europa a studiare il vino.. Sarà quel che sarà, ma non la si ferma. E meno male aggiungo io! L’azienda Bacco del Monte nasce nel 2016/2017 con la prima annata di produzione nel 2019 con un solo vino, il Monte Primo. La terra del babbo e del nonno è piccina: solo due ettari. Non ci si vive. Ma certamente ci si diverte. Non volevamo fare la produzione. Non era previsto. Si era detto: va beh abbiamo piantato da poco non ci sarà niente. Invece si va in vigna con il mi babbo “qui c’è l’uva che si fa, si butta via?” Assolutamente no. Abbiamo fatto la vendemmia praticamente in ginocchioni. Sono stata male una settimana. Se uno vole fa palestra venga in vigna. Prima vendemmia e 2500 bottiglie: da li abbiamo continuato.
Nel 2021 abbiamo differenziato facendo le due etichette Monte Primo e Torre di Ponente. Nel 2022 abbiamo fatto anche un bianco, lo Chardonnay del nonno. 300 bottiglie fumate in un mese. Così con il babbo abbiamo fatto una scommessa.
“Papà se riesco a vendere tutte le bottiglie prima dell’estate si pianta lo Chardonnay.
Questo è avvenuto Dunque abbiamo piantato le barbatelle di Chardonnay. Fermare Silvia quando parte è complicato. Ma ascoltarla è un piacere. Noi abbiamo un problema, ci piace bere. La vigna vecchia la teniamo per noi. Va risistemata perché ha 40 anni. Nonno aveva fatto il cordone speronato. Ci facciamo pure un passito da Aleatico e Malvasia Nera. Ci piace sperimentale. Abbiamo provato pure la sperimentazione. Insomma i due ettari impiantati vengono usati per produrre vino adatto alla commercializzazione mentre la vigna del nonno per utilizzata come consumo interno, sperimentazioni e degustazioni. Papà Enrico, mamma Elena, Duccio il fratello e Silvia. La squadra di Bacco del Monte è completa. Squadra che si rimpolpa durante la vendemmia ovviamente. Una vendemmia fatta con calma e tanta allegria. Nessuna fretta (se non quella di rispettare i tempi enologici). Tanto si vuole stare insieme. Silvia è l’unica in famiglia che non abbia studiato medicina e intrapreso la professione medica. Con la passione che ha per la terra ed il vino, francamente non so se sarebbe stata un buon medico. Eppure papà Enrico dopo la pensione si è riconvertito in fretta. Il mi babbo è bravissimo. Ha studiato tanto. È un appassionato cosmico di chimica e fisica. A differenza mia che ho la parte creativa, lui è precisissimo. Questo è fondamentale. Abbiamo anche un consulente esterno al quale voglio molto bene che ci supporta.
Abbiamo iniziato a vendere vino a novembre 2021. Me lo ricordo bene perché è nato mio figlio. Tutti mi prendevano in giro e dicevano che erano nati due figlioli.
Alla prima degustazione nel nostro paese io non c’ero. Ho partorito due giorni dopo e ricordo che ero al telefono a chiedere come stesse andando. Abbiamo iniziato a vendere nel Mugello con ristoratori nostri amici. Poi degli agenti in Toscana. Ho trovato un importatore molto carino in Repubblica Ceca, poi anche in Francia. Abbiamo una mezza cosa con l’America. Li ce tanta burocrazia.
Quest’anno avremmo fatto 8000 bottiglie in piena produzione. Ma con la peronospora non ce la faremo. Non siamo ancora alla fine dunque non sappiamo cosa possa succedere. Una delle cose che mi ha lasciato con il punto interrogativo stampato sul viso è stato il sito internet dell’azienda. Per chi avrà voglia di andarlo a vedere troverà sulla destra la linguetta “Meteo”. Non è una cosa insolita specialmente per le strutture che offrono degustazioni e alloggi. Diverso e insolito è quando ciò a cui si accede è una vera e propria stazione meteorologica con dati e grafici insoliti e poco orientati all’utente della strada.
È il bello di aziende e persone che sì, fanno questo mestiere come business ma la passione prevale su tutto. C’è la voglia di fare le cose con l’amore e l’animo di chi le vuole fare con il sorriso sulle labbra. Solo però soddisfacendo a pieno le proprie passioni si possono fare le cose con amore. Magari il meteo non c’entra nulla su un sito internet di una azienda vinicola, ma per la gestione di una vigna, certo che è utile.
La passione di Silvia è così intensa che riesce a trasmetterla anche fuori dall’azienda. Io faccio consulenze e insegno wine business e marketing ai ragazzi americani che vengono a studiare qui in Europa. Esperienza stupenda. La adoro perché imparo un sacco di cose. Io sono qui e vi insegno ma voi mi date tantissimo. Poi mi tiene sempre sul pezzo. Quali sono le cose che in genere sottolinei ai ragazzi? Se vogliono lavorare in questo mondo devono sapere come si fa il vino. Occorre poi sempre usare la creatività e il mondo del vino, certo, aiuta perché è edonistico e romantico. Poi c’è il cambiamento climatico e tutto ciò che comporta. Infine, le relazioni. Vere e non per finta. Avere buone relazioni ed essere delle belle persone è fondamentale. Parlare di edonismo e creatività nel vino è facile per un peperino come Silvia. Più complicato deve essere il rapporto con il papà che da medico dunque scienziato nonché meteorologo è molto più legato ai processi, alla tecnica, ai dati. Ma nelle scelte non si può che andare a braccetto. Tecnica e testa unita a cuore e passione. Il Pinot lo abbiamo deciso insieme. Dopo una consultazione lunga nel senso di cosa si fa. L’alternativa era continuare come il nonno, Cabernet, Merlot e Syrah. Ci sembrava però un pò complicato e difficile emergere con un prodotto del genere. Si faceva e si fa per casa. Va tutto bene. Se un anno non è perfetto va bene. Il Pinot ci sembrava più centrato. Il Pinot Nero nel Mugello. E già qualcuno deve sapere dove sia il Mugello. Mi è capitata una degustazione a Gorizia con italiani che dicevano: si viene spesso dalle vostre parti a Montalcino. Impossibili comparare il Pinot Nero del Mugello con quello dell’Alto Adige. La toscanità qui viene fuori rendendolo più corposo, meno raffinato e al tempo stesso più vero. Il terreno, ricco di argilla, contribuisce alla colorazione e compattezza realizzando una sorta di Pinot Nero sangiovesizzato.
Il Pinot è l’amore e odio di tutti gli enologi. L’ispirazione di produrre qualcosa con rese bassissime, complicato come vitigno, delicato. Cosa porti della tua esperienza in azienda? E cosa tu porti agli studenti? Le lezioni spaziano tanto. Cerco sempre di raccontare la mia storia parlando da come abbiamo fatto le nostre scelte. Le etichette, il vino, il logo, ecc.
Con mio papà ci siamo confrontati su tutto. Davvero tutto.
Spiego come si parte da zero arrivando a costruire qualcosa. Gli riporto le relazioni con gli agenti, gli importatori. “Dite la verità” gli dico sempre. Così le relazioni si rafforzano. Avere serietà che è la prima carta da spendere.
Porto sempre con me le loro opinioni. Come vedono le novità, la intelligenza artificiale, ecc. mi tornano indietro tante cose. Quanto la tua attività di insegnante ti blocca e quanto ti stimola? Mi stimola. Non mi limita perché mi lascia del tempo per potermi dedicare a questo. Con il concetto delle degustazioni mi appago perché gli ospiti apprezzano il vino, l’ambiente, l’ospitalità. Facevo anche consulenze per altre aziende ma ho stoppato tutto per dedicarmi a questo e a mio figlio che ha un anno e mezzo. Lui è appassionato di trattori e io glielo ho bello e detto: appena hai l’età per andare sul trattore….uno due tre via! Silvia sorride e ride sempre. È solare. Prende la vita con leggerezza. Anche negli sbagli. Ehhh tantissimi sono gli sbagli che ho fatto. Si sbaglia in continuazione. I primi tempi la vendemmia, le soluzioni, gli affinamenti, le tempistiche. Siamo una azienda familiare e quando si deve far qualcosa occorre far la conta di chi c’è. Meno male che si sbaglia. Nessuno nasce imparato. Cosa cambieresti con la bacchetta magica? Più spazio in cantina perché non è mai abbastanza. Vinifichiamo tutto qui. Imbottigliamo qui In tutto questo, c’è una figura che aleggia rimanendo dietro le quinte. Come un ghost writer. Un consigliere che non appare. Eppure presente. È mamma Elena. Una donna che media creando il collante senza mai tirarsi indietro. È una donna che non ha paura di nulla. Qualsiasi cosa, la fa senza problemi. Ci porta il sorriso. Ci da una mano. Due i vini prodotti da Bacco del Monte: Terra di Ponente, affinato in acciaio; Monte Primo in botte. Abbiamo cominciato con il Monte Primo e affinamento in legno. Poche bottiglie. Poi ci siamo visti e si è detto: che si fa quest’anno? La scelta era nel fare un superiore o un acciaio. Dato che le vigne sono ancora giovani abbiamo detto “facciamo uno vino sotto non sopra”. Nel 2022 faremo qualcosa su. Mi piacerebbe fare un pò più di bianco perché lo Chardonnay è piaciuto molto. Aldilà delle varie prove che ci piace fare, così mia sembra sia più che sufficiente per le forze e le dimensioni che abbiamo. Non vogliamo correre troppo. Ho già recensito il Terra di Ponente sul mio canale Instagram @ivan_1969. Un vino che davvero può essere identificato con un Pinot Nero sangiovesizzato. Interessantissimo. Non ti sei data una progettualità per il futuro? Se devo sognare si ma se devo rimanere con i piedi per terra, dobbiamo vedere. Silvia Bacci. Mamma. Vignaiola. Professoressa.
Pur provenendo da una famiglia di medici, l’analisi e la precisione, non è in lei. Pazzia, visione, passione e tanto buon umore si. Questo si.
Questo fa di Silvia una persona speciale che quando incontri, non puoi che arricchirti. Trasmette tutto il suo buon umore, la sua voglia di fare, la sua dinamicità, l’amore per la famiglia e i suoi luoghi.
Ogni luogo che è casa diventa speciale. Succede spesso anzi, quasi sempre. Non c’è nulla più speciale della propria casa. Ma qui è diverso. Qui c’è una famiglia che vive insieme. Una famiglia che ha costruito una casa nelle terre del Mugello. L’orto, la vigna. Il vino come un semplice prodotto della terra.
Per rompere questo idillio di tranquillità serviva un pò di sana follia alla quale ha pensato Silvia.
Non ha rotto nulla in realtà. Perché quando una famiglia è tale, si stringe attorno ad una idea, ad una prospettiva diversa.
Bacco del Monte e il suo Pinot Nero (oltre allo Chardonnay che era di nonno Sergio e che piace tanto a Silvia) è tutto questo ma anche di più.
Come dico sempre, solo conoscendole le persone possiamo ricevere il dono di un pezzo della loro storia.
Grazie Silvia per questo dono.     Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram come @ivan_1969      
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20 Dicembre, 2023

Life of Wine. Viaggio nell'età del vino

Il vino è materia viva. Si evolve senza sosta. Prima nelle botti e nei tini, poi nella bottiglia arrivando ad esprimere, quando glielo si consente, le sue caratteristiche sensoriali e strutturali, il clima dell’annata di raccolta, l’ambiente che lo circonda e, perché no, l’anima del suo creatore. Ogni vino non è dunque solo diverso da un altro ma è diverso da esso stesso prodotto in annate diverse. La scoperta di questo non solo rende il vino un prodotto unico nel suo genere ma aiuta a comprendere quanto sia importante il rispetto della natura. Affascinante tutto ciò ma complicato da comprendere se non dinanzi ad una verticale ovvero ad una degustazione di uno stesso vino di annate diverse. Semplice a dirsi, difficile a farsi: non è che tutti i giorni abbiamo la fortuna di avere una dotazione di bottiglie di annate diverse! Ci ha pensato però la bellissima idea di degustazione Life of Wine Viaggio nell’età del vino, tenutasi all’hotel Villa Panphili di Roma lo scorso 3 dicembre. Una manifestazione unica nel suo genere che non mancherà di far parlare di se anche nel futuro per un format davvero fuori dagli schemi. Tanti produttori provenienti dalle diverse regioni di Italia, con lo scopo di far apprezzare certamente i loro prodotti ma con un occhio attento verso la verticale di almeno un vino. Life of Wine. Viaggio nell’età del vino è risultata una manifestazione unica nel suo genere e davvero ben ad riuscita. I miei complimenti agli organizzatori per aver osato. Il flusso di pubblico e i commenti entusiastici credo siano stati il migliore dei risultati. Aspetto con ansia la prossima edizione e nel frattempo, nelle mie storie, troverete i vini che ho avuto il piacere e l’onore di degustare. Una esperienza da ripetere!   Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram come @ivan_1969
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18 Dicembre, 2023

Gli eventi del vino 2024. La guida definitiva

Districarsi nel mondo del vino con la moltitudine di cantine, produttori, vitigni, etichette, tipologie ecc è impresa ardua. Ma lo è anche capire quali sono le occasioni di contatto e incontro tra produttori e clienti (oltre che gli addetti ai lavori). Ecco dunque “Gli eventi del vino 2024. La guida definitiva“, la lista di eventi ad oggi confermata con i link ai siti degli organizzatori. Cercheremo di aggiornarla ogni volta che sarà visibile un nuovo evento. Buon eventi!   13 – 14 gennaio Nebbiolo nel Cuore. Roma
Riserva Grande 15 gennaio Vini Veri, Assisi 15 gennaio Tutti i colori del bianco, Genova 21 gennaio Vino Indipendente, Calvisano (BS) 21 gennaio SlowWine, Treviso 21- 22 gennaio VinNatur, Genova dal 20 al 23 gennaio Wine in Venice, Scuola Grande della Misericordia, Venezia 25 gennaio Autoctoni si nasce, Milano dal 26 al 28 gennaio Forlì wine festival, Forlì 27 – 28 gennaio Vignaioli Naturali, Roma 28 – 29 gennaio Vini Migranti, Firenze 28 – 29 gennaio Evoluzione Vini Naturali, Grottaglie (TA) 29 – 30 gennaio Grandi Langhe, OGR, Torino dal 27 al 29 gennaio 9°^ edizione di Wine&Siena – Capolavori del gusto. Santa Mari della Scala, Siena dal 2 al 4 febbraio DiVino, Roma 3 – 4 febbraio DiVino, Ferrara 3 – 4 febbraio Amarone Opera Prima 2024. Palazzo della Gran Guardia, Verona dal 12 al 14 febbraio Wine Paris & Vinexpo Paris – Parigi (Francia) dal 12 al 14 febbraio Cesena in bolla, Cesena 14 febbraio PrimAnteprima – Giornata di apertura delle Anteprime di Toscana 2024, Firenze 15 -16 febbraio – Chianti Classico Collection, Firenze
17 febbraio – Anteprima Vino Nobile di Montepulciano,Montepulciano
18 febbraio – Chianti Lovers & Rosso Morellino, Firenze
19 febbraio – Anteprima L’Altra Toscana, Firenze 17 – 18 febbraio DiVino, Bergamo 18 – 19 febbraio Viva la vite, Pescara dal 24 al 26 febbraio Gusto DiVino, Cremona 25 – 26 febbraio Vini da Terre Estreme. Pilota Green. Hotel Palatino, Roma 25 – 26 febbraio WH Award Selection – Taste of Italy Houston (USA dal 25 al 27 febbraio Slow Wine Fair, Bologna Fiere, Bologna 2- 3 marzo DiVino, Vicenza dal 2 al 4 marzo Rome Wine Expo, Roma 3 – 4 marzo I Vini del Cuore la Guida, Genova 9 marzo FarmFood Festival, Merano 9 – 10 marzo Wine&Spirits, Milano 10 – 11 marzo ViniSelvaggi, Roma 10-12 marzo Prowein, Düsseldorf (Germania) dal 15 al 17 marzo Enotica, Roma 16 -17 marzo Trevino preview, Treviglio (BG) 17 – 18 marzo Anteprima Vini della Costa Toscana, Lucca 23 – 24 marzo Bollicine in Villa, Santa Maria di Sala (Ve) dal 23 al 25 marzo Paestum Wine Fest,  Paestum (SA) 24 – 25 marzo Viva la Vite, Napoli 24 – 25 marzo Terre di Toscana, Lido di Camaiore (LU) 6 -7 aprile Garda Wine Experience, Montichiari (BS) 13 – 14 aprile Summa, Magrè (Bz) 13 aprile Opera Wine, Verona 13 -1 4 aprile VanItaly, San Bonifacio (VR) 13 – 14 aprile VinNature, Gambellara (VI) dal 14 al 17 aprile Vinitaly, Verona 20 – 21 aprile Morbegno DiVino, il mercato del vino in Valtellina, Morbegno (SO) Dal 25 al 28 aprile Orcia Wine Festival, San Quirico d’ Orcia (Si) Dal 25 al 27 aprile Calici tra le mura, Pizzighettone (CR) Dal 25 al 28 aprile Vinum, Alba dal 27 al 29 aprile 2024 Only Wine Festival, Città di Castello (PG) 4 – 5 maggio Valdichiana Wine Festival, Castiglion Fiorentino (Ar) Dal 9 al 12 maggio Porto Cervo Wine Festival, Porto Cervo (SS) 11 – 12 maggio Vignaioli contrari, Spilamberto (MO 11 – 12 maggio Royal Tasting by Merano WineFestival, Monza Dall’11 al 13 maggio Le Contrade dell’Etna, Castiglione di Sicilia Dal 18 al 20 maggio Best Wine Stars, Milano Dal 18 al 20 maggio Castello Casale Monferrato. Anteprima Grignolino & Co Dal 19 al 20 maggio Teruar, Scicli (RG) Dal 19 al 20 maggio Gragnano (NA). Gragnano da Bere dal 20 al 22 maggio London Wine Fairs, Londra (Inghilterra) 22 – 23 maggio Karakterre. Elsenstadt. Austria 23 – 24 maggio Anteprima della Vernaccia di San Gimignano, San Gimignano (Si) dal 23 al 25 maggio Merano InterWine Festival Expocenter, Guangzhou 24 – 25 maggio Prima mostra mercato PIWI – Irresistibile. Verona 25 – 26 maggio Radda nel Bicchiere, Radda in Chianti (Si) 26 – 27 maggio Vinaltum, Appiano (BZ) 2 – 3 giugno Merano WineFestival Georgia, Tbilisi dal 5 al 10 giugno Radici del Sud – Bari 12 – 13 giugno Anteprima Montefalco,  Montefalco (Pg) 14 – 16 giugno Hortus vini, Roma dal 15 al 17 giugno Ciliegiolo di Maremma e d’Italia, Grosseto Dal 17 al 23 giugno Vinoforum, Roma Dal 2 al 4 agosto Wine Art Festival, Levigliani (LU) Dal 18 al 23 agosto Terre Sicane Wine Fest, Santa Margherita di Belice (RG) 29 settembre Anteprima Merano WineFestival Gran Premio, Merano 28 – 29 settembre Vendemmiata Romana, Roma Dal 5 al 13 ottobre Milano wine week, Milano 25 ottobre Anteprima Merano WineFestival, Lagundo 2 – 3 novembre TreVino, Trevigno (BG) 9 – 10 novembre Van Vignaioli Naturali, Roma 16 -17 novembre Trevino, Treviglio (BG) 25- 26 novembre WH Award Selection – Giornata Vino Italiano, Stoccolma 7 – 8 dicembre Calici al museo, Busto Arsizio (VA) 9 – 10 dicembre Merano WineFestival, Osaka     Claudia Riva di Sanseverino & Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram come @ivan_1969 e @crivads
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15 Dicembre, 2023

Castello di Querceto: oasi di qualità sostenibile nel cuore del Chianti Classico

Castello di Querceto: oasi di qualità sostenibile nel cuore del Chianti Classico
Come molti di voi sanno sono un grande appassionato dei grandi vini che la Toscana ci regala e innamorato delle sue mille sfaccettature territoriali. Proprio lo scorso anno, a giugno, ho fatto un piccolo tour per cantine che ha consentito di vedere da vicino alcune realtà e che si è concluso da Castello di Querceto, dove ho pernottato con la mia famiglia e dove, tra calda accoglienza, vini unici e natura incontaminata, mi sono sentito a casa. L’azienda, sita a Greve in Chianti e di proprietà della famiglia François, come in pochissimi altri casi in Italia, è sempre rimasta di famiglia e vanta oltre 125 anni di storia nella produzione di vini pregiati dai vigneti intorno al Castello, inoltre, è stata tra i soci fondatori del Consorzio Chianti Classico nel 1924, partecipando alla storia enologica del territorio e non solo. Oggi l’azienda è gestita dalla quinta generazione della famniglia e si estende su 190 ettari, di cui 65 a vigneto e 10 a oliveto, con la restante parte costituito da boschi di quercia e castagno, con la sua grande biodiversità che rappresenta un vero patrimonio verde di flora e fauna che circonda il Castello edificato nel XVI secolo d.C.. Tra le uve prodotte primeggia, come ovviamente ci si aspetta da quelle parti, il Sangiovese, a cui si affiancano numerose altre varietà, tra cui Canaiolo e il Colorino, a cui si affiancano gli internazionali, Cabernet Sauvignon, Syrah, Petit Verdot e Merlot. Tra i vitigni a bacca bianca ci sono la Malvasia del Chianti, il Trebbiano Toscano, il San Colombano e lo Chardonnay. Sin dall’inizio, la famiglia François ha posato le fondamenta del lavoro aziendale sulle basi della conoscenza profonda del proprio territorio, molto vario a livello geologico e climatico, e sul potenziale del suo Sangiovese, oggi declinato in tutte le tipologie della denominazione e non solo. La gamma di Castello di Querceto, infatti, si esprime in due macro-direzioni: da una parte il Chianti Classico, codice imprescindibile del territorio, dall’altra un’interpretazione più libera e personale che dà voce alle parcelle più peculiari del Castello, con un elemento comune che è quello dei cru, di cui Alessandro François è stato pioniere nella zona sin dagli anni ’70. Diverse sono le etichette prodotte, partendo dal Chianti Classico, biglietto da visita di notevole fattura e piacevolezza, classificatosi al 42º posto nella lista dei Top 100 Vini del 2023 di Wine Spectator, si passa poi a referenze sempre più strutturate e caratteristiche, con il Chianti Classico Riserva e ben due Gran Selezione, “La Corte” ed “Il Picchio”, due cru che ci raccontano nel calice le diverse caratteristiche che conferiscono le due differenti parcelle aziendali, i supertuscan “Cignale” (90% Cabernet Sauvignon e restante parte di Merlot), “Querciolaia” (65% Sangiovese e 35% Cabernet Sauvignon) e “QueRceto Romantic” (50% Petit Verdot, 30% Merlot, 20% Syrah). Notevoli anche il “Sole di Alessandro”, Cabernet Sauvignon in purezza di grande carattere, struttura e piacevolezza, e il Vin Santo prodotto secondo la tradizione. Tutti vini caratterizzati da una forte territorialità e da una freschezza e sapidità che vanno a esprimere esattamente le caratteristiche della parcella da cui provengono le uve. Anche in questo caso mi piace sottolineare il carattere sostenibile dell’azienda che si concretizza con l’attività quotidiana, per la quale è stato scelto di applicare parametri e standards definiti da norme ed organizzazioni terze, sotto il costante controllo e le verifiche di soggetti esterni. L’azienda aderisce infatti al Protocollo Viva, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica, che certifica l’applicazione dei principi della sostenibilità partendo dalla produzione dell’uva e coprendo tutta l’organizzazione della filiera, secondo gli indicatori di riferimento per il territorio, l’acqua, la gestione del vigneto e l’aria. Tutti i prodotti sono tutelati dagli standard di qualità e sicurezza alimentare BRC (Brand Reputation Compliance) e IFS (International Food Standard), con l’attività aziendale che segue un approccio legale ed etico attento nel suo complesso, applicando la normativa 231/01 ed adottando un codice etico. Ogni volta che penso a questa azienda e bevo i loro vini mi immergo in quella natura incontaminata che circonda il Castello, una vera e propria oasi sostenibile nel cuore della Toscana e del Chianti Classico che spero presto di poter tornare a vivere in prima persona e che consiglio a tutti voi di approfondire! A cura di Giuseppe Petronio  Mi trovi su Instagram @peppetronio
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15 Dicembre, 2023

Vin Viandante, il sogno e l'amicizia

La vita è un viaggio….non importa quale sia la destinazione. Come non ricordare Saetta McQueen e Cricchetto. Cars. Era il 2006 (e solo a fare i conti di quanti anni fa erano, mi sento male). Senza lasciarsi vincere dalla malinconia e ancor di più dalla senilità incombente, quella frase mi è ”rimbombata” in testa parlando con Gino e Cesare. Rim bomb ba ta. Avete mai fatto caso a quanto sia onomatopeica questa parola? Rim bom ba ta. Spettacolo. Divago sempre. Parlare di viaggio in ambito enoico non è poi così campato in aria. Si va anche in vacanza per visitare zone meravigliose vocate al vino con la speranza di conoscere aziende, cantine e soprattutto vini. C’è un mondo dietro il turismo del vino. Allora Gino e Cesare sono due organizzatori di viaggi? Non proprio.
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12 Dicembre, 2023

Sparkle 2024: un mondo di bolle

Ricordo di aver letto un articolo scientifico tempo fa che indicava in 1 milione il numero di bolle contenuto in un bicchiere e 49, sempre milioni, in una bottiglia. Dubbi a parte circa la tipologia di bolle derivante dal metodo di spumantizzazione e del rapporto 49:1, sono comunque un numero considerevole. Se dunque ci si trovasse in una sala con oltre 200 etichette di meravigliose bollicine italiane, il numero di bolle presenti sarebbe spaventoso! Fantasia? No, realtà. È quanto accaduto il 2 dicembre scorso nelle sale dell’hotel Parco dei Principi di Roma dove la rivista Cucina&Vini ha presentato la guida Sparkle 2024: l’eccellenza delle bollicine italiane. Ho trovato espressioni indubbiamente interessanti a conferma di quanto le bollicine si stiano affermando ma anche crescendo in quantità e qualità. Accanto ai nomi di produttori blasonati e vitigni affermati si fanno strada realtà tutte da valorizzare e scoprire. La guida Sparkle 2024 ne è l’essenza fornendo un utile orientamento per scoprire il meglio della nostra produzione su tutto il territorio nazionale. Nel mio blog Instagram e storie delle cantine e delle etichette degustate. L’invito che faccio è quello di bere responsabilmente, con gusto, scegliendo anche fuori dagli schemi e non fermarsi a contare le bollicine!   Ivan Vellucci Mi trovi su Instagram : @ivan_1969
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7 Dicembre, 2023

Corte Canella: Gloria, figlia di un sogno

Dico sempre che ero figlia di un sogno che non era mio, era del mio papà. Ora tra le mani ho qualcosa di prezioso: un progetto e qualcuno che crede in me!
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5 Dicembre, 2023

Berebene 2024: i migliori vini italiani sotto i 20€

Districarsi nel mondo del vino è davvero difficile. Nel 2022 l’ISTAT stimava in circa 255 mila le aziende vitivinicole attive in Italia. Avete idea di quante etichette di vino ci potrebbero essere? Solo di vitigni ne contiamo 545. Non voglio fare un calcolo combinatorio ma sono davvero tante. Forse troppe. Una vera giungla nella quale trovare un vino che incontri gusti ed esigenze dei consumatori è arduo. Tanto arduo. Per questo le strade sono molteplici.  Si va in enoteca dove si può scegliere autonomamente o supportati dal proprietario. Oggi ci sono anche i supermercati con cantine di tutto rispetto (Esselunga, Conad e Carrefour sopra tutti) spesso anche con sommelier dedicato.  Ci sono poi le fiere del vino. Qualche produttore li definisce dei “bevifici” ma per un consumatore è una occasione meravigliosa per avvicinarsi al mondo del vino e testare anche etichette prestigiose.  Sui social impazzano gli influencer che si proclamano esperti di vino. Io sono uno tra quelli e mi rendo conto che la credibilità spesso viene messa in discussione da logiche commerciali (che non mi appartengono). Infine le guide. Tante e delle più disparate. Essere presenti all’interno di una guida per un produttore è importante sia per riconoscimento al proprio lavoro sia per riconoscibilità verso i consumatori. Quando però la guida è Berebene del Gamberorosso, dove i vini devono rigorosamente costare meno di 20€ allora il connubio tra qualità e convenienza rappresenta il vero punto di incontro tra produttore e consumatore.  Non tutti possono permettersi vini costosi. Non sempre un vino costoso è sinonimo di qualità. Non si deve sempre bere vini importanti.  La guida Berebene 2024 contiene un nutrito numero di vini italiani (921) sotto i 20€ reperibili in enoteca ma anche nei supermercati. La presentazione è avvenuta nella meravigliosa cornice di Palazzo Brancaccio a Roma domenica 26 novembre dove l’incontro con i produttori ha consentito di testare i vini confermando a pieno la bontà delle scelte. Dunque, se è facile stupire con una bottiglia importante e costosa, più difficile è meravigliare con vini particolari e di assoluto valore. La guida aiuta in questo. Se vorrete poi fidarvi di un onesto blogger, seguitemi su Instagram @ivan_1969 dove trovate tutte le storie dei vini che ho testato. Vi aspetto   Ivan Vellucci Mi trovi su instagram : @ivan_1969  
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